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SUMMARY:Mostra | Vasari e Roma (Roma)
DESCRIPTION:A conclusione delle celebrazioni per i 450 anni dalla morte di Giorgio Vasari (1511-1574)\, Roma rende omaggio a uno dei grandi protagonisti del Rinascimento con un progetto espositivo dedicato al profondo e duraturo legame tra l’artista aretino e la città eterna. \n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra ricostruisce il percorso culturale e artistico compiuto da Giorgio Vasari nei suoi diversi soggiorni romani con l’intento di restituire al pubblico dei Musei Capitolini la ricchezza e la complessità della sua figura poliedrica di pittore\, architetto\, scenografo e biografo\, ma anche di straordinario interprete e testimone delle vite di papi\, signori\, letterati e artisti del XVI secolo\, grazie anche ai numerosi capolavori in prestito da importanti istituzioni italiane e internazionali tra cui Palazzo Barberini\, il Vive – Palazzo Venezia\, la Galleria degli Uffizi\, l’Archivio di Stato di Firenze\, la Pinacoteca Nazionale di Bologna\, l’Archivio della Fondazione Casa Buonarroti\, il Gabinetto dei Disegni e delle Stampe della Galleria degli Uffizi\, la Biblioteca Apostolica Vaticana\, il Museo e Real Bosco di Capodimonte\, il Museo Nazionale di Siena e il Móra Ferenc Múzeum di Szeged (Ungheria). \nIl progetto mette in luce il ruolo determinante che Roma ebbe nella formazione del giovane Vasari\, nel confronto con l’arte antica e con i grandi modelli della modernità – da Raffaello al Michelangelo “romano” – e nel rapido e straordinario sviluppo della sua carriera al servizio di prestigiosi prelati e pontefici. \n\nOrario \n\nDal 20 marzo 2026 al 6 settembre 2026\nTutti i giorni ore 9.30-19.30\nUltimo ingresso un’ora prima della chiusura\nGiorno di chiusura: 1° maggio \n\n\nBiglietto d’ingresso \n\nTariffe Musei Capitolini con mostra Vasari e Roma\nintero non residenti € 19\,50\nridotto non residenti € 14\,00\ngratuito per i possessori della Roma MIC card in corso di validità\, residenti a Roma e città metropolitana (mediante esibizione di valido documento che attesti la residenza) e per tutte le categorie previste dalla tariffazione vigente\ngratuito e/o ridotto per i possessori della Roma Pass \nPer biglietti cumulativi e altri dettagli visita la pagina > biglietti \n\n\n\nInformazioni \n\nTel 060608 attivo tutti i giorni dalle ore 9.00 alle ore 19.00 \nPromossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni culturali \nOrganizzata con Associazione MetaMorfosi \nIn collaborazione con Zètema Progetto Cultura \n\n\n\n\n\n\nCuratore \nAlessandra Baroni
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Costruire il futuro: i cantieri di Villa Giulia (Roma)
DESCRIPTION:Un cantiere in corso può trasformarsi in una straordinaria occasione di conoscenza\, in un laboratorio di ricerca e di scoperta che anticipa cambiamenti\, sfide e prospettive future. Dal 9 aprile 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta un ciclo di conferenze a cura della direttrice Luana Toniolo che racconta i grandi progetti in corso di realizzazione nelle sedi di Villa Giulia e Villa Poniatowski.\n\nDal cantiere delle ex Concerie Riganti presso Villa Poniatowski\, ai monumentali restauri di Villa Giulia\, dai nuovi allestimenti museali\, dove la narrazione delle collezioni incontrerà innovative forme di lettura\, fino alla straordinaria raccolta di Ori Castellani\, al memorabile restauro del sarcofago degli Sposi\, per concludere con la riqualificazione di Villa Poniatowski.\nSei incontri\, un giovedì al mese\, in collaborazione con i progettisti e i direttori dei lavori\, per raccontare i progetti in corso e la Villa Giulia del prossimo anno.\nDa questa stagione di grandi interventi il Museo è proiettato verso un futuro di trasformazioni: non si tratta solo di cambiamenti strutturali\, ma di una nuova visione culturale del Museo che si prepara a diventare il centro di nuovi spazi culturali nel cuore della città di Roma.