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SUMMARY:Mostra | Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma (Arzachena - OT)
DESCRIPTION:La mostra temporanea “Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma”\, ospita più di 200 reperti provenienti dai siti archeologici del territorio coprendo un arco temporale che va dal neolitico all’epoca romana. \nL’allestimento della mostra si basa su un approccio multimediale e multidisciplinare e permette al visitatore di interagire con gli oggetti dell’esposizione grazie alla realtà virtuale. \nPer rendere più completa la rappresentazione si sono considerati diversi siti archeologici: circoli funerari di Li Muri e la Macciunitta\, riparo sotto roccia Monti Incappiddatu\, villaggio di Pilastru\, dolmen e tafoni di Li Casacci Vecchi\, altura fortificata di Punta Candela\, nuraghe e villaggio La Prisgiona\, Nuraghe Albucciu\, Tombe di giganti Li Lolghi e Moru. \nL’esposizione vuole essere immersiva\, presentando i contenuti come elementi di accesso e di conoscenza delle peculiarità dei  siti archeologici. \nIn particolare è presente un rimando continuo tra elementi archeologici reali e attraverso strumenti multimediali a riguardo di sei tematismi: \n\nLe prime tracce dell’uomo: il Neolitico\nAntiche dimore nel granito\nInsediamenti nuragici: nuraghi\, villaggi e alture fortificate\nIl complesso nuragico di Albucciu\nI nuragici e il culto dei morti\nIl Golfo di Arzachena: l’uomo e il mare in antichità\n\nUn approfondimento particolare riguarda il complesso nuragico La Prisgiona con gli oggetti provenienti dagli scavi effettuati nel sito a rappresentare specifiche situazioni della vita quotidiana. \nLa mostra permette al visitatore di scoprire i siti archeologici  ed apprezzare al meglio la loro successiva visita in loco. \nOrari di apertura \nDal martedì alla domenica \nDalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 \n  \nTariffe \nBiglietto intero € 4\,00; \nBiglietto ridotto per i residenti nel Comune di Arzachena: € 2\,00 \nBiglietto ridotto per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private non residenti nel Comune di Arzachena: € 1\,00 a studente; \n  \nIngresso gratuito \n• per i bambini sino a 12 anni di età; \n• per i possessori di tessera I.C.O.M. (International Council of Museums); \n• per i portatori di handicap e per un loro familiare o altro accompagnatore\, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; \n• per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private residenti nel Comune di Arzachena; \n• per le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale\, mediante esposizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; \n• per i giornalisti\, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta. \n  \nInfo: arzachenaturismo.com
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LOCATION:Museo Civico “Michele Ruzittu”\, Via Mozart\, Arzachena\, Italy
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SUMMARY:Mostra | L'Italia dei primi italiani. Ritratto di una nazione appena nata (Novara)
DESCRIPTION:Nel programma dell’Olimpiade Culturale in occasione di Milano-Cortina è in corso al Castello di Novara la mostra L’Italia dei primi Italiani. Ritratto di una nazione appena nata\, a cura di Elisabetta Chiodini. Un percorso di 70 capolavori eseguiti dai primi anni Sessanta dell’Ottocento al terzo decennio del Novecento da alcuni dei maggiori protagonisti della nostra cultura figurativa.  \nLa mostra organizzata da METS Percorsi d’Arte congiuntamente a Comune di Novara e Castello di Novara è allestita nell’ambito dell’Olimpiade Culturale di Milano Cortina 2026\, il programma multidisciplinare\, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura\, il patrimonio e lo sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. \nIl percorso espositivo illustra la nostra nazione appena nata\, il suo variegato territorio e la sua popolazione nel corso di decenni che sono stati testimoni di profonde trasformazioni\, politiche\, economiche\, culturali e sociali che avrebbero lentamente condotto il Paese verso la modernità. La rassegna si articola in sezioni tematiche che accompagnano i visitatori attraverso il succedersi delle sale del Castello presentando loro opere provenienti da prestigiose collezioni\, sia pubbliche sia private. \nSezione I | Un territorio variegato. Vita rurale tra pianure\, valli e monti\nLa prima sezione è dedicata all’Italia rurale e alla realtà del modo contadino\, dalle Alpi alla Sicilia. I territori e la vita quotidiana dei nuovi italiani saranno illustrati attraverso straordinari lavori di artisti di grande spessore e fama; tra questi sia sufficiente ricordare Telemaco Signorini (1835-1901)\, Giuseppe De Nittis (1846-1884)\, Stefano Bruzzi (1835-1911)\, Giovanni Battista Quadrone (1844-1898)\, Gugliemo Ciardi (1842-1917)\, Francesco Paolo Michetti (1851-1929)\, Angelo Morbelli (1853-1919)\, Carlo Fornara (1861-1978)\, Achille Tominetti (1848-1917) e Cesare Maggi (1881-1961). \nSezione II | Lo sviluppo costiero della penisola e le attività delle regioni marittime\nLa seconda sezione illustra la varietà delle nostre coste\, in prevalenza alte\, frastagliate\, rocciose e scoscese quelle che si affacciano sul Mar Ligure e sul Mar Tirreno\, per lo più basse con spiagge sabbiose e ghiaiose quelle che si affacciano sul Mar Adriatico. Oltre 8000 chilometri di territori molto diversi per morfologia\, struttura geologica\, varietà di ambienti naturali\, insediamenti umani e produttivi. L’articolato territorio costiero e le attività dei suoi abitanti saranno documentati da dipinti di Giovanni Fattori (1825-1908)\, Vincenzo Cabianca (1827-1902)\, Luigi Steffani (1828-1898)\, Francesco Lojacono (1838-1915)\, Rubens Santoro (1859-1941) e molti altri. \nSezione III | Il volto delle città\nLa terza sezione documenta alcuni aspetti della realtà urbana delle tre Capitali d’Italia\, Torino\, Firenze\, Roma\, e di altre grandi città come Napoli\, Venezia e non ultima Milano\, la prima metropoli italiana. Città quest’ultima che\, più di altre\, vuole essere moderna e avverte una forte esigenza di trasformazione e che a vent’anni esatti dalla proclamazione dello stato unitario\, in occasione dell’Esposizione Industriale Italiana del 1881\, è definita da Giovanni Verga la “Città più Città d’Italia”\, la capitale morale del paese\, quella destinata ad assumere in breve tempo una funzione trainante nel campo della produzione industriale e del lavoro. In sala dipinti di Filippo Carcano (1840-1914)\, Pio Joris (1843-1921)\, Adolfo Tommasi (1851-1933)\, Marco Calderini (1850-1941) e altri. \nSezione IV | I riti della borghesia. Il tempo libero in città e in villeggiatura\nLa quarta sezione è dedicata agli svaghi della borghesia e conduce il visitatore in lussureggianti giardini urbani\, a teatro\, tra le luci soffuse di prestigiosi salotti\, in campagna per una gita fuori porta o in luoghi di villeggiatura. Tra i pittori in sala Ettore Tito (1859-1941)\, Giulio Aristide Sartorio (1860-1932)\, Vespasiano Bignami (1841-1929)\, Pompeo Mariani (1857-1927)\,Carlo Pittara (1835-1891) e Luigi Gioli (1855-1947). \nSezione V | L’arte declinata al femminile\nLa quinta sezione è declinata tutta al femminile e illustra le diverse relazioni che numerose donne borghesi intrattenevano con le arti figurative. In sala incontriamo chi visitava le città d’arte e i loro straordinari musei\, chi amava collezionare arte contemporanea e frequentava gli studi dei maggiori artisti per valutare personalmente le opere da acquistare per la propria collezione\, chi amava dipingere per puro diletto e chi\, invece\, aveva coraggiosamente scelto di fare della pittura la propria professione. Tra gli autori presenti Silvestro Lega (1826-1895)\, Odoardo Borrani (1833-1905)\, Michele Cammarano (1835-1920). \nSezione