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SUMMARY:Presentazione progetto | Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta (Pieve di Cadore - BL)
DESCRIPTION:Nell’ambito della lunga collaborazione inter-istituzionale tra Soprintendenza e Magnifica Comunità di Cadore\, è stato possibile avviare il progetto di “riscoperta” di reperti giacenti nei depositi dell’Università degli Studi di Padova\, destinati ora al Museo Archeologico Cadorino “Enrico De Lotto” a Pieve di Cadore (Bl). Le nuove attività di studio hanno consentito di recuperare una storia “dimenticata” e di riportare nel territorio di provenienza reperti particolarmente importanti per la storia dell’alto Medioevo in Cadore. \nVenerdì 12 giugno\, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia\, Soprintendenza\, Università di Padova\, Dipartimento di Biologia e Magnifica Comunità di Cadore promuovono un appuntamento dal titolo\n👉 “Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta” per presentare il progetto di restituzione di questi reperti al Museo Archeologico Cadorino.\n👉 L’iniziativa sarà accompagnata da una visita guidata al nuovo allestimento del museo\, dove i reperti archeologici sono oggi esposti. \nEssi rappresentano un autentico doppio rinvenimento.\n✅ La prima scoperta (fortuita) avvenne verso l’inizio del ’900 presso il torrente Boite\, ma solo nel 1911 furono consegnati al prof. Giorgio Dal Piaz (Università di Padova) e successivamente all’archeologo Raffaello Battaglia\, che per primo li studiò e pubblicò su riviste di settore. Dall’epoca degli studi\, i reperti sono rimasti nei magazzini del Museo di Antropologia dell’Ateneo patavino.\n✅ La seconda scoperta (sempre fortuita!) è avvenuta nel 2021; infatti\, durante un lavoro di catalogazione\, è stato possibile identificare con certezza il lotto cadorino studiato dal Battaglia\, che purtroppo\, seppur in buono stato di conservazione\, aveva perso ogni originaria indicazione di provenienza. La proficua collaborazione fra gli Enti pubblici competenti\, dopo il completamento dello studio e l’esecuzione di puntuali e circoscritti interventi conservativi\, ha consentito quindi il ritorno al loro territorio d’origine dei reperti facenti parte delle collezioni di Antropologia del Dipartimento di Biologia dell’Università degli Studi di Padova. \n🔎 Il gruppo di reperti fa presumere l’esistenza a Valle di Cadore di una necropoli alto-medievale (fine VI-inizi VII sec. d.C.).\nA tombe femminili rimandano orecchini\, pendenti\, anelli\, bracciali e fibule a “S” mentre la punta di lancia verosimilmente appartiene ad una sepoltura maschile.\nIn particolare è significativa la presenza delle fibule a “S”\, tipiche del costume femminile longobardo\, circa fino all’inizio del VII secolo. Le fibule di Valle sono del tipo più semplice (in bronzo)\, decorate da motivi incisi. Fibule simili si trovano in Friuli e in centri posti lungo la strada che collega la Carnia al Passo della Mauria e dunque al Cadore (si veda\, ad esempio\, la necropoli di Andrazza a Forni di Sopra\, Udine). \nLa punta di lancia indica la presenza di un individuo maschile con status di guerriero; anche in questo caso\, nelle sepolture maschili di cultura longobarda si trovano spesso armi che sottolineano il rango. Le armi non solo affermano la presenza di un individuo armato ma anche di un uomo libero (arimanno)\, che godeva dei diritti pubblici. Ad un nucleo di ritrovamenti sporadici appartengono infine due reperti di cronologia ben differente\, la cui provenienza da Valle di Cadore è decisamente significativa. Le due monete rinvenute spiccano sia per l’ottimo stato di conservazione sia come indicatori delle vicende storiche di questo territorio. La più antica è un sesterzio databile nell’ambito della prima metà del III secolo e potrebbe alludere a situazioni (transiti o stazionamenti) di natura militare. Il secondo esemplare è molto più recente ed è testimone dei legami di quest’area con la Repubblica di Venezia. Il progetto rientra in un più ampio percorso scientifico di lunga durata\, diretto dalla Soprintendenza e dalla Magnifica Comunità di Cadore\, per la tutela\, lo studio e la fruizione del patrimonio archeologico cadorino. \n📆 Venerdì 12 giugno 2026\n📌 “Valle di Cadore alto-medievale. Storia di una doppia scoperta”\n🕦 Ore 17.30 – presentazione del progetto\nSala consiliare del Comune di Pieve di Cadore (Bl)\, Piazza Municipio n. 18\n🕦 Ore 18.00 – Visita al nuovo allestimento Museo Archeologico Cadorino “Enrico de Lotto”\, Piazza Tiziano n.2\, Pieve di Cadore (Bl) \n📌 Intervengono:\nAlessandro Asta – funzionario archeologo Soprintendenza Archeologia Belel Arti e Paesaggio per per le province di Padova\, Treviso e Belluno\nNicola Carrara – Università degli Studi di Padova\, Dipartimento di Biologia\nMatteo Da Deppo – Magnifica Comunità di Cadore
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SUMMARY:Eventi | Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali
DESCRIPTION:Una caccia alla storia tra le vie di un borgo medievale\, giovani principi pronti a sfidarsi per\nconquistare una corona\, prove di tiro con la balestra come nel Quattrocento.\nOltre l’apertura straordinaria del 2 giugno\, domenica 7 giugno\, prima domenica del mese\, torna\nl’apertura congiunta dei “Castelli\, palazzi e borghi medievali” della media pianura lombarda\,\npromosse dall’associazione Pianura da Scoprire. Sarà l’ultimo appuntamento della sessione\nprimaverile.\nUna giornata pensata anche per famiglie e bambini\, ideale per assaporare il clima delle vacanze\normai vicine tra castelli\, borghi storici\, campagne e parchi fluviali della pianura lombarda.\nUn’occasione per vivere una gita fuori porta lenta e sorprendente\, alla scoperta di un territorio\nricco di storia\, arte e tradizioni\, tra la pianura bergamasca\, il Cremasco\, la Bassa bresciana e il\nterritorio attraversato dal fiume Adda. \nSpunti e laboratori per tutta la famiglia\nTra le iniziative speciali della giornata\, nello storico borgo di Martinengo la Pro Loco proporrà nel\npomeriggio “A caccia di storia”\, attività dedicata ai bambini dai 6 ai 10 anni e alle loro famiglie.\nAttraverso tappe tematiche\, racconti\, giochi e laboratori\, i più piccoli potranno scoprire i luoghi\nsimbolo della città imparando divertendosi.\nA Urgnano spazio invece a “Una corona per due”\, nuova visita animata per bambini dai 5 ai 10\nanni\, durante la quale due giovani principi si contenderanno il regno e la mano della misteriosa\nprincipessa tra prove\, giochi e sfide all’interno del castello. \nA Solza\, nel castello che diede i natali al celebre condottiero Bartolomeo Colleoni\, la visita guidata\nsarà dedicata al tema delle balestre nel XV secolo. Dopo un approfondimento storico con attività\ninterattive\, i partecipanti potranno cimentarsi anche in una prova pratica di tiro con repliche\nstoriche di metà Quattrocento. \nPassaporto e shopper in tela\nQuesti sono solo alcuni degli appuntamenti che animeranno l’ultima apertura congiunta della\nprimavera 2026 dei Castelli\, palazzi e borghi medievali della media pianura lombarda.\nIn tutte le località aderenti sarà possibile partecipare a visite guidate\, mostre\, mercatini\, eventi\nculturali e attività per tutte le età\, secondo una formula ormai consolidata che consente a ogni\nvisitatore di costruire liberamente il proprio itinerario.\nConfermato anche il “Passaporto”\, disponibile nelle località aderenti e da timbrare tappa dopo\ntappa durante le giornate di apertura del circuito\, così come la possibilità di acquistare le nuove\nshopper in tela dedicate alla manifestazione.\nTutte le informazioni aggiornate su orari\, modalità di accesso\, prenotazioni ed eventi collaterali\nsono disponibili sul sito pianuradascoprire.it e sui canali social dell’iniziativa. \nTutte le informazioni relative alle località visitabili\, gli orari\, i costi e gli eventi collaterali sono disponibili sul sito: www.pianuradascoprire.it
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SUMMARY:Mostra | Sotto il segno di Teodorico. Storia e miti della Verona gota (Verona)
DESCRIPTION:Chi fu davvero Teodorico? Sovrano illuminato\, re barbaro\, protagonista di leggende oscure? \nLa nuova esposizione della Biblioteca Capitolare di Verona invita a entrare in una figura complessa e affascinante\, sospesa tra storia e mito\, e a riscoprire il profondo legame che la unisce alla città. \nRe degli Ostrogoti e signore d’Italia tra V e VI secolo\, Teodorico il Grande governò a lungo da Ravenna\, ma Verona occupò un posto speciale nella sua geografia politica e simbolica. Qui la sua presenza è rimasta impressa non solo nelle fonti storiche\, ma anche nella memoria collettiva\, alimentando nei secoli racconti e interpretazioni spesso divergenti. \nAttraverso manoscritti\, cronache e testi a stampa\, il percorso espositivo ricostruisce il contesto storico in cui visse Teodorico: un’epoca di transizione\, segnata dall’incontro – e talvolta dallo scontro – tra mondo romano e regni “barbarici”\, tra tradizioni religiose diverse e nuovi equilibri politici. Accanto alla dimensione storica\, emerge quella leggendaria: un Teodorico che\, con il passare dei secoli\, si trasforma\, cambia volto e significato\, diventando protagonista di narrazioni sempre più lontane dalla realtà originaria. \nParticolare attenzione è dedicata alla tradizione veronese\, che conserva tracce significative di questa evoluzione. Le cronache locali\, insieme ad altre testimonianze\, permettono di seguire la costruzione di una memoria stratificata\, in cui il dato storico si intreccia con l’immaginario\, dando vita a un racconto complesso e affascinante. \nL’esposizione offre così non solo l’occasione di avvicinarsi a una figura chiave della storia altomedievale\, ma anche di riflettere su come la storia stessa venga raccontata\, reinterpretata e trasformata nel tempo. \nL’esposizione sarà visitabile all’interno degli spazi espositivi della Capitolare dal 28 maggio al 30 giugno.
