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SUMMARY:Ciclo di conferenze | Costruire il futuro: i cantieri di Villa Giulia (Roma)
DESCRIPTION:Un cantiere in corso può trasformarsi in una straordinaria occasione di conoscenza\, in un laboratorio di ricerca e di scoperta che anticipa cambiamenti\, sfide e prospettive future. Dal 9 aprile 2026 il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia presenta un ciclo di conferenze a cura della direttrice Luana Toniolo che racconta i grandi progetti in corso di realizzazione nelle sedi di Villa Giulia e Villa Poniatowski.\n\nDal cantiere delle ex Concerie Riganti presso Villa Poniatowski\, ai monumentali restauri di Villa Giulia\, dai nuovi allestimenti museali\, dove la narrazione delle collezioni incontrerà innovative forme di lettura\, fino alla straordinaria raccolta di Ori Castellani\, al memorabile restauro del sarcofago degli Sposi\, per concludere con la riqualificazione di Villa Poniatowski.\nSei incontri\, un giovedì al mese\, in collaborazione con i progettisti e i direttori dei lavori\, per raccontare i progetti in corso e la Villa Giulia del prossimo anno.\nDa questa stagione di grandi interventi il Museo è proiettato verso un futuro di trasformazioni: non si tratta solo di cambiamenti strutturali\, ma di una nuova visione culturale del Museo che si prepara a diventare il centro di nuovi spazi culturali nel cuore della città di Roma.\n\nIl 9 aprile si parte così con la narrazione del grande progetto di riqualificazione delle ex Concerie Riganti. Un’area mai aperta al pubblico e ora finalmente al centro di uno straordinario recupero. Il cantiere in corso trasformerà in modo significativo l’immagine di Villa Giulia e il suo rapporto con la città: da questo intervento nascerà una nuova area espositiva di 1000 metri quadrati che consentirà finalmente di valorizzare e rendere accessibili al pubblico i materiali oggi conservati nei depositi e che non trovano spazio nella sede espositiva centrale del Museo.\nOltre a questo verrà realizzato un auditorium\, un ristorante\, una terrazza panoramica\, un’area dedicata alle mostre temporanee\, spazi pensati come luoghi di incontro\, di dialogo e di vita culturale.\n\n“Raccontare al pubblico cosa si svolge dentro il museo e i lavori in corso è un nostro dovere come istituzione”\, afferma la direttrice del Museo\, Luana Toniolo. “E’ una responsabilità verso tutti\, in quanto custodiamo un patrimonio culturale che appartiene ad ognuno di noi. Vogliamo condividere in totale trasparenza le azioni che abbiamo intrapreso e queste conferenze racconteranno dalla viva voce di chi lavora quotidianamente nei cantieri\, dal Progettista al direttore dei lavori\, il perché di questi interventi\, che sono parte della visione di un museo che cresce sempre di più\, arricchendosi anche di edifici mai aperti al pubblico prima”.\nInsomma\, sfide ambiziose per il futuro del Museo che abbiamo deciso di anticipare al pubblico con questi incontri gratuiti e aperti alla cittadinanza.\n\nCALENDARIO CONFERENZE\nSala della Fortuna – Ore 17.00\n9 Aprile.\nIl Museo Etrusco cresce: il progetto di riqualificazione delle Concerie Riganti\n14 maggio.\nIl Rinascimento ritrovato. Il cantiere di restauro di Villa Giulia\n4 giugno.\nRipensare il Museo. Il nuovo racconto di Villa Giulia\n17 settembre.\nOreficeria Archeologica Italiana: il nuovo allestimento della collezione Castellani\n8 ottobre.\nNel segno del tempo: il sarcofago degli sposi fra analisi e cura\n12 novembre.\nDall’Egitto all’India: progetti per il recupero e la rifunzionalizzazione di Villa Poniatowski.\n\nIngresso gratuito in sala fortuna\, prenotazione all’indirizzo mail: mn-etru.comunicazione@cultura.gov.it
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SUMMARY:Mostra | Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee (Civitavecchia - RM)
