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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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LOCATION:Museo Egizio\, Via Accademia delle Scienze 6\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | SALVATI. Storia di un sequestro (Melfi - PZ)
DESCRIPTION:L’esposizione\, prorogata fino al 1° novembre\,  è dedicata al recupero di circa 140 reperti archeologici\, databili dall’VIII secolo a.C.\, sottratti all’Italia da scavi clandestini e reimmessi sul mercato clandestino internazionale. \nIl cruciale rientro\, finalizzato nel maggio 2023 al termine di un lungo e complesso negoziato con la società di diritto inglese in liquidazione Symes Ltd – appartenuta al noto trafficante d’arte Robin Symes –\, è stato reso possibile grazie alla complessa attività investigativa del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale\, coordinata dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Roma. L’operazione ha visto il fondamentale coinvolgimento dell’Avvocatura Generale dello Stato\, dell’Ambasciata d’Italia a Londra e dei Dipartimenti del Ministero della Cultura dedicati alla Tutela e alla Valorizzazione del patrimonio.\nA seguito del recupero\, il Ministero della Cultura ha avviato un’attenta ridistribuzione territoriale dei beni: il lotto assegnato ai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa comprende vasi a figure rosse\, ornamenti in ambra e oro\, sculture\, oggetti di uso quotidiano e un grande mosaico policromo.\nLa mostra intende accendere i riflettori su un fenomeno drammatico che colpisce il nostro patrimonio culturale. Strappati brutalmente ai contesti di provenienza\, questi reperti erano stati ridotti a meri oggetti d’arredo per il collezionismo clandestino. L’esposizione si configura quindi come una profonda riflessione sulla legalità e sulla congiunta azione di tutela e valorizzazione che ha restituito tali opere alla pubblica fruizione. \nLa mostra è promossa dai Musei e parchi archeologici di Melfi e Venosa in collaborazione con il Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale. \nLa visita alla mostra è inclusa nel biglietto d’ingresso ordinario secondo gli orari di apertura dei Musei. \nEntra nella mostra
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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SUMMARY:Mostra | ATHLETÉS – L’icona oltre il tempo (Bari)
DESCRIPTION:Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20.30\, Palazzo Simi ospita l’apertura al pubblico di “ATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO. Atletismo\, società e rito funerario nelle aristocrazie peucete della Terra di Bari”\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. \, archeologia\, \, curata da Caterina Annese\, Elena Dellù e Francesca Romana Paolillo\, sarà visitabile fino al 28 marzo 2027. Promossa dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari\, l’esposizione indaga il rapporto tra corpo\, formazione\, competizione\, prestigio sociale\, mito e memoria nel mondo antico. Attraverso reperti provenienti dai contesti archeologici di Rutigliano\, Turi\, Conversano\, Gravina in Puglia e Ruvo di Puglia\, il percorso racconta come le comunità peucete abbiano accolto e reinterpretato i modelli della cultura agonistica greca. Ceramiche figurate\, strumenti legati alla cura del corpo\, testimonianze numismatiche e corredi funerari restituiscono il ruolo dell’immagine dell’atleta nei sistemi di rappresentazione delle aristocrazie peucete. Un nucleo significativo dei reperti\, in gran parte conservato nei depositi\, viene esposto per la prima volta. La mostra propone inoltre un dialogo tra antico e contemporaneo attraverso la memoria olimpica di Pietro Lombardi\, atleta barese vincitore della medaglia d’oro nella lotta greco-romana ai Giochi di Londra del 1948. In esposizione anche la fiaccola olimpica di quella edizione\, conservata da Alceste Maurizio Lo Buono. L’inaugurazione rientra nel programma del LXV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia\, dedicato a “Giochi e atletismo in Magna Grecia e nel Mediterraneo antico”. \nATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO\n26 settembre 2026 – 28 marzo 2027\nPalazzo Simi\, Strada Lamberti 1\, Bari\nApertura: 26 settembre\, ore 20.30 – ingresso gratuito\,\nVisite guidate con prenotazione obbligatoria in occasione dell’apertura fino a esaurimento posti\nal link\nhttps://www.eventbrite.com/e/athletes-licona-oltre-il-tempo-tickets-2001241254464  \nOrari: lunedì\, martedì\, giovedì e venerdì 8.30–16.45; sabato e domenica 8.30–13.30. Mercoledì chiuso. Orari soggetti a variazioni. \n  \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nATHLETÉS: a Bari una mostra racconta gli atleti delle aristocrazie peucete \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte (Milano)