\n\nIl 9 aprile si parte così con la narrazione del grande progetto di riqualificazione delle ex Concerie Riganti. Un’area mai aperta al pubblico e ora finalmente al centro di uno straordinario recupero. Il cantiere in corso trasformerà in modo significativo l’immagine di Villa Giulia e il suo rapporto con la città: da questo intervento nascerà una nuova area espositiva di 1000 metri quadrati che consentirà finalmente di valorizzare e rendere accessibili al pubblico i materiali oggi conservati nei depositi e che non trovano spazio nella sede espositiva centrale del Museo.\nOltre a questo verrà realizzato un auditorium\, un ristorante\, una terrazza panoramica\, un’area dedicata alle mostre temporanee\, spazi pensati come luoghi di incontro\, di dialogo e di vita culturale.\n\n“Raccontare al pubblico cosa si svolge dentro il museo e i lavori in corso è un nostro dovere come istituzione”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “E’ una responsabilità verso tutti\, in quanto custodiamo un patrimonio culturale che appartiene ad ognuno di noi. Vogliamo condividere in totale trasparenza le azioni che abbiamo intrapreso e queste conferenze racconteranno dalla viva voce di chi lavora quotidianamente nei cantieri\, dal Progettista al direttore dei lavori\, il perché di questi interventi\, che sono parte della visione di un museo che cresce sempre di più\, arricchendosi anche di edifici mai aperti al pubblico prima”.\nInsomma\, sfide ambiziose per il futuro del Museo che abbiamo deciso di anticipare al pubblico con questi incontri gratuiti e aperti alla cittadinanza.\n\nCALENDARIO CONFERENZE\nSala della Fortuna – Ore 17.00\n9 Aprile.\nIl Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti\n14 maggio.\nIl Rinascimento ritrovato. Il cantiere di restauro di Villa Giulia\n4 giugno.\nRipensare il Museo. Il nuovo racconto di Villa Giulia\n17 settembre.\nOreficeria Archeologica Italiana: il nuovo allestimento della collezione Castellani\n8 ottobre.\nNel segno del tempo: il sarcofago degli sposi fra analisi e cura\n12 novembre.\nDall’Egitto all’India: progetti per il recupero e la rifunzionalizzazione di Villa Poniatowski.\n\nIngresso gratuito in sala fortuna\, prenotazione all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | La Maddalena di Piero di Cosimo: arte\, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino (Roma)
DESCRIPTION:Il VIVE – Vittoriano e Palazzo Venezia annuncia la proroga della mostra “La Maddalena di Piero di Cosimo: arte\, storia e vite di donne nel Rinascimento fiorentino” fino al 6 settembre 2026. L’esposizione\, curata da Edith Gabrielli con la consulenza storica di Fernanda Alfieri\, Serena Galasso e Isabella Lazzarini\, avrebbe dovuto concludersi il prossimo 5 luglio\, ma il grande interesse manifestato dai visitatori e la rilevanza scientifica del progetto hanno spinto l’istituzione a prolungarne l’apertura per l’intera stagione estiva. \n  \nIl percorso espositivo si sviluppa all’interno di Palazzo Venezia\, in quegli ambienti un tempo adibiti alle cucine che sono stati appositamente restaurati e riaperti al pubblico proprio in occasione di questo importante appuntamento. Il nucleo centrale dell’iniziativa ruota attorno alla tavola dipinta alla fine del Quattrocento da Piero di Cosimo\, un’opera di raffinata qualità concessa in prestito dalle Gallerie Nazionali d’Arte Antica di Palazzo Barberini nell’ambito di un accordo strategico volto a valorizzare l’integrazione del patrimonio museale romano. \n  \nL’opera diventa la chiave d’accesso ideale per esplorare l’universo femminile nella Firenze rinascimentale. Rappresentando la santa come una giovane donna del suo tempo\, circondata da oggetti di uso comune\, il dipinto apre una finestra sulla realtà materiale e sociale dell’epoca. Il progetto si distingue per la sua forte impronta