DESCRIPTION:“Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee”\nvenerdì 29 maggio 2026 alle ore 17.30\, presso il Museo archeologico nazionale di Civitavecchia. \nLa mostra che proseguirà fino al 29 novembre 2026\, presenta una straordinaria urna etrusca in terracotta\, realizzata a Cerveteri alla fine del VI secolo a.C.\, con la raffigurazione della prothesis\, ossia l’esposizione del corpo dopo la morte\, tema di origine greca arrivato in Etruria. \nL’opera\, recuperata grazie a un’operazione della Guardia di Finanza e successivamente restaurata e studiata\, rappresenta uno dei reperti più significativi del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia.\nIl confronto con una selezione di urne contemporanee dell’artista Massimo Luccioli propone una riflessione sulla continuità dei simboli funerari e sul dialogo tra antico e presente. \nIl percorso espositivo sarà accompagnato da un video immersivo e da un catalogo divulgativo edito da Antiqua Res. L’esposizione inaugurerà il terzo piano del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia\, dove saranno presentati i reperti rinvenuti dai sequestri\, già appartenenti al Museo Civico\, oggi confluiti nella collezione statale. \nInterventi: \nElisabetta Scungio: Direttrice regionale dei Musei nazionali del Lazio; \nLara Anniboletti: Direttrice del Museo archeologico nazionale di Civitavecchia e dell’Area archeologica delle Terme Taurine; \nMaria Antonietta Rizzo: Comitato Scientifico della Direzione regionale Musei nazionali Lazio; \nAlessandro Mandolesi: Curatore della mostra; \nMartina Corgnati: Storica dell’arte dell’Accademia di Brera; \nMassimo Luccioli: Artista contemporaneo. \nAlla mostra è associato un ciclo di conferenze tematiche con interventi di studiosi e specialisti\, dedicato ai contenuti storico-archeologici e al nuovo allestimento del museo\, che inizierà il 5 giugno. \nAl termine dell’incontro seguirà un brindisi inaugurale\, accompagnato da un momento conviviale.\nL’ingresso è libero e senza obbligo di prenotazione. \n  \nCalendario estivo delle conferenze \nVenerdì 5 giugno 2026\, ore 17.30 \nPresentazione del catalogo della mostra Il corpo che resta: la prothesis nell’urna etrusca di Civitavecchia e le risonanze contemporanee\, Volume n. 4 dei Quaderni del Museo\, a cura di Lara Anniboletti e Alessandro Mandolesi \nVenerdì 19 giugno 2026\, ore 17.30 \nIfke van Kampen Il Maestro di Civitavecchia nel mondo. Da dove vengono le sfingi e dove vanno \nVenerdì 26 giugno 2026\, ore 17.30 \nCarlo Alberto Falzetti\, Sandro Scotti\, Maria Rosa Lucidi Le donazioni dell’Associazione Centumcellae 1913 al Museo archeologico nazionale di Civitavecchia \n 
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SUMMARY:Mostra | Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri (Cerveteri - RM)
DESCRIPTION:Dal 4 giugno al 31 ottobre 2026\, presso il Museo Archeologico Nazionale Cerite di Cerveteri sarà aperta al pubblico la mostra “Veder greco in Etruria. Le idrie di Cerveteri”. Curata dal Direttore Dott. Vincenzo Bellelli e dal Dott. Patrizio Fileri\, l’iniziativa coinvolgerà prestigiosi partner nazionali e internazionali\, quali il Louvre\, il British Museum\, i Musei Vaticani\, il Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia e i Musei Capitolini\, cui si aggiungono numerosi altri prestatori italiani. \nLa mostra esalterà il ruolo internazionale di Cerveteri in età arcaica e il suo rapporto speciale con il mondo greco-orientale\, attraverso l’esposizione di una ampia varietà di ceramiche di importazione ionica e di opere che ne dimostrano l’influsso sulla produzione locale. Esempi significativi di questi contatti si ritrovano tanto nella pittura vascolare che nelle terrecotte decorative impiegate nell’architettura\, produzioni di cui Cerveteri\, nella seconda metà del VI secolo a.C. risulta protagonista assoluta\, sia in quanto centro di importazione privilegiato\, che come centro di incubazione e sviluppo di nuove tendenze artistiche. \n  \nL’iniziativa promossa dal PACT si svolge con il patrocinio della Regione Lazio\, del Comune di Cerveteri\, dell’Accademia Nazionale dei Lincei e dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici. \nOrari: Dal martedì alla domenica dalle 9 alle 19.30. Chiuso il lunedì.\nBiglietti: Alle tariffe ordinarie\, sarà aggiunto un sovrapprezzo di 2 euro per visitare la mostra.
