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SUMMARY:Mostra | Passavant le meilleur: la Champagne au temps des comtes (Troyes - FRA)
DESCRIPTION:«Passavant li meillor!»\, il motto che nel Medioevo accompagnava i conti di Champagne\, dà il titolo alla grande mostra che il Département de l’Aube dedica alla storia della regione fra il X secolo e 1361\, quando la contea fu annessa al regno di Francia. In questi quattro secoli la Champagne divenne uno dei principati più potenti d’Europa\, grazie alla posizione strategica lungo le grandi vie commerciali e alla vivacità della sua corte\, centro di vaste relazioni politiche e grande produzione artistica. L’esposizione riunisce quasi 300 opere e documenti\, concessi in prestito da oltre cinquanta istituzioni francesi e internazionali: manoscritti miniati\, vetrate\, sculture\, reliquiari\, oreficerie\, reperti archeologici\, sigilli e monete. Di particolare rilievo è il ricongiungimento\, per la prima volta dal XVIII secolo\, di una ventina di pannelli delle vetrate realizzate nel Duecento per la cattedrale romanica di Troyes\, oggi dispersi fra Stati Uniti\, Regno Unito\, Francia e Québec. \nInfo: www.aube.fr/grandes-politiques-publiques/culture-patrimoine-tourisme/passavant-le-meilleur/
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SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
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SUMMARY:Giornate dei castelli\, palazzi e borghi medievali (Lombardia)
DESCRIPTION:Quando l’estate non è ancora finita\, una gita fuori porta può diventare l’occasione per scoprire una Lombardia lontana dalle mete più affollate. Domenica 6 settembre 2026 tornano le Giornate dei Castelli\, Palazzi e Borghi Medievali della media pianura lombarda\, iniziativa promossa dall’associazione Pianura da scoprire\, che proseguirà il 4 ottobre e il 1° novembre. \nSono 23 le località coinvolte\, distribuite tra le province di Bergamo\, Brescia\, Cremona e Milano. Castelli\, rocche\, palazzi storici e borghi fortificati apriranno le loro porte per raccontare un territorio segnato per secoli dal confine tra il Ducato di Milano e la Repubblica di Venezia. Un patrimonio diffuso nel quale storia\, architettura e paesaggio si intrecciano con le vicende di famiglie nobiliari\, condottieri\, battaglie\, leggende e antichi mestieri. \nVisite\, eventi e itinerari\nLe aperture non si limiteranno alla visita dei monumenti. Nei diversi luoghi sono previsti visite guidate\, percorsi tematici\, rievocazioni storiche\, laboratori\, mostre\, concerti\, mercatini dell’antiquariato e del collezionismo\, oltre a iniziative dedicate alle famiglie e occasioni per scoprire i prodotti tipici locali. I visitatori potranno costruire liberamente il proprio itinerario\, scegliendo più tappe anche attraverso percorsi paesaggistici e bike friendly. \nL’iniziativa\, giunta al suo dodicesimo anno\, continua ad attirare migliaia di visitatori interessati a un turismo culturale e di prossimità\, capace di valorizzare luoghi meno conosciuti e lontani dai circuiti del turismo di massa. \nIl Passaporto dei Castelli\nAnche quest’anno prosegue il “Passaporto dei Castelli\, Palazzi e Borghi medievali”\, il libretto dedicato alle località del circuito sul quale raccogliere i timbri durante le visite. Chi riuscirà a raggiungerne almeno 20 potrà richiedere gratuitamente\, a fine anno\, uno speciale gioco da tavolo dedicato a Bartolomeo Colleoni. \nL’iniziativa si inserisce inoltre nella collaborazione con il circuito Ville Aperte in Brianza\, in programma dal 19 settembre al 4 ottobre\, che offrirà ulteriori occasioni per visitare luoghi normalmente non accessibili al pubblico. \nLe prossime Giornate saranno dunque tre occasioni per esplorare una Lombardia fatta di castelli\, borghi\, natura\, storia e tradizioni locali\, costruendo un itinerario personale tra le diverse località. \nInformazioni su orari\, accessi\, prenotazioni ed eventi sono disponibili sul sito di Pianura da scoprire e sui relativi canali social.
