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SUMMARY:Presentazione | Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale (Torino)
DESCRIPTION:Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale\nPresentazione del progetto di riordino\, studio e digitalizzazione del Medagliere del Museo Civico d’Arte Antica \nLunedì 8 giugno 2026 ore 17\nPalazzo Madama\, Sala Feste\nPiazza Castello\, Torino \nIl Medagliere di Palazzo Madama custodisce uno dei più importanti patrimoni numismatici pubblici italiani. Un autentico scrigno di storia composto da oltre 26.500 monete\, 6.700 medaglie e centinaia di sigilli\, gemme\, gettoni\, tessere\, pesi monetari\, placchette e altri manufatti che raccontano più di duemila anni di civiltà\, dall’Antichità all’età contemporanea. \n\nLe collezioni comprendono esemplari provenienti dal mondo greco e romano\, da Bisanzio\, dalle zecche longobarde e ostrogote\, dal Medioevo e dall’età moderna\, fino alle emissioni sabaude\, pontificie e di numerose zecche italiane ed europee\, oltre a oggetti provenienti da Thailandia\, Cina\, Argentina\, Cile e America del nord. Formatosi grazie a importanti donazioni e acquisizioni\, il Medagliere rappresenta oggi una fonte di straordinario valore per la ricerca storica e numismatica e costituisce una delle raccolte specialistiche più rilevanti a livello nazionale. \n \n\nNel corso dell’incontro sarà presentato il progetto di riordino\, studio e digitalizzazione delle collezioni\, avviato da Palazzo Madama con il sostegno dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di trasformazione digitale del patrimonio culturale e ha l’obiettivo di rendere una raccolta in gran parte conservata nei depositi sempre più accessibile a studiosi\, ricercatori e pubblico. \n\nIl progetto prevede il completamento dell’inventariazione\, la realizzazione di un database digitale\, la digitalizzazione fotografica in alta definizione di circa 35.000 esemplari tra monete e medaglie e la promozione di nuove attività di ricerca e valorizzazione. Ad oggi sono già state censite e fotografate circa 6.000 monete appartenenti a venti zecche piemontesi\, restituendo alla comunità scientifica e al pubblico un patrimonio finora noto solo in parte. \nLa digitalizzazione consentirà non solo di preservare e documentare le collezioni\, ma anche di favorire nuove scoperte e approfondimenti. Tra le attività previste figurano inoltre collaborazioni con specialisti del settore e con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino per l’applicazione di analisi diagnostiche non invasive\, capaci di offrire nuove informazioni sulla composizione e sulla storia degli esemplari conservati. \n\nL’incontro sarà l’occasione per raccontare come la tecnologia possa contribuire a custodire e rendere fruibile un patrimonio unico\, trasformando il Medagliere di Palazzo Madama in un laboratorio di ricerca\, conoscenza e divulgazione aperto al futuro. \nIngresso libero. \n\n\nIntervengono: \nTiziana Caserta\, Documentalista di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica \nLuca Oddone\, Consulente numismatico
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SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Pasqua in nummis (Bologna)
DESCRIPTION: Avviata nell’ottobre 2023\, giunge al suo ottavo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela promossa dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\nAll’interno di questo nucleo si distingue per completezza e ricchezza la raccolta delle medaglie papali\, che fanno del Medagliere un imprescindibile punto di partenza per gli studiosi e appassionati del genere.\n\nIn occasione della Pasqua Il Medagliere si rivela presenta il focus espositivo Pasqua in nummis\, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini\, con una selezione di una ventina di pezzi\, tra monete e medaglie\, raffiguranti temi iconografici legati agli episodi della vita di Gesù e ricordati nella liturgia pasquale.\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del museo dal 25 marzo al 6 luglio 2026. \nLe tematiche evangeliche dei giorni che precedettero la crocifissione e culminarono con essa sono centrali nella civiltà europea e la loro raffigurazione su monete e medaglie è assai frequente. Le motivazioni che portano alla scelta di un determinato tema iconografico sono spesso complesse e dettate dalla volontà di trasmettere messaggi non solo devozionali ma anche politici e culturali. Perciò la lettura di queste iconografie\, oltre che partire dalla rievocazione cronologica degli episodi della vita di Cristo\, permette di approfondire aspetti legati alle ragioni che portarono il committente a scegliere di raffigurare un determinato passo evangelico\, alla propaganda affidata all’oggetto e alla tipologia di pubblico a cui si rivolgeva. \nSi delinea poi un altro aspetto legato all’ambito squisitamente artistico che consente\, talvolta\, di mettere in dialogo medaglie