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SUMMARY:Mostra | Etruschi a Bettona (Bettona - PG)
DESCRIPTION:Il Comune di Bettona quale città di origine etrusca (VI sec. a. C.) posizionata alla sinistra del Tevere\, porta all’attenzione dei cittadini e dei fruitori culturali nazionali ed internazionali\, l’evento più importante che ha determinato la costituzione del proprio patrimonio archeologico\, ovvero la scoperta della Tomba di Colle (1913)\, resa nota nel 1916 con le “Notizie degli Scavi” di Giuseppe Cultrera. A seguito della scoperta del 1913\, tutto il corredo fu inviato al Museo Archeologico Nazionale di Villa Giulia (Roma) per poi tornare in Umbria attorno al 1956 con l’apertura del MANU. \nIl progetto “Etruschi a Bettona” ricongiunge\, dopo oltre 110 anni\, la Città col suo più importante tesoro\, nel luogo destinato alla conoscenza\, quale il Museo della Città di Bettona. Attraverso questa mostra evento\, Bettona dialoga con la sua storia\, parlando delle proprie radici\, dell’identità artistica e culturale\, e con rinnovato orgoglio\, trova ispirazione per il futuro. \nL’intero progetto pone l’accento sulla civiltà etrusca\, sulla sua peculiare complessità e mistero e l’ambiente che l’ha accolta\, tornando ad interrogarsi sull’importanza per l’intera civiltà umbra ed italiana\, ma soprattutto indagando su quale sia stato il ruolo di Bettona. \nLa mostra\, realizzata con il sostegno di Fondazione Perugia\, è coordinata dal Direttore del Museo di Bettona Prof. Francesco Federico Mancini che si avvale di un prestigioso comitato scientifico\, composto da: Dott. Costantino D’Orazio Direttore Musei Nazionali di Perugia Direzione Regionale Musei Nazionali Umbria\, Dott.ssa Tiziana Caponi Direttore Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria\, Dott.ssa Maria Angela Turchetti Direttore Ipogeo dei Volumni e Necropoli del Palazzone\, Dott.ssa Paola Romi Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria\, Prof. Lucio Fiorini Università degli Studi di Perugia\, Dott.ssa Marisa Scarpignato già funzionario archeologo\, Soprintendenza Archeologia dell’Umbria  \nIl Museo di Bettona è aperto dal venerdì alla domenica: venerdì e sabato\, dalle 10.30 alle 13.00 e dalle 15.30 alle 18.00\, la domenica\, dalle 10.00 alle 13.00 e dalle 15.00 alle 18.00. \n  \nLa mostra è stata prorogata al 31/05/2027 \n\nINFO & PRENOTAZIONI\nMuseo della Città di Bettona\nbettona@sistemamuseo.it \n 
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SUMMARY:Mostra | La statua di Amon dalla Germania al Museo Egizio (Torino)
DESCRIPTION:Dall’11 marzo la Galleria dei Re accoglie la statua del dio Amon\, uno dei pezzi di spicco  della collezione egizia del Badisches Landesmuseum di Karlsruhe\, in Germania.  Il prestito sarà decennale e  rappresenta un nuovo riconoscimento del ruolo del Museo Egizio\, come polo di eccellenza della ricerca archeologica e snodo strategico di una rete che connette le più prestigiose istituzioni europee.\n Dopo il Louvre e la Bibliothèque nationale de France\, che hanno affidato a Torino il pyramidion e il Libro dei Morti di Merit\, ora è il Badisches Landesmuseum di Karlsruhe a scegliere il museo torinese come sede privilegiata per un prestito di lunga durata\,  che testimonia la solidità delle relazioni scientifiche tra le due istituzioni.\n\nLeggi l’articolo che Storie & Archeostorie ha dedicato all’evento:\nhttps://storiearcheostorie.com/2026/03/09/statua-dio-amon-museo-egizio-torino/
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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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SUMMARY:Mostra | ATHLETÉS – L’icona oltre il tempo (Bari)