VI | L’amore venale\nLa piccola cella del castello ospita la sesta sezione della mostra proponendo una scelta di opere legate ai tanti volti che la prostituzione ha avuto nell’Ottocento. Argomento che è stato spesso oggetto dell’attenzione di romanzieri e poeti\, drammaturghi e compositori\, ma che molto più raramente è stato affrontato dai pittori; tra questi Angelo Morbelli (1853-1919). \nSezione VII | Tempi moderni. La vita nelle metropoli\nL’ultima sezione della mostra è dedicata ai diversi aspetti della vita quotidiana dei nuovi Italiani nelle più moderne città del Paese. Città industrializzate e sempre più popolose nelle quali lusso e miseria convivevano spesso l’uno accanto all’altra. Città che alternavano zone lussuose con splendidi complessi edilizi contemporanei perfettamente rispondenti alle rinnovate esigenze della facoltosa borghesia\, a zone squallide e fatiscenti abitate da una popolazione spesso priva di un lavoro regolare\, costretta per poter sopravvivere ai lavori più umili o all’accattonaggio. Straordinari episodi di vita moderna documentati da grandi artisti tra i quali Emilio Longoni (1859-1932)\, Giovanni Sottocornola (1855-1917)\, Angelo Morbelli (1853-1919)\, Attilio Pusterla (1862-1941)\, Francesco Netti (1832-1894)\, Demetrio Cosola (1851-1895) e Italo Nunes Vais (1860-1932). \nCommenta Paolo Tacchini\, Presidente di METS Percorsi d’arte: In occasione delle Olimpiadi dovevamo pensare a un progetto legato alla nostra nazione e alle sue peculiarità\, ma che fosse coerente con la nostra specifica missione\, divulgare l’arte di un periodo ben preciso. Così è nata l’idea dell’Italia dei primi italiani. Un viaggio ideale nella nostra nazione appena nata\, raccontata attraverso le opere degli artisti dell’epoca\, molti dei quali protagonisti degli eventi che avevano portato alla sua nascita. \nLa rassegna\, a cura di Elisabetta Chiodini\, giunge dopo il grande successo di pubblico e critica registrato dalle mostre PAESAGGI. Realtà Impressione Simbolo. Da Migliara a Pellizza da Volpedo (2024-2025)\, Boldini\, De Nittis et Les Italiens de Paris (2023-2024); Milano da Romantica a Scapigliata (2022-2023); Il mito di Venezia. Da Hayez alla Biennale (2021-2022); Divisionismo. La rivoluzione della luce (2019-2021) e Ottocento in collezione. Dai Macchiaioli a Segantini (2018-2019) ed è organizzata da METS Percorsi d’arte congiuntamente a Comune di Novara e Fondazione Castello di Novara\, con il patrocinio di Regione Piemonte\, Commissione Europea e Provincia di Novara\, nell’ambito del programma culturale delle Olimpiadi Milano Cortina 2026 ed è realizzata grazie al sostegno di Banco BPM (Main sponsor)\, Esseco S.r.l. e De Agostini Editore S.p.A. (Sponsor)\, con il contributo di Artekasa S.r.l.\, Camera di Commercio Monte Rosa Laghi Alto Piemonte\, Camporelli S.N.C.\, Comoli Ferrari & C. S.p.A.\, I Dof Mati\, IGOR s.r.l.\, Fondazione Comunità del Novarese\, Italgrafica Novara\, Mirato S.p.A.\, Fondazione CRT. Si avvale inoltre della collaborazione di Abbonamento Musei Piemonte e Valle D’Aosta\, Ad Artem\, Agenzia Turistica Locale Terre dell’alto Piemonte (Biella Novara Valsesia Vercelli)\, Big/Ciaccio Arte\, EnjoyMuseum S.r.l. e Swiss Chamber (Camera di Commercio Svizzera in Italia)\, con il supporto di Enrico Gallerie d’Arte e Gallerie Maspes Milano. \n\nINFO\nSede: Castello di Novara\, Piazza Martiri della Libertà 3\nT. 0321 1855421 \nOrari: da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.00 (ultimo ingresso ore 18.00) | lunedì chiuso\nAperture anticipate alle ore 9.00: domenica 29 marzo\, sabato 4 aprile\, domenica 5 aprile e lunedì 6 aprile 9.00-19.00 (la biglietteria chiude alle 18.00)\nAperture straordinarie: sabato 1 novembre; lunedì 8\, venerdì 26 e lunedì 29 dicembre 2025; giovedì 1\, lunedì 5\, martedì 6 e giovedì 22 gennaio; lunedì 6 aprile 2026\nChiuso: mercoledì 24\, giovedì 25 e mercoledì 31 dicembre \nBiglietti:\n– Intero € 15\,00\n– Open € 17\,00 (Ingresso flessibile a data aperta)\n– Ridotto € 13\,00 (Weekend e festivi)\n– Ridotto Feriale € 11\,00 (da martedì a venerdì esclusi i festivi)\n– Ridotto Ragazzi € 6\,00 (Ragazzi dai 6 ai 19 anni) \nPrevendita biglietti\nVisitatori singoli\n– Vivaticket\n– in biglietteria: mar-ven 10.00-18.00 \nGruppi e scolaresche (autonomi o dotati di guida propria)\n– e-mail: gruppi@vivaticket.com\n– in biglietteria: mar-ven 10.00-18.00 (solo scolaresche) \nCommissioni Prevendita:\n– € 1\,80 (online\, call center\, e-mail) \nPrenotazioni visite guidate e aperture serali (compresa prevendita dei relativi biglietti)\n– Online: Ad Artem s.r.l.\n– Email: info@adartem.it\n– Call Center: +39 02 6597728 (da lunedì a venerdì 09.00 – 13.00 / 14.00 – 16.00) \nAudioguide comprese nel prezzo del biglietto
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SUMMARY:Mostra | Luigi Spina - Campi Flegrei\, la terra ardente (Castello di Baia\, Bacoli - NA)
DESCRIPTION:Al Museo Archeologico dei Campi Flegrei e Castello di Baia\, a Bacoli (Napoli)\, continua la mostra Campi Flegrei\, la terra ardente. Di Luigi Spina\, un percorso fotografico che interpreta uno dei paesaggi più complessi e suggestivi del Mediterraneo. La mostra\, che ha aperto da novembre in concomitanza con l’inaugurazione del nuovo allestimento del Museo negli spazi del Padiglione Cavaliere\, rimarrà aperta al pubblico fino al 3 maggio 2026 accompagnata da un volume edito da 5 Continents Edition\, che raccoglie l’intero corpus degli scatti realizzati da Spina. \n  \nLeggi tutti i dettagli della mostra su Storie & Archeostorie: Link all’articolo \n 
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SUMMARY:Mostra | I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni (Milano)
DESCRIPTION:Fondazione Luigi Rovati presenta I Giochi Olimpici™. Una storia lunga tremila anni\, una grande mostra in occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026\nIn occasione dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali di Milano Cortina 2026\, la Fondazione Luigi Rovati dedica una grande esposizione alla storia\, ai protagonisti e ai valori dei giochi atletici\, dall’antichità a oggi. \nRealizzata in coproduzione con il Museo Olimpico e il Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (entrambi situati in Svizzera\, nella città di Losanna)\, la mostra è curata da Anne-Cécile Jaccard e Patricia Reymond (Museo Olimpico)\, Giulio Paolucci (Fondazione Luigi Rovati) e Lionel Pernet (Musée cantonal d’archéologie et d’histoire). \nIl percorso espositivo intreccia mondo antico e contemporaneo per raccontare come l’ideale olimpico abbia attraversato i secoli restando fedele ai suoi valori fondanti. Dalla Grecia\, dove i giochi celebravano la pace e l’unità tra le città\, alla visione educativa di Pierre de Coubertin\, padre delle Olimpiadi moderne\, emergono i principi di pace\, inclusione\, eccellenza e rispetto che ancora oggi animano lo spirito olimpico. \nOrganizzata in cinque sezioni tematiche\, la mostra crea un’inusuale relazione tra reperti antichi e oggetti che appartengono ai moderni Giochi Olimpici\, svelando i legami che uniscono sport\, arte e spiritualità. \nTra i prestiti più significativi figurano reperti greci\, etruschi e romani provenienti dalla Fondazione Luigi Rovati\, dal Musée cantonal d’archéologie et d’histoire (Losanna)\, dai Musei Vaticani\, dal Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e da altre importanti istituzioni italiane. \nPer la prima volta in Italia viene presentata al pubblico fuori dal Museo Archeologico Nazionale di Tarquinia la Tomba delle Olimpiadi (530–520 a.C.)