BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Storie &amp; Archeostorie - ECPv6.18.2//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://storiearcheostorie.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Storie &amp; Archeostorie
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20210328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20211031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20220327T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20221030T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20230326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20231029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20240331T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20241027T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20280326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20281029T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20290325T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20291028T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20220408T080000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T170000
DTSTAMP:20260815T085545Z
CREATED:20260802T084559Z
LAST-MODIFIED:20260815T085545Z
UID:55122-1649404800-1798736400@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma (Arzachena - OT)
DESCRIPTION:La mostra temporanea “Il Tempo Ritrovato. Patrimonio archeologico di Arzachena dal Neolitico a Roma”\, ospita più di 200 reperti provenienti dai siti archeologici del territorio coprendo un arco temporale che va dal neolitico all’epoca romana. \nL’allestimento della mostra si basa su un approccio multimediale e multidisciplinare e permette al visitatore di interagire con gli oggetti dell’esposizione grazie alla realtà virtuale. \nPer rendere più completa la rappresentazione si sono considerati diversi siti archeologici: circoli funerari di Li Muri e la Macciunitta\, riparo sotto roccia Monti Incappiddatu\, villaggio di Pilastru\, dolmen e tafoni di Li Casacci Vecchi\, altura fortificata di Punta Candela\, nuraghe e villaggio La Prisgiona\, Nuraghe Albucciu\, Tombe di giganti Li Lolghi e Moru. \nL’esposizione vuole essere immersiva\, presentando i contenuti come elementi di accesso e di conoscenza delle peculiarità dei  siti archeologici. \nIn particolare è presente un rimando continuo tra elementi archeologici reali e attraverso strumenti multimediali a riguardo di sei tematismi: \n\nLe prime tracce dell’uomo: il Neolitico\nAntiche dimore nel granito\nInsediamenti nuragici: nuraghi\, villaggi e alture fortificate\nIl complesso nuragico di Albucciu\nI nuragici e il culto dei morti\nIl Golfo di Arzachena: l’uomo e il mare in antichità\n\nUn approfondimento particolare riguarda il complesso nuragico La Prisgiona con gli oggetti provenienti dagli scavi effettuati nel sito a rappresentare specifiche situazioni della vita quotidiana. \nLa mostra permette al visitatore di scoprire i siti archeologici  ed apprezzare al meglio la loro successiva visita in loco. \nOrari di apertura \nDal martedì alla domenica \nDalle ore 10:00 alle 13:00 e dalle 16:00 alle 19:00 \n  \nTariffe \nBiglietto intero € 4\,00; \nBiglietto ridotto per i residenti nel Comune di Arzachena: € 2\,00 \nBiglietto ridotto per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private non residenti nel Comune di Arzachena: € 1\,00 a studente; \n  \nIngresso gratuito \n• per i bambini sino a 12 anni di età; \n• per i possessori di tessera I.C.O.M. (International Council of Museums); \n• per i portatori di handicap e per un loro familiare o altro accompagnatore\, che dimostri la propria appartenenza a servizi di assistenza socio-sanitaria; \n• per le comitive di studenti di scuole pubbliche e private residenti nel Comune di Arzachena; \n• per le guide turistiche nell’esercizio della propria attività professionale\, mediante esposizione di valida licenza rilasciata dalla competente autorità; \n• per i giornalisti\, mediante esibizione di idoneo documento comprovante l’attività professionale svolta. \n  \nInfo: arzachenaturismo.com
URL:https://storiearcheostorie.com/event/il-tempo-ritrovato-patrimonio-archeologico-di-arzachena-dal-neolitico-a-roma/
LOCATION:Museo Civico “Michele Ruzittu”\, Via Mozart\, Arzachena\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/08/il-tempo-ritrovato-arzachena.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260404T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270307T235959
DTSTAMP:20261001T171556Z
CREATED:20261001T171509Z
LAST-MODIFIED:20261001T171556Z
UID:60351-1775260800-1804463999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | L’étoffe d’un Gaulois – Costume et parure en Gaule (FRA)
DESCRIPTION:Dalle fibre tessili agli abiti\, dagli accessori agli ornamenti\, la mostra L’étoffe d’un Gaulois al Musée de Gergovie ricostruisce il modo di vestire dei popoli della Gallia negli ultimi cinque secoli prima dell’era cristiana. Il percorso combina ricerca archeologica e archeologia sperimentale per analizzare materiali\, tecniche di lavorazione\, confezione e modalità di utilizzo degli indumenti. Particolare attenzione è dedicata anche alla costruzione dell’immagine del Gallo elaborata dall’arte ottocentesca\, spesso lontana dalle testimonianze disponibili all’epoca. Le nuove tecniche di analisi e conservazione dei resti organici permettono oggi di correggere molti di quegli stereotipi e di restituire maggiore concretezza all’abbigliamento antico. L’allestimento\, concepito come una sorta di boutique di moda celtica\, accompagna il pubblico alla scoperta di tessuti\, fogge e gioielli attraverso reperti e ricostruzioni sperimentali. L’esposizione è realizzata con il contributo scientifico dell’associazione MOIRES e numerosi prestiti da musei e istituzioni archeologiche francesi. \n  \n \n  \nInfo: https://musee-gergovie.fr/agenda/etoffe-gaulois-costume-et-parure-en-gaule-gergovie
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-letoffe-dun-gaulois-costume-et-parure-en-gaule-fra/
LOCATION:Musée de Gergovie\, Altopiano di Gergovie\, La Roche-Blanche\, France
CATEGORIES:archeologia,documentaria,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/stoffa-dei-galli.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260508T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270106T235959
DTSTAMP:20260802T085251Z
CREATED:20260802T085251Z
LAST-MODIFIED:20260802T085251Z
UID:55126-1778198400-1799279999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo (Rieti)
DESCRIPTION:Da venerdì 8 maggio il Museo diffuso Città di Rieti ospiterà\, all’interno della sezione archeologica del Museo Civico (Via Sant’Anna\, 4)\, la mostra “Indossare la storia. Prima di Roma\, il segno della spada\, il peso dello scudo”\, prodotta da Archeoares\, CIADD News e Paesi Uniti della Sabina e promossa dal Comune di Rieti\, in collaborazione con il Festival dei Popoli Italici. \nI reperti in mostra\, appartenenti alla Collezione Silvano Mattesini\, accompagneranno il visitatore in un viaggio a ritroso nel tempo\, in un’Italia vibrante e guerriera precedente all’ascesa di Roma. \n“Questa esposizione non è solo una rassegna di oggetti\, ma un’esperienza sensoriale dedicata alla panoplia: l’insieme completo delle difese e delle armi che definivano l’identità dell’antico combattente – spiega la direttrice del Museo Civico di Rieti\, Francesca Lezzi – Qui\, il passato non appare frammentario o corroso dal tempo. Attraverso una selezione esclusiva di riproduzioni moderne\, realizzate con assoluta fedeltà storica\, restituiamo ai metalli lo splendore che avevano appena usciti dalla bottega del fabbro\, millenni fa. In questo percorso\, l’armatura smette di essere solo uno strumento di offesa o difesa. Essa diventa un linguaggio: un simbolo di rango\, un segno di potere e il riflesso di una sapienza artigianale che ha forgiato il destino dei popoli italici”. \nLa mostra sarà visitabile fino a mercoledì 6 gennaio 2027. \nPer maggiori informazioni\, è possibile scrivendo all’indirizzo rieti@archeoares.com oppure chiamare il numero 335431722.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-indossare-la-storia-rieti/
LOCATION:Museo Civico di Rieti\, Via Sant’Anna\, 4\, Rieti\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/08/Indossare-la-storia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260521T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261121T235959
DTSTAMP:20260520T155946Z
CREATED:20260520T155946Z
LAST-MODIFIED:20260520T155946Z
UID:50441-1779321600-1795305599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | In hoc Signo. Testimonianze cristiane tra Ostia e Porto (Ostia antica - RM)
DESCRIPTION:Dal 21 maggio al 21 novembre 2026 gli appartamenti papali del Castello di Giulio II ospitano la mostra “IN HOC SIGNO”\, dedicata all’affermazione e alla diffusione del Cristianesimo tra Ostia e Porto. \nSaranno esposte al pubblico le testimonianze più rappresentative\, relative alla cultura materiale e storico-artistica\, del primo Cristianesimo nel territorio ostiense e portuense\, partendo dalla coesistenza di più religioni nel III secolo d.C. all’affermazione definitiva della nuova fede tra IV e V secolo\, fino all’Alto Medioevo. \nSi tratta di opere\, poco note al pubblico e in qualche caso esposte per la prima volta\, capaci di evocare il cambiamento culturale avvenuto tra IV e V secolo\, con la diffusione di un simbolo religioso universale e pervasivo sia in ambito pubblico che privato. Tale cambiamento si intreccia con la trasformazione politica e sociale dell’Impero durante la tarda antichità\, determinando l’affermarsi di temi e immagini che si riverberano ancora oggi nel mondo contemporaneo.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-in-hoc-signo-ostia-antica/
LOCATION:Castello di Giulio II – Ostia antica\, Piazza della Rocca\, 13\, Ostia antica\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/05/locandina-mostra-IN-HOC-SIGNO-724x1024-1.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260529T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261129T235959
DTSTAMP:20260731T192419Z
CREATED:20260731T192419Z
LAST-MODIFIED:20260731T192419Z
UID:55108-1780012800-1795996799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee (Civitavecchia - RM)
DESCRIPTION:“Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”\nvenerdì 29 maggio 2026 alle ore 17.30\, presso il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. \nLa mostra che proseguirà fino al 29 novembre 2026\, presenta una straordinaria urna etrusca in terracotta\, realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo a.C.\, con la raffigurazione della prothesis\, ossia l’esposizione del corpo dopo la morte\, tema di origine greca arrivato in Etruria. \nL’opera\, recuperata grazie a un’operazione della Guardia di Finanza e successivamente restaurata e studiata\, rappresenta uno dei reperti più significativi del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia.\nIl confronto con una selezione di urne contemporanee dell’artista Massimo Luccioli propone una riflessione sulla continuità dei simboli funerari e sul dialogo tra antico e presente. \nIl percorso espositivo sarà accompagnato da un video immersivo e da un catalogo divulgativo edito da Antiqua Res. L’esposizione inaugurerà il terzo piano del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, dove saranno presentati i reperti rinvenuti dai sequestri\, già appartenenti al Museo Civico\, oggi confluiti nella collezione statale. \nInterventi: \nElisabetta Scungio: Direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio; \nLara Anniboletti: Direttrice del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e dell’Area archeologica delle Terme Taurine; \nMaria Antonietta Rizzo: Comitato Scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Lazio; \nAlessandro Mandolesi: Curatore della mostra; \nMartina Corgnati: Storica dell’arte dell’Accademia di Brera; \nMassimo Luccioli: Artista contemporaneo. \nAlla mostra è associato un ciclo di conferenze tematiche con interventi di studiosi e specialisti\, dedicato ai contenuti storico-archeologici e al nuovo allestimento del museo\, che inizierà il 5 giugno. \nAl termine dell’incontro seguirà un brindisi inaugurale\, accompagnato da un momento conviviale.\nL’ingresso è libero e senza obbligo di prenotazione. \n  \nCalendario estivo delle conferenze \nVenerdì 5 giugno 2026\, ore 17.30 \nPresentazione del catalogo della mostra Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee\, Volume n. 4 dei Quaderni del Museo\, a cura di Lara Anniboletti e Alessandro Mandolesi \nVenerdì 19 giugno 2026\, ore 17.30 \nIfke van Kampen Il Maestro di Civitavecchia nel mondo. Da dove vengono le sfingi e dove vanno \nVenerdì 26 giugno 2026\, ore 17.30 \nCarlo Alberto Falzetti\, Sandro Scotti\, Maria Rosa Lucidi Le donazioni dell’Associazione Centumcellae 1913 al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-il-corpo-che-resta-la-prothesis-nellurna-etrusca-di-civitavecchia-e-le-risonanze-contemporanee-civitavecchia/
LOCATION:Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, Largo Cavour\, 1\, Civitavecchia\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/07/Il-corpo-che-resta-MOSTRA.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260701T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270228T235959
DTSTAMP:20260628T181325Z
CREATED:20260628T180925Z
LAST-MODIFIED:20260628T181325Z
UID:52967-1782864000-1803859199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano (San Gimignano - SI)