DESCRIPTION:La Veneranda Biblioteca Ambrosiana\, dal 1° ottobre 2026 al 12 gennaio 2027 presenta la mostra “Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte” a cura di Marco Navoni e Francesco Braschi.  \nSan Francesco d’Assisi morì la sera del 3 ottobre 1226 all’età di circa 44 anni. Si celebra dunque in questo 2026 l’ottavo centenario della sua morte\, un’occasione per valorizzare la sua figura e il “segno” che Egli ha lasciato nella storia della Chiesa e d’Italia\, nello sviluppo della lingua e della letteratura italiana\, nell’arte e nella cultura. Per dare giusto rilievo a questa importante ricorrenza la Veneranda Biblioteca Ambrosiana propone un particolare itinerario artistico e spirituale alla scoperta dell’immagine di san Francesco attraverso alcune tra le opere più significative e spesso sconosciute del suo immenso patrimonio culturale. Per questo nel percorso espositivo della Pinacoteca sono stati messi in evidenza quattro dipinti che ci propongono ritratti iconografici del Santo; nelle vetrine delle Sale 2 e 3 si possono ammirare alcuni preziosi disegni\, con scene dalla vita di Francesco\, esposti per la prima volta al pubblico; e infine nella Sala Federiciana il percorso si conclude con l’esposizione di sette incisioni. A video il visitatore può inoltre ammirare molte altre opere di soggetto “francescano” che non è stato possibile esporre al pubblico. \nTra le opere in mostra un disegno molto elaborato proveniente dal Codice Resta. L’artista immagina la scena della morte di san Francesco ambientandola all’interno di un edificio: il Santo è disteso su un rozzo letto e sta benedicendo tutti coloro che gli si stringono attorno; i suoi frati lo assistono con devozione\, mentre uno di loro gli bacia con deferenza il piede con le stigmate; sulla sinistra della scena si affollano i fedeli in atteggiamento di preghiera. In realtà san Francesco\, fedele fino all’ultimo al suo desiderio di vivere in totale povertà\, negli ultimi istanti di vita volle essere deposto nudo sulla nuda terra nella piccola chiesetta della Porziuncola (oggi all’interno della grande basilica di Santa Maria degli Angeli)\, proprio dove aveva intuito la sua vocazione a vivere in piena radicalità secondo il vangelo e dove fondò l’ordine religioso che da lui prende nome. Era molto provato nel fisico\, quasi cieco e debilitato dalle malattie; secondo i suoi biografi volle che gli fosse letto un passo dal vangelo di Giovanni e che gli fosse recitato il celebre Cantico delle creature\, che si conclude significativamente con la strofa dedicata a «sorella morte»\, alla quale nessuna persona umana può sfuggire\, ma che per lui\, come per ogni vero credente\, non è la fine di tutto\, ma un “passaggio”\, un “transito”\, verso la vita eterna. Spirò alla sera del 3 ottobre 1226 all’età di 44 anni. \nINFO UTILI: \nLa mostra è inclusa nel biglietto della Pinacoteca \nOrari: Da lunedì a domenica 10.00 – 18.00 \nMercoledì chiuso \nInformazioni: tel. 02.806921; contatti@ambrosiana.it \nwww.ambrosiana.it \n 
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SUMMARY:Mostra | Santo Francesco – 800 anni di presenza (Pescia - PT)
DESCRIPTION:Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e la Fondazione POMA Liberatutti sceglie di celebrare questa ricorrenza partendo da un luogo e da un’opera che appartengono alla storia di Pescia e a quella del Santo. Proprio di fronte alla Fondazione\, nella Chiesa di San Francesco\, si trova infatti la straordinaria tavola che Bonaventura Berlinghieri firmò e datò nel 1235: il più antico dipinto pervenuto raffigurante il Santo. \nDa qui prende avvio Santo Francesco – 800 anni di presenza\, in programma alla Fondazione POMA Liberatutti dal 2 ottobre al 6 dicembre 2026: una kermesse che abbina una mostra a un calendario di incontri\, musica e iniziative che affrontano il tema francescano da prospettive diverse\, mettendo in relazione opere del passato e ricerche contemporanee. \nIl percorso espositivo si svilupperà sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospiterà una mostra fotografica a opera di Serena Gallorini\, Alessandro Mariani\, Esther May e Giovanni Savino\, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi\, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane\, spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA\, per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale\, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà\, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema. \nSerena