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SUMMARY:Mostra | Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico (Roma)
DESCRIPTION:Dal 12 giugno al 18 ottobre 2026 il Parco archeologico del Colosseo ospita nel sito dell’Anfiteatro Flavio la mostra Troia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\, una prima assoluta nel panorama espositivo internazionale che nasce dalla felice collaborazione culturale tra Italia e Türkiye. Mai prima d’ora\, infatti\, è stato dedicato un evento espositivo sui nessi storici e mitologici che legano le due città\, tra le principali della grande e plurale civiltà gravitante sul Mediterraneo antico.\nPromossa dal Dipartimento per la Valorizzazione del Patrimonio Culturale del Ministero della Cultura italiano e dalla Direzione Generale dei Beni Culturali e dei Musei del Ministero della Cultura e del Turismo turco nell’ambito delle linee di azione del Piano Mattei per l’Africa e il Mediterraneo\, la mostra rappresenta un’importante iniziativa di diplomazia culturale finalizzata a consolidare i rapporti tra i due Paesi\, valorizzando il patrimonio storico e archeologico quale strumento di dialogo\, sviluppo sostenibile e crescita sociale\, civile ed economica. \nLa mostra\, curata da Alfonsina Russo\, Roberta Alteri\, Alessio De Cristofaro\, Massimo Cultraro\, Bulent Gönültaş\, Mehtap Ateş\, Deniz Doğu Yöndem\, Rüstem Aslan\, offre al grande pubblico un racconto organico e scientificamente aggiornato delle vicende culturali e storiche di Troia e Roma\, riannodando idealmente i fili del mito\, della leggenda e della realtà storica in una narrazione unitaria che abbraccia circa tre millenni di civiltà anatolica e italica.\nIl percorso è introdotto\, già al primo ordine del Colosseo\, da una replica monumentale del Cavallo di Troia\, mentre nello spazio espositivo vero e proprio\, allestito al secondo ordine del Colosseo\, sono presentati oltre 300 reperti\, provenienti da alcuni dei principali musei italiani e da Troia: in particolare\, sono più di duecento le opere in prestito da diciannove musei turchi e\, tra queste\, il nucleo più significativo comprende reperti mai esposti prima in Italia.\nI visitatori potranno ammirare pertanto eccezionali testimonianze riferibili alle due civiltà\, a partire dalla straordinaria tavoletta in argilla incisa in caratteri cuneiformi rinvenuta nel sito archeologico dell’antica capitale ittita Hattuša\, che registra il trattato formale tra il re Mutawalli II e il sovrano Alaksandu di Walusa\, offrendo la prova che collega la leggendaria città di (W)Ilios dei poemi omerici con la Wilusa menzionata dai testi ittiti e\, quindi\, alla realtà storica della tarda età del bronzo. All’orizzonte tra Neolitico Recente ed Eneolitico rimanda la statuetta di Dea Madre in marmo rinvenuta nella necropoli di Porto Ferro (Alghero). Si datano tra il 2500 il 2250 a.C. le oreficerie in filigrana e granulazione rinvenute a Troia da Heinrich Schliemann.\nSono in mostra anche alcuni corredi della necropoli di Santa Palomba a Roma\, identificata dagli studiosi come il luogo di sepoltura delle aristocrazie latine dell’Età del Ferro\, mentre proviene da Castro (Lecce) la statuetta in bronzo di Atena Iliaca\, la cui cronologia si colloca tra fine V e IV secolo a.C.\, ed alcuni oggetti preziosi appartenenti al tesoro della dea. Il rilievo di fontana con cinghialessa allattante i cuccioli da Palestrina testimonia il mito dell’età dell’oro e del ritorno alle origini troiano-romulee promosso da Augusto. \n  \nTroia e Roma. Miti\, leggende\, storie del Mediterraneo antico\nRoma\, Parco archeologico del Colosseo\nAnfiteatro Flavio\n12 giugno – 18 ottobre 2026
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SUMMARY:Mostra | Il barocco italiano a Dresda. Disegni architettonici dal Landesamt für Denkmalpflege Sachsen (Roma)
DESCRIPTION:Il Museo Napoleonico ospita\, dal 25 settembre 2026 al 10 gennaio 2027\, Il barocco italiano a Dresda\, un nucleo di disegni e bozzetti realizzati da artisti italiani e sassoni\, presenti nella raccolta scientifica del Landesamt für Denkmalpflege Sachsen. \n\nLa mostra\, curata dall’Landesamt für Denkmalpflege Sachsen\, è promossa da Roma Capitale\, Assessorato alla Cultura e al Coordinamento delle iniziative riconducibili alla Giornata della Memoria\, Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e organizzata dal Landesamt für Denkmalpflege Sachsen con il sostegno del Ministero delle Infrastrutture e dello Sviluppo Territoriale della Sassonia. Servizi museali a cura di Zètema Progetto Cultura. \n\nAlla metà del XVIII secolo Dresda – la capitale della Sassonia diventata famosa come la “Firenze sull’Elba” per la ricchezza dei suoi tesori artistici – divenne uno dei principali centri della cultura italiana a nord delle