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SUMMARY:Convegni | Cortona in età Medievale. Tra impegno civico e fervore religioso (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Tra impegno civico e fervore religioso\n 16 maggio 2026 Cortona – MAEC e Monastero di Santa Chiara \nIl convegno “Cortona in età Medievale. Tra impegno civico e fervore religioso” propone una giornata di studi dedicata alla storia medievale cortonese\, con particolare attenzione al rapporto tra istituzioni civiche\, vita religiosa e pratiche devozionali. \nAttraverso il contributo di studiosi provenienti da diverse università e centri di ricerca\, l’incontro offre uno sguardo articolato su temi centrali per la comprensione del Medioevo a Cortona: dalla struttura della Chiesa locale alle confraternite\, dal ruolo del canto delle laude fino alle forme della vita religiosa femminile. \nIl convegno si inserisce nel quadro delle iniziative promosse dall’Accademia Etrusca di Cortona e dai partner coinvolti\, contribuendo a valorizzare il patrimonio storico e culturale del territorio.
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LOCATION:MAEC – Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona\, Piazza Signorelli\, 9\, Cortona\, Italy
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SUMMARY:Visita tematica | Lunga vita a Jaquerio! (Sant’Antonio di Ranverso - TO)
DESCRIPTION:Viva Jaquerio! è una speciale visita per conoscere la vita\, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che a Ranverso ha lasciato proprio la sua firma e il suo più grande capolavoro. \nNato nel 1375 circa a Torino da una famiglia con una lunga tradizione nella pratica della pittura\, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino\, Ginevra\, Thonon-les-Bains ed altre località d’oltralpe\, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi abitò stabilmente a Torino. Della sua vasta produzione solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma\, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso\, databili intorno al 1410\, epoca in cui l’artista doveva già essere a capo di un’ampia bottega. La Salita al Calvario è il suo capolavoro caratterizzato da toni marcatamente realistici di crudeltà e dolore che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica. \nINFORMAZIONI \nPrecettoria di Sant’Antonio di Ranverso \nLocalità Sant’Antonio di Ranverso\, Buttigliera Alta (TO) \nDomenica 22 marzo 2026\, ore 15 \nLunga vita a Jaquerio! \nCosto visita: 5 euro\, oltre il prezzo del biglietto \nBiglietti: intero 5 euro\, ridotto 4 euro \nHanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni\, over 65\, gruppi min. 15 persone \nFino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito \nÈ indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. \nInfo e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica): \n011 6200603 ranverso@biglietteria. ordinemauriziano.it \nwww.ordinemauriziano.it \n  \n 
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SUMMARY:Festival | Giornate Dantesche (Foligno - PG)
DESCRIPTION:A Foligno (PG)\, nel cuore dell’Umbria\, arriva l’atteso appuntamento con la nuova edizione delle “Giornate Dantesche”\, in programma da mercoledì 8 a domenica 12 aprile 2026. Cinque giorni intensi di eventi celebreranno l’opera del Sommo Poeta\, con un calendario ricco di incontri\, conferenze\, letture\, laboratori e dialoghi che vedranno protagonisti alcuni tra i più autorevoli studiosi\, dantisti e interpreti della scena culturale nazionale. \nL’iniziativa\, promossa dal Comune di Foligno in collaborazione con il Comitato Dantesco e la Biblioteca Comunale “Dante Alighieri”\, intende valorizzare il profondo legame che unisce la città alla Divina Commedia\, riaffermando il ruolo centrale che Foligno ha avuto nella storia della stampa. Fu infatti qui che l’11 aprile 1472 venne realizzata la prima edizione a stampa della Commedia\, presso la bottega Orfini-Numeister. \nL’XI Canto del Paradiso al centro dell’edizione 2026 \nFilo conduttore dell’edizione 2026 sarà l’undicesimo Canto del Paradiso\, dedicato alla figura di San Francesco d’Assisi\, in occasione