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SUMMARY:#GEA2026 - Libarna: nuove prospettive di ricerca e valorizzazione (Serravalle Scrivia - AL)
DESCRIPTION:L’area archeologica di Libarna (Alessandria) guarda al futuro partendo dalla ricerca\, dalla valorizzazione e dal coinvolgimento del pubblico. Sabato 13 giugno\, in occasione delle Giornate Europee dell’Archeologia\, il sito di Serravalle Scrivia ospita l’incontro “Libarna: nuove prospettive di ricerca e valorizzazione”\, un appuntamento dedicato alle attività in corso e ai progetti che interessano una delle più importanti città romane del Piemonte. \nL’iniziativa\, in programma dalle 16 alle 18\, offre l’occasione per approfondire il lavoro che la Direzione regionale Musei nazionali Piemonte sta portando avanti per la tutela e la conoscenza del sito\, mettendo in dialogo ricerca archeologica\, divulgazione e attività educative. \nIntervengono Valentina Barberis\, direttrice dell’Area archeologica di Libarna e Valentina Faudino dei Servizi Educativi delle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte. \nL’incontro sarà accompagnato da una passeggiata archeologica e da laboratori educativi per famiglie nella città romana\, pensati per avvicinare pubblici diversi alla storia e all’organizzazione di Libarna\, importante centro urbano sviluppatosi lungo la via Postumia. Un percorso tra le testimonianze conservate dell’antica città che permette di leggere il sito attraverso le più recenti attività di studio e valorizzazione. \nL’appuntamento fa parte del ciclo “L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte”\, il progetto promosso dalle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte che porta il pubblico dentro attività e progetti che stanno trasformando musei e aree archeologiche in luoghi di ricerca\, sperimentazione e accessibilità. Il ciclo\, che coinvolge archeologi\, studiosi\, direttori e musei e professionisti del settore\, è curato da Elisa Lanza\, responsabile delle collezioni archeologiche delle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte. \n  \nInfo e modalità di accesso \nSabato 13 giugno 2026\, ore 16-18 \nArea archeologica di Libarna\, Serravalle Scrivia (AL) \nLibarna: nuove prospettive di ricerca e valorizzazione \nIntervengono: \nValentina Barberis\, direttrice dell’Area archeologica di Libarna \nValentina Faudino\, Servizi Educativi delle Residenze reali sabaude – Direzione regionale Musei nazionali Piemonte \nIngresso libero fino ad esaurimento posti
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SUMMARY:#GEA2026 - Gli eventi nelle Residenze sabaude e nei siti archeologici dei Musei nazionali del Piemonte
DESCRIPTION: L’archeologia racconta il passato\, ma continua a interrogare il presente attraverso la ricerca\, gli scavi e il lavoro quotidiano di tutela e valorizzazione del patrimonio. Dal 12 al 14 giugno tornano le Giornate Europee dell’Archeologia\, l’iniziativa coordinata dall’Inrap\, l’Istituto nazionale francese di ricerca archeologica preventiva. Per l’edizione 2026 le Residenze reali sabaude e i Musei nazionali Piemonte propongono un programma di appuntamenti che attraversa castelli\, abbazie e aree archeologiche del territorio\, offrendo al pubblico l’occasione di conoscere da vicino luoghi\, reperti e attività di ricerca che permettono di ricostruire la storia antica e medievale. \nAl Castello di Agliè\, venerdì 12 giugno alle 16.30\, il programma di visite tematiche Dietro le quinte. La quotidianità di chi si prende cura del Castello propone l’incontro Antichità e gusto per l’antico nella residenza estiva prediletta dalla Regina di Sardegna Maria Cristina di Borbone-Napoli. Con Elisa Lanza\, responsabile delle collezioni archeologiche del Castello\, i visitatori scopriranno reperti\, riproduzioni di sculture antiche e immagini ispirate al mondo classico che hanno contribuito a definire l’identità della residenza sabauda. \nSabato 13 giugno l’Area Archeologica di Augusta Bagiennorum sarà al centro dell’iniziativa Dallo scavo al museo\, realizzata in collaborazione con il Dipartimento di Studi Storici dell’Università di Torino e con il Comune di Bene