Alpi\, sotto il regno del principe elettore Friedrich August II (re di Polonia con il nome di August III)\, e della consorte Maria Giuseppa. Appassionati dell’Italia e dell’“opera seria”\, i reali non si limitarono a collezionare capolavori della pittura italiana\, come quelli di Raffaello\, Correggio\, Giorgione o Tiziano\, ma attrassero a Dresda numerosi maestri del Bel Paese\, tra compositori\, cantanti\, strumentisti\, poeti\, scenografi e architetti teatrali. \nL’intensa vita culturale alla corte cattolica\, nella diaspora della Sassonia protestante\, fu promossa in modo determinante anche dai gesuiti italiani. Simbolo di questa stagione della Controriforma è la cattedrale della Santissima Trinità\, inaugurata nel 1751 su progetto dell’architetto italiano Gaetano Chiaveri e considerata “l’edificio più romano a nord delle Alpi”. Nonostante i danni subiti nel 1945\, il monumento caratterizza ancora oggi il panorama urbano di Dresda\, mentre molti degli artisti e degli artigiani italiani che hanno contribuito alla sua realizzazione hanno lasciato la loro impronta anche in altre località attorno a Dresda e in Sassonia. \nLa corte di August III attirò inoltre pittori\, stuccatori\, musicisti\, ballerini e imprenditori teatrali provenienti dall’Italia\, attirati dallo splendore dell’“Età Augustea”. Tra questi spicca il pittore di corte Bernardo Bellotto detto Canaletto\, originario di Venezia\, le cui magnifiche vedute tramandano in modo unico l’aspetto della città di quel tempo. Parallelamente\, studiosi\, pittori e architetti di Dresda intrapresero viaggi di studio nel Sud\, anche di lunga durata\, riportando in patria le loro impressioni. \nIl percorso espositivo attinge alla raccolta scientifica del Landesamt für Denkmalpflege Sachsen\, che conserva numerose testimonianze di questi scambi culturali\, tra cui capolavori del disegno architettonico europeo del XVIII secolo. La mostra propone una selezione di disegni e bozzetti architettonici\, offrendo uno spaccato di quell’epoca straordinariamente feconda sotto l’aspetto culturale\, alla quale Dresda deve in primo luogo la sua fama\, che perdura ancora oggi\, di città dell’arte e della musica. \n\nMentre a Dresda è in corso un’ampia retrospettiva dedicata ai dipinti di Correggio provenienti dall’Italia\, contemporaneamente a Roma vengono esposti disegni architettonici originali del XVIII secolo provenienti da Dresda. Tra questi figurano opere realizzate proprio a Roma trecento anni fa. \n\nLa mostra è articolata in quattro sale. Nella prima sala\, intitolata “Roma come modello”\, oltre a una presentazione della città di Dresda\, sono esposti sei disegni di dettagli interni delle chiese romane di Sant’Ivo alla Sapienza\, San Carlo alle Quattro Fontane e Ss. Trinità dei Monti\, nonché della Villa Albani. Altri due fogli\, particolarmente imponenti\, sono opera del futuro capo architetto sassone Julius Heinrich Schwarze\, che a Roma copiò il famoso progetto di una chiesa a cupola di Filippo Juvarra e lo traspose a Dresda in un proprio progetto di chiesa. \nLa seconda sala è dedicata alla costruzione della nuova chiesa cattolica di corte a Dresda\, progettata e realizzata dall’architetto romano Gaetano Chiaveri. Oltre a otto fogli di Chiaveri e di altri architetti coinvolti nel progetto\, l’opera principale della sala è il disegno a colori dell’altare dell’Annunciazione in Sant’Ignazio\, realizzato dalla cerchia di Anton Raphael Mengs\, che doveva fungere da modello per un altare a Dresda. \nAnche la terza sala è dedicata a Gaetano Chiaveri. Un totale di dieci disegni\, in parte di formati straordinariamente grandi\, rappresentano progetti per un nuovo palazzo reale per il principe elettore di Sassonia a Dresda. \nLa quarta sala\, infine\, è intitolata “Gli italiani a Dresda”. Per la realizzazione degli edifici erano stati chiamati a Dresda numerosi artigiani e artisti italiani. I dodici disegni in totale mostrano i loro progetti per l’architettura e le decorazioni artistiche\, ma anche le loro condizioni di vita in città. Particolarmente degni di nota sono i progetti di Giuseppe Galli Bibiena per la decorazione del soffitto della chiesa cattolica di corte e\, come pezzo forte\, un progetto di Giovanni Antonio Pellegrini per le sue decorazioni pittoriche nello Zwinger di Dresda\, considerato il più grande disegno conosciuto del maestro. \n\nAlcune delle opere esposte tornano così\, per la prima volta dopo quasi trecento anni\, nel luogo in cui furono realizzate. \n  \nImmagine: Gaetano Chiaveri (Roma 1689–1770 Foligno)\, Progetto ideale di un castello per la Sassonia\, probabilmente 1736/37 © Landesamt für Denkmalpflege Sachsen\, il fotografo Sven Pank (Ente regionale per la tutela dei beni culturali della Sassonia)
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