dell’ottavo centenario della sua morte. Un omaggio al santo profondamente legato al territorio umbro e alla città di Foligno\, dove compì il celebre gesto di rinuncia ai beni materiali\, simbolo ancora oggi di straordinaria attualità. \nUn’anteprima nel segno del Dantedì \nCome da tradizione\, la manifestazione sarà preceduta da un’anteprima in programma mercoledì 25 marzo 2026 a Palazzo Trinci\, in occasione del Dantedì. Protagonista sarà l’artista cubano Carlos Garaicoa\, al centro del progetto di arte contemporanea ideato dal critico d’arte\, Italo Tomassoni\, che da oltre vent’anni invita artisti internazionali a confrontarsi con l’immaginario dantesco. Garaicoa e Tomassoni presenteranno la copia anastatica dell’editio princeps della Commedia (Foligno\, 1472)\, edita dall’Editoriale Campi e arricchita dalle opere grafiche dell’artista cubano\, alle ore 17 nella Sala Sisto IV di Palazzo Trinci\, durante l’incontro dal titolo “Carlos Garaicoa: una dimensione tra Aldilà e fantascienza”. \nTra i momenti più attesi\, inoltre\, l’esperienza immersiva “Nocte. Amore e maraviglia e dolce sguardo”\, realizzata con tecniche di videomapping\, che animerà per tutto il periodo la Sala di Costanza di Palazzo Trinci\, portando i visitatori nel mondo di San Francesco d’Assisi attraverso le parole di Dante. \nUn programma di alto profilo culturale \nLe “Giornate Dantesche” 2026 vedranno la partecipazione di autorevoli studiosi\, dantisti e protagonisti del panorama culturale italiano\, che terranno i loro interventi nella storica cornice di Palazzo Trinci. \n\nDopo la tradizionale “Maratona Dantesca”\, che proporrà dalle ore 9.30 di mercoledì 8 aprile la lettura integrale del Paradiso\, ad aprire i lavori\, alle ore 17\, sarà la lectio magistralis condotta da Andrea Riccardi\, Presidente della Società Dante Alighieri e fondatore della Comunità di Sant’Egidio. \n\nNella giornata di giovedì 9 aprile sono previsti gli interventi di Claudio Fraccari\, presidente del Comitato Mantovano della Società Dante Alighieri\, che alle ore 16 terrà il suo incontro dal titolo “Sanz’altra sorte. Presenze mantovane nella Commedia dantesca”\, e di Donato Pirovano\, professore ordinario di Filologia e critica dantesca presso l’Università degli Studi di Milano\, che dalle ore 18 esporrà al pubblico una relazione sull’argomento “Dante\, Francesco e la croce”. \n\nVenerdì 10 aprile il programma prevede due appuntamenti mattutini: alle ore 9.30 Luca Marcozzi\, professore ordinario di Letteratura italiana all’Università degli Studi Roma Tre\, esperto di Dante\, Petrarca e Rinascimento\, proporrà un intervento dal titolo “La povertà di Dante”; seguirà alle ore 11 Piero Scapecchi\, studioso di storia e tecnica tipografica del Quattrocento\, che\, su questo filone\, proporrà un contributo sul tema “Dall’Indulgenza della Porziuncola alla Commedia: materiali e tecnica tipografica tra Trevi e Foligno”. \n\nIl pomeriggio di venerdì 10 aprile\, sarà scandito da altri due incontri: alle ore 16\, per “Dante e…”\, sarà protagonista Fulvio Delle Donne\, professore ordinario di Letteratura latina medievale e umanistica presso l’Università degli studi di Napoli Federico II\, che incentrerà il suo contributo sul tema storico “Le crociate della pace di Federico II e di San Francesco”; alle ore 18 sarà invece sotto i riflettori per il ciclo “Incontri” il dialogo tra Antonella Anedda\, poetessa e saggista e Massimiliano Tortora\, professore associato in Letteratura Italiana Contemporanea all’Università “La Sapienza” di Roma\, direttore de «L’Ellisse. Studi storici di Letteratura italiana» e direttore responsabile di «Allegoria. Per uno studio materialistico della letteratura». \n\nIl programma di sabato 11 aprile comincerà alle ore 9\, per il ciclo “Profili”\, con un ritratto della personalità di Arnaut Daniel\, poeta e trovatore francese di lingua occitana\, vissuto tra la metà del XII secolo e il principio del secolo successivo\, che verrà tratteggiata da Carlo Pulsoni\, professore ordinario di Filologia romanza presso l’Università degli Studi di Perugia. \n\nNel pomeriggio si succederanno alle ore 16.30 l’intervento di Monsignor