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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LOCATION:Palazzo Meizlik\, via Patriarca Popone 7\, Aquileia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Botteghe e artigiani a Genova (secoli XI-XVIII) (Genova)
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre\, ore 16:30\, all’Archivio di Stato di Genova in via di Santa Chiara 28R inaugura la mostra “Botteghe e artigiani a Genova”. \nLa fama\, universalmente diffusa\, delle capacità dei genovesi nell’ambito del commercio e della finanza ha oscurato\, nell’immaginario collettivo\, un’altra realtà\, la produzione artigianale e l’attività delle botteghe\, strettamente legate alla vita quotidiana della città di Genova\, tanto da aver lasciato tracce tangibili nell’onomastica delle strade del centro storico. Luoghi come via degli orefici\, vico indoratori\, macelli di Soziglia\, vico stoppieri\, salita pollaioli o vico del cioccolatte ci richiamano agli antichi mestieri che rifornivano i genovesi di generi alimentari di prima necessità o di lusso\, abiti usati o stoffe pregiate\, infusi di erbe medicinali o armi da taglio. \nI documenti raccolti in mostra\, a cura di Giustina Olgiati\, che ci permettono di ricostruirne la storia ci aiutano a svelare la vita di tutti i giorni di una città congestionata nelle sue strade troppo strette\, ostruite dai tavolati e dalle corbe per l’esposizione delle merci fuori dalle botteghe\, percorsa dai muli che portano il zetto lontano dal porto\, dai camalli che consegnano le merci più pesanti e dai besagnini che raccolgono letame e rumenta prima di tornare ai campi. Poco distante dal centro\, il borgo di Santo Stefano brulica delle attività dei lanaioli\, lungo i corsi del Bisagno e del Polcevera si avvicendano orti\, mulini e concerie e nell’area di Voltri si moltiplicano gli edifici da carta\, mentre spiagge e tratti di costa ospitano cantieri per gli allestimenti navali.\nOrganizzate come separate strutture di governo\, con consoli e consiglieri che amministrano l’attività e dirimono le controversie tra gli iscritti\, le arti sono costantemente coinvolte in liti per la difesa delle proprie prerogative. E se oggi può far sorridere il monopolio della vendita di mutandas sive brachas\, è giusto porre in risalto il lavoro delle mani che hanno incastonato le perle e i preziosi\, pescato e lavorato i coralli\, tessuto cucito e ricamato gli abiti\, realizzato le trine e i merletti che oggi ammiriamo nei quadri di Rubens e Van Dyck; l’opera coordinata di architetti\, fabbricanti di calcina e mattoni\, scalpellini\, mazzacani\, stuccatori e marmorari\, di cui ammiriamo la perizia quando visitiamo i palazzi dei Rolli; l’abilità di maestri d’ascia\, calafati\, peciari\, fabbricanti di alberi remi e vele\, filatori di canapa e cordai\, fonditori e fabbricanti di ancore\, uniti nell’allestimento di quelle navi alle quali Genova tanto deve della sua passata fortuna. \nNonostante il trascorrere del tempo\, le innovazioni tecnologiche e il mutare dei gusti e delle mode\, molte di queste competenze persistono tuttora nelle botteghe storiche e nei locali di tradizione di Genova\, nelle produzioni artigianali di stoffe pregiate e mezzeri\, canditi e cioccolata\, e nelle pietanze tradizionali preparate nelle sciamadde. \n  \nAutori dei saggi\, delle trascrizioni e delle schede di catalogo: \nEnrico Basso\, Denise Bezzina\, Paolo Calcagno\, Cristiana Di Cerbo\, Sofia Gullino\, Ernesto Lettieri\, Giustina Olgiati\, Giovanna Maria Orlandi\, Eleonora Pallavicino\, Francesca Pucci Donati\, Sergio Rossi\, Roberto Santamaria\, Daniele Tinterri\, Giorgio Toso
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LOCATION:Archivio di Stato di Genova\, Piazza Santa Maria in Via Lata\, 7\, Genova\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte (Milano)