interdisciplinare\, frutto del lavoro corale di circa trenta studiosi che hanno fatto dialogare la storia dell’arte con la storia sociale e della cultura materiale\, offrendo uno spaccato profondo sulla nascita\, l’educazione\, la devozione\, la gestione domestica e l’universo produttivo dell’epoca. \n  \nL’estensione dell’apertura consentirà a un pubblico ancora più ampio di scoprire una selezione di oltre sessanta tra documenti e manufatti d’epoca\, tra cui lettere e libri di conti di figure storiche e manoscritti miniati\, che restituiscono concretezza alla memoria storica e permettono di comprendere a fondo le tecniche manifatturiere del passato grazie anche a un ricco impianto didattico e multimediale. \n  \nLa proroga si inserisce inoltre in una più ampia visione strategica promossa dal VIVE. Questa iniziativa anticipa infatti il futuro percorso stabile di Palazzo Venezia dedicato alla grande tradizione artistica e artigiana della penisola\, dal Medioevo alle soglie del Made in Italy. \n  \nInformazioni: \n  \nOrari: \nTutti i giorni\, 9.30-19.30 (ultimo ingresso 18.45) \n  \nBiglietti: \nLa mostra è inserita nel biglietto del VIVE \n  \nIntero 18 euro (mostre incluse) \nAgevolato 5 euro mostre incluse \nGratuità di legge \n  \n  \nGuida e volume di studi: \nLa mostra è accompagnata da una guida e da un volume di studi editi da Silvana Editoriale \n 
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SUMMARY:Mostra | Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo (Rieti)
DESCRIPTION:Da venerdì 8 maggio il Museo diffuso Città di Rieti ospiterà\, all’interno della sezione archeologica del Museo Civico (Via Sant’Anna\, 4)\, la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo”\, prodotta da Archeoares\, CIADD News e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti\, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici. \nI reperti in mostra\, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini\, accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo\, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma. \n“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti\, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente – spiega la direttrice del Museo Civico di Rieti\, Francesca Lezzi – Qui\, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne\, realizzate con assoluta fedeltà storica\, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro\, millenni fa. In questo percorso\, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango\, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”. \nLa mostra sarà visitabile fino a mercoledì 6 gennaio 2027. \nPer maggiori informazioni\, è possibile scrivendo all’indirizzo rieti@archeoares.com oppure chiamare il numero 335431722.
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SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Presentazione e musealizzazione della Tomba dei Vasi con Uccelli dipinti (Barbarano Romano - VT)
DESCRIPTION:Il ricco corredo della Tomba dei Vasi con Uccelli Dipinti\, rinvenuto nella tomba a tumulo portata alla luce sul pianoro di Caiolo nella campagna di scavo archeologico condotta nell’estate 2025\, trova la sua collocazione definitiva nel Museo delle Necropoli Rupestri di Barbarano Romano. \n\n\n\n\n\n\nSabato 6 giugno\, il museo si apre agli studiosi e appassionati per raccontare come si sia arrivati alla scoperta\, presentare il corredo stesso e la sua musealizzazione. \nI ricercatori del San Giuliano Research Project\, che hanno partecipato alla scoperta\, ne parleranno alle 17.00 in Sala Sant’Angelo nel centro storico di Barbarano Romano; a seguire i partecipanti saranno accompagnati alla visita nell’adiacente Museo delle Necropoli Rupestri. Chiuderà un momento di convivialità e condivisione. \nEvento aperto a tutti\, sabato 6 giugno a partire dalle 17.00\, Sala Sant’Angelo a Barbarano Romano (VT). \n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato alle scoperte di Barbarano Romano: \nEccezionale scoperta a San Giuliano: rinvenuta una tomba etrusca inviolata del VII secolo a.C. [LE FOTO] \n \n 