Felice Accrocca\, Vescovo delle Diocesi di Assisi-Nocera Umbra-Gualdo Tadino e Foligno\, con un contributo sul tema “Il san Francesco di Dante e il francescanesimo di Dante” e alle ore 18\, per il ciclo “Incontri”\, un dialogo con la scrittrice Donatella Di Pietrantonio\, Premio Strega e Premio Campiello. \n\nL’intervento di chiusura delle “Giornate Dantesche 2026”\, previsto alle ore 18 nella Sala Faloci Pulignani\, sarà affidato alla voce autorevole di Franco Cardini\, Professore Emerito ISUS/SNS\, tra i più noti medievisti europei\, che terrà una relazione dal titolo «Perché a te»: un Santo inattuale. \n\nEventi collaterali tra editoria\, didattica e spettacolo \n  \nDa venerdì 10 a domenica 12 aprile\, durante l’intero arco della giornata dalle ore 9.30 alle 19.30\, la corte di Palazzo Trinci sarà animata dalla fiera editoriale “Pagine a corte”\, dedicata a Dante e al Medioevo\, mentre nella giornata di sabato 11 aprile ore 10.30 verrà proposta una visita guidata gratuita sul tema “Tra Dante e Francesco: visioni di fede nella Foligno del 1200” promossa dal Comune di Foligno in collaborazione con Associazione Guide turistiche dell’Umbria. \n\nOltre all’ampio ventaglio di incontri culturali\, letterari e musicali\, le “Giornate Dantesche” vedranno protagoniste anche le scuole. Come novità dell’edizione 2026 del progetto “Commediando”\, concorso nazionale destinato alle Scuole secondarie di secondo grado dell’Umbria e di altre regioni italiane chiamate a reinterpretare l’XI Canto del Paradiso in una sfida che si terrà nella mattinata di giovedì 9 aprile\, è prevista poi una esibizione pubbliche serale degli studenti presso l’Auditorium San Domenico alle ore 21. Le scuole saranno protagoniste anche venerdì 10 aprile quando andrà in scena “EterNatura”\, a cura della Scuola secondaria di primo grado “N. Alunno”\, mentre sabato 11 aprile sarà la volta dello spettacolo “Nacque al mondo un sole”\, a cura della Scuola secondaria di primo grado “G. Carducci”. \n\nGli alunni degli istituti scolastici saranno coinvolti anche nella proposta di laboratori didattici su temi legati all’epoca di Dante: giovedì 9 aprile a Palazzo Candiotti dalle ore 9\, con riproposizione sabato 11 aprile alle ore 11 nella corte di Palazzo Trinci\, sono in programma “Sapori dal cantico”\, laboratorio di cucina medievale tra le rime di Dante e i sapori di Francesco\, a cura dell’Istituto Alberghiero “Giancarlo De Carolis”\, e “Scalzasi: abiti leggeri per leggere la vita”\, laboratorio sulla moda medievale a cura dell’Istituto Professionale “E. Orfini”. \n\nDurante le “Giornate Dantesche” sarà dato spazio all’intrattenimento ludico e agli approfondimenti didattici con focus sulla musica medievale: nella giornata di domenica 12 aprile sono previsti due appuntamenti a tema musicale\, entrambi a cura di Cantoria Mevaniae\, ensemble corale di musica medievale di Bevagna (Pg). Al mattino\, alle ore 10\, andrà in scena “San Francesco e la musica\, il canto delle confraternite laicali nel XIII secolo”\, laboratorio di introduzione al canto medievale\, che dopo una introduzione alla vocalità medievale\, proporrà lo studio e l’esecuzione di alcune laudi francescane cantate coralmente e accompagnate dagli strumenti musicali dell’epoca. Nel pomeriggio alle ore 16.30 sarà invece proposto un concerto di musica medievale dal titolo “San Francesco\, amor dilecto. La musica di San Francesco\, a 800 anni dal transito”. \n\nTra natura\, spiritualità e nuove esperienze \n\nTra le novità dell’edizione 2026\, domenica 12 aprile\, è in programma\, “Dolce sentire\, paesaggio\, spiritualità e relazione uomo–animale”\, un’iniziativa di Dog Trekking che\, con la collaborazione degli educatori cinofili di Funny Dog ASD e delle guide ambientali escursionistiche di Umbria Tales and Trails\, proporrà ai partecipanti\, accompagnati dal proprio cane\, un’esperienza di cammino consapevole in natura\, lungo un itinerario che si snoderà nello scenario naturale e storico di Trevi (Pg) e della Fascia Olivata Assisi-Spoleto\, con l’obiettivo di valorizzare il patrimonio paesaggistico\, culturale e spirituale del territorio\, promuovere attività all’aria aperta accessibili e inclusive e sensibilizzare sul rispetto degli animali e dell’ambiente. L’iniziativa trae ispirazione della figura di San Francesco\, protagonista dell’undicesimo Canto del Paradiso e dall’episodio dell’Asinello di Trevi\, illuminante esempio del modo in cui Francesco si relazionava con gli animali che\, come riportato nel suo Cantico delle Creature\, è di rispettosa coesistenza. \n  \nPer maggiori informazioni \nhttps://comune.foligno.pg.it/giornatedantesche/