Vagienna. Si parte alle 15 con la presentazione\, al Museo Archeologico di Bene Vagienna – MAB (Palazzo Lucerna di Rorà)\, da parte degli studenti in Archeologia dell’Università di Torino\, delle ricerche condotte negli ultimi tre anni sul sito romano alla scoperta delle tabernae (botteghe) dell’antica città romana di Augusta Bagiennorum. A seguire\, si potrà visitare il museo e sperimentare la ricostruzione olografica tridimensionale della basilica civile dell’antica città romana. Dalle 17.30 l’attività proseguirà nell’area archeologica\, in località Roncaglia\, con una visita agli scavi in corso. \nSempre sabato 13\, l’Area archeologica di Libarna ospiterà un nuovo appuntamento del ciclo L’archeologia si racconta nei Musei nazionali del Piemonte. Alle ore 16 la direttrice del sito\, Valentina Barberis\, accompagnerà il pubblico in una passeggiata dedicata alle più recenti attività di ricerca\, ai progetti di studio e alle strategie di valorizzazione dell’area. In contemporanea\, i Servizi educativi dei Musei nazionali del Piemonte e l’associazione Libarna Arteventi proporranno attività e laboratori interattivi e coinvolgenti dedicati alla scoperta del lavoro dell’archeologo e delle storie custodite dal sito. \n#GEA2026 – Libarna: nuove prospettive di ricerca e valorizzazione (Serravalle Scrivia – AL) \n \nDomenica 14 giugno\, dalle 15 alle 17\, l’Abbazia di Fruttuaria aprirà straordinariamente il percorso archeologico di visita che si sviluppa sotto l’attuale basilica settecentesca di San Benigno Canavese. Le visite guidate\, curate dai volontari dell’associazione Amici di Fruttuaria\, accompagneranno i partecipanti lungo un itinerario che ripercorre mille anni di storia dell’abbazia fondata da Guglielmo da Volpiano. \nNella stessa giornata\, l’Area archeologica di Industria offrirà due speciali passeggiate archeologiche\, alle ore 15.30 e alle 17\, dedicate alle novità emerse durante l’ultima campagna di scavo. La direttrice del sito guiderà il pubblico alla scoperta della città romana\, arricchendo il percorso con ricostruzioni in realtà aumentata che restituiscono l’aspetto originario dei principali edifici dell’antico centro urbano. In collaborazione con l’associazione Athena.  [LEGGI QUI l’articolo uscito su Storie & Archeostorie sulla rinascita del sito archeologico: https://storiearcheostorie.com/2026/02/19/citta-romana-industria-rinasce-alluvione-monteu-da-po/) \nSempre domenica 14 giugno\, alle 15.30\, al Castello di Racconigi si andrà Sulle tracce dell’antico: il fascino dell’archeologia al Castello di Racconigi con un itinerario dedicato al rapporto tra la cultura classica\, la committenza sabauda e gli artisti che contribuirono alla trasformazione della residenza. Per i più piccoli sono previste attività dedicate alla scoperta dell’archeologia attraverso il gioco e l’osservazione. \n  \nInfo \nCastello di Agliè \nBiglietti: intero 8 euro\, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni\, gratuito per minori di 18 anni\, persone con disabilità e accompagnatori\, possessori di Abbonamento Musei. Info e prenotazioni: 0124 330102 drm-pie.aglie@cultura.gov.it \nCastello di Racconigi \nBiglietti: intero 8 euro\, ridotto 2 euro dai 18 ai 25 anni\, gratuito per minori di 18 anni\, persone con disabilità e accompagnatori\, possessori di Abbonamento Musei. Info e prenotazioni: online su Musei Italiani\, drm-pie.racconigi.sed@cultura.gov.it \nAbbazia di Fruttuaria \nIngresso gratuito. Info: 335 7204648 info@abbaziadifruttuaria.com \nArea Archeologica di Industria \nIngresso gratuito. Info: 379 1592724 athena.as.culturale@gmail.com drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it \nArea Archeologica di Augusta Bagiennorum \nIngresso gratuito. Info: ufficiocultura@benevagienna.it drm-pie.comunicazione@cultura.gov.it \nArea Archeologica di Libarna \nIngresso gratuito. Info: info@scoprilibarna.it drm-pie.libarna@cultura.gov.it \n  \n  \nLeggi anche: \nMonteu da Po (Torino)\, la città romana di Industria rinasce dopo l’alluvione \n \n 
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SUMMARY:Presentazione | Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale (Torino)