DESCRIPTION:Sabato 26 settembre 2026\, alle ore 20.30\, Palazzo Simi ospita l’apertura al pubblico di “ATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO. Atletismo\, società e rito funerario nelle aristocrazie peucete della Terra di Bari”\, in occasione delle Giornate Europee del Patrimonio. \, archeologia\, \, curata da Caterina Annese\, Elena Dellù e Francesca Romana Paolillo\, sarà visitabile fino al 28 marzo 2027. Promossa dalla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per la Città Metropolitana di Bari\, l’esposizione indaga il rapporto tra corpo\, formazione\, competizione\, prestigio sociale\, mito e memoria nel mondo antico. Attraverso reperti provenienti dai contesti archeologici di Rutigliano\, Turi\, Conversano\, Gravina in Puglia e Ruvo di Puglia\, il percorso racconta come le comunità peucete abbiano accolto e reinterpretato i modelli della cultura agonistica greca. Ceramiche figurate\, strumenti legati alla cura del corpo\, testimonianze numismatiche e corredi funerari restituiscono il ruolo dell’immagine dell’atleta nei sistemi di rappresentazione delle aristocrazie peucete. Un nucleo significativo dei reperti\, in gran parte conservato nei depositi\, viene esposto per la prima volta. La mostra propone inoltre un dialogo tra antico e contemporaneo attraverso la memoria olimpica di Pietro Lombardi\, atleta barese vincitore della medaglia d’oro nella lotta greco-romana ai Giochi di Londra del 1948. In esposizione anche la fiaccola olimpica di quella edizione\, conservata da Alceste Maurizio Lo Buono. L’inaugurazione rientra nel programma del LXV Convegno Internazionale di Studi sulla Magna Grecia\, dedicato a “Giochi e atletismo in Magna Grecia e nel Mediterraneo antico”. \nATHLETÉS – L’ICONA OLTRE IL TEMPO\n26 settembre 2026 – 28 marzo 2027\nPalazzo Simi\, Strada Lamberti 1\, Bari\nApertura: 26 settembre\, ore 20.30 – ingresso gratuito\,\nVisite guidate con prenotazione obbligatoria in occasione dell’apertura fino a esaurimento posti\nal link\nhttps://www.eventbrite.com/e/athletes-licona-oltre-il-tempo-tickets-2001241254464  \nOrari: lunedì\, martedì\, giovedì e venerdì 8.30–16.45; sabato e domenica 8.30–13.30. Mercoledì chiuso. Orari soggetti a variazioni. \n  \n  \nLeggi l’articolo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nATHLETÉS: a Bari una mostra racconta gli atleti delle aristocrazie peucete \n \n 
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SUMMARY:Mostra | Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte (Milano)
DESCRIPTION:La Veneranda Biblioteca Ambrosiana\, dal 1° ottobre 2026 al 12 gennaio 2027 presenta la mostra “Il “segno” di San Francesco: immagini di una vita nell’ottavo centenario della morte” a cura di Marco Navoni e Francesco Braschi.  \nSan Francesco d’Assisi morì la sera del 3 ottobre 1226 all’età di circa 44 anni. Si celebra dunque in questo 2026 l’ottavo centenario della sua morte\, un’occasione per valorizzare la sua figura e il “segno” che Egli ha lasciato nella storia della Chiesa e d’Italia\, nello sviluppo della lingua e della letteratura italiana\, nell’arte e nella cultura. Per dare giusto rilievo a questa importante ricorrenza la Veneranda Biblioteca Ambrosiana propone un particolare itinerario artistico e spirituale alla scoperta dell’immagine di san Francesco attraverso alcune tra le opere più significative e spesso sconosciute del suo immenso patrimonio culturale. Per questo nel percorso espositivo della Pinacoteca sono stati messi in evidenza quattro dipinti che ci propongono ritratti iconografici del Santo; nelle vetrine delle Sale 2 e 3 si possono ammirare alcuni preziosi disegni\, con scene dalla vita di Francesco\, esposti per la prima volta al pubblico; e infine nella Sala Federiciana il percorso si conclude con l’esposizione di sette incisioni. A video il visitatore può inoltre ammirare molte altre opere di soggetto “francescano” che non è stato possibile esporre al pubblico. \nTra le opere in mostra un disegno molto elaborato proveniente dal Codice Resta. L’artista immagina la scena della morte di san Francesco ambientandola all’interno di un edificio: il Santo è disteso su un rozzo letto e sta benedicendo tutti coloro che gli si stringono attorno; i suoi frati lo assistono con devozione\, mentre uno di loro gli bacia con deferenza il piede con le stigmate; sulla sinistra della scena si affollano i fedeli in atteggiamento di preghiera. In realtà san Francesco\, fedele