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SUMMARY:Mostra | Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria (Cetona - SI)
DESCRIPTION:Dal 7 marzo al 4 ottobre 2026 il Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona ospita Etruscomix. Un viaggio tra segno e memoria\, una mostra che mette in dialogo l’antica civiltà etrusca e il linguaggio del fumetto contemporaneo. L’esposizione si inserisce nel programma delle celebrazioni per i quarant’anni del Progetto Etruschi del 1985\, promosse dalla Regione Toscana. \nInaugurazione sabato 7 marzo 2026 alle ore 11. \nLa mostra prende origine dal progetto “Etruscomix. L’Etruria in Fumetti”\, nato nel 2009 dalla collaborazione tra la Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Etruria Meridionale e Napoli COMICON. All’epoca la mostra\, ospitata al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia a Roma\, rappresentò un esperimento pionieristico: mettere in dialogo i reperti di una civiltà antica con il linguaggio visivo del fumetto. \nPer l’occasione COMICON coinvolse una generazione di giovani autori — oggi affermati nel panorama internazionale — tra cui Francesco Cattani\, Marino Neri\, Paolo Parisi\, Michele Petrucci\, Alessandro Rak e Claudio Stassi\, con il contributo del maestro Milo Manara. Gli artisti furono invitati a immergersi nei luoghi simbolo della civiltà etrusca\, dalle necropoli di Cerveteri e Tarquinia ai paesaggi dell’Etruria\, per restituire attraverso il disegno suggestioni\, storie e visioni capaci di evocare il mondo quotidiano e rituale di questo antico popolo. \nOggi questo progetto viene riproposto con uno sguardo rinnovato e un nuovo allestimento\, trovando nel Museo Civico per la Preistoria del Monte Cetona un contesto particolarmente significativo. Il museo custodisce infatti testimonianze fondamentali del popolamento umano nel territorio\, dal Paleolitico all’Età del Bronzo\, offrendo uno scenario ideale per riflettere sulle radici profonde della presenza umana in queste terre.
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SUMMARY:Mostra | Abitare il Rinascimento. Arredi domestici a Siena dal XV secolo all’epoca della Maniera (Siena)
DESCRIPTION:E se il Rinascimento non fosse fatto solo di dipinti e palazzi\, ma di camere da letto\, cassoni decorati e storie da vivere ogni giorno? La mostra “Abitare il Rinascimento”\, ospitata a Palazzo delle Papesse\, invita il visitatore a entrare letteralmente dentro la vita delle dimore nobiliari tra XV e XVI secolo\, ricostruendo il mondo dell’arte domestica senese attraverso oltre ottanta opere. \nNella storica residenza rinascimentale appartenuta a Caterina Piccolomini\, sorella di Papa Pio II\, prende forma un racconto che restituisce centralità agli arredi e agli oggetti della quotidianità aristocratica\, espressione di una cultura figurativa che univa funzione\, racconto e rappresentazione sociale. \nProdotta da Opera Laboratori con la Fondazione Monte dei Paschi di Siena e la Società strumentale Vernice Progetti\, la mostra – curata da Laura Bonelli e Marilena Caciorgna – riunisce prestiti provenienti da importanti istituzioni e musei italiani e internazionali\, tra cui la Banca Monte dei Paschi (con opere dalla Collezione Chigi-Saracini)\, la Fondazione Monte dei Paschi\, l’Opera della Metropolitana di Siena\, l’Arcidiocesi di Siena-Colle di Val d’Elsa-Montalcino\, la Pinacoteca Nazionale di Siena\, la Società di Esecutori di Pie Disposizioni\, il Museo Diocesano di Pienza\, il Museo Stibbert e il Museo del Bargello di Firenze\, il Musée du Petit Palais – Musée du Louvre en Avignon\, oltre a collezionisti privati. \nNell’occasione sono stati eseguiti numerosi restauri – finanziati da Opera Laboratori e Fondazione Monte dei Paschi di Siena – da parte di prestigiosi laboratori\, restituendo lo splendore originario a numerose tavole e ad alcune suppellettili. \n  \nLeggi l’articolo completo dedicato alla mostra su Storie & Archeostorie: \nAbitare il Rinascimento: al Palazzo delle Papesse di Siena la casa diventa… arte
