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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
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SUMMARY:Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali (Lombardia)
DESCRIPTION:Quando l’estate non è ancora finita\, una gita fuori porta può diventare l’occasione per scoprire una Lombardia lontana dalle mete più affollate. Domenica 6 settembre 2026 tornano le Giornate dei Castelli\, Palazzi e Borghi Medievali della media pianura lombarda\, iniziativa promossa dall’associazione Pianura da scoprire\, che proseguirà il 4 ottobre e il 1° novembre. \nSono 23 le località coinvolte\, distribuite tra le province di Bergamo\, Brescia\, Cremona e Milano. Castelli\, rocche\, palazzi storici e borghi fortificati apriranno le loro porte per raccontare un territorio segnato per secoli dal confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Un patrimonio diffuso nel quale storia\, architettura e paesaggio si intrecciano con le vicende di famiglie nobiliari\, condottieri\, battaglie\, leggende e antichi mestieri. \nVisite\, eventi e itinerari\nLe aperture non si limiteranno alla visita dei monumenti. Nei diversi luoghi sono previsti visite guidate\, percorsi tematici\, rievocazioni storiche\, laboratori\, mostre\, concerti\, mercatini dell’antiquariato e del collezionismo\, oltre a iniziative dedicate alle famiglie e occasioni per scoprire i prodotti tipici locali. I visitatori potranno costruire liberamente il proprio itinerario\, scegliendo più tappe anche attraverso percorsi paesaggistici e bike friendly. \nL’iniziativa\, giunta al suo dodicesimo anno\, continua ad attirare migliaia di visitatori interessati a un turismo culturale e di prossimità\, capace di valorizzare luoghi meno conosciuti e lontani dai circuiti del turismo di massa. \nIl Passaporto dei Castelli\nAnche quest’anno prosegue il “Passaporto dei Castelli\, Palazzi e Borghi medievali”\, il libretto dedicato alle località del circuito sul quale raccogliere i timbri durante le visite. Chi riuscirà a raggiungerne almeno 20 potrà richiedere gratuitamente\, a fine anno\, uno speciale gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni. \nL’iniziativa si inserisce inoltre nella collaborazione con il circuito Ville Aperte in Brianza\, in programma dal 19 settembre al 4 ottobre\, che offrirà ulteriori occasioni per visitare luoghi normalmente non accessibili al pubblico. \nLe prossime Giornate saranno dunque tre occasioni per esplorare una Lombardia fatta di castelli\, borghi\, natura\, storia e tradizioni locali\, costruendo un itinerario personale tra le diverse località. \nInformazioni su orari\, accessi\, prenotazioni ed eventi sono disponibili sul sito di Pianura da scoprire e sui relativi canali social.
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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SUMMARY:Giornata di studi | Antonio di Padova\, Tommaso Gallo e la tradizione vittorina (Padova)
DESCRIPTION:Antonio di Padova\, Tommaso Gallo e la tradizione vittorina\nIncroci e influenze – Giornata di Studio \nBasilica del Santo – Padova\nSala dello Studio Teologico \nLunedì 21 settembre 2026: 14.30-18.30\nMartedì 22 settembre 2026: 9.00-13.00 \n\nIl seminario vuole approfondire le radici della formazione intellettuale di Fernando da Lisbona diventato poi sant’Antonio di Padova\, formatosi nel monastero agostiniano di Santa Cruz di Coimbra.\nAlla base ci furono docenti provenienti dalla tradizione culturale del monastero di San Vittore di Parigi\, che rivoluzionarono il pensiero teologico nel corso del XII secolo.