fino all’ultimo al suo desiderio di vivere in totale povertà\, negli ultimi istanti di vita volle essere deposto nudo sulla nuda terra nella piccola chiesetta della Porziuncola (oggi all’interno della grande basilica di Santa Maria degli Angeli)\, proprio dove aveva intuito la sua vocazione a vivere in piena radicalità secondo il vangelo e dove fondò l’ordine religioso che da lui prende nome. Era molto provato nel fisico\, quasi cieco e debilitato dalle malattie; secondo i suoi biografi volle che gli fosse letto un passo dal vangelo di Giovanni e che gli fosse recitato il celebre Cantico delle creature\, che si conclude significativamente con la strofa dedicata a «sorella morte»\, alla quale nessuna persona umana può sfuggire\, ma che per lui\, come per ogni vero credente\, non è la fine di tutto\, ma un “passaggio”\, un “transito”\, verso la vita eterna. Spirò alla sera del 3 ottobre 1226 all’età di 44 anni. \nINFO UTILI: \nLa mostra è inclusa nel biglietto della Pinacoteca \nOrari: Da lunedì a domenica 10.00 – 18.00 \nMercoledì chiuso \nInformazioni: tel. 02.806921; contatti@ambrosiana.it \nwww.ambrosiana.it \n 
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SUMMARY:Mostra | Santo Francesco – 800 anni di presenza (Pescia - PT)
DESCRIPTION:Nel 2026 ricorrono gli ottocento anni dalla morte di San Francesco e la Fondazione POMA Liberatutti sceglie di celebrare questa ricorrenza partendo da un luogo e da un’opera che appartengono alla storia di Pescia e a quella del Santo. Proprio di fronte alla Fondazione\, nella Chiesa di San Francesco\, si trova infatti la straordinaria tavola che Bonaventura Berlinghieri firmò e datò nel 1235: il più antico dipinto pervenuto raffigurante il Santo. \nDa qui prende avvio Santo Francesco – 800 anni di presenza\, in programma alla Fondazione POMA Liberatutti dal 2 ottobre al 6 dicembre 2026: una kermesse che abbina una mostra a un calendario di incontri\, musica e iniziative che affrontano il tema francescano da prospettive diverse\, mettendo in relazione opere del passato e ricerche contemporanee. \nIl percorso espositivo si svilupperà sui due piani della Fondazione. Il piano terra ospiterà una mostra fotografica a opera di Serena Gallorini\, Alessandro Mariani\, Esther May e Giovanni Savino\, quattro autori con formazioni e percorsi molto diversi\, chiamati a confrontarsi con le suggestioni francescane\, spunti d’indagine forniti dalla Fondazione POMA\, per riscoprire la regola francescana e il percorso mistico e spirituale di Francesco. Opere che spaziano dal ritratto alla fotografia concettuale\, dalla sperimentazione digitale alla documentazione della realtà\, offrendo plurimi modi di osservare e interpretare il tema. \nSerena Gallorini\, fotografa e artista visiva\, si muove tra ritratto\, autoritratto e moda; tra Milano e la Toscana. Dopo gli studi di archeologia medievale e la formazione alla Fondazione Studio Marangoni\, ha sviluppato una ricerca che affianca alla fotografia professionale una costante attività artistica\, utilizzando strumenti sia analogici che digitali. \nAlessandro Mariani\, in arte Panox\, ha una formazione che unisce architettura\, fotografia e arti visive. Fra i pionieri italiani della grafica 3D\, ha lavorato a lungo nel mondo del rendering e dell’immagine digitale\, per poi tornare a dedicarsi con particolare intensità alla fotografia e al segno grafico. \nEsther May\, nome d’arte di Esther Mainetti\, è fotografa e artista visiva. La sua ricerca privilegia il bianco e nero\, l’astrazione\, la luce e il dettaglio\, attraverso immagini essenziali nelle quali la fotografia diventa uno strumento per andare oltre la semplice rappresentazione. \nGiovanni Savino\, L’ultimo fotografo\, ha costruito il proprio percorso tra fotografia\, cinema\, musica e televisione\, lavorando per molti anni negli Stati Uniti\, per la CBS e per 60 Minutes. Oggi vive in Toscana e continua a dedicarsi alla fotografia\, soprattutto al ritratto e alla ricerca di soggetti capaci di conservare memoria e testimonianza. \nAl primo piano il percorso conduce invece