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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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LOCATION:Museo della Città di Bettona\, Piazza Cavour 3\, Bettona\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Venezia)
DESCRIPTION:Apre a Venezia la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari: un racconto intorno al complesso e affascinante mondo delle pratiche religiose antiche\, in cui l’acqua assume un valore generativo\, terapeutico e identitario\, che aprirà al pubblico dal 6 marzo al 29 settembre 2026 nelle sale dell’Appartamento del Doge di Palazzo Ducale. \n  \nQuesta mostra ci insegna che l’antico è sempre presente e che Venezia si conferma centro delle arti e della promozione di grandi relazioni culturali. Il legame tra gli antichi Etruschi e i Veneti\, forte e naturale\, spiega le origini della civiltà italiana\, che ha poi trovato in Roma la sua perfetta sintesi. La mostra ci dice anche qualcosa di più: servono istituzioni consapevoli per inviare segnali di relazione\, partecipazione e confronto attraverso la cultura. Soprattutto quella antica\, che ha ancora moltissimo da insegnarci dichiara il Ministro della Cultura\, Alessandro Giuli. \n  \nVenezia apre le porte di Palazzo Ducale a un racconto che parla alle radici dell’Italia e\, allo stesso tempo\, al nostro presente: le civiltà crescono quando sanno incontrarsi\, scambiarsi idee e linguaggi\, senza rinunciare alla propria identità. Il filo conduttore dell’esposizione è l’acqua: elemento che unisce\, collega e crea percorsi. È un messaggio particolarmente potente qui a Venezia\, città d’acqua per eccellenza\, dove la storia non è un fondale ma un’esperienza quotidiana. Questa mostra è il frutto di un lavoro lungo e paziente tra istituzioni\, musei\, studiosi e professionisti: un esempio concreto di cultura come responsabilità condivisa e come servizio pubblico. È anche un tassello della nostra scelta di puntare sulla qualità dell’offerta culturale e dell’esperienza di visita\, ampliando i percorsi e offrendo occasioni di conoscenza che invitano a tornare e a guardare con calma. Invito cittadini e visitatori a scoprire l’esposizione e a partecipare al calendario di incontri e approfondimenti: perché la storia\, quando è raccontata con rigore e passione\, non ci dice solo ciò che siamo stati\, ma ci aiuta a capire chi vogliamo essere\, ricorda Luigi Brugnaro\, Sindaco di Venezia \n  \nSaluto a questa importante iniziativa espositiva che\, attraverso il dialogo tra civiltà\, valorizza le radici più antiche del nostro territorio e il ruolo dell’acqua come elemento di incontro tra culture. Progetti come questo contribuiscono a rafforzare la conoscenza e la valorizzazione del patrimonio storico e culturale del Veneto\, rendendolo accessibile a cittadini\, studiosi e visitatori interviene Valeria Mantovan\, Assessore Regione Veneto all’Istruzione – Formazione – Competenze e Cultura \n  \nUn confronto inedito e peculiare\, un’indagine comparata sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e per lo sviluppo delle società in due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C.: mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino\, spazi di guarigione\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, mete per il transito e per lo scambio culturale. L’esposizione riunisce reperti archeologici di straordinario valore\, molti dei quali inediti e provenienti da scavi recenti\, grazie a prestiti di eccezionale prestigio concessi da importanti istituzioni museali italiane. La mostra si configura così come un momento di sintesi avanzata della ricerca archeologica\, volta a coniugare rigore scientifico e forte impatto mediatico. \n  \nLa mostra rappresenta un progetto di grande respiro scientifico e divulgativo\, in cui a emergere è il dialogo tra due civiltà differenti per geografie e radici culturali\, tra cui sono fioriti scambi e relazioni lungo quel confine nella ‘terra tra i due fiumi’. Uno scambio di materie prime\, reso possibile con l’apertura di nuove vie commerciali\, ma anche di idee\, culture\, saperi. Fiumi\, mari e acque sono l’emblema del movimento costante\, come quello delle persone\, unendosi e conducendo a forme di reciproca conoscenza di uomini e di donne. Il progetto espositivo a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, è organizzato dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, con