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SUMMARY:#GEA2026 - Cantieri aperti\, siti archeologici e attività per famiglie (Roma)
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia 2026\, promosse dal Ministero della\nCultura\, la Soprintendenza Speciale di Roma partecipa con un programma di aperture\nstraordinarie\, visite guidate e attività inclusive dedicate a pubblici di tutte le età\, in programma\ndal 12 al 14 giugno 2026. \n«Le Gea 2026 hanno come tema l’archeologia nel suo farsi – spiega Daniela Porro\, Soprintendente\nSpeciale di Roma – e offrono l’opportunità di conoscere da vicino alcuni dei siti archeologici e\ncantieri della città\, come la Villa romana monumentale al Cimitero Flaminio e gli Horti di Domitilla.\nÈ una iniziativa che la Soprintendenza interpreta anche valorizzando il patrimonio culturale\nattraverso esperienze partecipative\, laboratori e percorsi accessibili». \nTra gli appuntamenti più attesi spicca l’apertura\, il 12 giugno\, della Villa al Cimitero Flaminio\,\neccezionale testimonianza archeologica chiusa da oltre 15 anni e appena restaurata con un nuovo\npercorso di visita. Questa domus aristocratica era affiancata da un mausoleo di famiglia che\nrappresenta la prima attestazione di uso funerario dell’area del Cimitero Flaminio\, il più grande\nd’Italia. \n\nDa non perdere la possibilità di visitare gli Horti Domitia Lucilla\, all’interno del complesso\nospedaliero San Giovanni-Addolorata. Questo straordinario sito consente di compiere un viaggio\nnella parte produttiva della vasta proprietà appartenuta a Domitia Lucilla\, madre dell’imperatore\nMarco Aurelio. Cortili porticati\, vasche\, aree di stoccaggio e tabernæ affacciate su una strada\nbasolata\,raccontano la vita quotidiana di una delle più importanti residenze suburbane dell’antica\nRoma. \nParticolare attenzione è riservata alle famiglie e ai più piccoli con iniziative in programma alle\nTerme di Caracalla e all’Arco di Malborghetto. Domenica 14 giugno il Servizio Educativo della\nSoprintendenza propone Un giorno alle terme di Caracalla\, laboratorio dedicato ai bambini dai 3\nai 6 anni. Attraverso attività ludiche e didattiche\, i partecipanti potranno avvicinarsi al mondo\nromano e comprendere il ruolo che le terme avevano nella vita quotidiana degli antichi cittadini.\nDal 12 al 14 giugno\, anche il sito di Malborghetto accoglierà famiglie e bambini con visite guidate\nall’Arco di Costantino e alla mostra Memorie Archeologiche di Pellegrini e Giubilei\, laboratori\ndedicati alle tecniche costruttive romane\, alla Via Flaminia e alla figura del pellegrino\, oltre a\npercorsi interattivi e installazioni accessibili pensati per coinvolgere visitatori di tutte le età in\nun’esperienza di scoperta e partecipazione. \n\nAnche il Drugstore Museum ospiterà\, in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi e la\nCooperativa Il Treno 33\, un laboratorio e visite guidate accessibili per bambine e bambini dai 6\nanni\, alla scoperta dei miti e delle credenze dell’antica Roma. Completano il programma le\naperture dell’area archeologica di Santa Croce in Gerusalemme\, dove sarà possibile visitare il sito\narcheologico e scoprire il progetto in corso per il nuovo allestimento e valorizzazione del sito. \nDrugstore Museum\n  \nwww.soprintendenzaspecialeroma.it
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:#GEA2026 | "Archaeology in the making" a Tuscania (Tuscania - VT)