DESCRIPTION:Il tempo coniato. Il Medagliere di Palazzo Madama nell’era digitale\nPresentazione del progetto di riordino\, studio e digitalizzazione del Medagliere del Museo Civico d’Arte Antica \nLunedì 8 giugno 2026 ore 17\nPalazzo Madama\, Sala Feste\nPiazza Castello\, Torino \nIl Medagliere di Palazzo Madama custodisce uno dei più importanti patrimoni numismatici pubblici italiani. Un autentico scrigno di storia composto da oltre 26.500 monete\, 6.700 medaglie e centinaia di sigilli\, gemme\, gettoni\, tessere\, pesi monetari\, placchette e altri manufatti che raccontano più di duemila anni di civiltà\, dall’Antichità all’età contemporanea. \n\nLe collezioni comprendono esemplari provenienti dal mondo greco e romano\, da Bisanzio\, dalle zecche longobarde e ostrogote\, dal Medioevo e dall’età moderna\, fino alle emissioni sabaude\, pontificie e di numerose zecche italiane ed europee\, oltre a oggetti provenienti da Thailandia\, Cina\, Argentina\, Cile e America del nord. Formatosi grazie a importanti donazioni e acquisizioni\, il Medagliere rappresenta oggi una fonte di straordinario valore per la ricerca storica e numismatica e costituisce una delle raccolte specialistiche più rilevanti a livello nazionale. \n \n\nNel corso dell’incontro sarà presentato il progetto di riordino\, studio e digitalizzazione delle collezioni\, avviato da Palazzo Madama con il sostegno dell’Associazione Amici della Fondazione Torino Musei. L’iniziativa si inserisce nel più ampio processo di trasformazione digitale del patrimonio culturale e ha l’obiettivo di rendere una raccolta in gran parte conservata nei depositi sempre più accessibile a studiosi\, ricercatori e pubblico. \n\nIl progetto prevede il completamento dell’inventariazione\, la realizzazione di un database digitale\, la digitalizzazione fotografica in alta definizione di circa 35.000 esemplari tra monete e medaglie e la promozione di nuove attività di ricerca e valorizzazione. Ad oggi sono già state censite e fotografate circa 6.000 monete appartenenti a venti zecche piemontesi\, restituendo alla comunità scientifica e al pubblico un patrimonio finora noto solo in parte. \nLa digitalizzazione consentirà non solo di preservare e documentare le collezioni\, ma anche di favorire nuove scoperte e approfondimenti. Tra le attività previste figurano inoltre collaborazioni con specialisti del settore e con il Dipartimento di Chimica dell’Università di Torino per l’applicazione di analisi diagnostiche non invasive\, capaci di offrire nuove informazioni sulla composizione e sulla storia degli esemplari conservati. \n\nL’incontro sarà l’occasione per raccontare come la tecnologia possa contribuire a custodire e rendere fruibile un patrimonio unico\, trasformando il Medagliere di Palazzo Madama in un laboratorio di ricerca\, conoscenza e divulgazione aperto al futuro. \nIngresso libero. \n\n\nIntervengono: \nTiziana Caserta\, Documentalista di Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica \nLuca Oddone\, Consulente numismatico
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SUMMARY:Simposio | 45th International Symposium on Archaeometry – ISA 2026 (Torino)
DESCRIPTION:Torino si prepara a diventare\, dal 18 al 22 maggio 2026\, il centro internazionale della ricerca scientifica applicata al patrimonio archeologico ospitando il 45th International Symposium on Archaeometry – ISA 2026\, il più importante evento mondiale dedicato all’archeometria. Il simposio è organizzato con cadenza biennale ogni volta in una diversa città del mondo\, e torna in Italia dopo quasi vent’anni dall’ultima edizione italiana. \nEsperti\, ricercatori\, dottorandi e studenti provenienti da tutti i continenti si confronteranno sui più recenti sviluppi scientifici nello studio dei reperti archeologici. Oltre agli archeologi\, infatti\, l’analisi del passato coinvolge numerose discipline scientifiche – dalla chimica alla fisica\, dalla biologia alle scienze della Terra\, fino all’informatica e alla matematica – che contribuiscono a interpretare e valorizzare le testimonianze materiali delle civiltà scomparse. \nL’insieme di queste attività interdisciplinari