\, eccezionale testimonianza figurativa dei giochi atletici ed ippici etruschi\, oggi di competenza del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia (PACT). Scoperta nel 1958\, alla vigilia delle Olimpiadi di Roma del 1960\, la tomba deve il suo nome alle scene sportive che ne decorano le pareti e offre un’occasione unica per ammirare da vicino le celebri pitture murali. \nDal Museo Olimpico (Losanna) provengono medaglie\, attestati\, fiaccole e attrezzi sportivi di grandi protagonisti della storia olimpica: dai guantoni da boxe di Pierre de Coubertin alla maglia di Usain Bolt (Beijing 2008) che per la prima volta uscirà dal Museo Olimpico per essere esposta a Milano. \nUn’attenzione particolare è dedicata al tema dell’inclusione\, dai giochi antichi e moderni riservati a un’élite maschile di cittadini liberi fino alla parità di genere raggiunta a Parigi 2024\, stabilita dal CIO\, in un percorso che racconta l’evoluzione dei Giochi verso un ideale sempre più universale e condiviso. \n  \nLa mostra è realizzata con il contributo della Regione Lombardia tramite il bando Olimpiadi della Cultura. \nSi inserisce\, inoltre\, nell’ambito della Cultural Olympiad di Milano Cortina 2026\, il programma multidisciplinare\, plurale e diffuso che animerà l’Italia per promuovere i valori Olimpici attraverso la cultura\, il patrimonio e lo sport\, in vista dei Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali che l’Italia ospiterà rispettivamente dal 6 al 22 febbraio e dal 6 al 15 marzo 2026. \n  \nIl progetto è accompagnato da una pubblicazione edita dalla Fondazione Luigi Rovati in collaborazione con Johan & Levi. \nACQUISTA IL CATALOGO \n  \nScopri gli eventi collaterali \nCiclo di conferenze | Incontri nell’ambito della mostra “I GIOCHI OLIMPICI. Una storia lunga 3000 anni” (Fondazione Luigi Rovati\, Milano) \n \n 
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SUMMARY:Mostra | La Grecia a Roma  (Musei Capitolini\, Roma)
DESCRIPTION:Con oltre 150 opere tra sculture\, rilievi e reperti archeologici\, tutti originali greci e alcuni esposti per la prima volta\, la mostra “La Grecia a Roma”\,  in corso ai Musei Capitolini\, Villa Caffarelli fino al 12 aprile 2026 racconta l’incontro tra due civiltà straordinarie\, in un dialogo che ha plasmato il gusto e l’estetica dell’Occidente. \nTutte le informazioni sulla mostra QUI (Leggi l’articolo su Storie & Archeostorie).
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SUMMARY:Mostra | Eresia e ortodossia a confronto. Manoscritti e testi da Bisanzio (Venezia)
DESCRIPTION:Eresia e ortodossia a confronto.\nManoscritti e testi da Bisanzio alla Biblioteca Marciana \nLa mostra è organizzata in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana nell’ambito del progetto PRIN 2022 PNRR Panoplia panopliarum – Il lungo secolo dodicesimo: l’epoca bizantina delle compilazioni anti-eretiche (CUP: C53D23008620001) ed è curata da Marco Fanelli\, Ottavia Mazzon\, Alessandra Bucossi e Niccolò Zorzi. Propone un percorso di approfondimento rivolto a un ampio pubblico\, che delinea attraverso il ricco e prezioso fondo manoscritto della Biblioteca Marciana la storia del confronto tra Ortodossia e forme ereticali\, eterodosse e di dissenso a Bisanzio. Il percorso si concentra sul “lungo” XII secolo\, quando il controllo delle forme di dissidenza religiosa in taluni momenti si acuisce e ne determina lo sviluppo. In questo periodo si concentra una produzione antiereticale che non ha paragoni nella storia di Bisanzio\, direttamente patrocinata dagli imperatori della dinastia comnena e variamente appoggiata dall’autorità patriarcale. \nSono esposti codici dell’Antico e del Nuovo Testamento\, commentari alle Sacre Scritture e Atti di Concili\, che costituiscono gli strumenti d’elezione per gli autori che nel corso dei secoli si dedicarono alla stesura di opere antieretiche. Ampio spazio è riservato a manoscritti che trasmettono il testo delle grandi compilazioni antiereticali composte nel periodo comneno. Speciale attenzione è poi rivolta a testi e autori che riflettono l’acceso dibattito con le Chiese latina e armena\, nonché il difficile confronto con fedi religiose