DESCRIPTION:La Soprintendenza\, in accordo con gli archeologi che stanno portando avanti ricerche topografiche\, geoarcheologiche e scavi di archeologia preventiva\, organizza un workshop a Tuscania per raccontare l’attività archeologica come spazio di conoscenza\, trasparenza e partecipazione al pubblico locale e non. \nCiascuno dei professionisti presenterà i ritrovamenti o la ricerca sul campo che sta conducendo\, per dialogare su un contesto\, Tuscania\, che soprattutto negli ultimi anni ha visto un’intensificazione di lavori per l’archeologia preventiva legate alle FER\, ma anche di attività più sistematiche e programmate\, come quelle del CNR e delle Università di Napoli e Siena. \nAl termine del workshop\, si terrà la visita guidata al cantiere di Pian di Vico/Muracciole dove è in corso lo scavo di una necropoli dell’età del Rame. RITROVO: https://maps.app.goo.gl/332iMmMzZERx84SF8?g_st=am  \n\nData: sabato 13 giugno\, ore 15-19\nLuogo: Tuscania\, Sala Conferenze Ex Santa Croce\, Piazza F. Basile\nPromotore: SABAP-VT-EM\, Comune di Tuscania\nAttività previste: Workshop e visita di un cantiere di scavo archeologico\nInformazioni/Contatti: simona.carosi@cultura.gov.it\nL’accesso al workshop è libero fino ad esaurimento posti;\nPer la visita al cantiere\, è necessaria la prenotazione a: sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it
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SUMMARY:#GEA2026 | Civitella d’Agliano: dietro le quinte dello scavo della necropoli di Castel Sozzio. Storie di una comunità altomedievale (Civitella d’Agliano- VT)
DESCRIPTION:In occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia (GEA 2026) la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale\, in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università Sapienza di Roma e il Comune di Civitella d’Agliano\, organizza una#gea2026 \nSarà questa l’occasione per scoprire come lo scavo sistematico della necropoli con più di cento tombe individuate\, in concessione dal 2020\, stia contribuendo a ricostruire l’evoluzione e le caratteristiche di una comunità che ha abitato i territori di Civitella d’Agliano tra il V e il VII sec. \nGrazie alla partecipazione del Prof. Marcello Spanu dell’Università degli Studi Roma Tre\, sarà possibile\, inoltre\, conoscere lo stato di avanzamento dello studio dei reperti provenienti dallo scavo della villa rustica datata tra I sec. a. C. e IV sec. d. C. in località Spoletino e visitare l’allestimento multimediale nei locali del Comune. \nIn questa giornata i partecipanti potranno entrare in contatto con i metodi propri della ricerca archeologica\, dall’organizzazione e svolgimento dello scavo alla catalogazione e studio dei reperti nei depositi. \nNati da un protocollo d’intesa tra Soprintendenza e Comune di Civitella d’Agliano\, sono proprio questi depositi archeologici\, posti nel cuore del centro storico della città\, a costituire un luogo che accoglie una comunità di ricercatori\, provenienti da diversi enti nazionali e internazionali\, impegnati a ricostruire l’evoluzione storica dei territori di questa porzione di Teverina laziale attraverso la catalogazione e lo studio dei reperti provenienti dalle attività di scavo. In quest’ottica i depositi non si limitano ad essere magazzini di oggetti del passato\, ma diventano luoghi di ricerca attiva\, di tutela del patrimonio e di scambi culturali tra gli archeologici e la comunità che vive nel territorio. \n\nData: 13 giugno 2026 ore 10:00\nLuogo: Civitella d’Agliano\, Piazza Cardinale Dolci\nPromotore: Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e l’Etruria meridionale in collaborazione con il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università Sapienza di Roma e il Comune di Civitella d’Agliano\nPrenotazione obbligatori all’indirizzo: <sabap-vt-em.comunicazione@cultura.gov.it>\nInfo : <sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it>
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SUMMARY:#GEA2026 | Presentazione dei progetti PNRR (Vetralla - VT)