DESCRIPTION:La Veneranda Biblioteca Ambrosiana\, dal 1° ottobre 2026 al 12 gennaio 2027 presenta la mostra “Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte” a cura di Marco Navoni e Francesco Braschi.  \nSan Francesco d’Assisi morì la sera del 3 ottobre 1226 all’età di circa 44 anni. Si celebra dunque in questo 2026 l’ottavo centenario della sua morte\, un’occasione per valorizzare la sua figura e il “segno” che Egli ha lasciato nella storia della Chiesa e d’Italia\, nello sviluppo della lingua e della letteratura italiana\, nell’arte e nella cultura. Per dare giusto rilievo a questa importante ricorrenza la Veneranda Biblioteca Ambrosiana propone un particolare itinerario artistico e spirituale alla scoperta dell’immagine di san Francesco attraverso alcune tra le opere più significative e spesso sconosciute del suo immenso patrimonio culturale. Per questo nel percorso espositivo della Pinacoteca sono stati messi in evidenza quattro dipinti che ci propongono ritratti iconografici del Santo; nelle vetrine delle Sale 2 e 3 si possono ammirare alcuni preziosi disegni\, con scene dalla vita di Francesco\, esposti per la prima volta al pubblico; e infine nella Sala Federiciana il percorso si conclude con l’esposizione di sette incisioni. A video il visitatore può inoltre ammirare molte altre opere di soggetto “francescano” che non è stato possibile esporre al pubblico. \nTra le opere in mostra un disegno molto elaborato proveniente dal Codice Resta. L’artista immagina la scena della morte di san Francesco ambientandola all’interno di un edificio: il Santo è disteso su un rozzo letto e sta benedicendo tutti coloro che gli si stringono attorno; i suoi frati lo assistono con devozione\, mentre uno di loro gli bacia con deferenza il piede con le stigmate; sulla sinistra della scena si affollano i fedeli in atteggiamento di preghiera. In realtà san Francesco\, fedele fino all’ultimo al suo desiderio di vivere in totale povertà\, negli ultimi istanti di vita volle essere deposto nudo sulla nuda terra nella piccola chiesetta della Porziuncola (oggi all’interno della grande basilica di Santa Maria degli Angeli)\, proprio dove aveva intuito la sua vocazione a vivere in piena radicalità secondo il vangelo e dove fondò l’ordine religioso che da lui prende nome. Era molto provato nel fisico\, quasi cieco e debilitato dalle malattie; secondo i suoi biografi volle che gli fosse letto un passo dal vangelo di Giovanni e che gli fosse recitato il celebre Cantico delle creature\, che si conclude significativamente con la strofa dedicata a «sorella morte»\, alla quale nessuna persona umana può sfuggire\, ma che per lui\, come per ogni vero credente\, non è la fine di tutto\, ma un “passaggio”\, un “transito”\, verso la vita eterna. Spirò alla sera del 3 ottobre 1226 all’età di 44 anni. \nINFO UTILI: \nLa mostra è inclusa nel biglietto della Pinacoteca \nOrari: Da lunedì a domenica 10.00 – 18.00 \nMercoledì chiuso \nInformazioni: tel. 02.806921; contatti@ambrosiana.it \nwww.ambrosiana.it \n 
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SUMMARY:Mostra | Santo Francesco – 800 anni di presenza (Pescia - PT)
DESCRIPTION:Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e la Fondazione POMA Liberatutti sceglie di celebrare questa ricorrenza partendo da un luogo e da un’opera che appartengono alla storia di Pescia e a quella del Santo. Proprio di fronte alla Fondazione\, nella Chiesa di San Francesco\, si trova infatti la straordinaria tavola che Bonaventura Berlinghieri firmò e datò nel 1235: il più antico dipinto pervenuto raffigurante il Santo. \nDa qui prende avvio Santo Francesco – 800 anni di presenza\, in programma alla Fondazione POMA Liberatutti dal 2 ottobre al 6 dicembre 2026: una kermesse che abbina una mostra a un calendario di incontri\, musica e iniziative che affrontano il tema francescano da prospettive diverse\, mettendo in relazione opere del passato e ricerche contemporanee. \nIl percorso espositivo si svilupperà sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospiterà una mostra fotografica a opera di Serena Gallorini\, Alessandro Mariani\, Esther May e Giovanni Savino\, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi\, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane\, spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA\, per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale\, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà\, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema. \nSerena