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SUMMARY:Mostra | In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In viaggio nel Regno delle Ombre. Capolavori della pittura etrusca fra Tarquinia e Orvieto\na cura di Vincenzo Bellelli e Maria Cristina Tomassetti\n10 luglio – 15 novembre 2026 \nCon l’intento di valorizzare il patrimonio delle tombe dipinte di Tarquinia e di Orvieto mettendone in luce le caratteristiche specifiche e approfondendo lo studio dei rapporti che legavano in antico due delle più importanti metropoli etrusche\, la mostra origina dalla volontà dei Musei nazionali delle stesse città di fare sistema\, attraverso una collaborazione istituzionale che renda fruibili le tombe Golini durante il periodo di riallestimento del MANOR\, quando avrebbero dovuto essere ricoverate in un deposito temporaneo e sottratte alla fruizione per diversi mesi. \nL’occasione permette di approfondire aspetti ancora poco noti del fenomeno della pittura parietale etrusca in epoca tardoclassica ed ellenistica\, anche con l’esposizione della tomba Bruschi per la prima volta rimontata nel museo di Tarquinia\, gettando nuova luce sui rapporti tra i due centri e valorizzando allo stesso tempo i luoghi della cultura del Parco archeologico di Cerveteri e Tarquinia e della Direzione regionale Musei nazionali dell’Umbria. \nOspitare a Tarquinia le tombe Golini consente inoltre di approfondire e comunicare al pubblico gli aspetti che riguardano la conservazione dei dipinti\, tematica trattata attraverso specifici apparati multimediali nella Sala delle Tombe Dipinte di recente sottoposta a un suggestivo riallestimento allo stesso secondo piano del museo. \nINAUGURAZIONE\nGiovedì 9 luglio 2026\, ore 17.30\nMuseo archeologico nazionale di Tarquinia – Palazzo Vitelleschi – Piazza Cavour\, 1A – 01016 Tarquinia (VT)
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SUMMARY:Conferenza | Venti “cold cases” di migliaia di anni fa. Identità\, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia (Tarquinia - VT)
DESCRIPTION:In più di 40 anni di ricerche e scavi sulla Civita di Tarquinia\, l’Università degli Studi di Milano ha rinvenuto 20 individui sepolti nell’area sacra del ‘complesso monumentale’. Chi erano queste persone? Perché furono sepolte proprio nel cuore della città etrusca\, all’interno di un’area sacra\, secondo modalità diverse da quelle normalmente riservate ai defunti dell’epoca? E quale significato poteva avere la loro presenza per la comunità dell’antica Tarchna? \nSono alcune delle domande al centro dell’incontro Venti “cold cases” di migliaia di anni fa. Identità\, violenza e inumazioni atipiche dell’area sacra del ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia”\, in programma sabato 17 ottobre alle ore 17.30 nella Sala conferenze dell’Università Agraria di Tarquinia\, al secondo piano di Palazzo Vipereschi\, in via Garibaldi 17.\nA raccontare al pubblico le ricerche in corso sarà Matilde Marzullo\, responsabile del cantiere di scavo al ‘complesso monumentale’ e professore aggiunto di Etruscologia all’Università degli Studi di Milano. \nIL ‘COMPLESSO MONUMENTALE’ DELLA CIVITA\nIl ‘complesso monumentale’ è uno dei luoghi chiave del Pianoro della Civita di Tarquinia per\ncomprendere le origini e la storia dell’intera città etrusca. Le ricerche dell’Università degli Studi di\nMilano\, iniziate qui nel 1982\, hanno documentato una frequentazione dell’area già a partire dal X\nsecolo a.C.\, quando attorno a una cavità naturale si sviluppò uno dei primi nuclei di aggregazione\ndella comunità tarquiniese.\nNel corso dei secoli l’area venne progressivamente strutturata e monumentalizzata\, assumendo una\nforte connotazione sacra e mantenendo a lungo una funzione centrale nella vita della comunità. Le\nnumerose attività rituali e le deposizioni individuate dagli scavi testimoniano infatti il ruolo del\n‘complesso’ come luogo di aggregazione e di memoria\, nel quale la comunità continuò a lasciare\ntraccia di sé nel corso dei secoli.