estranee al Cristianesimo\, ma ben radicate nel tessuto sociale ed economico dell’impero\, come l’Ebraismo e l’Islam. \nNella prospettiva non solo di promuovere\, ma anche di valorizzare e preservare questo patrimonio manoscritto e librario\, una sezione della mostra è dedicata al restauro di alcuni codici finanziato dal progetto PRIN 2022 PNRR e realizzato in collaborazione con la Biblioteca Nazionale Marciana. \nCatalogo della mostra (in open access sul sito dell’editore): https://www.padovauniversitypress.it/it/publications/9788869384998 \n  \nLeggi l’articolo pubblicato su Storie & Archeostorie che parla della mostra: \n  \nEresia e ortodossia a Bisanzio: in mostra i manoscritti medievali greci che raccontano il dissenso nel “lungo” XII secolo
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LOCATION:Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia\, Piazza San Marco\, 7\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Gli Dei ritornano: i Bronzi di San Casciano (Museo Archeologico Nazionale\, Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Dopo il successo riscosso al Quirinale e a Reggio Calabria\, i capolavori emersi dal fango del Bagno Grande di San Casciano dei Bagni arrivano in Friuli Venezia Giulia. La mostra presenta le straordinarie statue bronzee\, ex-voto e monete che stanno riscrivendo la storia del passaggio tra Etruschi e Romani. Al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia (UD). \nPer approfondire la scoperta\, i dettagli del restauro e vedere la gallery fotografica completa\, leggi il nostro speciale: 👉 Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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SUMMARY:Mostra | Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi (Cortona - AR)
DESCRIPTION:Il MAEC\, Museo dell’Accademia Etrusca e della Città di Cortona presenta la mostra “Gli Etruschi in Olanda. A 40 anni dal Progetto Etruschi”\, un’esposizione che celebra lo storico legame tra Cortona e la città di Leida\, nel segno della cultura etrusca e della collaborazione internazionale. Il progetto espositivo\, promosso dal Comune di Cortona e dall’Accademia Etrusca\, in collaborazione con il Rijksmuseum van Oudheden di Leida\, segna un nuovo capitolo nella valorizzazione del patrimonio archeologico e nella memoria dell’“Anno degli Etruschi” del 1985\, un momento chiave nella storia culturale della Toscana e dell’Italia\, quando l’archeologia: da conoscenza per pochi iniziò un percorso di maggiore condivisione pubblica. Nel quadro delle celebrazioni del Progetto Etruschi della Regione Toscana del 1985\, il ritorno a Cortona di parte della Collezione Corazzi\, migrata nell’Ottocento in Olanda praticamente 200 anni fa (1826) e costituita da eccezionali bronzi etruschi\, fra i quali il celebre fanciullo con l’oca e il grifo\, simbolo della mostra\, è l’occasione per riflettere sull’importanza dei collegamenti internazionali che furono fondamentali nella storia dell’Accademia cortonese\, che nel 2027 compierà trecento anni\, e che il MAEC\, fin dalla sua nascita nel 2005\, ha inteso proseguire. \n  \nLeggi l’articolo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \n“Gli Etruschi in Olanda”: al MAEC il ritorno dei bronzi di Cortona da Leida \n \n 
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SUMMARY:Mostra |  I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana (Trento)
DESCRIPTION:Come tutte le città antiche\, la Trento romana non era una città di pietra spoglia e superfici candide. Era\, al contrario\, vibrante di colori\, un susseguirsi di pareti affrescate\, pavimenti musivi\, arredi marmorei dipinti e architetture policrome. A restituire questa dimensione perduta è la mostra “I colori di Tridentum. Decorazione e arredo nella città romana”\, inaugurata da pochi giorni negli ambienti del S.A.S.S. – Spazio Archeologico Sotterraneo del Sas e nella Villa romana di Orfeo\, dove sarà visitabile fino al 31 ottobre 2026. \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie a questo link.  \n  \nAffreschi\, mosaici e arredi policromi: ecco tutti gli sgargianti colori della romana Tridentum | I VIDEO