Gallorini\, fotografa e artista visiva\, si muove tra ritratto\, autoritratto e moda; tra Milano e la Toscana. Dopo gli studi di archeologia medievale e la formazione alla Fondazione Studio Marangoni\, ha sviluppato una ricerca che affianca alla fotografia professionale una costante attività artistica\, utilizzando strumenti sia analogici che digitali. \nAlessandro Mariani\, in arte Panox\, ha una formazione che unisce architettura\, fotografia e arti visive. Fra i pionieri italiani della grafica 3D\, ha lavorato a lungo nel mondo del rendering e dell’immagine digitale\, per poi tornare a dedicarsi con particolare intensità alla fotografia e al segno grafico. \nEsther May\, nome d’arte di Esther Mainetti\, è fotografa e artista visiva. La sua ricerca privilegia il bianco e nero\, l’astrazione\, la luce e il dettaglio\, attraverso immagini essenziali nelle quali la fotografia diventa uno strumento per andare oltre la semplice rappresentazione. \nGiovanni Savino\, L’ultimo fotografo\, ha costruito il proprio percorso tra fotografia\, cinema\, musica e televisione\, lavorando per molti anni negli Stati Uniti\, per la CBS e per 60 Minutes. Oggi vive in Toscana e continua a dedicarsi alla fotografia\, soprattutto al ritratto e alla ricerca di soggetti capaci di conservare memoria e testimonianza. \nAl primo piano il percorso conduce invece ad Assisi\, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli per gli affreschi delle Storie di San Francesco dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento\, oggi Cappella di San Bonaventura. \nStefanelli (1931-2016)\, allievo di Piero Annigoni\, si formò nella tradizione della pittura a fresco e ne fece uno degli elementi centrali della propria attività. I cartoni permettono di osservare una fase normalmente invisibile al pubblico: quella che precede la realizzazione dell’affresco\, quando l’immagine viene ancora studiata e composta. Figure\, gesti\, proporzioni e rapporti tra i personaggi prendono forma sulla carta prima di essere trasferiti sulla parete. \nIl confronto con la tavola di Berlinghieri crea così un arco di quasi otto secoli. Nel 1235 il pittore toscano fissava l’immagine di Francesco a nove anni dalla sua morte; molti secoli dopo Stefanelli tornava a raccontarne le vicende attraverso un nuovo ciclo pittorico. La mostra aggiunge oggi a queste due testimonianze lo sguardo della fotografia\, costruendo un percorso nel quale cambiano tecniche e sensibilità\, ma resta il confronto con tra storia e immagine diventate patrimonio universale. \nI quattordici cartoni sono messi a disposizione della Fondazione POMA da Massimo Callossi\, amico e allievo di Stefanelli\, e da Pier Francesco Bernacchi\, presidente della Società Europea di Cultura. \n\nIl rapporto con la Tavola del Berlinghieri non si esaurisce però nel suo ruolo di riferimento della mostra. La Fondazione ha scelto di dedicare all’opera un programma specifico di valorizzazione\, che nasce con la mostra ma diventa contributo permanente alla città e alla figura di San Francesco. Ogni sabato alle ore 11 sono organizzate visite guidate nella chiesa\, per permettere al pubblico di conoscere da vicino la tavola\, la sua storia e il suo ruolo nella storia e nella rappresentazione del Santo. A questa iniziativa si affianca il progetto di illuminazione museale promosso dalla Fondazione stessa\, pensato per migliorarne la leggibilità e la sua valorizzazione all’interno della chiesa. \nAnche gli appuntamenti di apertura sono stati pensati per entrare nel clima delle celebrazioni. \nVenerdì 2 ottobre alle 21.00\, nella Chiesa di San Francesco\, il professor Franco Cardini terrà una Lectio Magistralis dedicata al Santo. \nSabato 3 ottobre\, alle 17.30\, si terrà in Fondazione il vernissage della mostra\, mentre alle 21.30\, ancora nella Chiesa di S. Francesco\, un’Orchestra di trenta musicisti\, provenienti da Il Contrappunto e Fiorentina Ensemble\, assemblati e diretti