ad Assisi\, attraverso quattordici cartoni preparatori realizzati da Romano Stefanelli per gli affreschi delle Storie di San Francesco dell’ex Cappella delle Reliquie del Sacro Convento\, oggi Cappella di San Bonaventura. \nStefanelli (1931-2016)\, allievo di Piero Annigoni\, si formò nella tradizione della pittura a fresco e ne fece uno degli elementi centrali della propria attività. I cartoni permettono di osservare una fase normalmente invisibile al pubblico: quella che precede la realizzazione dell’affresco\, quando l’immagine viene ancora studiata e composta. Figure\, gesti\, proporzioni e rapporti tra i personaggi prendono forma sulla carta prima di essere trasferiti sulla parete. \nIl confronto con la tavola di Berlinghieri crea così un arco di quasi otto secoli. Nel 1235 il pittore toscano fissava l’immagine di Francesco a nove anni dalla sua morte; molti secoli dopo Stefanelli tornava a raccontarne le vicende attraverso un nuovo ciclo pittorico. La mostra aggiunge oggi a queste due testimonianze lo sguardo della fotografia\, costruendo un percorso nel quale cambiano tecniche e sensibilità\, ma resta il confronto con tra storia e immagine diventate patrimonio universale. \nI quattordici cartoni sono messi a disposizione della Fondazione POMA da Massimo Callossi\, amico e allievo di Stefanelli\, e da Pier Francesco Bernacchi\, presidente della Società Europea di Cultura. \n\nIl rapporto con la Tavola del Berlinghieri non si esaurisce però nel suo ruolo di riferimento della mostra. La Fondazione ha scelto di dedicare all’opera un programma specifico di valorizzazione\, che nasce con la mostra ma diventa contributo permanente alla città e alla figura di San Francesco. Ogni sabato alle ore 11 sono organizzate visite guidate nella chiesa\, per permettere al pubblico di conoscere da vicino la tavola\, la sua storia e il suo ruolo nella storia e nella rappresentazione del Santo. A questa iniziativa si affianca il progetto di illuminazione museale promosso dalla Fondazione stessa\, pensato per migliorarne la leggibilità e la sua valorizzazione all’interno della chiesa. \nAnche gli appuntamenti di apertura sono stati pensati per entrare nel clima delle celebrazioni. \nVenerdì 2 ottobre alle 21.00\, nella Chiesa di San Francesco\, il professor Franco Cardini terrà una Lectio Magistralis dedicata al Santo. \nSabato 3 ottobre\, alle 17.30\, si terrà in Fondazione il vernissage della mostra\, mentre alle 21.30\, ancora nella Chiesa di S. Francesco\, un’Orchestra di trenta musicisti\, provenienti da Il Contrappunto e Fiorentina Ensemble\, assemblati e diretti dal compositore Stefano Burbi\, eseguirà un programma che comprende musiche di Bach\, Vivaldi\, Burbi\, Donizetti\, Caccini e Mozart. \nNel mese di novembre il calendario prevede un ulteriore momento di approfondimento: il 21 novembre\, in occasione di una giornata di convegno dedicata a San Francesco\, sarà presentato il catalogo celebrativo della kermesse. Il volume\, oltre alle immagini delle opere esposte\, raccoglierà i contributi della curatrice Marta Convalle\, del professor Paolo Vitali\, del presidente di POMA Paolo Trinci\, della professoressa Lucia Fiaschi\, del presidente della Società Europea di Cultura Pier Francesco Bernacchi e il testo della Lectio Magistralis del professor Franco Cardini. \nCon Santo Francesco – 800 anni di presenza\, la Fondazione POMA Liberatutti riunisce dunque attorno a una ricorrenza importante una serie di occasioni diverse: la mostra\, la riscoperta della Tavola del Berlinghieri\, gli incontri\, la musica e l’approfondimento. Un modo per guardare Francesco attraverso immagini lontane nel tempo e linguaggi differenti\, ma soprattutto per riportare l’attenzione su un’opera troppo poco conosciuta e mai valorizzata. \nLa mostra è visitabile dal mercoledì al sabato dalle 10.00 alle 12.30 e dalle 17.30 alle 22.00; la domenica dalle 10.00 alle 12.00 e dalle 17.30 alle 22.00. \nIngresso libero\, senza obbligo di iscrizione alla Fondazione. \n\n  \nFondazione POMA Liberatutti \nSulle sponde del fiume Pescia\, nell’omonima