\nLa sua formazione fu elogiata da Tommaso Gallo abate del monastero di Sant’Andrea di Vercelli\, in un’attestazione di grande rilevanza storica per la comprensione della figura e del ruolo di sant’Antonio di Padova\, come si può rilevare dai suoi Sermoni domenicali e festivi conservati nel codice 720 della Biblioteca Antoniana nel convento del Santo. \nAll’evento hanno dato l’adesione\, assicurando la presenza\, i maggiori specialisti della cultura vittorina: Dominique Poirel medievista direttore della “Société des Études Victorines” di Parigi; Declan A. Lawell specialista del pensiero di Tommaso Gallo della Queen University di Belfast; sulle radici portoghesi interverranno dall’Università di Porto José Meirinhos e Agostinho Figueiredo Frias; per il contesto vercellese Paolo Rosso dall’Università di Torino e\, infine\, Tiziano Lorenzin e Matteo Casarotto per l’ambito biblico e francescano della Facoltà Teologica del Triveneto. \n  \nThe seminar aims to explore the roots of the intellectual education of Fernando of Lisbon – who later became Saint Anthony of Padua – who was educated at the Augustinian monastery of Santa Cruz in Coimbra.\nAt the heart of his education were teachers from the cultural tradition of the monastery of Saint Victor in Paris\, who revolutionised theological thought during the 12th century.\nHis education was praised by Tommaso Gallo\, abbot of the monastery of Sant’Andrea in Vercelli\, in a testimony of great historical significance for understanding the figure and role of Saint Anthony of Padua\, as can be seen from his Sunday and Feast Day Sermons preserved in Codex 720 of the Antonian Library in the convent of the Saint. \nLeading specialists in Victorine culture have confirmed their attendance at the event: Dominique Poirel\, a medievalist and director of the ‘Société des Études Victorines’ in Paris; Declan A. Lawell\, a specialist in the thought of Tommaso Gallo from Queen’s University\, Belfast; José Meirinhos and Agostinho Figueiredo Frias from the University of Porto will speak on the Portuguese roots; Paolo Rosso from the University of Turin will address the Vercelli context; and\, finally\, Tiziano Lorenzin and Matteo Casarotto from the Triveneto Faculty of Theology will discuss the biblical and Franciscan aspects. \n\nLunedì 21 settembre 2026: 14.30-18.30\nPrima sessione: incroci\nDonato Gallo\, Introduzione ai lavori\nDeclan A. Lawell\, Teologia mistica in Tommaso di San Vittore e in sant’Antonio di Padova\nJosé Meirinhos\, Presenza e influsso della scuola di San Vittore nel Portogallo di Fernando da Lisbona/Coimbra\nPaolo Rosso\, Tommaso di San Vittore ed Antonio dei frati Minori: l’abbazia di S. Andrea di Vercelli e i frati Minori nella storia del Duecento \nMartedì 22 settembre 2026: 9.00-13.00\nSeconda sessione: influenze\nDominique Poirel\, L’influsso dei Vittorini nella cultura sacra del XIII secolo e nel pensiero di Antonio di Padova\nAgostinho Figueiredo Frias\, Ascetica e mistica nei Vittorini e in Antonio\nTiziano Lorenzin\, Esegesi biblica vittorina ed esegesi di Antonio\nMatteo Casarotto\, I Vittorini negli autori francescani del Duecento fino a Bonaventura da Bagnoregio\nGiovanni Catapano\, Conclusioni \n\nComitato scientifico: Luciano Bertazzo (CSA-SISF)\, Giovanni Catapano (Unipd)\, Maria Teresa Dolso (Unipd-SISF)\, Donato Gallo (Unipd)\, Eleonora Lombardo (Univr)\, José Meirinhos (Unipt-P)\, Antonio Rigon (Unipd) \nPer informazioni: info@centrostudiantoniani.it \ncon il patrocinio di Università di Padova – Centro interdipartimentale di Ricerca Filosofia medievale “Carlo Giacon”\, Università di Porto (Portogallo) – Facoltà di Lettere\, Catolica – Centro de estudos de història religiosa (Lisbona\, Portogallo)\, Società Internazionale di Studo Francescani (Assisi\, PG)\, Facoltà Teologica del Triveneto