il patrocinio del Ministero della Cultura\, dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi e Italici\, realizzata in collaborazione con la Fondazione Luigi Rovati di Milano\, che ospiterà un secondo momento espositivo nell’autunno del 2026 (14 ottobre – 10 gennaio 2027) rafforzando una collaborazione virtuosa tra istituzioni e territori\, fondata sulla ricerca archeologica e sulla valorizzazione del patrimonio nazionale. \n  \n  \nLa mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari nasce dalla collaborazione tra un’istruzione pubblica ed una fondazione privata che dimostra come la cooperazione tra soggetti diversi possa generare nuove occasioni di ricerca\, valorizzazione e sperimentazione culturale. Anche il progetto espositivo riflette questo modello di complementarità\, sviluppandosi infatti in due sedi: qui a Palazzo Ducale\, nelle Stanze del Doge per poi proseguire a Milano presso la nostra Fondazione. Due percorsi distinti ma connessi\, che permettono al pubblico di approfondire il tema delle acque sacre con prospettive diverse e di costruire un’esperienza culturale che si estende nel tempo e nello spazio. Giovanna Forlanelli\, Presidente Fondazione Luigi Rovati\, Milano 
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LOCATION:Palazzo Ducale – Venezia\, San Marco 1\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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LOCATION:Museo Egizio\, Via Accademia delle Scienze 6\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Metamorfosi. Ovidio e le arti (Roma)
DESCRIPTION:Dopo la presentazione al Rijksmuseum di Amsterdam\, approda alla Galleria Borghese Metamorfosi. Ovidio e le arti\, il grande progetto espositivo nato dalla collaborazione tra le due istituzioni e curato da Francesca Cappelletti e Frits Scholten. Dal 23 giugno all’11 ottobre 2026\, la mostra si pre­senta a Roma in una configurazione autonoma e originale\, frutto di un articolato dialogo scientifico internazionale che ha riunito oltre ottanta opere provenienti da prestigiosi musei europei e americani. \n  \nA partire dalle Metamorfosi di Ovidio – uno dei testi fondativi e più duraturi dell’immaginario occidentale – il progetto esplora l’idea della metamorfosi come principio universale e come chiave di lettura del cosmo\, della materia e della condizione umana. Il poema ovidiano diventa così il punto di accesso a una visio­ne del mondo fondata sul mutamento\, sull’instabilità delle forme e sulla perme­abilità dei confini tra umano\, naturale e divino. \n  \nGli spazi della Galleria Borghese si configurano come il contesto privilegiato per lo sviluppo di questo progetto espositivo. La stessa fondazione della Villa “fuori Porta Pinciana” affonda infatti le proprie radici nell’universo simbolico delle Me­tamorfosi\, rendendo questo luogo non solo adatto\, ma intimamente connesso al tema della mostra. Il cardinale Scipione Borghese fece edificare il Casino nobile per accogliere parte della propria collezione\, concependo l’architettura come di­spositivo culturale capace di intrecciare mito\, arte e autorappresentazione in un unico\, coerente sistema di significati. Questa vocazione si rafforzò nel Settecento con i restauri voluti da Marcantonio IV Borghese e affidati ad Antonio Asprucci\, che riorganizzò gli spazi ponendo le sculture al centro delle sale e integrandole in un apparato decorativo ispirato alle Metamorfosi\, dando forma a un contesto in cui la presenza di Ovidio risulta strutturale e pervasiva. \nCuore della mostra è dunque l’idea della metamorfosi come forza generativa che attraversa e ridefinisce il cosmo\, la materia e il corpo. Attraverso celebri miti e racconti spesso tragici\, le Metamorfosi hanno offerto per secoli agli artisti un repertorio inesauribile di immagini e conflitti\, dando forma visiva a passioni\, desideri\, astuzie\, violenze\, inganni e possibilità di redenzione. \n  \nIl percorso espositivo si apre con il racconto della creazione del mondo\, narrato nei versi iniziali del poema. Nella sezione Caos e Creazione\, opere di Louis Finson\, Hendrick Goltzius\, Herri met de Bles\, Auguste Rodin e Constantin Brâncuși re­stituiscono visivamente il passaggio dalla materia informe all’ordine del cosmo\, facendo della metamorfosi il principio generatore della natura e della vita. \n  \nLa fortuna del testo ovidiano è al centro de Il poeta e il libro\, che