prende il nome di archeometria\, un ambito di ricerca che integra competenze scientifiche diverse per rispondere alle domande dell’archeologia: determinare l’età e la provenienza dei manufatti\, ricostruirne le tecnologie di produzione e l’uso\, individuare aree di interesse archeologico prima degli scavi\, studiare ambienti\, flora e fauna del passato e comprendere i movimenti e le migrazioni delle popolazioni antiche. \nGli archeometri – scienziate e scienziati provenienti da discipline scientifiche differenti – applicano metodologie avanzate allo studio dei materiali archeologici\, sviluppando competenze specifiche necessarie per analizzare reperti unici e spesso fragili\, mantenendo al tempo stesso l’approccio e gli strumenti propri delle rispettive discipline di origine. \nNel corso delle varie sessioni\, si presenteranno studi su tutti i materiali in tutte le epoche storiche. Tra le novità di questa edizione\, una sessione speciale sarà dedicata al ruolo dell’archeometria nei musei\, approfondendo il contributo della ricerca scientifica alla gestione e alla comunicazione del patrimonio culturale. \nLa scelta di Torino come sede di ISA 2026 riconosce una tradizione consolidata della città nell’ambito della tutela e della valorizzazione del patrimonio culturale. Il capoluogo piemontese rappresenta da tempo un punto di riferimento internazionale grazie ai suoi musei archeologici\, impegnati nel promuovere attività di ricerca e analisi scientifica sui reperti\, e alla presenza di importanti istituzioni accademiche e centri di ricerca. Diversi Dipartimenti dell’Università di Torino dispongono infatti di laboratori e personale specializzato che contribuiscono alla formazione delle nuove generazioni di ricercatrici e ricercatori nel campo dell’archeometria. \nSecondo la visione condivisa dagli enti organizzatori\, ISA 2026 non vuole essere soltanto un congresso specialistico\, ma anche un’occasione di dialogo con il territorio e con la cittadinanza. Il percorso di avvicinamento al simposio ha coinvolto il Primo Liceo Artistico per la progettazione del logo dell’evento e quattro incontri pubblici\, che si sono svolti tra marzo e aprile\, hanno accompagnato il pubblico attraverso i diversi aspetti dell’archeometria. \n\nIl punto d’arrivo del percorso saranno gli eventi che si svolgeranno durante il simposio e che saranno dedicati al pubblico: il laboratorio diffuso di archeometria “Oltre il visibile” (18 maggio dalle ore 20\, ingresso libero\, prenotazione consigliata) e l’ampia sessione poster che rende visibile la ricerca archeometrica presentata a ISA 2026 (19 – 22 maggio\, Musei Reali di Torino\, Corte d’Onore di Palazzo Reale\, ingresso libero\, prenotazione consigliata).  \n\nAltra iniziativa di rilievo per diffondere l’archeometria\, questa volta a livello mondiale\, ha riguardato il sostegno offerto a studiose e studiosi di aree geografiche solitamente poco rappresentate nella comunità archeometrica\, sostegno che è stato possibile grazie alla campagna di fundraising promossa dal Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale” e sostenuta da Intesa Sanpaolo. \nISA 2026 è organizzato da Università di Torino\, AIAr – Associazione Italiana di Archeometria\, CCR – Centro Conservazione Restauro “La Venaria Reale”\, INFN – Istituto Nazionale di Fisica Nucleare\, Museo Egizio e Musei Reali di Torino in collaborazione con lo Standing Committee internazionale di ISA con il contributo di Turismo Torino e Provincia Convention Bureau insieme a Camera di commercio di Torino. Ha ricevuto il sostegno di partner tecnici e scientifici e il patrocinio del Comune di Torino. \nCon ISA 2026\, Torino diventerà per una settimana il cuore pulsante dell’archeometria mondiale\, rafforzando il proprio ruolo come laboratorio internazionale di dialogo tra scienza\, cultura e società. \n  \nInfo: https://isa2026torino.it/
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SUMMARY:Visita tematica | Lunga vita a Jaquerio! (Sant’Antonio di Ranverso - TO)