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SUMMARY:Mostra | Botteghe e artigiani a Genova (secoli XI-XVIII) (Genova)
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre\, ore 16:30\, all’Archivio di Stato di Genova in via di Santa Chiara 28R inaugura la mostra “Botteghe e artigiani a Genova”. \nLa fama\, universalmente diffusa\, delle capacità dei genovesi nell’ambito del commercio e della finanza ha oscurato\, nell’immaginario collettivo\, un’altra realtà\, la produzione artigianale e l’attività delle botteghe\, strettamente legate alla vita quotidiana della città di Genova\, tanto da aver lasciato tracce tangibili nell’onomastica delle strade del centro storico. Luoghi come via degli orefici\, vico indoratori\, macelli di Soziglia\, vico stoppieri\, salita pollaioli o vico del cioccolatte ci richiamano agli antichi mestieri che rifornivano i genovesi di generi alimentari di prima necessità o di lusso\, abiti usati o stoffe pregiate\, infusi di erbe medicinali o armi da taglio. \nI documenti raccolti in mostra\, a cura di Giustina Olgiati\, che ci permettono di ricostruirne la storia ci aiutano a svelare la vita di tutti i giorni di una città congestionata nelle sue strade troppo strette\, ostruite dai tavolati e dalle corbe per l’esposizione delle merci fuori dalle botteghe\, percorsa dai muli che portano il zetto lontano dal porto\, dai camalli che consegnano le merci più pesanti e dai besagnini che raccolgono letame e rumenta prima di tornare ai campi. Poco distante dal centro\, il borgo di Santo Stefano brulica delle attività dei lanaioli\, lungo i corsi del Bisagno e del Polcevera si avvicendano orti\, mulini e concerie e nell’area di Voltri si moltiplicano gli edifici da carta\, mentre spiagge e tratti di costa ospitano cantieri per gli allestimenti navali.\nOrganizzate come separate strutture di governo\, con consoli e consiglieri che amministrano l’attività e dirimono le controversie tra gli iscritti\, le arti sono costantemente coinvolte in liti per la difesa delle proprie prerogative. E se oggi può far sorridere il monopolio della vendita di mutandas sive brachas\, è giusto porre in risalto il lavoro delle mani che hanno incastonato le perle e i preziosi\, pescato e lavorato i coralli\, tessuto cucito e ricamato gli abiti\, realizzato le trine e i merletti che oggi ammiriamo nei quadri di Rubens e Van Dyck; l’opera coordinata di architetti\, fabbricanti di calcina e mattoni\, scalpellini\, mazzacani\, stuccatori e marmorari\, di cui ammiriamo la perizia quando visitiamo i palazzi dei Rolli; l’abilità di maestri d’ascia\, calafati\, peciari\, fabbricanti di alberi remi e vele\, filatori di canapa e cordai\, fonditori e fabbricanti di ancore\, uniti nell’allestimento di quelle navi alle quali Genova tanto deve della sua passata fortuna. \nNonostante il trascorrere del tempo\, le innovazioni tecnologiche e il mutare dei gusti e delle mode\, molte di queste competenze persistono tuttora nelle botteghe storiche e nei locali di tradizione di Genova\, nelle produzioni artigianali di stoffe pregiate e mezzeri\, canditi e cioccolata\, e nelle pietanze tradizionali preparate nelle sciamadde. \n  \nAutori dei saggi\, delle trascrizioni e delle schede di catalogo: \nEnrico Basso\, Denise Bezzina\, Paolo Calcagno\, Cristiana Di Cerbo\, Sofia Gullino\, Ernesto Lettieri\, Giustina Olgiati\, Giovanna Maria Orlandi\, Eleonora Pallavicino\, Francesca Pucci Donati\, Sergio Rossi\, Roberto Santamaria\, Daniele Tinterri\, Giorgio Toso
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LOCATION:Archivio di Stato di Genova\, Piazza Santa Maria in Via Lata\, 7\, Genova\, Italy
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