DESCRIPTION:Si intitola “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” la mostra in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 a San Gimignano\, nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. \nL’esposizione sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026 alle ore 18 ed è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori\, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, la Fondazione Musei Senesi e la Rete del Contemporaneo in Toscana. La mostra conta sul patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena. \nCurata da Valerio Bartoloni\, direttore dei Musei Civici di San Gimignano\, la mostra riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico e provengono da recenti mirati acquisti\, donazioni e dalle raccolte conservate nei depositi dei Musei Civici. \n“L’altra galleria” è una mostra tesa a restituire alla fruizione pubblica opere rimaste a lungo lontane dallo sguardo dei visitatori\, alcune delle quali appositamente restaurate. Il percorso espositivo va così ad ampliare il racconto della città\, affiancando alla sua celebre connotazione medievale una lettura più articolata della storia artistica e museale di San Gimignano: dalle origini del Museo Civico\, fondato nel 1906\, fino alla nascita e allo sviluppo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche il titolo della mostra richiama questa dimensione\, proponendo un’“altra galleria” rispetto alle collezioni permanenti e un itinerario parallelo e complementare che permette di riscoprire nuclei di opere\, artisti e documenti capaci di illuminare aspetti meno conosciuti del patrimonio civico. \nPer il curatore\, Valerio Bartoloni\, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni\, tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio\, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali\, offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”. \nIl percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e prevalentemente cronologico.  \nLa prima\, intitolata “Una raccolta eclettica. La Donazione Pacchiani”\, presenta una notevole selezione di bronzi e maioliche che vanno dalla seconda metà del XV al XVIII secolo\, donati ai musei di San Gimignano da Fiamma Pacchiani dando continuità a una precedente donazione familiare già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara. \nLa seconda sezione\, “Tra Cinquecento e Settecento. La devozione popolare”\, raccoglie opere del XVI-XVIII secolo legate alla religiosità e alla devozione popolare a San Gimignano\, tra cui una preziosa serie di ex voto dedicati a Santa Fina e dipinti di particolare interesse storico e artistico. \nNella terza sezione\, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra Ottocento e Novecento”\, sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica. Tra i protagonisti spicca Niccolò Cannicci\, figura di rilievo della pittura toscana del secondo Ottocento e strettamente legato a San Gimignano\, presente in mostra con sei opere. Tra queste\, “Guardianella di tacchini” del 1887\, scelta anche come immagine simbolo dell’esposizione. La stessa sezione accoglie\, in specifici nuclei\, opere di Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e di vari artisti che hanno interpretato scorci\, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Oltre a questi\, figurano i pittori valdelsani Augusto Bastianini\, Antonio Salvetti\, Ugo Capocchini e Mino Maccari\, il vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e il fiorentino Guido Peyron. Il percorso è completato da un’ampia serie di documenti che approfondiscono il tema della sezione (cataloghi\, lettere\, riviste e materiali d’archivio). \nLa quarta sezione\, “Genius Loci”\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, con pregevoli opere di figure ancora da approfondire criticamente\, tra cui Gaetano Lari\, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci. \nChiude il percorso la sezione “Revival Contemporaneo”\, dedicata a opere di artisti di rilievo del Novecento\, tra cui Ernesto Treccani\, Sebastian Matta e Nunzio\, donate in occasione delle mostre temporanee promosse dal Comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Un nucleo che rievoca la stagione espositiva della città e la genesi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a partire dagli anni Settanta\, impreziosito da apparati grafici inerenti alle opere e alle mostre realizzate dal Comune e dai Musei Civici. \nLa mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe\, in uscita a settembre 2026\, con immagini e schede delle opere affidate a vari storici dell’arte\, testi del curatore Valerio Bartoloni e di Antonio Natali e presentazioni istituzionali. Da settembre 2026 a febbraio 2027 sono inoltre previste conferenze\, visite guidate\, attività didattiche e focus scientifici dedicati ai principali temi e artisti che caratterizzano le diverse sezioni. \nL’organizzazione è affidata all’Ufficio Musei del Comune di San Gimignano e all’Ufficio Cultura di Opera Laboratori Fiorentini\, con segreteria organizzativa di Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera Laboratori e Sillabe con il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali. \nOrari di apertura. La mostra sarà aperta negli stessi orari dei Musei Civici di San Gimignano: fino al 31 ottobre dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19); dal 1° novembre al 31 marzo dalle ore 11 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17); dal 26 dicembre al 6 gennaio dalle ore 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18). I Musei Civici di San Gimignano sono chiusi il 25 dicembre.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-laltra-galleria-acquisizioni-e-opere-svelate-dei-musei-civici-di-san-gimignano-san-gimignano-si/
LOCATION:Complesso museale di Santa Chiara\, Via Folgore da San Gimignano\, 11\, San Gimignano\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/06/san-gimignano.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260709T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261115T235959
DTSTAMP:20260707T160412Z
CREATED:20260707T160206Z
LAST-MODIFIED:20260707T160412Z
UID:53371-1783555200-1794787199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-in-viaggio-nel-regno-delle-ombre-capolavori-della-pittura-etrusca-fra-tarquinia-e-orvieto-tarquinia-vt/
LOCATION:Museo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi\, Piazza Cavour\, 1A\, Tarquinia\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/07/mostra-in-viaggio-nel-regno-delle-ombre-capolavori-della-pittura-etrusca-fra-tarquinia-e-orvieto.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260719T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270110T235959
DTSTAMP:20261026T111621Z
CREATED:20261026T111621Z
LAST-MODIFIED:20261026T111621Z
UID:62114-1784419200-1799625599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Ornamenta. Tesori d’eleganza e d’identità in Ossola  (Domodossola e Santa Maria Maggiore - VB)
DESCRIPTION:L’esposizione Ornamenta. Tesori d’eleganza e d’identità in Ossola\, promossa e organizzata dal Comune di Domodossola\, prosegue fino al 10 gennaio 2027 il suo percorso tra Domodossola e Santa Maria Maggiore\, accompagnando il pubblico alla scoperta del patrimonio artistico\, artigianale e culturale ossolano tra Ottocento e Novecento. Negli ultimi mesi di apertura\, la mostra sarà visitabile in due sedi: i Musei Civici “Gian Giacomo Galletti”\, ospitati a Palazzo San Francesco a Domodossola\, e il Centro Culturale Vecchio Municipio di Santa Maria Maggiore. \n  \nCurata da Federico Troletti\, conservatore dei Musei Civici di Domodossola\, la mostra esplora il gusto e le forme attraverso cui si è espressa l’identità culturale ossolana tra la fine dell’Ottocento e l’inizio del Novecento. Il progetto offre l’opportunità di approfondire la conoscenza del patrimonio storico-artistico locale attraverso un percorso che intreccia ricerca scientifica\, valorizzazione delle collezioni e collaborazione tra istituzioni culturali. Ne emerge un quadro articolato delle relazioni tra cultura materiale\, tradizioni artigianali\, storia del costume e produzione artistica\, che mette in luce scambi e influenze capaci di contribuire alla definizione dell’identità del territorio nel più ampio contesto alpino ed europeo. \n  \nIl percorso si sviluppa attorno a due nuclei tematici – gioielli e tessuti – attraverso una selezione di oggetti\, dipinti\, abiti e manufatti realizzati in Ossola o legati alle competenze artigianali locali. La ricerca prende le mosse dal patrimonio documentario e materiale della Fondazione Gian Giacomo Galletti\, di cui i Musei Civici di Domodossola custodiscono oggi la memoria\, per ricostruire i caratteri del gusto ossolano e valorizzare le peculiarità delle sedi espositive coinvolte. Un’attenzione particolare è riservata alla moda femminile\, attraverso uno sguardo trasversale che restituisce la varietà delle forme del vestire\, degli ornamenti e delle pratiche decorative tra Otto e Novecento. \n  \nA Palazzo San Francesco\, a Domodossola\, si approfondiscono in particolare la tradizione orafa ossolana e i suoi legami con i principali centri di produzione europei. Gioielli\, disegni preparatori\, modelli e strumenti di lavoro raccontano l’attività di importanti realtà artigianali\, tra cui Mellerio dits Meller di Parigi\, Ponti Gennari di Ginevra e la Fabbrica Nicolaj di Masera. I manufatti dialogano con la storia del costume e con la ritrattistica coeva\, offrendo uno spaccato del gusto dell’epoca e del ruolo svolto dagli accessori nella definizione dell’identità estetica locale. \n  \nAl Centro Culturale Vecchio Municipio di Santa Maria Maggiore\, l’attenzione si sposta sull’abbigliamento e sui suoi molteplici elementi\, dagli indumenti intimi agli accessori e agli ornamenta che completavano il vestire quotidiano e ricercato: copricapi\, foulard\, acconciature\, scarpe e pedule. Gli oggetti esposti ne raccontano le funzioni pratiche e il significato sociale\, restituendo usi\, consuetudini e sensibilità estetiche del periodo. La sezione comprende inoltre tessuti e ricami realizzati dalla scuola “Ossulae Domestica Ars”\, presentati alla Mostra di Torino del 1911 e giunti fino a noi: testimonianze preziose delle tecniche di lavorazione e delle tradizioni decorative del territorio. \n  \nLa mostra nasce dalla collaborazione tra diverse realtà culturali del territorio: l’iniziativa è realizzata in partnership con la Fondazione Angela Paola Ruminelli\, in collaborazione con il Comune di Santa Maria Maggiore\, la Collezione Poscio e la Pro Loco di Domodossola. Il progetto scientifico\, coordinato da Federico Troletti\, si avvale inoltre del contributo di studiosi e istituzioni che negli ultimi anni hanno dedicato ricerche e iniziative di valorizzazione alla storia e al patrimonio ossolano. \n  \nAd accompagnare l’esposizione è il catalogo pubblicato da Sagep Editori\, frutto di un lavoro di ricerca interdisciplinare che amplia e approfondisce i temi affrontati nel percorso. Accanto al curatore Federico Troletti\, hanno contribuito al volume Silvia Malaguzzi\, Cinzia Oliva\, Gian Luca Bovenzi\, Enrico Rizzi\, Gian Vittorio Moro e Paola Caretti. Ha partecipato al progetto editoriale anche Olivier Mellerio\, rappresentante della storica maison parigina\, con un contributo dedicato alle origini vigezzine della propria famiglia\, a testimonianza dei legami tra il territorio ossolano e una più ampia storia europea del gusto e dell’artigianato.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/ornamenta-tesori-deleganza-e-didentita-in-ossola-mostra/
LOCATION:Musei Civici “Gian Giacomo Galletti”\, Piazza Paola Angela Ruminelli 1\, Domodossola\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/mostra-ornamenta.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260727T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261130T235959
DTSTAMP:20260728T155602Z
CREATED:20260728T155602Z
LAST-MODIFIED:20260728T155602Z
UID:54763-1785110400-1796083199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology (Pompei - NA)
DESCRIPTION:Dalle rovine dell’antichità alle icone della cultura pop\, passando per un messaggio di rinascita per il territorio. Dal 27 luglio al Parco Archeologico di Pompei prende il via Philip Colbert in Pompeii: Pop Mythology\, la più grande installazione artistica mai realizzata dall’artista britannico\, considerato dalla critica l’erede di Andy Warhol. Oltre trenta sculture monumentali del suo iconico alter ego\, The Lobster\, popoleranno Pompei e i siti del territorio\, tra cui il sito protostorico di Longola\, dove una delle opere sarà allestita come segno di attenzione verso il territorio dopo il grave incendio doloso che ha colpito l’area poche settimane fa. \nPop Mythology\, organizzata dal Il Cigno Arte nel il Parco Archeologico di Pompei\, rappresenta il prossimo grande progetto di arte pubblica di Colbert e segna un nuovo capitolo nella sua esplorazione della mitologia\, della storia e della cultura contemporanea. Sempre più riconosciuto come uno dei principali artisti delle installazioni site-specific su larga scala\, Colbert ha realizzato importanti interventi artistici a Taipei\, Seoul\, Hong Kong\, Shanghai\, Singapore\, Macao\, Londra\, Venezia\, Napoli\, Roma e in Sicilia\, costruendo una pratica artistica globale e distintiva. Il suo lavoro si colloca all’intersezione tra arte\, intrattenimento e cultura di massa\, creando esperienze accessibili e di forte impatto per il pubblico di tutto il mondo. \n«Pompei è\, per me\, la città dell’antichità per eccellenza» spiega Philip Colbert «un luogo che esiste oltre il tempo. Non riesco a immaginare un contesto più potente in cui creare un dialogo scultoreo sul tempo\, sull’identità e sui modi in cui l’arte può trascendere i propri limiti. Le rovine di Pompei incarnano al tempo stesso tragedia e bellezza\, e la città stessa sembra sospesa tra passato e presente». \nIspirata all’arte antica di Pompei\, in particolare al celebre mosaico a soggetto marino proveniente dalla Casa del Fauno\, oggi al Museo archeologico di Napoli\, la mostra che include molte sculture mai esposte prima dall’artista\, dialoga con la storia del sito e del suo territorio attraverso il viaggio simbolico del motivo dell’astice di Colbert\, che riecheggia la storia stessa di Pompei fatta di distruzione\, conservazione e memoria collettiva. \nMentre i visitatori attraversano il sito\, le sculture emergono in modo inatteso all’interno del Parco: colorati astici in acciaio inox e opere con patina bronzea appariranno tra colonne\, archi e rovine antiche. Accanto a queste\, una nuova trilogia di monumentali sculture in acciaio nero\, concepite come “reperti mitologici del futuro”\, tra cui guerrieri-astice robotici\, si presenterà come rovina speculativa proveniente da un futuro immaginario. \nOltre a Pompei\, dal 28 luglio le opere saranno esposte negli altri siti gestiti dal Parco archeologico: Longola\, Boscoreale\, Oplontis\, Villa San Marco\, Villa Arianna e il Real Polverificio Borbonico. \n«L’allestimento di un’opera a Longola assume un significato particolare»\, sottolinea il Direttore del Parco\, Gabriel Zuchtriegel. «Dopo l’incendio che ha colpito il sito\, la presenza di una scultura di Colbert rappresenta un gesto di attenzione e solidarietà verso questo luogo e verso la comunità che lo vive. L’arte contemporanea può contribuire a mantenere alta l’attenzione sul patrimonio culturale e a trasformare una ferita in un’occasione di partecipazione e rinascita. Nel corso della mostra\, seguiranno incontri con scuole e associazioni nei vari luoghi\, tra Boscoreale\, Castellammare di Stabia\, Torre Annunziata e Longola nel Comune di Poggiomarino”. \nFondendo mitologia classica e immaginario futuristico\, Pop Mythology presenta Pompei non solo come un luogo archeologico storico\, ma come uno spazio culturale vivo\, in dialogo con l’arte contemporanea e la cultura visiva moderna. Riflettendo su temi quali la mortalità\, la civiltà e il rapporto dell’umanità con la tecnologia\, la mostra crea un dialogo tra rovine antiche e futuri immaginati\, invitando un nuovo pubblico a scoprire Pompei attraverso uno sguardo contemporaneo e dando vita a un’esperienza immersiva\, ludica e sorprendente. \n«Il Parco Archeologico di Pompei ha accolto l’universo figurativo di Philip Colbert con le sue immagini apparentemente ludiche e grottesche\, che non rappresentano una fuga dalla realtà\, ma una satira spietata – conclude il curatore Cesare Biasini Selvaggi –. È una maschera tragica comune – non solo l’alter ego dell’artista britannico – con cui copriamo il nostro fallimento. Le sue opere sono gli idoli folli di un’umanità irrazionale\, incapace di imparare dalla storia\, che continua a consumare guerre nel mondo\, sopraffazioni\, egoismi e a ignorare o sottovalutare la Natura. Pompei è il luogo in cui la storia ha fermato il tempo per consegnarci un monito eterno: la fragilità dell’umanità e del suo destino di fronte alla forza incontenibile della Natura. Ma c’è un filo di resistenza civile\, di possibilità di rinascita intessuto da Colbert che si dipana fuori dal recinto sacro del Parco\, lungo l’itinerario espositivo inedito di sedi satelliti nella carne viva\, e spesso ferita\, dell’hinterland campano. A partire dal Parco archeologico naturalistico di Longola (Poggiomarino)\, la Pompei prima di Pompei. Qui\, lo scorso 19 giugno\, le fiamme della criminalità hanno cercato di bruciare la memoria appiccando un grave incendio che ha devastato il sito\, distruggendo le strutture dell’infopoint e i laboratori didattici. E poi la lunga marcia degli astici di Colbert prosegue\, fino a Boscoreale\, Torre Annunziata\, Castellammare e Scafati. Una marcia per ricordare che il senso della meraviglia\, dello stupore\, la fantasia e la creatività non sono un lusso per pochi\, ma la risorsa più grande per riscrivere gli immaginari del presente-futuro e ritrovare il senso di essere comunità contro ogni forma di criminalità\, degrado\, barbarie. Colbert a Pompei non deve divertire o consolare: deve provocare le coscienze».