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SUMMARY:Mostra | Storie sul binario giusto. Il Palio di Legnano (Milano)
DESCRIPTION:Un percorso immersivo che ricostruisce ambienti medievali e racconta storia\, riti e valore comunitario del Palio di Legnano\, in occasione dell’850° anniversario della Battaglia di Legnano.\nFNM\, in collaborazione con la Fondazione Palio di Legnano\, ha realizzato presso lo spazio l’Altro Deposito Bagagli della stazione di Milano Cadorna di FERROVIENORD\, la mostra “Storie\nsul binario giusto. Il Palio di Legnano” (Galleria commerciale\, dal 10 marzo al 24 maggio 2026\, da mercoledì a domenica\, dalle 12:00 alle 18:00\, chiuso il giorno di Pasqua\, 25 aprile\, 1 maggio). \nL’allestimento si sviluppa attorno a un tavolo medievale allestito con oggetti e suppellettili d’epoca che includono sedie\, tovaglia\, piatti\, bicchieri e contenitori in coccio\, cucchiai\, taglieri e piccoli oggetti in legno\, brocche\, candelabro e candele\, cibi vari. Elmo\, spade\, maglia di ferro e nove manichini con costumi storici delle Contrade – Capitano\, Castellana\, cavaliere\, dama\, ancelle\, religioso\, bambini – arricchiscono il racconto della storia del Palio. Alcuni pannelli didattici e materiali multimediali provenienti dalle collezioni del Palio di Legnano completano l’esposizione; parte di questi materiali saranno posizionati nel piano ammezzato della stazione. Per visitare l’allestimento presso l’Altro Deposito Bagagli è richiesta la prenotazione gratuita con registrazione a questo link: https://www.eventbrite.it/e/biglietti-storie-sulbinario-giusto-il-palio-di-legnano-1984610365026 \n  \nLa mostra rientra nel programma ufficiale di MuseoCity 2026\, che celebra il patrimonio museale milanese attraverso aperture straordinarie\, mostre\, visite guidate e attività diffuse in città. \n 
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SUMMARY:Mostra | Tarocchi. Le origini\, le carte\, la fortuna (Bergamo)
DESCRIPTION:Dal 27 febbraio al 2 giugno 2026\, Accademia Carrara presenta TAROCCHI. Le origini\, le carte\, la fortuna\, la più ampia e completa mostra mai dedicata alla storia dei tarocchi\, a cura di Paolo Plebani. \nUn progetto atteso da tempo: dopo oltre un secolo vengono riunite le 74 carte del Mazzo Colleoni\, il più completo al mondo tra quelli anctichi\, oggi conservate tra l’Accademia Carrara di Bergamo\, The Morgan Library & Museum di New York e una collezione privata. \nL’occasione di questa eccezionale riunione ha dato avvio a un progetto altrettanto unico: un percorso lungo sette secoli\, dal Quattrocento al Novecento e oltre che\, grazie a prestigiosi prestiti nazionali e internazionali\, approfondisce la storia dei tarocchi\, la committenza\, gli artisti\, le tecniche – anche alla luce delle recenti indagini scientifiche – la loro fortuna\, le ispirazioni e il fascino che queste carte continuano a esercitare. \nNati come svago aristocratico e diffusi con l’invenzione della stampa\, i tarocchi si affermano come strumento divinatorio nel XVIII secolo\, raggiungendo una straordinaria fortuna culturale e simbolica nel Novecento e fino ai giorni nostri. I temi affrontati nel percorso espositivo restituiscono la più ampia e articolata panoramica sui tarocchi mai realizzata: dal Quattrocento di Bonifacio Bembo\, autore delle carte Colleoni\, al Surrealismo con artisti come Victor Brauner\, dalle miniature ispirate ai Trionfi petrarcheschi alle interpretazioni contemporanee di Irving Penn\, Niki de Saint Phalle e Leonora Carrington. \nLa mostra è realizzata in collaborazione con The Morgan Library & Museum di New York e presenta prestiti straordinari provenienti da importanti istituzioni internazionali\, tra cui la Bibliothèque Nationale de France di Parigi\, la Beinecke Rare Book and Manuscript Library della Yale University e la Biblioteca Nazionale di Firenze. \n\nGiorni e orari\n27.02 – 02.06.2026 \nLunedì\, mercoledì\, giovedì e venerdì: 9.00 – 19.00\nSabato\, domenica e festivi: 10.00 – 19.00\nMartedì: chiuso