città\, sorge la Fondazione POMA Liberatutti. Un centro polifunzionale concepito per stimolare il libero pensiero e favorire l’incontro tra iniziative e forme artistiche diverse. Realizzata in un ex opificio ristrutturato\, la Fondazione si presenta come una factory culturale. \nLo spazio ospita mostre d’arte\, spettacoli dal vivo\, conferenze ed eventi che spaziano dalla musica al teatro\, alle arti visive\, coinvolgendo artisti affermati e giovani talenti. Accanto agli eventi culturali\, offre una ricca gamma di attività formative in continua evoluzione: laboratori di scrittura\, pittura\, scultura; l’apprendimento di lingue straniere; yoga\, tai-chi\, scacchi e non manca la scuola di cucina\, pensata per unire creatività e tradizione gastronomica. \nIl Refettorio è il punto d’incontro per eccellenza\, più di un semplice ristorante\, dove spettacoli e momenti di socialità si mescolano con una cucina di eccellenza. \nGuidata da una filosofia inclusiva e libera da vincoli ideologici\, la Fondazione POMA è un laboratorio di crescita personale e condivisione\, dove il dialogo e la ricerca del bello si intrecciano in ogni attività.
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SUMMARY:Mostra | L'immagine di Francesco. Dal Medioevo al Novecento (Arezzo)
DESCRIPTION:Nell’ottavo centenario della morte di San Francesco (che cade giusto il 4 ottobre 2026\, dichiarato festa nazionale) la città di Arezzo celebra la propria speciale relazione con il Patrono d’Italia organizzando una grande mostra a carattere iconografico\, d’intesa con le Diocesi\, le comunità francescane competenti e gli organi centrali e periferici del Ministero della Cultura (MIC). \nSi intitola “L’immagine di Francesco – Dal Medioevo al Novecento” l’esposizione che si svolgerà dal 3 ottobre al 10 gennaio 2027 tra la Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea (piazza San Francesco 4)\, confinante con la Basilica di San Francesco\, celebre per i suoi capolavori d’arte e specialmente per il ciclo della Vera Croce affrescato da Piero della Francesca\, e i suggestivi spazi dell’ex Chiesa di Sant’Ignazio (via Giosuè Carducci\, 7)\, esempio straordinario di barocco aretino. \nL’esposizione\, curata da Cristina Acidini\, con un comitato scientifico presieduto da Carlo Sisi formato da Sandro Bellesi\, Stefano Casciu\, Liletta Fornasari e Angelo Tartuferi\, darà modo di appassionarsi a dipinti\, ma anche sculture\, volumi antichi\, miniature e tempere che documenteranno\, per campioni significativi\, la diffusione dell’iconografia francescana in Toscana e in altri esempi italiani grazie alle opere\, tra gli altri\, di Margarito d’Arezzo\, Maestro della Croce\, Maestro di Figline\, Tino Di Camaino\, Beato Angelico\, Sandro Botticelli\, Andrea Della Robbia\, Giorgio Vasari\, Pietro Da Cortona\, Annibale Carracci\, Guercino\, Jacopo Ligozzi\, Luca Giordano\, Federico Barocci\, Lorenzo Lippi\, Antonio Ciseri\, Libero Andreotti\, Gio Ponti. \n  \n  \nLeggi il nostro articolo sulla mostra: \nSan Francesco cambia volto nei secoli: ad Arezzo 80 opere raccontano la sua immagine dal Medioevo al Novecento
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SUMMARY:Mostra | Saffo. Lo spirito della poesia (Roma)
DESCRIPTION:“Saffo” è la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica: Saffo di Lesbo. L’esposizione sarà allestita presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino\, nel Parco archeologico del Colosseo\, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. \nLa mostra\, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa\, è curata da Silvia Romani.\nRappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato alle figure femminili più moderne dell’antichità\, ponendosi in continuità con la mostra dedicata a Penelope (19 settembre 2024 – 12 gennaio 2025)\, già ospitata negli stessi spazi. \nDue i nuclei complementari che compongono il percorso espositivo: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria e popolare\, in un continuo gioco di rimandi tra realtà e mito\, antichità e modernità.