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-philip-colbert-in-pompeii-pop-mythology/
LOCATION:Parco archeologico di Pompei\, via Plinio\, Pompei\, Italy
CATEGORIES:archeologia,arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/07/Philip-Colbert_Philip-Colbert-in-Pompei_Ph-Valentina-Sensi-via-Ufficio-Stampa-HF4_7.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260731T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270110T235959
DTSTAMP:20260824T072648Z
CREATED:20260824T072648Z
LAST-MODIFIED:20260824T072648Z
UID:57947-1785456000-1799625599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/ritorno-nel-chianti-dipinti-del-xiv-e-xv-secolo-mostra/
LOCATION:Museo Archeologico del Chianti\, Piazza del Comune\, 17\, Castellina in Chianti\, Italy
CATEGORIES:arte,medioevo,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/08/Ritorno-nel-Chianti.-Dipinti-del-XIV-e-XV-secolo.webp
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260810T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20280117T235959
DTSTAMP:20261009T195743Z
CREATED:20260818T082812Z
LAST-MODIFIED:20261009T195743Z
UID:57571-1786320000-1831766399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Rediscovering Della Robbia at The Met  (New York\, USA)
DESCRIPTION:Dal 10 agosto 2026 al 17 gennaio 2028\, il Metropolitan Museum of Art di New York dedica una mostra alla produzione della famiglia Della Robbia\, protagonista della scultura rinascimentale fiorentina con la tecnica della terracotta invetriata. Rediscovering Della Robbia at The Met presenta una selezione di opere esposte raramente\, molte delle quali sottoposte di recente a interventi di conservazione e nuove ricerche. Un evento che valorizza la più importante collezione di sculture dei Della Robbia conservata negli Stati Uniti. \n👉 Leggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nI Della Robbia in mostra al Met di New York tra restauri e nuove attribuzioni \n \n  \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-rediscovering-della-robbia-at-the-met-new-york-usa/
LOCATION:The Met Fifth Avenue\, 1000 Fifth Avenue\, New York\, United States
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/08/della-robbia-mostra-met-new-york.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260908T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270106T235959
DTSTAMP:20260828T191059Z
CREATED:20260828T190551Z
LAST-MODIFIED:20260828T191059Z
UID:58283-1788825600-1799279999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | EGITTO. Sulle tracce degli dèi (Bra - CN)
DESCRIPTION:Un evento culturale straordinario apre la stagione autunnale a Bra: l’8 settembre 2026 inaugura\, alle ore 18 negli spazi storici di Palazzo Mathis\, la mostra “EGITTO. Sulle tracce degli dèi”. Promossa dal Comune di Bra in collaborazione con il Museo Egizio di Torino e curata da Alessandro Girardi\, l’esposizione sarà visitabile fino al 6 gennaio 2027.\n\nLa mostra\, unica sul territorio\, pone al centro reperti e amuleti inediti\, guidando il visitatore alla scoperta delle divinità del vasto pantheon egizio\, del ruolo centrale del sovrano quale mediatore tra uomini e dèi e della cultura materiale che diede forma alla complessa religione dell’antico Egitto.\n\nIL PERCORSO ESPOSITIVO\nI visitatori incontreranno nelle sale affrescate di Palazzo Mathis divinità come Iside\, Thot\, Shu\, Horus\, Taueret e Bes\, ognuna rappresentata attraverso un piccolo oggetto\, l’amuleto\, considerato dagli antichi Egizi un potente strumento di protezione e magia. Il percorso sarà completato da una tavoletta lignea e due stele votive. Si tratta di oggetti provenienti dai magazzini del Museo Egizio\, molti dei quali per la prima volta esposti al pubblico. Gi oggetti in mostra non vengono contestualizzati nel generico ambito dei corredi funerari ma sono invece protagonisti di una narrazione incentrata sul loro significato simbolico e sul ruolo che svolgevano nella vita quotidiana.\n“Nel nostro immaginario collettivo\, l’antico Egitto è spesso percepito come una civiltà dominata dal culto dei morti\, misteriosa e interamente rivolta all’aldilà. Questa visione riduttiva deriva da un’interpretazione distorta\, sedimentatasi nel corso dei secoli e già presente nelle descrizioni degli autori greci e latini. Quello che emerge chiaramente è che gli antichi Egizi non erano ossessionati dalla morte\, bensì profondamente legati alla vita\, che desideravano potesse continuare anche oltre la fine dell’esistenza terrena – si legge nell’introduzione della pubblicazione dedicata alla mostra e curata dal Museo Egizio\, che accompagna il pubblico nel percorso espositivo –. Anche il concetto stesso di religione differiva profondamente da quello moderno e\, non a caso\, nell’antica lingua egizia non esisteva un termine equivalente al nostro concetto di ‘religione’. Nella concezione egizia\, il divino permeava ogni aspetto della vita quotidiana: la religione non costituiva una sfera separata dell’esistenza\, ma una sua dimensione intrinseca”.\nUna sezione sarà dedicata alla figura del sovrano\, il quale svolgeva un ruolo fondamentale nella religione egizia: in quanto figlio del dio sole Ra e quindi egli stesso di natura divina\, agiva come intermediario tra uomini e dèi. Ogni rituale era mediato dal sovrano\, che era anche garante dell’ordine cosmico\, la Maat. Per questo motivo\, i sovrani erano destinatari di culti specifici\, che continuavano anche dopo la loro morte. La regalità era inoltre connessa alla figura del dio Horus\, che secondo il mito era figlio di Osiride ed erede al trono d’Egitto.\nL’allestimento di una stele\, rinvenuta durante una missione archeologica in Egitto nel 1905-1906\, offrirà l’occasione per ripercorrere alcuni momenti della lunga storia del Museo Egizio\, strettamente intrecciata con il territorio piemontese.\n\nDIDATTICA ED EVENTI COLLATERALI\nPer le scolaresche e le famiglie sono stati ideati percorsi guidati e laboratori dedicati\, per avvicinare i più giovani alla civiltà nilotica.\nDurante tutto il periodo espositivo si alterneranno appuntamenti speciali a Palazzo Mathis e in città\, tra cui incontri dedicati: proiezioni cinematografiche a tema\, visite guidate tematiche\, approfondimenti scientifici\, laboratori ed eventi per famiglie.\n\nOrari: E’ visitabile dal venerdì alla domenica in orario 10-18\, mentre dal lunedì al giovedì l’ingresso è riservato alle scuole su prenotazione. Aperture straordinarie: 8 dicembre\, 26 dicembre e 6 gennaio.\n\nTariffe d’ingresso: Intero: 6\,00 euro; ridotto: 4\,00 euro (Over 65\, studenti universitari\, ragazzi 6-12 anni\, possessori Abbonamento Musei\, residenti a Bra\, visite scolastiche senza laboratorio). Gratuito: Bambini fino a 6 anni e disabili (accompagnatori ridotto 4\,00 euro). Pacchetto Scuole: 6\,00 euro (visita guidata + laboratorio). I biglietti sono acquistabili direttamente in biglietteria a Palazzo Mathis oppure on line sul portale Ticket.it. Per le scolaresche prenotazione obbligatoria presso Ufficio Cultura e Manifestazioni. Per garantire un’ottimale fruizione delle opere in esposizione\, gli ingressi alla mostra avverranno in modalità scaglionata.\n\nContatti e Prenotazioni/Informazioni: Ufficio Cultura e Turismo della Città di Bra\, Tel. 0172.430.185 | Email: promozione@comune.bra.cn.it\n\nImmagine: © Museo Egizio\, fotografie di Nicola dell’Aquila
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-egitto-bra-cuneo/
LOCATION:Palazzo Mathis\, piazza Caduti per la Libertà 20\, Bra\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/08/bra-mostra-egitto.jpeg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260909T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270113T235959
DTSTAMP:20260913T111408Z
CREATED:20260913T111408Z
LAST-MODIFIED:20260913T111408Z
UID:59232-1788912000-1799884799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il Medagliere si rivela. Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale (Bologna)
DESCRIPTION: Giunge al suo decimo appuntamento la rassegna espositiva Il Medagliere si rivela\, avviata nell’ottobre 2023 dal Museo Civico Archeologico del Settore Musei Civici del Comune di Bologna con lo scopo di avvicinare il pubblico – attraverso affondi tematici – alla conoscenza del proprio patrimonio numismatico. Il Medagliere conserva infatti circa 100.000 beni numismatici dagli inizi della monetazione (verso la fine del VII secolo a.C.) fino all’euro\, tra cui un importante nucleo di circa 16.0000 medaglie che vanno dalla metà del XV secolo fino ai giorni nostri.\n\nIl nuovo focus Natura in nummis. Iconografie vegetali tra sussistenza antica\, ricostruzione nazionale e tutela globale\, a cura di Lisa Bellocchi e Laura Marchesini e realizzato in collaborazione con Accademia Italiana di Studi Numismatici e Accademia Nazionale di Agricoltura\, intende offrire alcune suggestioni sulle persistenze e sui significati delle iconografie vegetali nella numismatica\, proponendo una scelta significativa\, ma certamente non esaustiva\, di monete dall’antichità agli euro raffiguranti fiori\, frutti e piante dalle collezioni del Museo Civico Archeologico di Bologna.\n\nLa mostra è liberamente visitabile nell’atrio del Museo Civico Archeologico dal 9 settembre 2026 al 13 gennaio 2027. \nSulle monete antiche – greche\, romane e delle altre zecche coeve – compaiono spesso raffigurazioni vegetali\, che accompagnano e arricchiscono il significato dell’immagine impressa sulla moneta o ne costituiscono il tipo principale.\nIn alcuni casi si tratta di “tipi parlanti”\, come la rosa (rhódon) sulle monete di Rodi o il sedano (sélinon) a Selinunte; in altri l’immagine richiama l’abbondanza (spighe di grano) o la salute fisica (il medicinale papavero\, ipnotico\, analgesico e persino afrodisiaco).\nTalora si evidenziano le caratteristiche territoriali dell’area di diffusione della moneta\, come la palma da dattero per le emissioni di Cartagine o le canne palustri della Fons Aretusa per le coniazioni di Siracusa. \nNella monetazione classica\, il nucleo esposto più consistente è quello che valorizza i cereali.\nLa spiga di grano emerge a tutto campo sullo statere di Metaponto\, una moneta d’argento del V secolo a.C. con rovescio incuso (cioè lo stesso tipo del dritto in incavo anziché in rilievo) ed orna i sesterzi di bronzo dell’imperatore Adriano\, abbinata alle divinità di Annona (personificazione delle riserve agricole gestite dallo Stato) e Fides (intesa come fiducia e lealtà verso l’imperatore garante dell’ordine pubblico e della sicurezza dello Stato) Il messaggio “politico” di queste monete è chiaro: Annona garantisce all’impero le scorte di grano e Fides\, dea della lealtà\, impegna al rispetto dei patti.\nL’orzo costituiva la base dell’alimentazione greca e figura\, ad esempio\, sulle monete di Lentini potente colonia greca nella Sicilia meridionale\, nota per la coltivazione di tale cereale.\nQuercia e alloro sono piante che assumono un forte significato simbolico e religioso. Utilizzate per realizzare le corone che cingono le fronti dei personaggi (divini o mortali) che figurano sul dritto delle monete\, sono utilizzate rispettivamente come attributo di forza e onore. Analogamente il serto di palma è simbolo vittoria. Così nel tetradramma d’argento\, che esalta la regione macedone\, ovvero nel denario coniato da Augusto per la colonia Cesaraugusta dove compaiono due piante d’alloro a rievocare quelle che il Senato volle piantare davanti alla casa dell’imperatore. \nMa le piante non ornano soltanto le monete antiche.\nNell’Italia che ricostruisce se stessa dopo la Seconda guerra mondiale\, sulle monete della neonata repubblica sono proprio i prodotti agricoli a “raccontare” un Paese in cui il settore primario è ancora il più diffuso e attraverso il quale bisogna garantire nutrimento ad una popolazione che sta uscendo dalla fame bellica. Così sulle monete trionfano spighe di grano\, foglie d’ulivo e un’arancia in primissimo piano; fa loro compagnia un aratro tradizionale. \nCompletamente diverso lo scenario economico\, sociale e politico in cui l’Unione europea si dota di una moneta unica; sull’euro di diversi Paesi compaiono anche piante\, ma il loro messaggio è esclusivamente identitario: la Finlandia propone il lampone artico; l’Austria primula di montagna\, stella alpina e genziana.\nInfine l’Unione europea\, nel 2020\, anno europeo della salute delle piante\, dedica al tema una moneta celebrativa da 2 euro; la finalità è evidentemente ambientalista. La pianta è un bene da proteggere e con essa l’ecosistema di cui fa parte e con il quale l’uomo si identifica. \nDurante il periodo di apertura\, saranno organizzate occasioni di approfondimento con visite guidate e incontri. \nIngresso\nGratuito \nOrari di apertura fino al 31 ottobre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 10.00 – 19.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo \nOrari di apertura dal 1 novembre 2026\nLunedì\, mercoledì\, giovedì\, venerdì ore 9.00 – 18.00\nSabato\, domenica\, festivi ore 10.00 – 19.00\nChiuso martedì non festivo e 25 dicembre
URL:https://storiearcheostorie.com/event/il-medagliere-si-rivela-natura-in-nummis-mostra-bologna/
LOCATION:Museo Civico Archeologico – Bologna\, Via dell'Archiginnasio 2\, Bologna\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/09/9_Il_Medagliere_si_rivela_Natura_in_nummis-Nuove-dimensioni-1.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260910T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270105T235959
DTSTAMP:20261007T091254Z
CREATED:20261007T090643Z
LAST-MODIFIED:20261007T091254Z
UID:60566-1788998400-1799193599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino (Firenze)