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SUMMARY:Mostra | Francesco. il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia (Poppi - AR)
DESCRIPTION:In occasione dell’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi\, il Casentino celebra il suo profondo legame con la spiritualità francescana attraverso una grande mostra ospitata nel cuore medievale di Poppi. Dal 14 giugno al 4 ottobre 2026 il Castello dei Conti Guidi accoglie infatti “FRANCESCO. Il Casentino\, i Codici di Assisi\, l’iconografia”\, un progetto espositivo che unisce storia\, arte e devozione in uno dei territori più strettamente legati alla memoria del Santo. \n\nLeggi l’articolo completo pubblicato su Storie & Archeostorie: \nSan Francesco tra manoscritti e iconografia: in Casentino una mostra per gli 800 anni del Santo \n \n 
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SUMMARY:Mostra | MIRABILIA GRAPHICA. I calligrammi micrografici di Ignazio Muligino (Firenze)
DESCRIPTION:Il 18 giugno inaugura al Museo Galileo di Firenze una mostra dedicata a un’opera rara e straordinaria: un calligramma realizzato sfruttando le proprietà del microscopio per rivelare un testo illeggibile a occhio nudo. Si tratta della Madonna col Bambino del calligrafo Francesco Ignazio Muligino\, attivo tra Francia e Italia alla fine del XVII secolo. Sorprendente – e in parte ancora ignota – è la tecnica esecutiva: nelle figure del Bambino e della Vergine\, in uno spazio di circa 30×20 cm\, è infatti trascritto un intero libro di preghiere. \nI calligrammi di Muligino appartengono al genere dei “mirabilia graphica”\, legato alla prima diffusione del microscopio perfezionato da Galileo – strumento che diede un forte impulso agli studi naturalistici dell’Accademia dei Lincei\, inaugurati dal celebre studio sulle api che il fondatore Federico Cesi dedicò al pontefice Urbano VIII Barberini. \nOltre alla Madonna col Bambino\, sarà possibile ammirare altri tre calligrammi di Muligino e alcune preziose opere originali: l’Apiarium di Federico Cesi e la Melissographia di Matthäus Greuter\, un’edizione settecentesca dell’Officium Beatae Mariae Virginis\, La dioptrique oculaire di Chérubin d’Orléans (1671) e una selezione di microscopi e dispositivi ottici dei secoli XVII-XVIII. \nUna postazione touch screen permetterà inoltre di esplorare la Madonna col Bambino in ogni dettaglio\, offrendo la possibilità di ingrandire l’immagine e decifrare il testo micrografico che ne definisce le forme. \nLa mostra\, curata da Filippo Camerota e realizzata con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Firenze\, sarà visitabile fino al 18 ottobre. \nVisita il sito web della mostra \n 
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SUMMARY:Mostra | L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano (San Gimignano - SI)
DESCRIPTION:Si intitola “L’altra galleria. Acquisizioni e opere svelate dei Musei Civici di San Gimignano” la mostra in programma dal 1° luglio 2026 al 28 febbraio 2027 a San Gimignano\, nel Complesso museale di Santa Chiara\, che raccoglie opere custodite nei depositi dei Musei Civici\, acquisizioni recenti\, donazioni\, opere restaurate\, documenti d’archivio e testimonianze artistiche pronte a raccontare un’identità culturale ampia e variegata della città delle torri. \nL’esposizione sarà inaugurata martedì 30 giugno 2026 alle ore 18 ed è promossa dai Musei Civici di San Gimignano e da Opera Laboratori\, in collaborazione con la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, la Fondazione Musei Senesi e la Rete del Contemporaneo in Toscana. La mostra conta sul patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena. \nCurata da Valerio Bartoloni\, direttore dei Musei Civici di San Gimignano\, la mostra riunisce quasi 90 esemplari tra bronzi\, maioliche\, dipinti\, disegni e grafiche\, databili tra la seconda metà del Quattrocento e la fine del Novecento. La maggior parte delle opere sono inedite e mai esposte al pubblico e provengono da recenti mirati acquisti\, donazioni e dalle raccolte conservate nei depositi dei Musei Civici. \n“L’altra galleria” è una mostra tesa a restituire