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SUMMARY:Mostra | Il potere del ritratto. Egitto e Roma: i volti del Fayum (Roma)
DESCRIPTION:Dal 5 novembre 2026 al 2 maggio 2027 il Museo dell’Ara Pacis ospita Egitto e Roma. I volti del Fayum\, grande mostra dedicata ai volti dipinti dell’Egitto romano e al potere del ritratto nella Roma antica. \nAttraverso oltre 110 opere tra tavole\, sudari\, maschere funerarie\, marmi\, calchi in gesso e oreficerie antiche\, l’esposizione racconta una delle più affascinanti espressioni artistiche dell’antichità. I ritratti del Fayum sono tra le immagini dipinte più celebri dell’antichità e più rare nei Musei italiani: se ne conservano poco meno di mille in tutto il mondo\, tavole di legno spesse pochi millimetri\, dipinte a tempera o con la tecnica dell’encausto su una preparazione di cera calda\, e collocate sul viso del defunto tra le bende della mummia. Opere delicatissime\, raramente concesse in prestito: un’occasione unica per vederne riunito un nucleo così consistente. \nQuasi 50 di questi ritratti\, saranno eccezionalmente riuniti a Roma grazie a un importante programma di prestiti internazionali. Per la prima volta l’Egitto concede la quasi totalità delle tavole conservate nelle proprie collezioni\, mai uscite dal Paese\, tra cui il celebre Tondo dei Due Fratelli\, uno dei massimi capolavori della pittura antica\, restaurato in Egitto da restauratori italiani nell’ambito del progetto della mostra. Al nucleo egiziano si affiancano ventitre opere provenienti dal Museo del Louvre\, tra tavole dipinte e rarissimi sudari di lino\, oltre a prestiti straordinari dal Getty Museum\, dal Metropolitan Museum of Art\, dal Landesmuseum Württemberg di Stoccarda e da altre importanti istituzioni internazionali. Completa il percorso un ritratto giovanile recentemente emerso dagli scavi della missione archeologica italiana dell’Università del Salento in Egitto\, esposto per la prima volta al pubblico. Catalogo: Allemandi Editore \n\nLa mostra è curata da Claudio Parisi Presicce e Laura Petacco\, promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali organizzata dalla Sovrintendenza Capitolina e dall’RTI MondoMostre – Civita Mostre e Musei\, con Zètema Progetto Cultura.  Official Partner Fastweb + Vodafone. Radio Partner Dimensione Suono Soft.   \n  \nOrari: Tutti i giorni 9.30-19.30. Ultimo ingresso un’ora prima della chiusura
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SUMMARY:Mostra | RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo (Codroipo - UD)
DESCRIPTION:Nel cinquantesimo anniversario del devastante terremoto che nel 1976 colpì il Friuli\, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed ERPAC presentano la grande mostra «RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo». In programma dal 14 novembre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi dell’Esedra di Villa Manin a Passariano di Codroipo\, l’esposizione è curata da Giovanni C.F. Villa\, direttore di Palazzo Madama di Torino per la sezione dedicata alle Arti e da Giovanni Damiani per la sezione Architettura. \nIl progetto culturale assume il terremoto non soltanto come ricorrenza storica\, ma come il punto di partenza per una riflessione di portata universale sulla capacità dell’essere umano di trasformare una profonda frattura in un principio generativo e di rinascita. Non solo una commemorazione ma un interrogarsi sul cosa accadde dopo l’immensa catastrofe. Vi fu “una fine e un inizio” e questa straordinaria esperienza di ricostruzione è esattamente l’ambito d’indagine del progetto. \n  \nA cinquant’anni di distanza\, superata ormai la soglia del ricordo puramente cronologico\, la vicenda del Friuli si rivela come un modello civile e culturale di straordinaria attualità. “Il terremoto del Friuli è parte integrante della storia regionale e nazionale e può essere osservato come un fenomeno capace di illuminare questioni che riguardano il presente: il rapporto tra comunità e territorio\, tra patrimonio e identità\, tra crisi e trasformazione” spiega il curatore Villa. \n  \nAttraverso un ricco percorso che intreccia documentazione d’epoca\, capolavori dell’arte antica e opere di protagonisti del contemporaneo\, la mostra indaga il concetto del “secondo giorno” come lo definì Gianni Rodari inviato di “Paese Sera”: quella dimensione ideale e civile in cui una comunità comprende che il proprio destino non coincide con la somma delle perdite e sceglie responsabilmente di tornare a progettare il proprio avvenire. \n  \nLa mostra non propone una semplice ricostruzione degli eventi. Interroga un problema che attraversa la storia delle società umane: in che modo una comunità attribuisce significato alla distruzione? Attraverso quali strumenti culturali elabora la perdita? Quali immagini\, quali narrazioni\, quali forme simboliche permettono di immaginare un futuro dopo una frattura? \nÈ a questo punto che la riflessione incontra il campo delle immagini. Ogni società ha elaborato le proprie esperienze traumatiche attraverso forme narrative\, simboliche e visive. Le immagini conservano la memoria degli eventi e consentono alle comunità di organizzare\, trasmettere e comprendere l’esperienza della perdita. Attraverso di esse la distruzione entra nel campo della cultura e diviene oggetto di riflessione collettiva. \n  \nLa storia dell’arte occidentale può essere letta anche come una lunga riflessione sul rapporto tra rovina e rinascita. Città distrutte\, paesaggi sconvolti\, monumenti spezzati\, catastrofi naturali\, guerre e ricostruzioni hanno continuamente generato immagini. In esse si riflettono le paure\, le speranze\, le domande e le risposte che ogni epoca ha elaborato di fronte all’esperienza della perdita. Il terremoto del Friuli si inserisce all’interno di questa lunga storia culturale. \n  \nLa mostra si sviluppa all’interno dell’Esedra di Levante di Villa Manin – luogo che per la sua stessa storia incarna i concetti di durata\, memoria e trasformazione – articolandosi su tre livelli che ampliano progressivamente lo sguardo dalla cronaca locale alla storia della cultura occidentale. Il percorso prende il via dal secondo piano con un’introduzione video\, dove il visitatore viene immerso nel momento dell’evento attraverso materiali d’archivio televisivi\, radiofonici e a stampa\, a cui fanno da controcampo poetico quindici tavole commissionate a tre generazioni di illustratori friulani\, per tradurre la memoria del trauma in un racconto visivo universale e trasmissibile. Sono: Dimitri Fogolin\, Paolo Francescutto\, Giovanna Giuliano\, Alice Iuri\, Carin Marzaro\, Lorenzo Mattotti\, Pietro Nicolaucich\, Fabio Rodaro\, Jozef Sedmak\, Davide Toffolo\, Elisa Turrin\, Pia Valentinis. \n  \nIl primo piano rappresenta il cuore civile della mostra\, dove l’evento naturale lascia il posto alla risposta dell’uomo e alle Istituzioni civili: architettura\, pianificazione\, tutela dei beni culturali – come l’esemplare anastilosi del Duomo di Venzone – e la nascita dell’Università di Udine\, le fotografie testimoniano la formazione di una moderna coscienza collettiva. Questa sezione di architettura e fotografia – che gode del patrocinio dello IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia – offre una panoramica degli ultimi cinquant’anni di architettura regionale ed espone il lavoro di sei fotografi contemporanei focalizzati su quattro architetture ciascuno. L’architettura viene validata come uno dei segni visibili principali della trasformazione del territorio\, integrandosi nel percorso generale della mostra. \n  \nInfine\, al piano terra\, la riflessione assume un respiro universale ispirandosi alla lezione dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg\, un “atlante figurativo” che doveva tracciare visivamente la memoria collettiva dell’Occidente e la sopravvivenza delle immagini dall’antichità classica fino al