DESCRIPTION:Il segno come luogo di sperimentazione\, la figura umana come campo di tensione\, l’eredità classica spinta verso esiti inattesi. Dal 10 settembre 2026 al 5 gennaio 2027 Palazzo Medici Riccardi ospita “Oltre il Rinascimento. Tra Dürer e Parmigianino”\, una mostra dedicata alla straordinaria ricchezza tecnica ed estetica della grafica manierista europea e al profondo rapporto che Georg Baselitz\, fra i maggiori artisti contemporanei\, ha costruito con i maestri del Cinquecento attraverso decenni di ricerca e collezionismo. \nPromossa da Città Metropolitana di Firenze e organizzata da Fondazione MUS.E\, l’esposizione – a cura di Daniel Blau\, Sergio Risaliti e Valentina Zucchi – riunisce una selezione di circa 150 opere\, provenienti dalla collezione privata di Georg Baselitz e dalle raccolte del Museo di Belle Arti di Budapest. Il percorso permette al pubblico di approfondire le tecniche\, i linguaggi e i temi sviluppati dai grandi artisti del Cinquecento europeo – con uno sguardo anche al tardo Quattrocento e al primo Seicento – ponendo un’attenzione speciale alle sfide e ai risultati nel mondo dell’incisione e valorizzandone i protagonisti. \nL’artista e il collezionista\nL’apertura di “Oltre il Rinascimento”\, il 10 settembre\, precede di appena tre giorni la conclusione di “Baselitz. AVANTI!”\, la grande mostra che il Museo Novecento di Firenze dedica all’artista fino al 13 settembre 2026\, offrendosi come suo naturale e prezioso completamento. Il progetto del Museo Novecento attraversa oltre sessant’anni di attività del maestro tedesco attraverso circa 170 opere tra stampe\, dipinti e sculture\, ponendo al centro una dimensione fondamentale della sua ricerca: la produzione grafica e incisoria. \nQuesta breve ma significativa concomitanza offre al pubblico una speciale occasione per osservare\, attraverso due prospettive complementari\, la personalità e la ricerca di Baselitz. Al Museo Novecento emerge l’artista che ha fatto della grafica un terreno autonomo di sperimentazione\, trasformazione e continua messa in discussione dell’immagine; a Palazzo Medici Riccardi si rivela invece il collezionista e conoscitore dei maestri antichi\, attratto dalla libertà inventiva\, dalle dissonanze e dall’approccio anticonvenzionale della grafica manierista. Nei giorni immediatamente successivi all’apertura della mostra di Palazzo Medici Riccardi\, il pubblico potrà così comporre un ideale percorso fiorentino fra il Baselitz artista e il Baselitz collezionista. Alla sua preziosa raccolta si accompagnano poi alcuni capolavori scelti\, provenienti dal Museo di Belle Arti di Budapest\, che\, come cammei\, accompagnano ed esaltano il racconto espositivo con sottolineature di rara finezza e di grande rilievo. \nTra memoria classica e sensibilità contemporanea\nIl progetto ospitato a Palazzo Medici Riccardi prende avvio dall’importante mostra “The Mannerist Mind. Prints from the Georg Baselitz Collection”\, presentata tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 proprio nelle sale del Museo di Belle Arti di Budapest con una selezione di stampe manieriste appartenenti alle collezioni del museo ungherese e alla raccolta dell’artista tedesco. La mostra fiorentina ne propone una nuova interpretazione\, costruita intorno al dialogo fra le opere del Cinquecento e la sensibilità di uno dei protagonisti dell’arte del nostro tempo. Alle stampe\, poi\, si affiancano quattro importanti sculture di Baselitz\, che paiono marcare il viaggio nel mondo della grafica manierista evidenziandone le connessioni con la contemporaneità\, e il suo eloquente autoritratto. \nBaselitz\, infatti\, non è stato soltanto un artista radicale e innovativo\, ma anche un collezionista di grande rilievo. La sua raccolta di stampe dei maestri antichi nasce da un interesse maturato già negli anni Sessanta e sviluppato con continuità per oltre sei decenni. Alla curiosità dell’artista si è unito l’occhio dell’intenditore\, dando vita a un patrimonio di opere di grande pregio\, capace di restituire le sue affinità\, le sue predilezioni e le domande che hanno accompagnato la sua ricerca. \nIl legame fra Baselitz e il Museo di Belle Arti di Budapest si è consolidato nel tempo: nel 2017 il museo gli ha dedicato una mostra monografica e\, tre anni più tardi\, l’artista ha donato trenta incisioni alle collezioni ungheresi. L’esposizione fiorentina sviluppa questo dialogo e mette a confronto due differenti forme di raccolta – quella di un’istituzione pubblica e quella privata di un artista – invitando a riflettere sull’idea stessa di collezione come impulso a conservare\, custodire\, studiare e condividere le opere. \nLa grafica e l’origine della passione per il Manierismo\nAl centro della mostra è appunto la produzione grafica\, intesa non come ambito secondario rispetto alla pittura\, ma come terreno privilegiato di ricerca e sperimentazione\, oltre che di incredibile espressione formale. Come gli artisti del passato utilizzavano disegni e stampe quali riserve di immagini\, modelli e ispirazioni\, così Baselitz ha raccolto nel corso della propria vita un ricchissimo patrimonio grafico\, che riunisce i risultati di maestri italiani\, francesi\, tedeschi\, fiamminghi offrendo uno sguardo d’eccezione su ciò che gli artisti cercarono\, sperimentarono e ottennero grazie alle tecniche incisorie. \nLa storia della collezione manierista di Baselitz ha peraltro un significativo punto di partenza: l’acquisto\, nel 1964\, della stampa “Il sacrificio” di Antonio Fantuzzi da Trento\, che riprende e interpreta il dipinto di Rosso Fiorentino a Fontainebleau. Da quel momento l’artista ha continuato ad ampliare la propria raccolta\, attratto dall’approccio anticonvenzionale\, dalla libertà inventiva e dalla straordinaria figurazione delle stampe del periodo. Nelle forme instabili ed eccentriche del Manierismo Baselitz ha riconosciuto una possibilità di superamento della norma e di messa in discussione della visione classica. \nI maestri in mostra e la sperimentazione tecnica\nLa mostra presenta quindi i lavori di innovativi artisti italiani del tardo Quattrocento e del Manierismo\, fra cui Andrea Mantegna\, Parmigianino\, Andrea Schiavone; i maestri incisori francesi della scuola di Fontainebleau\, come Léon Davent\, Geoffroy Dumonstier e Juste de Juste; olandesi e tedeschi come Albrecht Dürer o Hans Sebald Beham e alcuni fra i maggiori sperimentatori del chiaroscuro\, da Ugo da Carpi a Domenico Beccafumi\, da Andrea Andreani a Hendrick Goltzius. A questi si affiancano capolavori scelti dalle collezioni di Budapest\, fra i quali opere di Antonio del Pollaiolo e dello stesso Parmigianino. \nLe diverse xilografie\, anche a più matrici\, acqueforti\, incisioni a bulino o a puntasecca documentano le molteplici possibilità offerte dalle tecniche incisorie\, dimostrando come esse possano esprimere effetti assai diversi fra loro\, di volta in volta lineari\, chiaroscurali\, tonali. La lavorazione delle matrici\, la perizia nell’esecuzione dei segni\, le variazioni introdotte nei processi di stampa e le infinite possibilità di resa diventano strumenti espressivi attraverso i quali gli artisti del Cinquecento mettono alla prova la tradizione e costruiscono non solo nuove immagini\, ma anche una nuova visione\, circolando in tutta Europa e favorendo così il confronto tra diverse sensibilità\, modelli ed esperienze. \nIl percorso espositivo si snoda nel tempo e nello spazio: a partire dalle celebri stampe di Albrecht Dürer\, fra cui il celebre Rinoceronte\, è in mostra una nutrita serie di opere di Lucas Cranach il Vecchio\, in dialogo con una sua – rara – matrice xilografica; a essa seguono le meravigliose stampe chiaroscurali di Domenico Beccafumi e Ugo da Carpi\, come il famoso e potente Diogene\, per lasciare spazio poi all’inventivo e sapiente Jacques Bellange. Si prosegue con una serie di stampe derivate da un dipinto perduto di Arcimboldo\, di cui una assunta a icona della mostra\, e di fantasiose figure di costume\, per dedicare poi un’attenzione speciale alle ricerche di Parmigianino e dei suoi intorno all’opera raffaellesca e sul tema iconografico della Deposizione di Cristo. Le figure solitarie\, siano esse in meditazione\, in posa eroica o monumentale\, ritmano le ultime sale in controcanto rispetto alle opere degli artisti della scuola di Fontainebleau\, per chiudere – in omaggio al nostro Rinascimento – con i pionieristici lavori di Antonio Pollaiolo e di Andrea Mantegna. \nAd accompagnare la mostra saranno anche presenti alcune teche con strumenti e apparati relativi alle diverse tecniche dell’incisione\, a cura della Fondazione Il Bisonte\, utili a comprendere i molteplici processi e passaggi esecutivi. \nVisite guidate e attività\nSono inoltre in programma le visite guidate alla mostra\, tutti i sabati e tutte le domeniche alle ore 15\, e l’attività per famiglie la domenica alle 10.30\, con laboratorio di incisione. Visite e attività sono prenotabili anche dalle scuole primarie e secondarie di primo e secondo grado. \n\n\n\n\n\n\n\n\nA cura di Daniel Blau\, Sergio Risaliti e Valentina Zucchi\nPromossa da Città Metropolitana di Firenze\nOrganizzata da Fondazione MUS.E
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-oltre-il-rinascimento-tra-durer-e-parmigianino-firenze/
LOCATION:Palazzo Medici Riccardi\, Via Camillo Cavour\, 3\, Firenze\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Oltre-il-Rinascimento.-Tra-Durer-e-Parmigianino.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260923T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261218T235959
DTSTAMP:20260915T120610Z
CREATED:20260915T120610Z
LAST-MODIFIED:20260915T120610Z
UID:59385-1790121600-1797638399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Botteghe e artigiani a Genova (secoli XI-XVIII) (Genova)
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre\, ore 16:30\, all’Archivio di Stato di Genova in via di Santa Chiara 28R inaugura la mostra “Botteghe e artigiani a Genova”. \nLa fama\, universalmente diffusa\, delle capacità dei genovesi nell’ambito del commercio e della finanza ha oscurato\, nell’immaginario collettivo\, un’altra realtà\, la produzione artigianale e l’attività delle botteghe\, strettamente legate alla vita quotidiana della città di Genova\, tanto da aver lasciato tracce tangibili nell’onomastica delle strade del centro storico. Luoghi come via degli orefici\, vico indoratori\, macelli di Soziglia\, vico stoppieri\, salita pollaioli o vico del cioccolatte ci richiamano agli antichi mestieri che rifornivano i genovesi di generi alimentari di prima necessità o di lusso\, abiti usati o stoffe pregiate\, infusi di erbe medicinali o armi da taglio. \nI documenti raccolti in mostra\, a cura di Giustina Olgiati\, che ci permettono di ricostruirne la storia ci aiutano a svelare la vita di tutti i giorni di una città congestionata nelle sue strade troppo strette\, ostruite dai tavolati e dalle corbe per l’esposizione delle merci fuori dalle botteghe\, percorsa dai muli che portano il zetto lontano dal porto\, dai camalli che consegnano le merci più pesanti e dai besagnini che raccolgono letame e rumenta prima di tornare ai campi. Poco distante dal centro\, il borgo di Santo Stefano brulica delle attività dei lanaioli\, lungo i corsi del Bisagno e del Polcevera si avvicendano orti\, mulini e concerie e nell’area di Voltri si moltiplicano gli edifici da carta\, mentre spiagge e tratti di costa ospitano cantieri per gli allestimenti navali.\nOrganizzate come separate strutture di governo\, con consoli e consiglieri che amministrano l’attività e dirimono le controversie tra gli iscritti\, le arti sono costantemente coinvolte in liti per la difesa delle proprie prerogative. E se oggi può far sorridere il monopolio della vendita di mutandas sive brachas\, è giusto porre in risalto il lavoro delle mani che hanno incastonato le perle e i preziosi\, pescato e lavorato i coralli\, tessuto cucito e ricamato gli abiti\, realizzato le trine e i merletti che oggi ammiriamo nei quadri di Rubens e Van Dyck; l’opera coordinata di architetti\, fabbricanti di calcina e mattoni\, scalpellini\, mazzacani\, stuccatori e marmorari\, di cui ammiriamo la perizia quando visitiamo i palazzi dei Rolli; l’abilità di maestri d’ascia\, calafati\, peciari\, fabbricanti di alberi remi e vele\, filatori di canapa e cordai\, fonditori e fabbricanti di ancore\, uniti nell’allestimento di quelle navi alle quali Genova tanto deve della sua passata fortuna. \nNonostante il trascorrere del tempo\, le innovazioni tecnologiche e il mutare dei gusti e delle mode\, molte di queste competenze persistono tuttora nelle botteghe storiche e nei locali di tradizione di Genova\, nelle produzioni artigianali di stoffe pregiate e mezzeri\, canditi e cioccolata\, e nelle pietanze tradizionali preparate nelle sciamadde. \n  \nAutori dei saggi\, delle trascrizioni e delle schede di catalogo: \nEnrico Basso\, Denise Bezzina\, Paolo Calcagno\, Cristiana Di Cerbo\, Sofia Gullino\, Ernesto Lettieri\, Giustina Olgiati\, Giovanna Maria Orlandi\, Eleonora Pallavicino\, Francesca Pucci Donati\, Sergio Rossi\, Roberto Santamaria\, Daniele Tinterri\, Giorgio Toso
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-botteghe-e-artigiani-a-genova-secoli-xi-xviii-genova/
LOCATION:Archivio di Stato di Genova\, Piazza Santa Maria in Via Lata\, 7\, Genova\, Italy
CATEGORIES:arte,documentaria,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/09/artigiani-a-genova.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260923T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270111T235959
DTSTAMP:20260922T124824Z
CREATED:20260922T124824Z
LAST-MODIFIED:20260922T124824Z
UID:59847-1790121600-1799711999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli (Venezia)