Gallorini\, fotografa e artista visiva\, si muove tra ritratto\, autoritratto e moda; tra Milano e la Toscana. Dopo gli studi di archeologia medievale e la formazione alla Fondazione Studio Marangoni\, ha sviluppato una ricerca che affianca alla fotografia professionale una costante attività artistica\, utilizzando strumenti sia analogici che digitali. \nAlessandro Mariani\, in arte Panox\, ha una formazione che unisce architettura\, fotografia e arti visive. Fra i pionieri italiani della grafica 3D\, ha lavorato a lungo nel mondo del rendering e dell’immagine digitale\, per poi tornare a dedicarsi con particolare intensità alla fotografia e al segno grafico. \nEsther May\, nome d’arte di Esther Mainetti\, è fotografa e artista visiva. La sua ricerca privilegia il bianco e nero\, l’astrazione\, la luce e il dettaglio\, attraverso immagini essenziali nelle quali la fotografia diventa uno strumento per andare oltre la semplice rappresentazione. \nGiovanni Savino\, L’ultimo fotografo\, ha costruito il proprio percorso tra fotografia\, cinema\, musica e televisione\, lavorando per molti anni negli Stati Uniti\, per la CBS e per 60 Minutes. Oggi vive in Toscana e continua a dedicarsi alla fotografia\, soprattutto al ritratto e alla ricerca di soggetti capaci di conservare memoria e testimonianza. \nAl primo piano il percorso conduce invece ad Assisi\, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli per gli affreschi delle Storie di San Francesco dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento\, oggi Cappella di San Bonaventura. \nStefanelli (1931-2016)\, allievo di Piero Annigoni\, si formò nella tradizione della pittura a fresco e ne fece uno degli elementi centrali della propria attività. I cartoni permettono di osservare una fase normalmente invisibile al pubblico: quella che precede la realizzazione dell’affresco\, quando l’immagine viene ancora studiata e composta. Figure\, gesti\, proporzioni e rapporti tra i personaggi prendono forma sulla carta prima di essere trasferiti sulla parete. \nIl confronto con la tavola di Berlinghieri crea così un arco di quasi otto secoli. Nel 1235 il pittore toscano fissava l’immagine di Francesco a nove anni dalla sua morte; molti secoli dopo Stefanelli tornava a raccontarne le vicende attraverso un nuovo ciclo pittorico. La mostra aggiunge oggi a queste due testimonianze lo sguardo della fotografia\, costruendo un percorso nel quale cambiano tecniche e sensibilità\, ma resta il confronto con tra storia e immagine diventate patrimonio universale. \nI quattordici cartoni sono messi a disposizione della Fondazione POMA da Massimo Callossi\, amico e allievo di Stefanelli\, e da Pier Francesco Bernacchi\, presidente della Società Europea di Cultura. \n\nIl rapporto con la Tavola del Berlinghieri non si esaurisce però nel suo ruolo di riferimento della mostra. La Fondazione ha scelto di dedicare all’opera un programma specifico di valorizzazione\, che nasce con la mostra ma diventa contributo permanente alla città e alla figura di San Francesco. Ogni sabato alle ore 11 sono organizzate visite guidate nella chiesa\, per permettere al pubblico di conoscere da vicino la tavola\, la sua storia e il suo ruolo nella storia e nella rappresentazione del Santo. A questa iniziativa si affianca il progetto di illuminazione museale promosso dalla Fondazione stessa\, pensato per migliorarne la leggibilità e la sua valorizzazione all’interno della chiesa. \nAnche gli appuntamenti di apertura sono stati pensati per entrare nel clima delle celebrazioni. \nVenerdì 2 ottobre alle 21.00\, nella Chiesa di San Francesco\, il professor Franco Cardini terrà una Lectio Magistralis dedicata al Santo. \nSabato 3 ottobre\, alle 17.30\, si terrà in Fondazione il vernissage della mostra\, mentre alle 21.30\, ancora nella Chiesa di S. Francesco\, un’Orchestra di trenta musicisti\, provenienti da Il Contrappunto e Fiorentina Ensemble\, assemblati e diretti dal compositore Stefano Burbi\, eseguirà un programma che comprende musiche di Bach\, Vivaldi\, Burbi\, Donizetti\, Caccini e Mozart. \nNel mese di novembre il calendario prevede un ulteriore momento di approfondimento: il 21 novembre\, in occasione di una giornata di convegno dedicata a San Francesco\, sarà presentato il catalogo celebrativo della kermesse. Il volume\, oltre alle immagini delle opere esposte\, raccoglierà i contributi della curatrice Marta Convalle\, del professor Paolo Vitali\, del