e monete con altre forme artistiche attraverso la traduzione di modelli e soluzioni compositive di opere molto note\, adattate alle ristrette dimensioni dei tondelli metallici. È il caso di Giovanni Bernardi (Castel Bolognese\, 1494 – Faenza\, 1553)\, che traspose nella medaglia qui esposta la composizione della Crocifissione già incisa per uno dei nove medaglioni in cristallo di rocca commissionati dal cardinale Alessandro Farnese (Valenzano\, 1520 – Roma\, 1589)\, di cui parla anche Giorgio Vasari\, oggi conservato alla Bibliothèque nationale de France a Parigi. \nLa medaglia papale è la principale tipologia di beni numismatici che attinge al repertorio evangelico: ogni pontefice scelse episodi della vita di Cristo molto spesso veicolando significati legati alla sua politica temporale e spirituale. Così Urbano VIII (papa dal 1623 al 1644) fece raffigurare per la sua medaglia d’elezione la scena della trasfigurazione di Cristo\, suggerendo un sottile parallelismo tra la sua ascesa al soglio e quella di Cristo al cielo. La medaglia per Pio V (papa dal 1566 al 1572) raffigurante la cacciata dei mercanti dal tempio voleva ad esempio significare la volontà papale di riforma ed epurazione della Chiesa\, proprio come Cristo aveva inteso fare\, liberando dall’offesa del mercimonio la casa di Dio. \nLe medaglie raffiguranti la lavanda dei piedi ricordano il gesto d’umiltà e l’esempio che Cristo volle lasciare ai suoi discepoli in occasione dell’ultima cena\, rievocato nella messa del giovedì santo celebrata prima della Pasqua. Questa iconografia si diffuse a partire dalla metà del XVI secolo\, non solo a ricordo dell’episodio evangelico ma anche con l’intento di rafforzare e ribadire la centralità del rito nella liturgia post tridentina in opposizione alle critiche mosse dal Protestantesimo. \nUna delle più belle e rare monete del Rinascimento\, il doppio ducato d’oro di Clemente VII (papa dal 1523-1534)\, fu incisa da Benvenuto Cellini (Firenze\, 1500 – ivi\, 1571) nel 1529 e raffigura l’Ecce Homo\, il Cristo ferito dopo la fustigazione ed esposto alla folla. La moneta vuole fare riferimento ad un preciso momento autobiografico del pontefice: come il Cristo aveva subito un’ingiusta e ingiuriosa punizione\, così il papa aveva dovuto sopportare la prigionia durante il sacco di Roma. \nTra le monete più interessanti si espongono quelle della Zecca di Mantova che recano come raffigurazione la pisside contenente il prezioso sangue raccolto da Longino\, il soldato romano che aveva ferito il costato di Cristo. \nNon particolarmente pregiate dal punto di vista artistico e per i metalli utilizzati\, ma particolarmente interessanti\, sono alcuni esemplari a carattere puramente devozionale\, destinati a pellegrini e devoti. La funzione di tali oggetti era quella di consentire al fedele di portare su di sé un’immagine sacra per favorire la preghiera e la meditazione sugli episodi centrali della vita di Gesù. Sono medaglie e medagliette dotate di appiccagnolo per essere indossate al collo o forate per essere cucite su abiti e cappelli. L’aspetto è spesso consunto\, detto lanato\, per l’usura causata dallo sfregamento sugli abiti o dal ripetuto tocco del fedele. \nQuesti esemplari avevano anche una funzione apotropaica\, come nel caso della medaglia della Scuola della Passione di Venezia\, dove compare al dritto la deposizione al sepolcro e al rovescio Cristo al sepolcro\, raffigurato a mezzo busto mentre emerge da un sarcofago attorniato dagli strumenti della passione (spugna\, lancia\, verghe\, borsa con i denari\, bacio di Giuda\, tunica etc.) L’iconografia\, molto diffusa a partire dal Medioevo\, era chiamata Arma Christi con l’evidente richiamo alla sua funzione di “arma difensiva” contro il demonio. \nLa mostra Pasqua in nummis viene presentata sabato 28 marzo 2026 alle ore 17.00 in occasione della presentazione del volume Il Medagliere si rivela\, a cura di Paola Giovetti e Laura Marchesini\, che documenta sei dei sette percorsi tematici presentati dal 2023 al 2025: San Petronio “rifondatore” di Bologna (4 ottobre – 4 dicembre 2023); Natale in nummis (6 dicembre 2023 – 15 gennaio 2024); Le Due Torri (13 marzo – 16 settembre 2024); L’Antico Egitto (18 settembre 2024 – 3 marzo 2025); L’ingegno delle donne (5 marzo – 13 ottobre 2025) e Ritratto d’artista (15 ottobre 2025 – 2 febbraio 2026).\nIntrodotto da un excursus sulla storia della collezione numismatica\, il volume contiene una breve scheda per ognuna delle 125 medaglie e monete complessivamente esposte.\nLa pubblicazione (pp. 100\, euro 15\,00) è in vendita presso il bookshop del museo.\nL’incontro\, secondo appuntamento del ciclo di presentazioni delle novità editoriali del Museo Civico Archeologico di Bologna Visto\, si stampi!\, si svolge presso la Sala Conferenze del museo\, in via dell’Archiginnasio 2. L’ingresso è libero\, fino a esaurimento posti disponibili.
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