DESCRIPTION:Con la mostra di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano\, Fondazione Musei Civici di Venezia presenta e celebra la recente donazione di opere su carta di Alessandro Favaretto Rubelli\, presidente della celebre omonima impresa di tessuti: una preziosa serie di 29 disegni di antichi maestri veneti – tra cui Palma il Giovane\, Carlevarijs\, Ricci\, Canaletto\, Tiepolo –  testimonianza di una colta passione collezionistica\, che l’avvocato e Cavaliere del lavoro  ha deciso di donare alla città di Venezia\, destinando al Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia.  \n  \nIl filo conduttore\, con poche eccezioni\, è rappresentato proprio dall’amore per la sua città\, la sua storia e\, soprattutto\, i suoi artisti. L’impegno profuso nella propria impresa non ha\, infatti\, sottratto all’avvocato la possibilità di dedicarsi alla sua passione per la storia e l’arte della Serenissima: anche durante i viaggi d’affari all’estero\, Alessandro Favaretto Rubelli ha raccolto un’importante collezione di libri antichi di argomento veneziano\, comprendente opere di carattere storico\, guide e album illustrati\, che coprono un arco cronologico che va dalla fine del Quattrocento fino ai primi del Novecento. \n  \nLa raccolta in mostra nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico si compone\, essenzialmente\, di due nuclei principali. Il primo\, un gruppo di fogli del Cinquecento\, tra cui spicca il Cristo tentato dal diavolo di Palma il Giovane\, uno degli artisti più importanti a cavallo tra XVI e XVII secolo. Preparatorio per un telero perduto di Palazzo Ducale\, il foglio mostra un alto grado di rifinitura\, dove possiamo cogliere appieno l’abilità disegnativa del Palma\, autore anche un altro foglio della collezione Favaretto Rubelli\, con La preghiera di san Carlo Borromeo\, datato 1624. Ma è il gruppo del Settecento veneziano il vero protagonista della raccolta\, con rappresentati i principali artisti dell’ultimo secolo di storia della Serenissima. Cominciando da Luca Carlevarijs\,  con ben cinque Studi di macchiette\, tutti provenienti dalla collezione di Tito Miotti\, che vanno ad arricchire il nucleo di disegni dell’artista delle collezioni civiche\, tra i più importanti al mondo assieme a quelli del British Museum e del Victoria and Albert Museum di Londra. Si tratta di piccoli fogli\, nei quali Carlevarijs ha raffigurato popolani al lavoro\, donne intente a conversare\, uomini seduti o in piedi\, andando a formare quel repertorio di personaggi che avrebbero poi popolato le sue vedute. A Sebastiano Ricci appartiene un disegno a matita nera preparatorio per le Tentazioni di Sant’Antonio abate\, saggio magistrale della capacità del maestro di definire i chiaroscuri con un segno sicuro e un tratteggio vigoroso.  Anche gli allievi di Ricci sono ben rappresentati nella collezione Favaretto Rubelli: Gaspare Diziani è presente con due studi\, mentre Francesco Fontebasso è rappresentato da una copia giovanile di un quadro del maestro. Immancabile in una raccolta di disegni veneti una caricatura di Giambattista Tiepolo\, in questo caso proveniente dall’album Valmarana\, come si evince dagli angoli ritagliati. Si tratta di uno splendido esempio delle capacità satiriche del maestro\, in grado di dare vita ai suoi personaggi con pochi tratti di inchiostro. Infine\, un posto di rilievo è occupato da due studi di vedute di Giovanni Antonio Canal\, detto Canaletto\, che facevano parte di un album appartenuto a Italico Brass e in seguito disperso. Si tratta di prove affascinanti del pittore veneziano\, e di testimonianze importanti del suo metodo di lavoro\, che arricchiscono di molto le collezioni civiche veneziane. \n  \nUn gesto importante quello dell’avvocato Favaretto Rubelli che fornisce molte conferme; il ruolo centrale del Gabinetto dei disegni e delle stampe nello studio\, nella conservazione e nella valorizzazione della grafica antica; l’attività di Fondazione Musei Civici di Venezia come realtà in grado di custodire\, raccontare\, il patrimonio culturale affidatole\, perché siano tesoro delle future generazioni; infine\, ma non ultimo\, come la generosità e la visione dei donatori sia\, ancora oggi\, la base costituente di patrimonio collezionistico e di un senso civico\, a beneficio della collettività.  \n  \nEntrato nell’azienda di famiglia nel 1955\, a soli 24 anni\, Alessandro Favaretto Rubelli ha saputo\, guidarla in breve tempo\, verso i mercati internazionali\, aprendo sedi e showroom in tutto il mondo: da Londra a Parigi\, da New York a Lione\, fino a Dubai. Sotto la sua presidenza\, la Rubelli firma una serie di collaborazioni con artisti e atelier di fama mondiale per ampliare l’offerta tessuti esclusivi e raffinati. Nel 2018 nasce\, infine\, la Fondazione Rubelli\, che ha come obiettivo promuovere e diffondere il patrimonio culturale\, storico e contemporaneo dell’azienda\, che comprende\, insieme all’Archivio Storico\, una serie di bozzetti per tessuti e oltre cinquantamila campioni tessili. \n  \nInformazioni utili  \nOrari museo: \n  –  fino al 31 ottobre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00) \n  –  dall’1 novembre: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00) \nChiuso il martedì  \nBiglietti: la mostra è inclusa nel biglietto e nel percorso di visita del museo  \nMaggiori informazioni sui biglietti
URL:https://storiearcheostorie.com/event/nel-segno-di-venezia-donazione-alessandro-favaretto-rubelli-mostra/
LOCATION:Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano\, Dorsoduro 3136\, Venezia\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/09/3.Giambattista-Tiepolo-Caricatura-di-uomo-con-cappello-di-spalle-rotated.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260924T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270117T235959
DTSTAMP:20260922T120539Z
CREATED:20260922T120539Z
LAST-MODIFIED:20260922T120539Z
UID:59819-1790208000-1800230399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione (Bologna)
DESCRIPTION:Dal 24 settembre 2026 al 17 gennaio 2027\, Palazzo Pallavicini di Bologna ospita la mostra Le macchine di Leonardo da Vinci. Genio e innovazione\, un’esperienza dal carattere immersivo che conduce il pubblico nel cuore del Rinascimento alla scoperta delle intuizioni di uno dei suoi più grandi interpreti. \nL’esposizione\, coordinata da Francesca Bogliolo\, organizzata da Pallavicini srl di Chiara Campagnoli\, Deborah Petroni e Rubens Fogacci\, presenta una trentina di macchine ricostruite in legno e con altri materiali in uso all’epoca di Leonardo\, realizzate seguendo fedelmente i disegni e gli studi leonardeschi. \nI modelli\, prodotti da Giorgio Cegna\, emerito docente e titolare della prima Cattedra di Decorazione presso l’Accademia di Belle Arti di Roma\, insieme agli allievi provenienti dalla Pusa University di Assisi\, sono frutto di uno scrupoloso lavoro artistico\, di ricerca e di ricostruzione storica. Le opere sono state verificate e codificate da Luca Pianesi\, museografo di origine marchigiana. \n  \nIl percorso allestito nelle sale affrescate di Palazzo Pallavicini racconta l’ingegno leonardesco attraverso creazioni come la bicicletta\, che trae spunto dal celebre disegno del 1493\, il rivoluzionario paracadute\, il deltaplano e l’elicottero\, che rappresentano una vera e propria sfida alla forza di gravità. \nLa meccanica pura prende forma attraverso il martello a movimento continuo\, il misuratore di vento e i complessi sistemi di sollevamento\, come i pesi con carrucola e la carrucola a due pesi. Non mancano\, inoltre\, dispositivi fondamentali per la storia dell’ingegneria moderna\, tra cui la bilancia scrivente\, il cambio di velocità\, il pistone e il cric. \nTra le opere di maggiore rilievo della rassegna si distingue l’Istrice\, una monumentale installazione lignea lunga dodici metri\, ispirata ai bozzetti di Leonardo da Vinci. Realizzata con legno recuperato da aree colpite da conflitti\, l’opera reinterpreta un ingegno concepito per la guerra trasformandolo in un potente simbolo di speranza. \n  \nOgni pezzo restituisce la capacità di Leonardo di trasformare l’osservazione della natura e le leggi della fisica in soluzioni tecniche di sorprendente modernità. La precisione artigianale della realizzazione delle macchine\, che combina i materiali dell’epoca — come legno\, cordame e tela — a un rigidissimo rispetto dei Codici vinciani\, offre ai visitatori l’opportunità di apprezzare i manufatti al massimo della loro fedeltà storica e scientifica e di comprendere le leggi della fisica e le intuizioni profetiche di Leonardo. \n  \n  \nDate e orari \nDal 24/09/2026 al 17/01/2027 da martedì a domenica dalle 10.00 alle 19.30 (ultimo ingresso ore 18.30) \n  \nAperture straordinarie \n4 ottobre 2026 domenica – San Petronio Patrono di Bologna \n1° novembre 2026 domenica – Tutti i Santi (Ognissanti) \n2 novembre 2026 lunedì – Ponte \n7 dicembre 2026 martedì – Ponte \n8 dicembre 2026 martedì – Immacolata Concezione \nDal 27 dicembre 2026 al 17 gennaio 2027 sempre aperti anche di lunedì \n  \nChiusure straordinarie \n25 dicembre 2026 venerdì – Natale \n26 dicembre 2026 sabato – Santo Stefano \n  \nBiglietteria: \n€ 16 Intero \n€ 14 Ridotto (dai 14 anni compiuti ai 18 anni non compiuti\, over 65 con documento\, studenti under 26 con tesserino\, militari con tesserino\, guide turistiche con tesserino fuori dalle loro funzioni di professione\, studio o formazione\, giornalisti praticanti e pubblicisti con tesserino iscritti all’Ordine\, accompagnatori diversamente abili in compagnia della persona con disabilità\, soci ICOM\, Touring Club Italiano\, AICS Bologna con tesserino\, dipendenti Demanio con badge\, iscritti alla mail list Palazzo Pallavicini) \n€ 13 possessori biglietto dell’altra mostra in corso a Palazzo Pallavicini \n€ 12 Bologna Welcome Card\, Bologna Congressi e Card Cultura \nBiglietto Famiglia formato da 1 o 2 adulti + bambini (da 6 anni compiuti a 14 anni non compiuti) -> € 12 adulto ridotto – € 8 bambino ridotto (fino a 5 anni biglietto gratuito) \n€ 12 venerdì universitario (per tutti gli studenti presentando il tesserino d’iscrizione in corso di validità) \n€ 12* *Visitatori con disabilità in possesso di certificato di invalidità non si accettano permessi auto\, possessori di Disability Card (rilasciata dall’INPS in vigore da Gazzetta Ufficiale il 23 dicembre 2021) \nGratuito: bambini fino ai 6 anni non compiuti; guide munite di tesserino per necessità di professione\, studio o formazione (previa richiesta di accredito) \n€ 12 Gruppi (min.10 persone – max.25 persone) ** \n€ 6 Scuole (2 docenti gratuiti per ogni classe\, H/104 gratuiti) ** \n**per gruppi e scuole è obbligatoria la prenotazione scrivendo segreteria@palazzopallavicini.com. \n18€ Biglietto open: comprende l’ingresso a qualsiasi ora e in qualsiasi data\, incluso i festivi \n  \nSegreteria Leonardo: \nE-mail: info@palazzopallavicini.com; segreteria@palazzopallavicini.com\nCell.: +39 3514535469\, da martedì a sabato dalle 10 alle 13 e dalle 14 alle 18
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-le-macchine-di-leonardo-da-vinci-genio-e-innovazione-bologna/
LOCATION:Palazzo Pallavicini\, Via San Felice 24\, Bologna\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/09/macchine-di-leonardo.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260925T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270110T235959
DTSTAMP:20260924T181756Z
CREATED:20260924T181756Z
LAST-MODIFIED:20260924T181756Z
UID:59975-1790294400-1799625599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Il barocco italiano a Dresda. Disegni architettonici dal Landesamt für Denkmalpflege Sachsen (Roma)
DESCRIPTION:Il Museo Napoleonico ospita\, dal 25 settembre 2026 al 10 gennaio 2027\, Il barocco italiano a Dresda\, un nucleo di disegni e bozzetti realizzati da artisti italiani e sassoni\, presenti nella raccolta scientifica del Landesamt für Denkmalpflege Sachsen. \n\nLa mostra\, curata dall’Landesamt für Denkmalpflege Sachsen\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dal Landesamt für Denkmalpflege Sachsen con il sostegno del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Territoriale della Sassonia. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. \n\nAlla metà del XVIII secolo Dresda – la capitale della Sassonia diventata famosa come la “Firenze sull’Elba” per la ricchezza dei suoi tesori artistici – divenne uno dei principali centri della cultura italiana a nord delle Alpi\, sotto il regno del principe elettore Friedrich August II (re di Polonia con il nome di August III)\, e della consorte Maria Giuseppa. Appassionati dell’Italia e dell’“opera seria”\, i reali non si limitarono a collezionare capolavori della pittura italiana\, come quelli di Raffaello\, Correggio\, Giorgione o Tiziano\, ma attrassero a Dresda numerosi maestri del Bel Paese\, tra compositori\, cantanti\, strumentisti\, poeti\, scenografi e architetti teatrali. \nL’intensa vita culturale alla corte cattolica\, nella diaspora della Sassonia protestante\, fu promossa in modo determinante anche dai gesuiti italiani. Simbolo di questa stagione della Controriforma è la cattedrale della Santissima Trinità\, inaugurata nel 1751 su progetto dell’architetto italiano Gaetano Chiaveri e considerata “l’edificio più romano a nord delle Alpi”. Nonostante i danni subiti nel 1945\, il monumento caratterizza ancora oggi il panorama urbano di Dresda\, mentre molti degli artisti e degli artigiani italiani che hanno contribuito alla sua realizzazione hanno lasciato la loro impronta anche in altre località attorno a Dresda e in Sassonia. \nLa corte di August III attirò inoltre pittori\, stuccatori\, musicisti\, ballerini e imprenditori teatrali provenienti dall’Italia\, attirati dallo splendore dell’“Età Augustea”. Tra questi spicca il pittore di corte Bernardo Bellotto detto Canaletto\, originario di Venezia\, le cui magnifiche vedute tramandano in modo unico l’aspetto della città di quel tempo. Parallelamente\, studiosi\, pittori e architetti di Dresda intrapresero viaggi di studio nel Sud\, anche di lunga durata\, riportando in patria le loro impressioni. \nIl percorso espositivo attinge alla raccolta scientifica del Landesamt für Denkmalpflege Sachsen\, che conserva numerose testimonianze di questi scambi culturali\, tra