\nÈ all’interno di questo spazio\, centrale per la storia e l’identità della comunità tarquiniese\, che sono\nstate individuate le venti inumazioni al centro della ricerca presentata durante l’incontro. \nVENTI STORIE ANCORA DA RICOSTRUIRE\nLa conferenza\, organizzata dall’Università Agraria di Tarquinia\, sarà dedicata ai risultati ottenuti\nsullo studio di sei dei venti individui rinvenuti nell’area sacra. Tali ricerche procedono nell’ambito\ndi Science@Tarquinia\, progetto internazionale sviluppato in collaborazione con la University of\nCambridge (Simon Stoddart)\, all’interno del Centro di Ricerca Coordinata “Progetto Tarquinia”\ndell’Università degli Studi di Milano\, diretto da Giovanna Bagnasco Gianni. \nAttraverso l’integrazione dello studio archeologico con analisi osteologiche\, isotopiche\, radiocarboniche e genetiche\, gli studiosi hanno cercato di ricostruire alcuni frammenti delle storie e delle vicende personali di queste persone.\nChi erano? Da dove venivano? Che vita avevano condotto? Che cosa era accaduto loro? E soprattutto\, perché proprio loro furono scelti per essere sepolti in quel luogo?\nI risultati della ricerca\, pubblicati sulla rivista Nature Scientific Reports\, sono il punto di partenza\ndelle considerazioni presentate nel corso dell’incontro. Un’indagine che\, partendo dai resti individuati sullo scavo\, apre interrogativi più ampi sulle persone\, sulle pratiche e sui significati che hanno\nattraversato questo spazio sacro nel corso dei secoli. \nRICERCA E VALORIZZAZIONE DEL TERRITORIO\nLa conferenza si inserisce nelle attività del Progetto Tarquinia dell’Università degli Studi di Milano\, che da oltre quarant’anni conduce attività di ricerca\, scavo e diffusione dei risultati\, collaborando con le Istituzioni e gli Enti locali\, in un rapporto con il territorio che nel tempo è diventato\nsempre più stretto.\nLa conoscenza del patrimonio archeologico passa infatti anche dalla sua condivisione con la comunità: raccontare ciò che emerge dagli scavi significa restituire al territorio una parte della sua storia\ne contribuire alla conoscenza e alla valorizzazione di una eredità che continua a offrire nuove possibilità di ricerca.\nIn questo rapporto si inserisce il ruolo dell’Università Agraria di Tarquinia\, che rappresenta la\ncollettività tarquiniese nell’amministrazione delle terre del demanio civico\, tra cui rientrano i terreni\ndel Pianoro della Civita. L’ente ha garantito nel corso degli anni la propria collaborazione alle attività del Progetto Tarquinia\, accompagnando il lavoro dell’Università degli Studi di Milano. Il presidente Alberto Riglietti e l’assessore delegato alle aree archeologiche Claudia Rossi hanno dato continuità a questo impegno\, sostenendo e accompagnando il rapporto dell’Università Agraria\ncon il Progetto Tarquinia e le attività di ricerca e valorizzazione della Civita. La conferenza del 17\nottobre\, ospitata nella Sala Conferenze di Palazzo Vipereschi\, sede storica dell’Università Agraria\, rappresenta così un ulteriore momento di incontro tra ricerca archeologica\, comunità e valorizzazione del patrimonio culturale. \n  \nLA RELATRICE\nMatilde Marzullo partecipa dal 2009 al “Progetto Tarquinia” ed è oggi responsabile del cantiere di\nscavo al ‘complesso monumentale’ e professore aggiunto di Etruscologia presso l’Università degli\nStudi di Milano. È membro corrispondente dell’Istituto Nazionale di Studi Etruschi ed Italici e si\noccupa della ricostruzione del profilo storico della città antica e della necropoli. Tra i suoi principali\nambiti di ricerca figurano la pittura funeraria tarquiniese\, l’analisi territoriale dell’abitato e della necropoli e la cartografia archeologica della Civita e del territorio di Tarquinia. \n  \nINFORMAZIONI E CONTATTI\nSabato 17 ottobre 2026\, ore 17.30\nSala conferenze dell’Università Agraria di Tarquinia\nPalazzo Vipereschi\, secondo piano – via Garibaldi 17\, Tarquinia\nTel. 0766 856016\nEmail ufficiourp@agrariatarquinia.it\nIngresso libero. \n  \nFoto: Contesto di seppellimento di una donna (individuo 14) rinvenuta al ‘complesso monumentale’ della Civita di Tarquinia (archivio Progetto Tarquinia\, Università degli Studi di Milano) \n 
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