DESCRIPTION:Viva Jaquerio! è una speciale visita per conoscere la vita\, il lavoro e la bottega d’artista di uno dei maggiori esponenti del gotico internazionale del Piemonte che a Ranverso ha lasciato proprio la sua firma e il suo più grande capolavoro. \nNato nel 1375 circa a Torino da una famiglia con una lunga tradizione nella pratica della pittura\, Giacomo Jaquerio vive la prima parte della sua vita tra continui spostamenti fra Torino\, Ginevra\, Thonon-les-Bains ed altre località d’oltralpe\, lavorando al servizio di Amedeo VIII di Savoia e ricevendo commesse da istituzioni religiose e da importanti casate nobiliari. Dal 1429 in poi abitò stabilmente a Torino. Della sua vasta produzione solo pochissime opere sono documentate. Il primo documento certo relativo a Jaquerio è la sua firma\, scoperta solo nel 1914 sugli affreschi dell’Abbazia di Sant’Antonio di Ranverso\, databili intorno al 1410\, epoca in cui l’artista doveva già essere a capo di un’ampia bottega. La Salita al Calvario è il suo capolavoro caratterizzato da toni marcatamente realistici di crudeltà e dolore che ne fanno un brano pittorico di grande tensione drammatica. \nINFORMAZIONI \nPrecettoria di Sant’Antonio di Ranverso \nLocalità Sant’Antonio di Ranverso\, Buttigliera Alta (TO) \nDomenica 22 marzo 2026\, ore 15 \nLunga vita a Jaquerio! \nCosto visita: 5 euro\, oltre il prezzo del biglietto \nBiglietti: intero 5 euro\, ridotto 4 euro \nHanno diritto alla riduzione: minori di 18 anni\, over 65\, gruppi min. 15 persone \nFino a 6 anni e possessori di Abbonamento Musei: biglietto ingresso gratuito \nÈ indispensabile la prenotazione entro il giorno precedente. \nInfo e prenotazioni (dal mercoledì alla domenica): \n011 6200603 ranverso@biglietteria. ordinemauriziano.it \nwww.ordinemauriziano.it \n  \n 
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SUMMARY:Mostra | Incontro con il capolavoro: Vermeer. Donna in blu che legge una lettera dal Rijksmuseum di Amsterdam (Torino)
DESCRIPTION:Interno giorno. Una giovane donna di profilo\, in abito da casa\, è intenta a leggere una lettera che stringe con entrambe le mani. Nella stanza si diffonde una luce fredda\, azzurrata\, forse filtrata da una finestra invisibile. Gli arredi sono essenziali: qualche sedia di legno scuro con borchie in ottone\, un tavolo coperto da un drappo\, sul quale sono appoggiate una collana di perle\, un foglio – forse un’altra lettera – e una cassetta aperta\, come se fosse appena stata rovistata. \nLa ragazza\, che porta i capelli raccolti\, sembra incinta\, come suggeriscono la morbida rotondità del ventre e la casacca blu – una beddejak\, una giacca da letto – chiusa da piccoli fiocchi dello stesso colore. \nAlle sue spalle\, il muro è in parte coperto da una grande cartina geografica. \nLa protagonista è completamente assorta nella lettura; l’osservatore è escluso da questa scena privata\, sospesa in un silenzio denso. Nulla viene rivelato\, tutto resta trattenuto: le domande si affacciano senza trovare risposta. Cosa contiene quella lettera? Chi l’ha scritta? E perché la giovane stringe il foglio con così tanta forza? \nCon l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera di Vermeer \, proveniente dal VermeerRijksmuseum di Amsterdam e visibile a Palazzo Madama dal 5 marzo al 29 giugno 2026\, prende avvio Incontro con il capolavoro\, un nuovo ciclo espositivo dedicato ai grandi protagonisti della storia dell’arte antica e moderna. Per la prima volta Torino accoglie un dipinto di : un’occasione straordinaria che offre al pubblico la possibilità di confrontarsi direttamente con uno dei vertici assoluti della pittura europea del Seicento. \nNon semplici “prestiti eccellenti”\, ma veri e propri progetti di approfondimento scientifico e culturale\, costruiti come dispositivi narrativi capaci di generare conoscenza\, stimolare il dialogo interdisciplinare e aprire nuove prospettive di lettura del patrimonio. \nL’esposizione propone una lettura di Vermeer e della sua opera non solo come maestro della luce e degli interni domestici\, ma come autore di una autentica “pittura mentale”\, esito di una rivoluzione ottica e concettuale che attraversa la cultura olandese del Seicento. \nIl fulcro visivo del dipinto è la macchia azzurra dell’abito della giovane\, che domina