cui capolavori del disegno architettonico europeo del XVIII secolo. La mostra propone una selezione di disegni e bozzetti architettonici\, offrendo uno spaccato di quell’epoca straordinariamente feconda sotto l’aspetto culturale\, alla quale Dresda deve in primo luogo la sua fama\, che perdura ancora oggi\, di città dell’arte e della musica. \n\nMentre a Dresda è in corso un’ampia retrospettiva dedicata ai dipinti di Correggio provenienti dall’Italia\, contemporaneamente a Roma vengono esposti disegni architettonici originali del XVIII secolo provenienti da Dresda. Tra questi figurano opere realizzate proprio a Roma trecento anni fa. \n\nLa mostra è articolata in quattro sale. Nella prima sala\, intitolata “Roma come modello”\, oltre a una presentazione della città di Dresda\, sono esposti sei disegni di dettagli interni delle chiese romane di Sant’Ivo alla Sapienza\, San Carlo alle Quattro Fontane e Ss. Trinità dei Monti\, nonché della Villa Albani. Altri due fogli\, particolarmente imponenti\, sono opera del futuro capo architetto sassone Julius Heinrich Schwarze\, che a Roma copiò il famoso progetto di una chiesa a cupola di Filippo Juvarra e lo traspose a Dresda in un proprio progetto di chiesa. \nLa seconda sala è dedicata alla costruzione della nuova chiesa cattolica di corte a Dresda\, progettata e realizzata dall’architetto romano Gaetano Chiaveri. Oltre a otto fogli di Chiaveri e di altri architetti coinvolti nel progetto\, l’opera principale della sala è il disegno a colori dell’altare dell’Annunciazione in Sant’Ignazio\, realizzato dalla cerchia di Anton Raphael Mengs\, che doveva fungere da modello per un altare a Dresda. \nAnche la terza sala è dedicata a Gaetano Chiaveri. Un totale di dieci disegni\, in parte di formati straordinariamente grandi\, rappresentano progetti per un nuovo palazzo reale per il principe elettore di Sassonia a Dresda. \nLa quarta sala\, infine\, è intitolata “Gli italiani a Dresda”. Per la realizzazione degli edifici erano stati chiamati a Dresda numerosi artigiani e artisti italiani. I dodici disegni in totale mostrano i loro progetti per l’architettura e le decorazioni artistiche\, ma anche le loro condizioni di vita in città. Particolarmente degni di nota sono i progetti di Giuseppe Galli Bibiena per la decorazione del soffitto della chiesa cattolica di corte e\, come pezzo forte\, un progetto di Giovanni Antonio Pellegrini per le sue decorazioni pittoriche nello Zwinger di Dresda\, considerato il più grande disegno conosciuto del maestro. \n\nAlcune delle opere esposte tornano così\, per la prima volta dopo quasi trecento anni\, nel luogo in cui furono realizzate. \n  \nImmagine: Gaetano Chiaveri (Roma 1689–1770 Foligno)\, Progetto ideale di un castello per la Sassonia\, probabilmente 1736/37 © Landesamt für Denkmalpflege Sachsen\, il fotografo Sven Pank (Ente regionale per la tutela dei beni culturali della Sassonia)
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-barocco-italiano-dresda/
LOCATION:Museo Napoleonico\, piazza di Ponte Umberto I\, 1\, Roma\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/09/Progetto-ideale-di-un-castello-per-la-Sassonia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261009T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270110T235959
DTSTAMP:20261008T095743Z
CREATED:20261008T095705Z
LAST-MODIFIED:20261008T095743Z
UID:60762-1791504000-1799625599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Carlo Maria Mariani - L’eternità della pittura (Milano)
DESCRIPTION:Per Carlo Maria Mariani\, la storia dell’arte non era un repertorio di immagini da citare\, ma un terreno sul quale continuare a dipingere e a interrogarsi. È attorno a questa idea che si sviluppa L’eternità della pittura\, la prima grande retrospettiva postuma dedicata all’artista\, scomparso nel 2021\, che dal 9 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 sarà allestita a Palazzo Citterio a Milano. \nCurata da Eike Schmidt e Clayton Calvert\, la mostra riunisce 70 opere tra dipinti e grandi cartoni\, provenienti da collezioni italiane e internazionali\, e segue l’attività di Mariani dagli anni Quaranta fino al 2019. Ne emerge una ricerca difficile da collocare in una sola corrente: nel corso della sua lunga carriera l’artista attraversò neoclassicismo\, iperrealismo\, astrattismo\, arte concettuale e pittura metafisica\, costruendo un linguaggio nel quale la conoscenza della tradizione diventava parte integrante della pratica contemporanea. \nDa Raffaello e Michelangelo al Novecento\nNato nel 1931\, Mariani crebbe a Roma in una famiglia immersa nella cultura e nell’arte. Il padre\, il romanziere e saggista teatrale Anastasio Mariani\, lo accompagnava anche in Vaticano\, dove il giovane Carlo Maria poteva disegnare direttamente dalle opere di Raffaello e Michelangelo. Durante un viaggio a Venezia\, ancora adolescente\, si confrontò invece con Tintoretto e con i grandi maestri del Rinascimento veneziano. Poco dopo nacque Composizione (1949). \nNegli anni Sessanta la sua pittura registrò le inquietudini e i cambiamenti della società contemporanea. L’era dei miracoli (1965) ne è un esempio: immagini e simboli legati alla modernità convivono con una tensione che sarebbe rimasta una costante della sua ricerca. \nNegli anni Settanta Mariani sviluppò una tecnica sempre più precisa\, soprattutto nella rappresentazione della figura umana. Le opere venivano talvolta presentate insieme a performance e happening organizzati dallo stesso artista. Parallelamente iniziò un confronto sempre più approfondito con il Neoclassicismo\, studiando figure come Goethe e Winckelmann e gli artisti che avevano lavorato a Roma\, da Anton Raphael Mengs e Anton von Maron ad Antonio Canova\, Jacques-Louis David\, Jean-Auguste-Dominique Ingres e Angelica Kauffmann. \nLe grandi teste e New York\nNegli anni Ottanta Mariani costruì un repertorio di allegorie personali alimentato dalla storia dell’arte e dalle fonti letterarie e filosofiche. Constellation of Leo (1980-81) appartiene a questa fase. Alla fine del decennio comparvero invece le grandi teste\, motivo che sarebbe rimasto nella sua produzione per oltre trent’anni. \nNel 1993 Mariani si trasferì a New York. Non Trasferibile (1993) riflette proprio sulla possibilità di trasferire la pratica artistica da un luogo all’altro. A partire dal 2001\, molti dei suoi busti di ispirazione classica vennero collocati idealmente davanti allo skyline newyorkese\, mettendo in relazione la tradizione della scultura antica con la metropoli contemporanea. \nAnche gli eventi della storia recente entrarono nella sua pittura. L’attentato dell’11 settembre 2001 ebbe un forte impatto sull’artista e portò alla realizzazione di The Morning. Opere come Cariaticido II e Cariaticido III (1996) e Twins (1997) mostrano invece il versante più cupo e inquieto della sua ricerca. \nUn artista contemporaneo che torna alla pittura\nLa mostra di Palazzo Citterio assume un significato particolare proprio per il rapporto dell’artista con la tradizione. Mariani amava definirsi «un artista concettuale che dipinge\, non un pittore concettuale»: l’idea\, nella sua ricerca\, non doveva sostituire la pittura\, ma trovare nella pittura il proprio linguaggio. \nIl confronto con Brera rafforza questo dialogo. Il complesso progettato in gran parte da Giuseppe Piermarini\, protagonista del Neoclassicismo italiano\, diventa infatti lo sfondo ideale per una ricerca che guardava continuamente al passato senza rinunciare al presente. Lo stesso rapporto con la tradizione neoclassica proseguì a New York\, dove Mariani si confrontò anche con la figura di Thomas Jefferson. \nGli ultimi anni furono segnati da una dimensione sempre più introspettiva. A Flight of Doves (2012-2016) sintetizza la sua esperienza e il suo sguardo critico sul sistema dell’arte contemporanea. \nA Palazzo Citterio\, questa lunga traiettoria torna così a essere leggibile nel suo insieme: non una sequenza di stili diversi\, ma la ricerca ostinata di un artista che per tutta la vita ha continuato a chiedersi che cosa possa ancora fare la pittura nel mondo contemporaneo. \n  \nCARLO MARIA MARIANI. \nL’eternità della pittura \nMilano\, Palazzo Citterio – II piano (via Brera 12) \n9 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027 \n  \nOrari: da martedì a domenica\, 8.30 – 19.15 (ultimo ingresso alle ore 18.00) \n  \nIngresso: \nBiglietto Grande Brera: €20\,00 (Pinacoteca + Palazzo Citterio); \nsolo Palazzo Citterio\, intero\, €12\,00; ridotto\, €8\,00 \n  \nInformazioni: \npalazzocitterio.org \n  \nImmagine: Carlo Maria Mariani\, Monsters of Grace\, 2008\, olio su tela\, 61 x 71 cm; photo Parker Calvert; © The Carlo Maria Mariani and Carol Lane Mariani Foundation by SIAE
URL:https://storiearcheostorie.com/event/carlo-maria-mariani-mostra-palazzo-citterio-milano/
LOCATION:Palazzo Citterio\, via Brera 12\, Milano\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Carlo-Maria-Mariani-Monsters-of-Grace.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261009T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270207T235959
DTSTAMP:20261012T200933Z
CREATED:20261012T200933Z
LAST-MODIFIED:20261012T200933Z
UID:60956-1791504000-1802044799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Pontormo (Roma)
DESCRIPTION:A Roma nelle Scuderie del Quirinale\, dal 9 ottobre 2026 al  7 febbraio 2027 la prima grande mostra monografica dedicata a Jacopo da Pontormo\, detto Pontormo (Pontorme\, Empoli\, 1494 – Firenze\, 1557) mai allestita fuori della città di Firenze.\n\nProtagonista della grande stagione del Cinquecento fiorentino che segna l’origine della Maniera nell’alveo del pieno Rinascimento\, Pontormo è stato un innovatore originale e fervido la cui opera ha ispirato artisti del Novecento del rango di Pier Paolo Pasolini e Bill Viola. Oggetto del desiderio di collezionisti di tutto il mondo\, Jacopo è al tempo stesso popolare e amato anche dal grande pubblico per la sua pittura inquieta e splendida\, che ci parla e ci coinvolge al di là del tempo.\nQuesta mostra\, promossa da Ales – Scuderie del Quirinale in partnership con le Gallerie degli Uffizi\, prodotta insieme alla casa editrice Electa\, che pubblica anche il catalogo e curata da Cristina Acidini con altri tra i maggiori esperti del Cinquecento fiorentino quali Elena Capretti\, Philippe Costamagna\, Bruce Edelstein e Carlo Falciani\, rappresenta l’occasione per vedere riuniti i principali capolavori dell’artista\, come non accadeva dalla Mostra del Pontormo e del primo manierismo fiorentino che si tenne in Palazzo Strozzi a Firenze nel 1956\, per il quarto centenario della morte.\nL’esposizione romana ripercorre secondo una narrazione cronologica i momenti fondamentali della vita e dell’attività dell’artista: dagli esordi nella Firenze repubblicana alla stagione delle grandi imprese pittoriche sotto l’egida della dinastia medicea e delle autorità ecclesiastiche\, con approfondimenti dedicati alla produzione grafica\, all’attività di ritrattista e agli scritti autografi. In particolare\, una straordinaria serie di opere su carta testimonia la suprema maestria di Pontormo nell’arte del disegno\, praticata a Firenze a livelli di eccellenza.\nNel percorso espositivo si susseguono prestiti eccezionali provenienti da musei e collezioni di tutto il mondo (oltre alle Gallerie degli Uffizi\, alla Galleria dell’Accademia e Musei del Bargello a Firenze\, la Galleria Borghese e l’Istituto centrale per la Grafica a Roma\, anche il Louvre a Parigi\, la National Gallery e il British Museum a Londra\, il Metropolitan Museum of Art di New York\, la National Gallery of Art di Washington\, l’Art Institute di Chicago\, il Getty Museum di Los Angeles e altri ancora)\, insieme con dipinti concessi dalle diocesi e dalle parrocchie di Firenze e del territorio. Dalla cappella Capponi in Santa Felicita a Firenze viene la pala con la Pietà (o Trasporto di Cristo) del 1525-1528\, di magnetica bellezza\, insieme con quattro tondi con gli Evangelisti di Pontormo e Bronzino\, in un allestimento altamente suggestivo che richiama in mostra la struttura architettonica della cappella. E dalla pieve di San Michele Arcangelo di Carmignano presso Prato\, oggi in restauro\, viene l’opera più conosciuta di Pontormo\, la Visitazione (1528-1532)\, installata nell’ultima sala quale spettacolare conclusione e congedo dalla mostra. Catalogo Electa.\n\nOrari di apertura\nLe Scuderie del Quirinale sono aperte tutti i giorni dalle 10:00 alle 20:00 (ultimo ingresso alle 19:00).\nOrari speciali: 24 e 31 dicembre (dalle ore 10:00 alle ore 15:00\, ultimo ingresso alle ore 14:00); 25 dicembre e 1 gennaio (dalle ore 16:00\nalle ore 20:00 ultimo ingresso alle ore 19:00).\n\nBiglietti: \nintero: € 18\,00\nridotto: € 16\,00\nunder 30: € 12\,00\nunder 18: € 5\,00\nunder 6: gratuito\nopen: € 27\,50\n\n\nImmagine: Pontormo (Jacopo da Pontormo)\, Visitazione\, 1528-1532\, olio su tavola\, 202 × 156 cm. Carmignano (Prato)\,\npieve di San Michele Arcangelo. Per gentile concessione della Diocesi di Pistoia. Foto: Antonio Quattrone
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-pontormo-roma-scuderie-quirinale/
LOCATION:Scuderie del Quirinale\, Via XXIV Maggio 16\, Roma\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Pontormo-Visitazione-Santa-Felicita-Copia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261010T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270110T235959
DTSTAMP:20261001T170045Z
CREATED:20261001T165640Z
LAST-MODIFIED:20261001T170045Z
UID:60342-1791590400-1799625599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Fede e baluardi. Il culto di san Luigi Gonzaga nella Castel Goffredo dei Gonzaga (Castel Goffredo - MN)