Novecento. \nL’esperienza friulana entra così in dialogo con la lunga storia dell’arte attraverso cinque parole chiave: ricominciare\, riguardare\, rivivere\, rinascere\, ricostruire e mette in relazione alcuni capolavori storici provenienti da prestigiose istituzioni come la Pinacoteca Ambrosiana\, gli Uffizi e le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini\, la Galleria Borghese a Roma con opere di artisti contemporanei come Serse Roma\, Ludovico Bomben\, Maria Elisabetta Novello ed Eva Jospin\, accompagnati dai collegamenti fotografici di Stefano Graziani. \nL’ingresso della mostra è affidato a un’installazione di Daniele Puppi\, concepita per sovvertire la percezione dello spazio e attivare i sensi dello spettatore. Il percorso prosegue con le opere di Ludovico Bomben\, che rilegge il sacro attraverso il rigore formale e materiali industriali; Maria Elisabetta Novello\, che impiega la cenere e la polvere come simboli effimeri della memoria e del tempo; Serse Roma\, che attraverso l’uso della grafite sublima paesaggi e superfici acquatiche tra realtà e astrazione; Eva Jospin\, le cui sculture di cartone ed elementi naturali esplorano l’intricato confine tra paesaggio\, mito e scenografia. A chiudere la sezione saranno le fotografie di Stefano Graziani che non possono essere semplicemente racchiuse in uno o più generi perché sono visioni selezionate da cui emergono racconti che ci accompagnano ogni volta verso profonde riflessioni sulla condizione umana\, sul mito\, sulla natura\, sui linguaggi perduti\, sulla memoria. \n  \nTra i punti di forza di questa sezione risaltano alcuni fogli autografi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano\, nei quali il genio vinciano indaga la natura come un sistema di forze in continua trasformazione\, dove la distruzione della materia e la sua rigenerazione appartengono al medesimo processo dinamico. \n  \nDue cataloghi (uno per la sezione di arte antica curato dal prof. Villa e uno per quella di architettura curato da Giovanni Damiani e Andrea Pertoldeo) editi da Quodlibet accompagneranno la mostra. \nLa mostra che è curata da Giovanni C.F. Villa e Giovanni Damiani si avvale della collaborazione scientifica di Andrea  Comuzzi e Andrea Pertoldeo. \n  \nIl Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Massimiliano Fedriga\, ha dichiarato: “Nel cinquantesimo anniversario del terremoto\, questa iniziativa culturale rappresenta quindi un’importante occasione per rinnovare il ricordo di quanto accaduto\, valorizzare l’esempio offerto dal Friuli e trasmettere i principi di responsabilità\, solidarietà\, sussidiarietà e collaborazione che hanno reso possibile una delle più significative esperienze di rinascita della storia repubblicana recente”. \n  \n«In “RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo” il Terremoto del Friuli del 1976 è il punto di partenza del racconto – così il Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Mario Anzil – ma il vero protagonista della mostra è ciò che accade dopo: la capacità di una comunità di trasformare una ferita in una nuova possibilità\, una perdita in un progetto\, una frattura in un atto di costruzione collettiva. In questa prospettiva il Friuli smette di essere soltanto un esempio storico virtuoso e diventa un principio\, un modo di guardare al futuro». \n  \n  \n  \nORARIO MOSTRA: \nda martedì a domenica: ore 9.30 – 18.00 \nchiuso il lunedì\, il 24 e il 25 dicembre 2026 \n  \nAcquisto dei biglietti online\, in mostra e via call center \n(vendita dei biglietti in mostra sospesa 60 minuti prima della chiusura). \n  \nSono previste diverse aperture straordinarie. Il calendario è disponile al sito: www.villamanin.it. \ninfo@villamanin.it \ntelefono 0432821211 \n  \nBIGLIETTI SINGOLI \nBiglietto singolo; Intero € 12 \nRidotto  € 8 \n  \nImmagine:  Giovanni Paolo Pannini\, Capriccio con la statua equestre di Marco Aurelio \n 
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