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SUMMARY:Mostra | L'età dell'oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Opere\, collezionismo e contesti per l'oreficeria contemporanea (Palermo)
DESCRIPTION:Verrà prorogata fino a domenica 14 giugno a Villa Zito la mostra L’età dell’oro. Il gioiello siciliano tra XVII e XIX secolo. Opere\, collezionismo e contesti per l’oreficeria contemporanea\, promossa e organizzata dalla Fondazione Sicilia\, con il patrocinio della Regione Siciliana – Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana\, in collaborazione con Sicily Art and Culture s.r.l. a Socio Unico\, Banca del Fucino (sostenitore)\, Civita Sicilia e Teatro Massimo. \n  \nLa proroga si è resa necessaria visti l’affluenza e il successo di pubblico – tra studiosi\, appassionati\, amatori\, visitatori e turisti\, ma anche scolaresche e moltissimi giovani – di questi mesi.\nIdeata dalla Fondazione Sicilia\, presieduta da Maria Concetta Di Natale – tra le maggiori esperte di arti decorative in Europa – L’età dell’oro è stata curata da Sergio Intorre e Roberta Cruciata\, con Barbara Rappa responsabile dell’allestimento. \n  \n  \nLa mostra è un lungo e appassionante viaggio tra gli esemplari dal Seicento all’Ottocento\, la maggior parte dei quali provenienti da collezioni private siciliane\, realizzati dalle maestranze degli orafi dell’Isola\, tutti dallo stile inconfondibile\, ma che presentano i marchi soltanto dalla seconda metà del Settecento.\nHanno arricchito le sale espositive opere da Musei siciliani come la Galleria Regionale della Sicilia di Palazzo Abatellis e il Tesoro della Cattedrale di Palermo\, il Museo Regionale “Agostino Pepoli” di Trapani\, il Museo Diocesano di Monreale\, l’Eparchia di Piana degli Albanesi\, il Tesoro della chiesa di Santa Maria a Randazzo\, il Tesoro di Santa Venera ad Acireale e altre collezioni private siciliane.\nDi volta in volta\, è stato spazio anche ad alcuni tra i maggiori maestri orafi contemporanei siciliani – Friscia\, Di Giovanna Nocito\, Lucito\, Fiorenza\, Fecarotta\, Izzo – che con le loro creazioni hanno dialogato con un passato vivo e pulsante di arte.
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SUMMARY:Mostra | Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al Medioevo (Palazzo Madama\, Torino)
DESCRIPTION:La mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo a Torino ricostruisce\, con dati archeologici e tecnologie digitali\, la lunga storia del sito di Palazzo Madama dalla Porta romana al castello medievale dei Savoia-Acaia. \nDal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026\, la mostra riporta al centro dell’attenzione questa lunga fase “invisibile” del monumento\, restituendone forma\, funzioni e significati. \nPrima di essere la dimora delle Madame Reali\, prima dei Savoia\, prima dei preziosi interventi dell’architetto Filippo Juvarra\, Palazzo Madama era un castello. Un castello con una storia millenaria\, le cui origini affondano nell’età romana\, quando qui sorgeva la maestosa Porta Decumana della colonia di Augusta Taurinorum. Questa storia dimenticata e misconosciuta torna a vivere nella mostra Il castello ritrovato. Palazzo Madama dall’età romana al medioevo\, visitabile nella Corte Medievale di Palazzo Madama dal 20 dicembre 2025 al 23 marzo 2026. Realizzata in collaborazione con l’Università degli Studi di Bergamo\, l’esposizione restituisce al pubblico l’aspetto originario di parti dell’edificio\, troppo spesso identificato solo con le regine sabaude che gli diedero il nome. \nPer approfondire i dettagli dell’evento:  Leggi l’articolo completo su Storie & Archeostorie
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