DESCRIPTION:Presentazione dei progetti PNRR a cura della Soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale di Macchia delle Valli e di Grotta Porcina a Vetralla \nL’evento si inserisce nell’ambito delle tematiche scelte per le Giornate Europee dell’Archeologia\, dove il processo della ricerca archeologica viene presentato in tutte le sue fasi: dalla progettazione alle operazioni sul campo; con apertura al pubblico dei cantieri. \nAlle ore 10.30\, presso la Sala conferenze del Museo della Città e del Territorio di Vetralla in via di porta Marchetta n. 2\, dopo i saluti istituzionali del sindaco di Vetralla\, si apriranno i lavori con la conferenza di presentazione dei cantieri PNRR delle aree archeologiche di Macchia delle Valli e di Grotta Porcina\, a cura dei tecnici della Soprintendenza e del progettista incaricato. Alle ore 11.30\, al termine della conferenza di presentazione del progetto PNRR\, si terrà la visita guidata al cantiere di Grotta Porcina. La partecipazione è gratuita con prenotazione obbligatoria. \nL’area di Macchia delle Valli e di Grotta Porcina a Vetralla (VT) sono oggetto di importanti progetti di indagini archeologiche\, restauro\, valorizzazione e fruizione\, che la Soprintendenza sta sviluppando anche con fondi PNRR. Le indagini hanno permesso l’elaborazione di un progetto di fruizione e valorizzazione che mette nella giusta relazione e in un ininterrotto dialogo gli importanti monumenti etruschi e il paesaggio circostante. \nPer info e prenotazioni scrivere a: sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it \nconsultare il sito web: www.sabapviterboetruria.cultura.gov.it \n\n\nData: sabato 13 giugno 2026 ore 10.30\nLuogo: Museo della Città e del Territorio di Vetralla in via di porta Marchetta n. 2;\nPromotore: Soprintendenza ABAP per la Provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale\nInfo e prenotazioni:  <sabap-vt-em.eventi@cultura.gov.it>\nliberatoria da consegnare (a mano) per partecipare all’evento
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SUMMARY:Visite tematiche | Riapertura della Rocca Farnese dopo il restauro (Capodimonte - VT)
DESCRIPTION:I recenti interventi di restauro promossi dalla Soprintendenza ABAP per la provincia di\nViterbo e per l’Etruria meridionale\, finanziati nell’ambito del programma PNRR – Caput\nMundi\, rappresentano l’occasione per una nuova apertura al pubblico della Rocca Farnese di\nCapodimonte\, complesso privato\, di straordinario valore storico e paesaggistico. Gli interventi\nhanno interessato l’avancorpo di facciata\, il cortile e l’affresco nella loggia (oggi salone) di\nfacciata\, contribuendo a restituire leggibilità architettonica a uno dei beni più rappresentativi\ndell’intera conca del lago di Bolsena e dell’alta Tuscia. \nLa prima delle aperture estive si terrà il 20 giugno\, e organizzata in collaborazione con il FAI\n– Fondo per l’Ambiente Italiano. Per questa data inaugurale\, la Soprintendenza affiancherà\nl’iniziativa offrendo un contributo storico‐architettonico dedicato ai lavori eseguiti e al ruolo della\nRocca nel sistema insediativo della Tuscia. \nEdificata come fortificazione sul promontorio di Capodimonte\, la Rocca fu ampliata e fortificata a\npiù riprese\, per essere essere trasformata poi nel XVI secolo in residenza rinascimentale per\nvolontà del cardinale Alessandro Farnese\, con un progetto attribuito ad Antonio da Sangallo\nil Giovane. Il complesso conserva ancora oggi la sua duplice natura di architettura difensiva e\ndimora signorile\, cui si aggiunge il giardino pensile ricavato sui bastioni\, da cui si apre una\ndelle visuali più ampie e suggestive sul lago di Bolsena. \nInformazioni:\nEvento aperto a tutti.\nPrenotazione obbligatoria sul sito FAI Prenotazioni\nPossibilità di iscrizione al FAI in loco. \nDove:\nRocca Farnese – Capodimonte\nPiazza della Rocca\, 1\, 01010 Capodimonte (VT) \nAperture:\n20 giugno (disponibilità esaurita)\n4 luglio\n18 luglio\n8 agosto\n5 settembre\nOrari:\nPrimo turno: ore 17.30 – 18.30\nSecondo turno: ore 18.30 – 19.30\nMassimo 25 persone ogni turno.