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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Franco Cardini - "Firenze\, la Toscana\, l'Oriente" (Firenze)
DESCRIPTION:CATTEDRA UFFIZI\, LO STORICO FRANCO CARDINI ‘GETTA UN PONTE’ TRA OCCIDENTE E ORIENTE IN 12 LEZIONI \n  \nIngresso libero\, si terranno nella Biblioteca Magliabechiana di venerdì pomeriggio dal 27 febbraio al 29 maggio: al centro il ruolo di Firenze nello sviluppo e diffusione della cultura orientalistica in Italia e non solo nel corso dei secoli \n  \nLe Gallerie degli Uffizi ponte tra culture\, storie diverse\, continenti: è quanto avviene in “Firenze\, la Toscana\, l’Oriente”\, il corso ‘accademico’ che lo storico medievalista Franco Cardini terrà da febbraio a maggio nella Biblioteca Magliabechiana del celebre museo fiorentino. Una narrazione in dodici lezioni a cavallo tra storia e arte che tratteggia la città medicea\, tradizionalmente indicata come culla del Rinascimento\, anche quale ‘incubatore’ e centro di sviluppo e diffusione della cultura orientalistica attraverso i secoli\, al punto che tracce di questa caratterizzante influenza sono visibili e presenti nel tessuto cittadino e del territorio ancora oggi. Gratuito ed aperto a tutti (fino a esaurimento posti) il corso costituisce la terza edizione di Cattedra Uffizi (dopo i cicli tenuti nel 2024 dal curatore delle antichità classiche del museo Fabrizio Paolucci e e lo scorso anno dal filosofo Giorgio Agamben). Le lezioni si terranno ogni venerdì a partire dal 27 febbraio fino al 29 maggio\, in orario 16\,45 – 17\,45; per la costruzione di ‘Firenze\, la Toscana\, l’Oriente’ Cardini si è avvalso della consulenza iconologica di Maria Gloria Roselli.  \n  \nFIRENZE E L’ORIENTE \n  \nIl ciclo di dodici conversazioni intende proporre un percorso di lungo periodo sul modo in cui Firenze e la Toscana hanno guardato\, immaginato\, interpretato e talvolta reinventato l’Oriente\, mostrando come le categorie di “Oriente” e “Occidente” non rimandino a blocchi contrapposti e statici\, ma a costruzioni culturali dinamiche\, convenzionali e storicamente stratificate. L’obiettivo è restituire la complessità di una relazione fatta di scambi\, conflitti\, mediazioni e reciproche proiezioni simboliche\, evitando tanto l’esotismo quanto la semplificazione ideologica. \nMuovendo da un invito a osservare insieme lo spazio urbano\, le collezioni museali e le rappresentazioni artistiche\, il ciclo si apre con una riflessione sul tema dello sguardo e dell’immaginazione\, per poi risalire alle radici medievali dei rapporti tra Toscana e Mediterraneo orientale: Pisa come snodo precoce\, i “miti fiorentini” delle crociate\, i legami con Bisanzio ed Egitto mamelucco\, la circolazione di mercanti\, missionari e pellegrini\, e il formarsi di narrazioni che intrecciano storia\, leggenda e memoria civica. \n  \nIl percorso prosegue analizzando la progressiva proiezione marittima e diplomatica di Firenze tra Quattro e primo Cinquecento\, le ambizioni politiche\, il ruolo dei primi Medici\, le tensioni tra ideale di crociata e pragmatismo economico\, fino alle nuove coordinate aperte dall’età delle scoperte e dalla cosmografia toscana\, che spostano l’orizzonte dall’Oriente al “Nuovo Mondo” senza cancellare i precedenti immaginari\, ma piuttosto sovrapponendoli e rielaborandoli. \nAmpio spazio è dedicato al Rinascimento come stagione di collezionismo\, di sistematizzazione del sapere e di costruzione di canoni\, alle raccolte medicee\, alla tipografia orientale e alla presenza di visitatori\, ambasciatori e mediatori culturali\, per giungere poi all’analisi concreta di oggetti\, materiali e forme – tessuti\, tappeti\, ceramiche\, armi\, metalli\, abiti – come testimonianze tangibili di