l’intera composizione con una forza silenziosa e magnetica. \nIl blu non è un semplice elemento cromatico\, ma un vero campo di energia visiva attorno al quale l’immagine si organizza. Vermeer lo ottiene utilizzando un pigmento raro e prezioso\, il lapislazzuli\, importato da regioni lontane attraverso le grandi rotte commerciali che collegavano l’Europa all’Asia. Una scelta che implica non solo un investimento economico rilevante\, ma anche una profonda consapevolezza del valore percettivo del colore: il blu assorbe la luce e la restituisce in modo diffuso\, creando un effetto di espansione che avvolge la figura. \nAnche lo sfondo racconta di commerci\, scoperte ed esplorazioni\, evocando il Secolo d’oro olandese: sulla parete chiara alle spalle della giovane – quasi una finestra disegnata sul mondo esterno e sui possedimenti del regno – è appesa una carta geografica dell’Olanda e della Frisia occidentale\, riconoscibile in quella stampata nel 1621 da Willem Janszoon Blaeu su disegno di Balthasar Florisz van Beckernrode. \nLa Delft della seconda metà del XVII secolo non è soltanto una prospera cittadina della Repubblica delle Province Unite\, ma un vero laboratorio culturale in cui si intrecciano libertà religiosa\, spirito mercantile e innovazione tecnica. Le botteghe degli artigiani dialogano con gli studi dei cartografi\, le case dei mercanti ospitano strumenti scientifici e collezioni di oggetti rari; nelle osterie si discute degli ultimi progressi nella costruzione di lenti. \nÈ in questo contesto fertile e dinamico che si forma lo sguardo di Vermeer\, mai isolato dal suo tempo. La presenza di Antonie van Leeuwenhoek e la vicinanza ideale al pensiero di Spinoza disegnano un triangolo simbolico che restituisce la complessità dell’orizzonte intellettuale in cui l’artista opera. \nAttraverso l’accostamento con una selezione di opere delle collezioni di Palazzo Madama – incisioni\, arredi\, ceramiche – l’esposizione della Donna in blu che legge una lettera offre l’opportunità di approfondire alcune delle tematiche centrali del dipinto: la dimensione intimista e molto femminile della scena\, di sorprendente modernità; la poetica della sottrazione\, che genera attesa e concentrazione; l’osservazione delle molteplici tonalità di blu che costruiscono l’alternanza di ombre e luci; il ruolo delle mappe del Secolo d’oro olandese e delle corrispondenti sabaude\, spesso edite dagli stessi geografi olandesi della famiglia Blaeu\, che permettono di ripercorrere i le tappe fondamentali della storia della cartografia\, dalle prime carte nautiche agli atlanti stampati in Olanda nel XVIII secolo. \nL’allestimento del dipinto\, concepito come uno spazio di studio e approfondimento\, è accompagnato da pannelli tematici dedicati alla storia dell’Olanda\, alla pittura olandese e alla sua capacità di rappresentare il reale\, all’uso della camera obscura e alle leggi della prospettiva\, alla composizione dei colori\, ai traffici commerciali e alla Compagnia delle Indie\, fino alla fortuna di Vermeer nel corso dei secoli. \nL’allestimento è provvisto di una tavola con riproduzione del dipinto in alta definizione e disegno in rilievo: tramite tre Qrcode è possibile accedere a una descrizione audio in lingua italiana e inglese e a una descrizione in LIS Lingua dei Segni Italiana con sottotitolazione. Questi strumenti sono stati realizzati da Tactile Vision Lab e dall’Istituto dei Sordi di Torino in collaborazione con Unione Italiana Ciechi e Ipovedenti sezione di Torino. \nLe sezioni in cui è suddivisa la mostra sono fruibili attraverso una lettura audio in lingua italiana scaricabile gratuitamente all’inizio del percorso. In sala è inoltre disponibile una stampa dei testi in mostra in caratteri ingranditi e ad alta leggibilità in lingua italiana e inglese. \nA completamento della mostra\, sarà pubblicato un catalogo edito da Silvana Editoriale\, con contributi dei curatori. \nIngresso incluso nel biglietto delle collezioni permanenti.
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LOCATION:Palazzo Madama – Torino\, Piazza Castello\, Torino\, Italy
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