DESCRIPTION:In occasione del 300° anniversario della canonizzazione di san Luigi Gonzaga\, il Gruppo San Luca ETS e il Museo MAST presentano la mostra: \n“Fede e baluardi. Il culto di san Luigi Gonzaga nella Castel Goffredo dei Gonzaga” \na cura di Barbara D’Attoma\nDal 10 ottobre 2026 al 10 gennaio 2027 \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n­\n\n\n\n\n\n\n\n­\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nL’inaugurazione sarà il sabato 10 ottobre 2026\, ore 16.00 \nNel corso del pomeriggio presenteremo la pubblicazione “Incontri aloisiani a Castel Goffredo nel terzo centenario della canonizzazione di San Luigi Gonzaga”\, curato da Barbara D’Attoma e stampato da Grafiche Tagliaini di Calcinato (grafica a cura di Lara Fezzardi e Simone Tagliani). Il volume raccoglie gli interventi del Vescovo di Mantova Marco Busca\, Barbara D’Attoma\, Giacomo Cecchin\, Giancarlo Mattioli\, Oliviero Filippini e Mariano Vignoli. \n\nInfo: \n\nQuando: 10 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027\nOrari di apertura: da mercoledì a domenica\, 10.00 – 12.30 e 15.00 – 18.00\nBiglietti: l’accesso alla mostra è compreso nel normale biglietto d’ingresso del museo (gratuito durante l’inaugurazione del 10 ottobre)\nDove siamo: MAST – Via A. Botturi\, 3 – Castel Goffredo (MN)\nPer prenotazioni visite guidate: Tel: 0376 771006\nEmail: ​info@mastcastelgoffredo.it\nWeb: www.mastcastelgoffredo.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-fede-baluardi-culto-san-luigi-gonzaga-castel-goffredo/
LOCATION:Museo MAST\, Via A. Botturi\, 3\, Castel Goffredo\, Italy
CATEGORIES:documentaria,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/san-luigi-gonzaga.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261011T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261231T235959
DTSTAMP:20261012T213210Z
CREATED:20261012T212720Z
LAST-MODIFIED:20261012T213210Z
UID:61011-1791676800-1798761599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Tessere di potere. Mosaici pavimentali dell’età di Teodorico (Galeata - FC)
DESCRIPTION:Dall’11 ottobre il Museo civico Mambrini di Pianetto (Galeata) ospita la mostra dal titolo “Tessere di potere. Mosaici pavimentali dell’età di Teodorico”. L’esposizione è arricchita da cinque importanti mosaici pavimentali tardoantichi della fine del V-inizi VI secolo d.C. provenienti dagli scavi effettuati nel sito del Palazzo di Teodorico a Ravenna\, caratterizzati da leganti decorazioni geometriche\, e da un calco del monogramma teodoriciano\, concessi in prestito dai Musei nazionali di Ravenna.\n\nLa mostra riflette sui collegamenti intensi tra della valle del Bidente e Ravenna\, partendo dai dati archeologici della sontuosa villa di Teodorico a Galeata\, scavata dall’Università di Bologna e di Parma ed altri contesti tardoantichi del VI secolo d.C.\, quali ad esempio la villa teodoriciana scoperta nel corso della prima metà del Novecento sotto il centro storico di Meldola.\nL’esposizione sarà accompagnata da una brochure-catalogo con immagini e testi di approfondimento di Caterina Mambrini\, Giuseppe Michelacci\, Alessia Morigi e Paola Novara.\n\nLa mostra è inserita nel programma di eventi in occasione del 1500° anniversario della morte del re Teodorico (526 d.C.-2026) e sarà visitabile tutte le domeniche fino al 31 dicembre 2026.\n\nPer info: 0543-981854\, cultura@comune.galeata.fc.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-tessere-di-potere-mosaici-pavimentali-delleta-di-teodorico-galeata-fc/
LOCATION:Museo civico “Mons. Domenico Mambrini”\, Via Borgo Pianetto\, 17\, Galeata\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/mostra-tessere-di-potere.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261014T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270110T235959
DTSTAMP:20261013T132958Z
CREATED:20261013T132958Z
LAST-MODIFIED:20261013T132958Z
UID:61134-1791936000-1799625599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (Milano)
DESCRIPTION:Alla Fondazione Luigi Rovati di Milano la mostra Etruschi e Veneti. Acque\, culti e santuari (14 ottobre 2026 – 10 gennaio 2027)\, che racconta come\, nell’Italia preromana\, il contatto con il divino passasse attraverso l’acqua. \nIl progetto\, realizzato in collaborazione con la Fondazione Musei Civici di Venezia e con il patrocinio del Ministero della cultura e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici\, è a cura di Giovanna Gambacurta\, Laura Maria Michetti\, Giulio Paolucci\, Chiara Squarcina e Margherita Tirelli. Prosegue\, in un percorso distinto e complementare\, quello avviato al Palazzo Ducale di Venezia. \nLa mostra propone un confronto inedito e peculiare sul ruolo fondativo dell’acqua nell’orizzonte del sacro e nello sviluppo di due grandi civiltà dell’Italia preromana\, Etruschi e Veneti\, nel corso del I millennio a.C. Mari\, fiumi\, sorgenti salutifere e acque termali sono gli ambienti privilegiati di contatto con il divino: spazi di guarigione spesso legati al mito e abitati da divinità\, ma anche luoghi per la crescita della collettività\, per il transito e per lo scambio culturale. Nella mostra emergono affinità e differenze tra Etruschi e Veneti: convergenze nelle scelte materiche\, soprattutto terracotta e bronzo\, e nelle pratiche votive\, come le deposizioni in acqua e l’uso di oggetti miniaturistici o defunzionalizzati; divergenze nelle dimensioni monumentali e nei ricchi apparati decorativi fittili dei grandi santuari etruschi. \nIl visitatore è accolto dalla grande scultura in terracotta della Thesan\, divinità etrusca dell’Aurora\, proveniente da Chianciano Terme (Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme): posto di fronte\, il Disco di Montebelluna\, proveniente dai Musei Civici di Treviso\, introduce alla civiltà degli antichi Veneti. Sul disco in bronzo è raffigurata una figura femminile\, identificata come la “Signora della Natura” e interpretata come la principale divinità dei Veneti. Circondata da simboli che rimandano alla sfera celeste e al mondo degli Inferi\, la dea tiene una chiave\, emblema del suo potere sulla vita umana\, animale e vegetale\, ma anche simbolo dell’accesso all’oltretomba e del ciclico rinnovarsi della natura. \nLa sezione Acque miracolose\, allestita nelle tre cupole del Piano Ipogeo\, è dedicata alle proprietà curative delle acque e ai rituali praticati presso sorgenti e luoghi termali dell’Italia antica. Il percorso riunisce testimonianze provenienti dall’Etruria – Vulci\, Chianciano\, Chiusi e Marzabotto – e dal Veneto – Montegrotto e Làgole di Calalzo. \nTra i reperti di particolare interesse figurano una grande ascia rituale in ferro con decorazione zoomorfa\, rinvenuta nell’area sacra di Fucoli e conservata al Museo Civico Archeologico delle Acque di Chianciano Terme\, e una selezione di simpula provenienti dal Museo Archeologico Cadorino. Questi mestoli in bronzo\, utilizzati per le libagioni e per attingere le acque curative\, sono tra gli oggetti più rappresentativi del santuario di Làgole di Calalzo. Dopo l’uso venivano ritualmente spezzati\, separando la coppa dal manico\, spesso inciso con dediche alle divinità in lingua venetica o latina. \nUn nucleo di eccezionale rilievo è costituito da otto bronzi provenienti da San Casciano dei Bagni\, testimonianza di pratiche mediche e rituali complessi legati all’acqua\, alla divinazione e alla salute del corpo. La scoperta di una testa maschile votiva in bronzo\, con un’iscrizione che riporta il nome “Fonte Calda” (Flere Havens in etrusco)\, ha inoltre aperto nuove prospettive sull’interpretazione del termine etrusco flere\, al quale gli studiosi attribuiscono\, accanto al significato di “nume”\, anche quello di “fonte”. \nLa sezione Sacri approdi esplora il rapporto tra culto\, navigazione e scambi culturali attraverso tre importanti centri dell’Italia preromana: Este\, Pyrgi e Altino. A Este\, il porto-santuario fluviale era legato al culto della dea Reitia\, alla pratica della scrittura e alle attività femminili della filatura e della tessitura. Pyrgi\, uno dei principali porti dell’Etruria sul Mediterraneo\, testimonia lo stretto intreccio tra religione\, commerci e potere politico. Altino\, crocevia delle rotte adriatiche ed endolagunari\, ospitava un santuario frequentato anche da genti straniere\, dove il sacrificio del cavallo rivela il valore religioso di un animale centrale nella civiltà veneta.\nA Pyrgi\, l’acqua di una sorgente alimentava i pozzi monumentali utilizzati nelle pratiche rituali\, successivamente colmati con offerte e materiali provenienti dal santuario. Tra i numerosi reperti esposti spicca un’elegante testa femminile votiva in terracotta\, rinvenuta nel Pozzo Ovest del Tempio A e conservata all’Antiquarium di Pyrgi. La raffinata acconciatura e la collana restituiscono un’immagine della moda e del gusto dell’epoca.\nDa Altino provengono numerosi bronzetti a forma di zampa equina\, conservati al Museo Nazionale Atestino\, e un significativo cippo lapideo iscritto con la figura di un lupo\, in arenaria\, datato al III-II secolo a.C. (Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna – Parco archeologico di Altino). L’iscrizione in venetico ricorda l’offerta al dio Altino da parte di Krumio Turens\, uno straniero proveniente dall’Italia centrale\, forse dall’Etruria. Il lupo\, raffigurato con il muso rivolto a terra in un atteggiamento docile\, è stato interpretato come simbolo dell’accoglienza dello straniero nella comunità veneta. \nIl percorso si arricchisce di un ulteriore confronto con la Sardegna nuragica\, attraverso un nucleo di bronzetti e ceramiche votive provenienti dal Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Tra la fine dell’età del Bronzo e la prima età del Ferro\, l’acqua diventa il centro di nuovi luoghi di culto: pozzi e fonti sacre\, spesso inseriti in complessi santuariali che riuniscono comunità diverse. Anche qui il rito si esprime attraverso l’offerta di oggetti: bronzetti figurati e navicelle\, ex voto in terracotta. In una società attraversata da profonde trasformazioni\, questi santuari diventano luoghi di aggregazione e di affermazione sociale\, rivelando il legame tra acqua\, sacralità e potere. \nAd accompagnare il percorso espositivo sono i disegni di Mauro Ceolin\, bio-artista milanese (1963) che da oltre vent’anni intreccia arti visive e discipline scientifiche. Attraverso l’ingrandimento e l’isolamento di particolari degli oggetti esposti\, i suoi interventi ne rivelano dettagli spesso difficili da cogliere\, offrendo nuove possibilità di osservazione e interpretazione e favorendo l’accessibilità dei contenuti. \n\nPROGRAMMA PUBBLICO \nMartedì 13 ottobre\, alle ore 18.00\, Laura Maria Michetti (Sapienza Università di Roma e co-curatrice della mostra) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) introducono la mostra con la conferenza Le ragioni di una mostra. Con l’occasione\, dalle 17.00\, è possibile visitare gratuitamente la mostra in anteprima. \nSabato 7 novembre\, alle ore 15.00\, Lucio Rovati (Fondazione Luigi Rovati) e Vittorio Alessandro Sironi (Università di Milano-Bicocca) moderano un incontro di studi legato al ruolo dell’acqua come strumento terapeutico\, medicinale e cosmetico\, dall’antichità ai giorni d’oggi. Dai culti idrici degli antichi alle moderne cure mediche termali\, le acque sono da sempre parte del benessere fisico e spirituale dell’uomo. Ne discutono: Giovanna Gambacurta (Università Ca’ Foscari Venezia e co-curatrice della mostra)\, Vittorio A. Sironi (Università di Milano-Bicocca)\, Mariapia Vairetti (Università di Pavia) e Silvano Mascadri (A-Life). Modera Lucio Rovati (Presidente Onorario della Fondazione Luigi Rovati). \nGiovedì 12 novembre\, alle ore 18.00\, Agnese Carletti (Sindaco di San Casciano dei Bagni) e Jacopo Tabolli (Università per Stranieri di Siena) presentano la storia di San Casciano dei Bagni\, le scoperte archeologiche e i nuovi progetti di valorizzazione. \n\nCATALOGO \nIl catalogo\, a cura di Chiara Squarcina e Margherita Tirelli\, riunisce contributi di studiosi ed esperti di primo piano che illustrano il valore sacrale dell’acqua per gli Etruschi e per i Veneti\, si addentrano nell’analisi sia dei principali luoghi di culto e santuari che delle più importanti fonti sananti\, e approfondiscono gli aspetti votivi e dedicatori così come le criticità legate alla valorizzazione di questi beni archeologici. Testi di Alberta Facchi\, Alessandro Asta\, Alessandro Conti\, Angela Ruta Serafini\, Anna Marinetti\, Benedetta Prosdocimi\, Carla Pirazzini\, Chiara Squarcina\, Daniele F. Maras\, Elisa Biancifiori\, Elisabetta Govi\, Federica Timossi\, Giovanna Gambacurta\, Giulio Paolucci\, Giuseppe Sassatelli\, Heinz-Werner Dämmer\, Jacopo Tabolli\, Laura M. Michetti\, Loredana Capuis\, Maddalena Bassani\, Margherita Tirelli\, Rossella Zaccagnini\, Silvia Paltineri\, Simona Carosi\, Tiziano Trocchi. \nEdizioni Fondazione Luigi Rovati\, pp. 272\, 40 € (in shop al prezzo speciale 35 €)\nEdizione Italiana ISBN 9788831338332\, Edizione Inglese 9788831338349 \n\nMUSEO GENTILE \nLa videoguida in LIS\, realizzata in collaborazione con l’Ente Nazionale Sordi\, sarà accessibile tramite l’app della Fondazione\, scaricabile presso il museo. \nNell’ambito del progetto Stare bene insieme\, in collaborazione con la Cooperativa La Meridiana\, è disponibile in biglietteria il libretto guida della mostra dedicato alle persone con patologie neurodegenerative e ai loro accompagnatori. \n\nVISITE GUIDATE \nMartedì 13 ottobre\, alle ore 16.30\, le curatrici Giovanna Gambacurta e Laura Maria Michetti accompagnano i possessori della FLR Card in una visita riservata alla mostra. \nOgni sabato alle ore 11.00 e alle ore 17.00 sono previste visite guidate aperte al pubblico. Il costo è di 16€ e include il biglietto di ingresso. \n\nLABORATORI PER BAMBINI \nDomenica 25 ottobre\, domenica 8 novembre e sabato 12 dicembre\, alle ore 16.00: Etruschi e Veneti: divinità\, acque sacre e piccoli doni agli dèi\, un laboratorio con visita guidata per bambini dai 6 ai 10 anni (durata 90 minuti). Quota di partecipazione: 20 € (1 adulto + 1 bambino; 8 € per ogni bambino aggiuntivo).