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SUMMARY:Mostra | Metamorfosi. Ovidio e le arti (Roma)
DESCRIPTION:Dopo la presentazione al Rijksmuseum di Amsterdam\, approda alla Galleria Borghese Metamorfosi. Ovidio e le arti\, il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione tra le due istituzioni e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. Dal 23 giugno al 20 settembre 2026\, la mostra si pre­senta a Roma in una configurazione autonoma e originale\, frutto di un articolato dialogo scientifico internazionale che ha riunito oltre ottanta opere provenienti da prestigiosi musei europei e americani. \n  \nA partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora l’idea della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo\, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visio­ne del mondo fondata sul mutamento\, sull’instabilità delle forme e sulla perme­abilità dei confini tra umano\, naturale e divino. \n  \nGli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Me­tamorfosi\, rendendo questo luogo non solo adatto\, ma intimamente connesso al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione\, concependo l’architettura come di­spositivo culturale capace di intrecciare mito\, arte e autorappresentazione in un unico\, coerente sistema di significati. Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci\, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi\, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva. \nCuore della mostra è dunque l’idea della metamorfosi come forza generativa che attraversa e ridefinisce il cosmo\, la materia e il corpo. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici\, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti\, dando forma visiva a passioni\, desideri\, astuzie\, violenze\, inganni e possibilità di redenzione. \n  \nIl percorso espositivo si apre con il racconto della creazione del mondo\, narrato nei versi iniziali del poema. Nella sezione Caos e Creazione\, opere di Louis Finson\, Hendrick Goltzius\, Herri met de Bles\, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși re­stituiscono visivamente il passaggio dalla materia informe all’ordine del cosmo\, facendo della metamorfosi il principio generatore della natura e della vita. \n  \nLa fortuna del testo ovidiano è al centro de Il poeta e il libro\, che indaga le trasfor­mazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli attraverso manoscritti\, traduzioni\, volgarizzamenti e reinterpretazioni morali. Dall’esperienza medievale dell’Ovide moralisé fino al recupero filologico rinascimentale\, emerge la straordinaria capacità dell’opera di adattarsi a contesti culturali differenti. Qui il cele­bre Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro berniniano conservato nella Galleria\, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. \n  \nAttorno al gruppo del Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini si sviluppa la se­zione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone. Il racconto del rapimento di Pro­serpina e della disperata ricerca della figlia da parte di Cerere diventa occasione per riflettere sui temi della perdita\, della rinascita e dell’alternarsi delle stagioni. Opere antiche\, dipinti di Agostino Carracci e il commovente Orfeo ed Euridice di Rubens ampliano l’immaginario dell’oltretomba evocato dal poema. \n  \nLa figura di Aracne introduce una riflessione sull’arte stessa come processo di trasformazione. Nel racconto ovidiano la tessitura diventa metafora della crea­zione poetica\, che nella mostra si declina con dipinti\, arazzi e manufatti tessili capaci di trasformare la parola in immagine\, rendendo visibile la straordinaria capacità narrativa dell’arte. Le interpretazioni di Tintoretto e Rubens dialogano inoltre con preziosi arazzi che restituiscono la ricchezza figurativa delle storie narrate da Ovidio. \n  \nTra le sezioni più importanti troviamo quella dedicata a Leda e il cigno\, uno dei più celebri episodi degli amori di Giove. Attraverso dipinti e sculture derivati dalle invenzioni perdute di Leonardo e Michelangelo\, la mostra ricostruisce la fortuna di un mito che\, tra Quattrocento e Cinquecento\, divenne terreno privilegiato di confronto tra pittura e scultura. Accanto a queste opere trova posto la straordi­naria Danae di Correggio\, capolavoro assoluto della pittura rinascimentale\, dove il desiderio divino si manifesta sotto forma di pioggia d’oro. \n  \nCon il mito di Pigmalione la riflessione si sposta sul rapporto tra arte e vita. Le celebri interpretazioni di Jean-Léon Gérôme e Auguste Rodin mostrano la materia nell’istante in cui sembra animarsi\, trasformando il desiderio dell’artista in atto creativo. Il tema del mutamento diventa qui una meditazione sul potere stesso dell’arte e sulla sua capacità di dare forma all’immaginazione. \n  \nIl percorso prosegue con le vicende di Perseo e Medusa\, dove la trasformazione assume il volto opposto della pietrificazione. Attraverso opere di Rubens\, Seba­stiano Ricci\, Antonio Tempesta e Rutilio Manetti\, la mostra racconta una meta­morfosi che può essere insieme strumento di distruzione e mezzo di salvezza\, in grado di mutare irreversibilmente il destino degli uomini. \n  \nL’esposizione si conclude con una sezione dedicata al potere dell’amore\, forza che attraversa l’intero poema e che nelle opere di Tiziano\, Nicolas Poussin e ne­gli splendidi arazzi tardomedievali dedicati a Narciso ed Eco si manifesta come energia creatrice e distruttrice al tempo stesso. Attraverso desiderio\, passione\, perdita e contemplazione\, il mito rivela la sua capacità di interpretare le emozioni fondamentali dell’esperienza umana. \n  \nIl percorso propone una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento\, evocan­do la tensione tra ordine e trasformazione\, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte\, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica\, ma come categoria estetica e ontologica\, attraverso cui interrogare le relazioni tra tempo\, spazio\, materia e forma. \n  \nProdotto in collaborazione con il Rijksmuseum\, il catalogo della mostra – dispo­nibile in italiano\, inglese e olandese – presenta le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi. Il progetto grafico è affidato a Irma Boom. Gli allestimenti della mostra sono curati da Hubert Le Gall. \n  \nLa Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno.