indaga le trasfor­mazioni che il poema ha conosciuto nel corso dei secoli attraverso manoscritti\, traduzioni\, volgarizzamenti e reinterpretazioni morali. Dall’esperienza medievale dell’Ovide moralisé fino al recupero filologico rinascimentale\, emerge la straordinaria capacità dell’opera di adattarsi a contesti culturali differenti. Qui il cele­bre Apollo e Dafne di Antonio del Pollaiolo dialoga idealmente con il capolavoro berniniano conservato nella Galleria\, una delle più spettacolari traduzioni visive della poesia di Ovidio. \n  \nAttorno al gruppo del Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini si sviluppa la se­zione dedicata al mondo sotterraneo di Plutone. Il racconto del rapimento di Pro­serpina e della disperata ricerca della figlia da parte di Cerere diventa occasione per riflettere sui temi della perdita\, della rinascita e dell’alternarsi delle stagioni. Opere antiche\, dipinti di Agostino Carracci e il commovente Orfeo ed Euridice di Rubens ampliano l’immaginario dell’oltretomba evocato dal poema. \n  \nLa figura di Aracne introduce una riflessione sull’arte stessa come processo di trasformazione. Nel racconto ovidiano la tessitura diventa metafora della crea­zione poetica\, che nella mostra si declina con dipinti\, arazzi e manufatti tessili capaci di trasformare la parola in immagine\, rendendo visibile la straordinaria capacità narrativa dell’arte. Le interpretazioni di Tintoretto e Rubens dialogano inoltre con preziosi arazzi che restituiscono la ricchezza figurativa delle storie narrate da Ovidio. \n  \nTra le sezioni più importanti troviamo quella dedicata a Leda e il cigno\, uno dei più celebri episodi degli amori di Giove. Attraverso dipinti e sculture derivati dalle invenzioni perdute di Leonardo e Michelangelo\, la mostra ricostruisce la fortuna di un mito che\, tra Quattrocento e Cinquecento\, divenne terreno privilegiato di confronto tra pittura e scultura. Accanto a queste opere trova posto la straordi­naria Danae di Correggio\, capolavoro assoluto della pittura rinascimentale\, dove il desiderio divino si manifesta sotto forma di pioggia d’oro. \n  \nCon il mito di Pigmalione la riflessione si sposta sul rapporto tra arte e vita. Le celebri interpretazioni di Jean-Léon Gérôme e Auguste Rodin mostrano la materia nell’istante in cui sembra animarsi\, trasformando il desiderio dell’artista in atto creativo. Il tema del mutamento diventa qui una meditazione sul potere stesso dell’arte e sulla sua capacità di dare forma all’immaginazione. \n  \nIl percorso prosegue con le vicende di Perseo e Medusa\, dove la trasformazione assume il volto opposto della pietrificazione. Attraverso opere di Rubens\, Seba­stiano Ricci\, Antonio Tempesta e Rutilio Manetti\, la mostra racconta una meta­morfosi che può essere insieme strumento di distruzione e mezzo di salvezza\, in grado di mutare irreversibilmente il destino degli uomini. \n  \nL’esposizione si conclude con una sezione dedicata al potere dell’amore\, forza che attraversa l’intero poema e che nelle opere di Tiziano\, Nicolas Poussin e ne­gli splendidi arazzi tardomedievali dedicati a Narciso ed Eco si manifesta come energia creatrice e distruttrice al tempo stesso. Attraverso desiderio\, passione\, perdita e contemplazione\, il mito rivela la sua capacità di interpretare le emozioni fondamentali dell’esperienza umana. \n  \nIl percorso propone una rilettura simbolica e sensoriale del mutamento\, evocan­do la tensione tra ordine e trasformazione\, la fluidità delle identità e il rapporto dinamico tra corpo e natura. In questo dialogo tra mito e arte\, la metamorfosi si configura non solo come trasformazione fisica\, ma come categoria estetica e ontologica\, attraverso cui interrogare le relazioni tra tempo\, spazio\, materia e forma. \n  \nProdotto in collaborazione con il Rijksmuseum\, il catalogo della mostra – dispo­nibile in italiano\, inglese e olandese – presenta le opere esposte nelle due sedi e include saggi di studiosi italiani e olandesi. Il progetto grafico è affidato a Irma Boom. Gli allestimenti della mostra sono curati da Hubert Le Gall. \n  \nLa Galleria Borghese ringrazia Intesa Sanpaolo – Gallerie d’Italia e Webuild S.p.A. per il loro sostegno.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-metamorfosi-ovidio-e-le-arti-roma/
LOCATION:Galleria Borghese\, Piazzale Scipione Borghese 5\, Roma\, Italy
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