presidente di POMA Paolo Trinci\, della professoressa Lucia Fiaschi\, del presidente della Società Europea di Cultura Pier Francesco Bernacchi e il testo della Lectio Magistralis del professor Franco Cardini. \nCon Santo Francesco – 800 anni di presenza\, la Fondazione POMA Liberatutti riunisce dunque attorno a una ricorrenza importante una serie di occasioni diverse: la mostra\, la riscoperta della Tavola del Berlinghieri\, gli incontri\, la musica e l’approfondimento. Un modo per guardare Francesco attraverso immagini lontane nel tempo e linguaggi differenti\, ma soprattutto per riportare l’attenzione su un’opera troppo poco conosciuta e mai valorizzata. \nLa mostra è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00. \nIngresso libero\, senza obbligo di iscrizione alla Fondazione. \n\n  \nFondazione POMA Liberatutti \nSulle sponde del fiume Pescia\, nell’omonima città\, sorge la Fondazione POMA Liberatutti. Un centro polifunzionale concepito per stimolare il libero pensiero e favorire l’incontro tra iniziative e forme artistiche diverse. Realizzata in un ex opificio ristrutturato\, la Fondazione si presenta come una factory culturale. \nLo spazio ospita mostre d’arte\, spettacoli dal vivo\, conferenze ed eventi che spaziano dalla musica al teatro\, alle arti visive\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti. Accanto agli eventi culturali\, offre una ricca gamma di attività formative in continua evoluzione: laboratori di scrittura\, pittura\, scultura; l’apprendimento di lingue straniere; yoga\, tai-chi\, scacchi e non manca la scuola di cucina\, pensata per unire creatività e tradizione gastronomica. \nIl Refettorio è il punto d’incontro per eccellenza\, più di un semplice ristorante\, dove spettacoli e momenti di socialità si mescolano con una cucina di eccellenza. \nGuidata da una filosofia inclusiva e libera da vincoli ideologici\, la Fondazione POMA è un laboratorio di crescita personale e condivisione\, dove il dialogo e la ricerca del bello si intrecciano in ogni attività.
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SUMMARY:Mostra | L'immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento (Arezzo)
DESCRIPTION:Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco (che cade giusto il 4 ottobre 2026\, dichiarato festa nazionale) la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico\, d’intesa con le Diocesi\, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC). \nSi intitola “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4)\, confinante con la Basilica di San Francesco\, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca\, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci\, 7)\, esempio straordinario di barocco aretino. \nL’esposizione\, curata da Cristina Acidini\, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi formato da Sandro Bellesi\, Stefano Casciu\, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi\, darà modo di appassionarsi a dipinti\, ma anche sculture\, volumi antichi\, miniature e tempere che documenteranno\, per campioni significativi\, la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana e in altri esempi italiani grazie alle opere\, tra gli altri\, di Margarito d’Arezzo\, Maestro della Croce\, Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Federico Barocci\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gio Ponti. \n  \n  \nLeggi il nostro articolo sulla mostra: \nSan Francesco cambia volto nei secoli: ad Arezzo 80 opere raccontano la sua immagine dal Medioevo al Novecento
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LOCATION:Arezzo – sedi varie\, Arezzo\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Saffo. Lo spirito della poesia (Roma)
DESCRIPTION:“Saffo” è la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica: Saffo di Lesbo. L’esposizione sarà allestita presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino\, nel Parco archeologico del Colosseo\, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. \nLa mostra\, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa\, è curata da Silvia Romani.\nRappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato alle figure femminili più moderne dell’antichità\, ponendosi in continuità con la mostra dedicata a Penelope (19 settembre 2024 – 12 gennaio 2025)\, già ospitata negli stessi spazi. \nDue i nuclei complementari che compongono il percorso espositivo: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria e popolare\, in un continuo gioco di rimandi tra realtà e mito\, antichità e modernità.
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