scambi\, appropriazioni\, adattamenti e reinterpretazioni. \nL’ultima parte del ciclo segue le trasformazioni dall’età dei Medici agli Asburgo-Lorena\, dal Regno sabaudo alla Repubblica\, soffermandosi su episodi simbolici della Firenze ottocentesca e postunitaria e sul consolidarsi dell’orientalistica come disciplina e come pratica culturale. Nel loro insieme\, le dodici conversazioni mirano a restituire la profondità storica di un dialogo millenario\, mostrando come l’Oriente sia stato\, per Firenze e la Toscana\, non un semplice altrove esotico\, ma uno specchio attraverso cui ripensare se stesse\, la propria identità e il proprio posto nel mondo. \n  \nCALENDARIO \n\nPRIMA CONVERSAZIONE. 27 FEBBRAIO 2026. INVITO A GUARDARSI ATTORNO E DENTRO. CON UN’OCCHIATA ORIENTALE-ORIENTALISTICA AL “DIALOGO TRA LE STATUE” DI PIAZZA DELLA SIGNORIA. I MUSEI  TOSCANI\nSECONDA CONVERSAZIONE. 6 MARZO 2026. PISA\, DOVE L’ORIENTALISMO TOSCANO HA PRESO LE MOSSE\nTERZA CONVERSAZIONE. 13 MARZO 2026. I “MITI FIORENTINI” MEDIEVALI \nQUARTA CONVERSAZIONE. 20 MARZO 2026. LA FIRENZE DEL DUE-TRECENTO\, BISANZIO\, L’EGITTO MAMELUCCO\, IL MEDITERRANEO\nQUINTA CONVERSAZIONE. 27 MARZO 2026.  MERCANTI\, MISSIONARI\, PELLEGRINI\nSESTA CONVERSAZIONE. 10 APRILE 2026. FIRENZE\, “NUOVA POTENZA MARINARA” \nSETTIMA CONVERSAZIONE. 17 APRILE 2026. LA FIRENZE DEI PRIMI MEDICI E LA CROCIATA     \nOTTAVA CONVERSAZIONE. 24 APRILE 2026.  VERSO  IL NUOVO MONDO            \nNONA CONVERSAZIONE. 8 MAGGIO 2026. IL RINASCIMENTO E LE COLLEZIONI MEDICEE\nDECIMA CONVERSAZIONE. 15 MAGGIO 2026. ALCUNI ESEMPI. TESSUTI\, TAPPETI\, CERAMICHE\, SUPPELLETTILI\, ABITI \nUNDICESIMA CONVERSAZIONE. 22 MAGGIO 2026. ALCUNI ESEMPI.  “ALLA DOMASCHINA”. ARMI E METALLI. CENNI SU COLLEZIONI PRESENTI IN ALCUNI MUSEI FIORENTINI (BARGELLO\, STIBBERT\, BALDINI ECC.)\nDODICESIMA CONVERSAZIONE. 29 MAGGIO 2027. DAI MEDICI AGLI ASBURGO-LORENA AL REGNO SABAUDO ALLA REPUBBLICA\n\n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Il Trittico di Spinello Aretino. Il racconto di un restauro (Firenze)
DESCRIPTION:Il trittico di Spinello Aretino raffigurante la Madonna col Bambino in trono e quattro angeli fra i santi Paolino vescovo\, Giovanni Battista\, Andrea\, Matteo\, e i Profeti Geremia e Mosè nei tondi superiori\, torna a splendere nella Galleria dell’Accademia di Firenze\, dopo un importante intervento di restauro\, avviato nel novembre 2024 e appena concluso\, accompagnato da una completa campagna di indagini diagnostiche. I risultati e l’opera saranno al centro di un’esposizione dedicata\, allestita nelle sale del primo piano riservate alla pittura fiorentina del Tardo Trecento\, visitabile dal 24 febbraio all’11 maggio 2026. \nLeggi tutti i particolari sulla mostra e sul restauro\, su Storie & Archeostorie: \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo (Palazzo Madama\, Torino)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo a Torino ricostruisce\, con dati archeologici e tecnologie digitali\, la lunga storia del sito di Palazzo Madama dalla Porta romana al castello medievale dei Savoia-Acaia. \nDal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026\, la mostra riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento\, restituendone forma\, funzioni e significati. \nPrima di essere la dimora delle Madame Reali\, prima dei Savoia\, prima dei preziosi interventi dell’architetto Filippo Juvarra\, Palazzo Madama era un castello. Un castello con una storia millenaria\, le cui origini affondano nell’età romana\, quando qui sorgeva la maestosa Porta Decumana della colonia di Augusta Taurinorum. Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo\, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo\, l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di parti dell’edificio\, troppo spesso identificato solo con le regine sabaude che gli diedero il nome. \nPer approfondire i dettagli dell’evento:  Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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LOCATION:Palazzo Madama – Museo civico d’arte antica\, Piazza Castello\, Torino\, Italy
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