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SUMMARY:Presentazione scavi | Il filo che unisce e lo stilo che scrive. Lo scorrere del tempo quotidiano a Falerii nel VII-VI secolo a.C. (Civita Castellana - VT)
DESCRIPTION:Civita Castellana (VT) – Come si viveva 2600 anni fa nella città di Falerii\, sull’assolato colle di Vignale? Per scoprirlo si abbandoneranno per un giorno i libri di storia e si ascolteranno le narrazioni degli archeologi\, toccando con mano le loro ultime scoperte. Giovedì 25 giugno 2026 sarà una giornata interamente dedicata all’antica città preromana di Falerii\, con un doppio appuntamento ravvicinato per esplorare le attività\, i commerci e la vita della popolazione falisca tra il VII e il VI secolo a.C. \nLa mattina: porte aperte allo scavo (Ore 10:30) \nIl viaggio inizia direttamente sul campo. Alle ore 10:30\, appassionati\, cittadini e stampa sono invitati a salire sul colle di Vignale per una suggestiva visita guidata all’area archeologica. Sarà un’occasione unica per osservare il cantiere aperto e gli archeologi all’opera e capire come si stia con pazienza riportando alla luce un passato lontano. \n\n\nPunto d’incontro: Ai piedi del colle di Vignale (Posizione Google Maps). \n\n\nPer la visita sul sito è gradita la prenotazione via mail a faleriimail@gmail.com. \n\n\nIl pomeriggio: la presentazione e la mostra dei reperti (Ore 17:00) \nNel pomeriggio ci si sposterà nella splendida cornice del Museo Archeologico Nazionale dell’Agro Falisco e Forte Sangallo. Alle ore 17:00 prenderà il via l’incontro dal titolo: \n“Il filo che unisce e lo stilo che scrive. Lo scorrere del tempo quotidiano a Falerii nel VII-VI secolo a.C.” \nDurante l’evento verranno svelati i risultati della campagna di scavo del giugno 2026. Per l’occasione\, verrà esposta una selezione speciale dei reperti appena venuti alla luce\, offrendo uno spaccato straordinario e ravvicinato della vita antica. \nUna sinergia di eccellenze \nLa campagna di scavo e la sua divulgazione sono il risultato di una stretta collaborazione istituzionale che unisce ricerca\, tutela e valorizzazione del territorio. Da ormai cinque anni\, il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza Università di Roma scava sul colle di Vignale in regime di concessione ministeriale\, muovendosi in sinergia con la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale\, la Direzione Regionale Musei Nazionali Lazio e il Comune di Civita Castellana. \nRiepilogo appuntamenti – Giovedì 25 giugno 2026: \n\n\nOre 10:30  Visita guidata sul colle di Vignale (ingresso scavi) \n\n\nOre 17:00  Presentazione dei risultati e mostra reperti al Museo Archeologico Nazionale / Forte Sangallo
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