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-etruschi-e-veneti-acque-culti-e-santuari-milano/
LOCATION:Fondazione Luigi Rovati ETS\, Corso Venezia 52\, Milano\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Disco-figurato.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261015T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270131T235959
DTSTAMP:20261008T114346Z
CREATED:20261008T113805Z
LAST-MODIFIED:20261008T114346Z
UID:60771-1792022400-1801439999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Saffo. Lo spirito della poesia (Roma)
DESCRIPTION:“Saffo” è la mostra dedicata all’unica grande voce femminile sopravvissuta della letteratura greca arcaica: Saffo di Lesbo. L’esposizione sarà allestita presso le Uccelliere Farnesiane sul Palatino\, nel Parco archeologico del Colosseo\, dal 15 ottobre 2026 al 31 gennaio 2027. \nLa mostra\, promossa dal Parco archeologico del Colosseo e con l’organizzazione di Electa\, è curata da Silvia Romani.\nRappresenta il secondo atto del progetto espositivo dedicato alle figure femminili più moderne dell’antichità\, ponendosi in continuità con la mostra dedicata a Penelope (19 settembre 2024 – 12 gennaio 2025)\, già ospitata negli stessi spazi. \nDue i nuclei complementari che compongono il percorso espositivo: la Saffo storica e poetica e la Saffo leggendaria e popolare\, in un continuo gioco di rimandi tra realtà e mito\, antichità e modernità.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-saffo-roma/
LOCATION:Parco archeologico del Colosseo\, Piazza S. Maria Nova\, 53\, Roma\, Italy
CATEGORIES:archeologia,arte,documentaria,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/saffo-mostra.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261016T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270502T235959
DTSTAMP:20261016T190701Z
CREATED:20261016T190701Z
LAST-MODIFIED:20261016T190701Z
UID:61388-1792108800-1809302399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Non solo principi. La tomba 8 di via della Resistenza (Canosa di Puglia - BT)
DESCRIPTION:Oltre i fasti dell’aristocrazia. Oltre lo sfarzo\, l’oro e la monumentalità che hanno reso celebri i corredi funerari dei Principi dauni. Canosa sceglie di restituire un nuovo sguardo sulla trama sociale di età ellenistica\, attraverso i reperti provenienti da una delle tombe a grotticella rinvenute nel 2013 nell’area archeologica di via della Resistenza.\nA partire da venerdì 16 ottobre\, presso il Museo archeologico nazionale di Canosa\, sarà fruibile la mostra temporanea Non solo principi. La tomba 8 di via della Resistenza. Per l’occasione il Museo resterà straordinariamente aperto fino alle 22.00 (ultimo ingresso 21.15). \nL’allestimento\, curato dall’arch. Anita Guarnieri\, Direttrice del Castello Svevo di Bari- Direzione regionale Musei nazionali Puglie e Soprintendente ad interim per le province di Barletta-Andria-Trani e Foggia\, e dalla dott.ssa Anita Rocco\, Direttrice del Museo archeologico nazionale di Canosa intende ampliare il racconto della società canosina oltre le grandi famiglie aristocratiche\, note soprattutto attraverso i monumentali ipogei e i loro ricchi corredi funerari.\nAl centro del percorso c’è la Tomba 8\, una sepoltura familiare articolata in due camere\, utilizzata per più generazioni tra il III ed il II secolo a.C. I reperti esposti\, tra cui ceramiche di diversa produzione\, ornamenti personali e oggetti legati alla cura del corpo\, restituiscono la varietà dei corredi funerari e consentono di approfondire i rituali della sepoltura\, le forme della memoria familiare e i modi attraverso cui diversi gruppi della società canosina esprimevano la propria identità. \nL’esposizione\, che sarà fruibile fino al 2 maggio 2027\, inclusa nel biglietto di ingresso al Museo\, sarà impreziosita da un video di approfondimento\, con testi bilingue e immagini\, che sarà proiettato a ciclo continuo. \nL’apertura della mostra si inserisce in un quadro di valorizzazione integrata del patrimonio canosino. Contestualmente all’evento museale\, venerdì 16 ottobre alle ore 10:00\, sarà inaugurato un innovativo impianto multimediale direttamente sul sito archeologico di via della Resistenza. L’intervento\, promosso e realizzato dalla Fondazione archeologica Canosina in stretta collaborazione con il Ministero della Cultura\, arricchisce in modo suggestivo l’esperienza di visita attraverso una illuminazione scenografica e proiezioni audio-video. \n«Con questa mostra vogliamo ampliare il racconto della Canosa ellenistica\, andando oltre l’immagine restituita dai grandi ipogei aristocratici – commenta l’arch. Guarnieri – La Tomba 8 ci permette di avvicinarci ad altre forme di organizzazione familiare e di rappresentazione della memoria\, mostrando come anche sepolture meno monumentali possano offrire testimonianze preziose per ricostruire la complessità della società antica. Il collegamento tra l’area archeologica e il Museo rappresenta inoltre un’importante opportunità per restituire ai reperti il loro contesto e renderne più comprensibile il significato».
URL:https://storiearcheostorie.com/event/non-solo-principi-mostra-canosa/
LOCATION:Museo archeologico nazionale di Canosa\, Via John Fitzgerald Kennedy\, 18\, Canosa di Puglia BT
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Non-solo-principi-mostra-Canosa.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261017T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270207T235959
DTSTAMP:20261017T153950Z
CREATED:20261017T153901Z
LAST-MODIFIED:20261017T153950Z
UID:61519-1792195200-1802044799@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini (Abano Terme - PD)
DESCRIPTION:Il Museo Villa Bassi Rathgeb annuncia la mostra Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini\, in programma dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027\, a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy. \nPromossa e prodotta dal Comune di Abano Terme – Museo Villa Bassi Rathgeb\, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova\, Treviso e Belluno la mostra si inserisce nel ciclo espositivo\, avviato dal museo nel 2024\, dedicato alla valorizzazione delle proprie collezioni permanenti\, attraverso progetti di ricerca e approfondimento. \n  \nDopo le esposizioni Donna musa artista. Ritratti di Cesare Tallone tra Otto e Novecento (2024–2025) e Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento (2025–2026)\, il nuovo progetto pone al centro la figura di Andrea Previtali (1480 ca. – 1528)\, tra i protagonisti della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo. \n 
URL:https://storiearcheostorie.com/event/andrea-previtali-discepolo-giovanni-bellini-mostra-abano-terme-padova/
LOCATION:Museo Villa Bassi Rathgeb\, Via Appia Monterosso\, 52\, Abano Terme\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/01_Andrea-Previtali-Madonna-con-Bambino-e-donatore-1502.-Padova-Musei-Civici-©-Su-concessione-del-Comune-di-Padova-Settore-.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261020T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270404T235959
DTSTAMP:20261018T122359Z
CREATED:20261018T122359Z
LAST-MODIFIED:20261018T122359Z
UID:61556-1792454400-1806883199@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Artemisia Gentileschi a Firenze (Firenze)
DESCRIPTION:Dal 20 ottobre 2026 al 4 aprile 2027\, il Museo degli Innocenti ospita per la prima volta una straordinaria mostra dedicata al periodo fiorentino di Artemisia Gentileschi. \nA Firenze Artemisia trova la sua maturità artistica: è la prima donna ad essere ammessa all’Accademia delle Arti\, riceve prestigiosi incarichi dalla famiglia Medici\, frequenta Galileo Galilei e gli artisti coevi\, è al centro della vita culturale del tempo. Qui Artemisia si afferma come artista\, libera dalla morbosa attenzione mediatica che la costringe a lasciare Roma\, e trova la sua strada\, quella che la porterà ad entrare a pieno titolo tra i grandi maestri della storia dell’arte. \nEd è proprio questo periodo\, cruciale per il percorso artistico di Artemisia\, che viene indagato nella mostra curata da Costantino d’Orazio\, Cristina Acidini e Sandro Bellesi\, che ci introducono anche nel mondo artistico del seicento fiorentino\, alla scoperta di artisti meravigliosi e meno conosciuti: da Cristofano Allori a Francesco Furini\, passando per Cesare Dandini\, Giovanni Martinelli\, Filippo Tarchiani\, Fabrizio Vannini\, Lorenzo Lippi\, il Volterrano\, Jacopo Vignali e molti altri. \nCon il patrocinio del Comune di Firenze\, la mostra è prodotta e organizzata da Arthemisia ancora una volta al fianco del Museo degli Innocenti\, in collaborazione con Cristoforo. \nINFORMAZIONI\nOrari apertura\nTutti i giorni dalle ore 9.30 alle ore 19.00\n(la biglietteria chiude un’ora prima) \nBiglietti mostra + Museo degli Innocenti\nIntero € 16\,00\nRidotto € 14\,00\nOpen € 19\,00 \nInformazioni\nT. +39 055 0981881
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-artemisia-gentileschi-a-firenze/
LOCATION:Museo degli Innocenti\, piazza della Santissima Annunziata\, 13\, Firenze\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/artemisia-gentileschi-cleopatra-mostra-firenze.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261021T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270120T235959
DTSTAMP:20261018T163716Z
CREATED:20261018T163716Z
LAST-MODIFIED:20261018T163716Z
UID:61605-1792540800-1800489599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Tajikistan. The Land of Unique Heritage (Roma)
DESCRIPTION:Il MUCIV-Museo delle Civiltà\, in collaborazione con il Museo Nazionale del Tajikistan\, presenta la mostra Tajikistan – the Land of Unique Heritage\, un viaggio che abbraccia oltre 2.500 anni di storia\, dal VI secolo a.C. al XXI secolo d.C. \n  \nL’esposizione si snoda lungo due grandi direttrici narrative. La prima sezione esplora i siti archeologici e gli imperi dell’antichità: capolavori come le regali teste d’ariete in bronzo di epoca achemenide\, i raffinati reperti di Takht-i Sangin\, le sculture buddhiste di Ajina Tepe e dell’Impero Kushana\, i legni intagliati del palazzo di Bunjikat e la celebre pittura murale “Uomo in ginocchio” dell’antica Penjikent\, nota come la “Pompei dell’Est”. La seconda parte del percorso celebra invece il patrimonio delle arti applicate tradizionali tajike\, esponendo rari strumenti musicali come il dutor e il rubab\, eleganti manufatti in rame inciso\, i pannelli a rilievo della pittura Kundal e i ricami Suzani\, tra cui spiccano i colorati abiti Chakan\, riconosciuti dall’UNESCO Patrimonio Immateriale dell’Umanità. \n  \nORARI APERTURA \n dal martedì alla domenica\, ore 8.00 – 19.00 \nultimo ingresso ore 18.30 \nTUTTE LE PRIME DOMENICHE DEL MESE \nINGRESSO GRATUITO SENZA PRENOTAZIONE
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-tajikistan-the-land-of-unique-heritage-roma/
LOCATION:MUCIV – Museo delle Civiltà\, Piazza Guglielmo Marconi\, 14\, Roma\, 00144\, Italy
CATEGORIES:archeologia,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/tajikistan.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261022T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270125T235959
DTSTAMP:20261012T194034Z
CREATED:20261012T194034Z
LAST-MODIFIED:20261012T194034Z
UID:60934-1792627200-1800921599@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Un Tiziano per Milano (Milano)
DESCRIPTION:Il Museo Poldi Pezzoli presenta “Un Tiziano per Milano”\, una mostra dossier che nasce dall’arrivo nelle collezioni del Museo di un’importante opera del maestro e\, da qui\, ricostruisce un capitolo sorprendente del suo rapporto con la città.\nLa mostra\, a cura di Enrico Maria Dal Pozzolo e Lavinia Galli\, si articola intorno a tre autografi tizianeschi e una grande copia di straordinario valore storico\, e rientra nelle celebrazioni per il 450° anniversario della morte dell’artista. \n  \n\n\nUN ITINERARIO NELLA CITTÀ\nLa mostra si estende oltre le sale del museo. Un QR code nella prima sala apre un percorso urbano attraverso i luoghi dove sono oggi conservate opere di Tiziano o tracce della sua presenza a Milano: dall’Ambrosiana a Brera\, dal Castello Sforzesco a Santa Maria delle Grazie\, fino al Duomo. \n\n\n\n\n\nInfo utili\nDOVE\nMuseo Poldi Pezzoli \nQUANDO\n22 ottobre 2026 — 25 gennaio 2027 \nINGRESSO\nIntero — € 15\,00; ridotto Over 65 — € 13\,00; ridotto Giovani — € 10\,00 \nPRENOTAZIONE GRUPPI\nLa prenotazione per i gruppi è obbligatoria online \nORARI\nLun\, Mer\, Gio\, Ven\, Sab\, Dom: 10:00 — 18:00 (ultimo ingresso 17:30)\nMartedì: chiuso \nCONTATTI\ninfo@museopoldipezzoli.org \n\nACQUISTA ORA I BIGLIETTI
URL:https://storiearcheostorie.com/event/tiziano-per-milano-mostra-dossier-museo-poldi-pezzoli/
LOCATION:Museo Poldi Pezzoli\, Via Alessandro Manzoni\, 12\, Milano\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/un-tiziano-per-milano-mostra-poldi-pezzoli.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261022T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270402T235959
DTSTAMP:20261022T192518Z
CREATED:20261022T192501Z
LAST-MODIFIED:20261022T192518Z
UID:61929-1792627200-1806710399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Tesori. Il patrimonio della Biblioteca nazionale centrale di Roma (Roma)
DESCRIPTION:Il 14 marzo 1876 Roma\, capitale d’Italia da appena cinque anni\, apriva la sua grande Biblioteca nazionale\, destinata a rappresentare l’unità appena raggiunta. Per realizzare così celermente tale impresa\, i fondatori non partirono da zero: la soppressione delle corporazioni religiose del 1873 portò al Collegio Romano\, attorno alla Bibliotheca Major dei Gesuiti\, oltre 70 raccolte conventuali\, per circa trecentomila volumi. È questo il cuore antico dell’Istituto\, che oggi è una struttura dinamica e moderna\, in dialogo con le grandi biblioteche del mondo. \nIn quella stratificazione di secoli\, ricca di teologia\, diritto e liturgia\, è serbata la gran parte delle rarità e meraviglie qui esposte. Tuttavia\, la Biblioteca non ha mai smesso di crescere e scegliere\, trasformando il lascito del passato in un patrimonio vivo\, al servizio di studiosi\, studenti e cittadini. I direttori nel tempo ne hanno plasmato il volto con acquisti\, donazioni e coraggiose scelte: Domenico Gnoli\, che a fine Ottocento promosse la Collezione romana e quella della Grafica; Emidio Cerulli\, che negli anni Sessanta del Novecento immaginò un archivio della letteratura contemporanea. \nQuesta mostra racconta tutto ciò. Ogni opera esposta è un tesoro non solo per rarità o bellezza\, ma perché custodisce un frammento di questa storia: la storia di un monastero che conservò un codice\, di un direttore che intuì l’importanza di un acquisto\, di un collezionista che evitò una dispersione\, di uno scrittore che affidò le proprie carte a un’istituzione pubblica. \nLa mostra procede per nuclei\, a partire dai secoli più lontani: i codici altomedievali\, tra cui le Confessioni di sant’Agostino (VI secolo)\, il più antico e completo testimone dell’opera\, e i manoscritti miniati del Quattrocento\, che ci tramandano committenze principesche. Seguono i libri a stampa\, con la preziosa collezione di incunaboli\, la ricca sezione di edizioni aldine\, fino a esemplari di assoluta rarità come le prime edizioni delle opere di Giordano Bruno. Di forte valenza scientifica ed estetica sono le Collezioni Cartografiche\, della Grafica e la Romana: il Planisfero di Pareto del 1455\, l’Indicatore della Qibla con la prima rappresentazione nota dell’America in una mappa araba\, le vedute di Roma\, da Nolli a Liverani\, culminando con van Wittel. Le Collezioni Orientali e Africane raccontano un dialogo di culture che attraversa i continenti e il tempo; le legature storiche ricordano che il libro è anche oggetto d’arte. \nCon l’Ottocento troviamo Belli\, poeta della Roma popolare\, un Leopardi intimo e un singolare cimelio dannunziano; con il Novecento\, eccezionali documenti di Calvino\, Morante e Pasolini\, le cui carte hanno sede permanente a Spazi900\, primo museo della letteratura contemporanea in una biblioteca pubblica. \nTesori è un invito a condividere quanto ci è stato consegnato e abbiamo il dovere di trasmettere: una memoria comune in cui si riconosce la cultura nazionale\, nata da una pluralità di città\, corti\, monasteri e costumi\, e oggi patrimonio di tutti. Il nostro più prezioso tesoro.
URL:https://storiearcheostorie.com/event/mostra-tesori-il-patrimonio-della-biblioteca-nazionale-centrale-di-roma/
LOCATION:Biblioteca nazionale centrale di Roma\, Viale Castro Pretorio\, 105\, Roma\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/webp:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/mostra-tesori-roma.webp
END:VEVENT
END:VCALENDAR