dal compositore Stefano Burbi\, eseguirà un programma che comprende musiche di Bach\, Vivaldi\, Burbi\, Donizetti\, Caccini e Mozart. \nNel mese di novembre il calendario prevede un ulteriore momento di approfondimento: il 21 novembre\, in occasione di una giornata di convegno dedicata a San Francesco\, sarà presentato il catalogo celebrativo della kermesse. Il volume\, oltre alle immagini delle opere esposte\, raccoglierà i contributi della curatrice Marta Convalle\, del professor Paolo Vitali\, del presidente di POMA Paolo Trinci\, della professoressa Lucia Fiaschi\, del presidente della Società Europea di Cultura Pier Francesco Bernacchi e il testo della Lectio Magistralis del professor Franco Cardini. \nCon Santo Francesco – 800 anni di presenza\, la Fondazione POMA Liberatutti riunisce dunque attorno a una ricorrenza importante una serie di occasioni diverse: la mostra\, la riscoperta della Tavola del Berlinghieri\, gli incontri\, la musica e l’approfondimento. Un modo per guardare Francesco attraverso immagini lontane nel tempo e linguaggi differenti\, ma soprattutto per riportare l’attenzione su un’opera troppo poco conosciuta e mai valorizzata. \nLa mostra è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00. \nIngresso libero\, senza obbligo di iscrizione alla Fondazione. \n\n  \nFondazione POMA Liberatutti \nSulle sponde del fiume Pescia\, nell’omonima città\, sorge la Fondazione POMA Liberatutti. Un centro polifunzionale concepito per stimolare il libero pensiero e favorire l’incontro tra iniziative e forme artistiche diverse. Realizzata in un ex opificio ristrutturato\, la Fondazione si presenta come una factory culturale. \nLo spazio ospita mostre d’arte\, spettacoli dal vivo\, conferenze ed eventi che spaziano dalla musica al teatro\, alle arti visive\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti. Accanto agli eventi culturali\, offre una ricca gamma di attività formative in continua evoluzione: laboratori di scrittura\, pittura\, scultura; l’apprendimento di lingue straniere; yoga\, tai-chi\, scacchi e non manca la scuola di cucina\, pensata per unire creatività e tradizione gastronomica. \nIl Refettorio è il punto d’incontro per eccellenza\, più di un semplice ristorante\, dove spettacoli e momenti di socialità si mescolano con una cucina di eccellenza. \nGuidata da una filosofia inclusiva e libera da vincoli ideologici\, la Fondazione POMA è un laboratorio di crescita personale e condivisione\, dove il dialogo e la ricerca del bello si intrecciano in ogni attività.
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SUMMARY:Mostra | L'immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento (Arezzo)
DESCRIPTION:Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco (che cade giusto il 4 ottobre 2026\, dichiarato festa nazionale) la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico\, d’intesa con le Diocesi\, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC). \nSi intitola “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4)\, confinante con la Basilica di San Francesco\, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca\, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci\, 7)\, esempio straordinario di barocco aretino. \nL’esposizione\, curata da Cristina Acidini\, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi formato da Sandro Bellesi\, Stefano Casciu\, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi\, darà modo di appassionarsi a dipinti\, ma anche sculture\, volumi antichi\, miniature e tempere che documenteranno\, per campioni significativi\, la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana e in altri esempi italiani grazie alle opere\, tra gli altri\, di Margarito d’Arezzo\, Maestro della Croce\, Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Federico Barocci\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gio Ponti. \n  \n  \nLeggi il nostro articolo sulla mostra: \nSan Francesco cambia volto nei secoli: ad Arezzo 80 opere raccontano la sua immagine dal Medioevo al Novecento
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