alla fruizione pubblica opere rimaste a lungo lontane dallo sguardo dei visitatori\, alcune delle quali appositamente restaurate. Il percorso espositivo va così ad ampliare il racconto della città\, affiancando alla sua celebre connotazione medievale una lettura più articolata della storia artistica e museale di San Gimignano: dalle origini del Museo Civico\, fondato nel 1906\, fino alla nascita e allo sviluppo della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea. Anche il titolo della mostra richiama questa dimensione\, proponendo un’“altra galleria” rispetto alle collezioni permanenti e un itinerario parallelo e complementare che permette di riscoprire nuclei di opere\, artisti e documenti capaci di illuminare aspetti meno conosciuti del patrimonio civico. \nPer il curatore\, Valerio Bartoloni\, si tratta di “un progetto che coniuga tutela e valorizzazione e che intende attribuire rilievo a beni sconosciuti o da tempo sottratti alla fruizione pubblica. Opere in parte frutto di una consapevole politica di acquisizioni condotta in questi ultimi anni\, tesa non tanto a una mera implementazione del patrimonio\, quanto a un arricchimento in grado di colmare alcune lacune delle già ragguardevoli raccolte museali\, offrendo nuove chiavi di lettura per una più adeguata comprensione dell’insieme e nuove prospettive per un rinnovamento delle collezioni”. \nIl percorso si articola in cinque sezioni ordinate secondo un criterio tematico e prevalentemente cronologico.  \nLa prima\, intitolata “Una raccolta eclettica. La Donazione Pacchiani”\, presenta una notevole selezione di bronzi e maioliche che vanno dalla seconda metà del XV al XVIII secolo\, donati ai musei di San Gimignano da Fiamma Pacchiani dando continuità a una precedente donazione familiare già esposta nel Complesso museale di Santa Chiara. \nLa seconda sezione\, “Tra Cinquecento e Settecento. La devozione popolare”\, raccoglie opere del XVI-XVIII secolo legate alla religiosità e alla devozione popolare a San Gimignano\, tra cui una preziosa serie di ex voto dedicati a Santa Fina e dipinti di particolare interesse storico e artistico. \nNella terza sezione\, “Più di un’Accademia. San Gimignano e i suoi interpreti tra Ottocento e Novecento”\, sono raccolti dipinti e disegni legati alla città e alla sua storia artistica. Tra i protagonisti spicca Niccolò Cannicci\, figura di rilievo della pittura toscana del secondo Ottocento e strettamente legato a San Gimignano\, presente in mostra con sei opere. Tra queste\, “Guardianella di tacchini” del 1887\, scelta anche come immagine simbolo dell’esposizione. La stessa sezione accoglie\, in specifici nuclei\, opere di Raffaele De Grada\, Pietro Annigoni e di vari artisti che hanno interpretato scorci\, vedute e paesaggi della città e della campagna sangimignanese. Oltre a questi\, figurano i pittori valdelsani Augusto Bastianini\, Antonio Salvetti\, Ugo Capocchini e Mino Maccari\, il vincitore del premio nazionale di pittura “Raffaele De Grada” del 1965 Vincenzo Ciardo e il fiorentino Guido Peyron. Il percorso è completato da un’ampia serie di documenti che approfondiscono il tema della sezione (cataloghi\, lettere\, riviste e materiali d’archivio). \nLa quarta sezione\, “Genius Loci”\, è dedicata agli artisti di San Gimignano dell’Ottocento e Novecento\, con pregevoli opere di figure ancora da approfondire criticamente\, tra cui Gaetano Lari\, Garibaldo Cepparelli e Angiolo Martinucci. \nChiude il percorso la sezione “Revival Contemporaneo”\, dedicata a opere di artisti di rilievo del Novecento\, tra cui Ernesto Treccani\, Sebastian Matta e Nunzio\, donate in occasione delle mostre temporanee promosse dal Comune di San Gimignano nell’ultimo ventennio del secolo scorso. Un nucleo che rievoca la stagione espositiva della città e la genesi della Galleria d’Arte Moderna e Contemporanea a partire dagli anni Settanta\, impreziosito da apparati grafici inerenti alle opere e alle mostre realizzate dal Comune e dai Musei Civici. \nLa mostra sarà accompagnata da un catalogo pubblicato da Sillabe\, in uscita a settembre 2026\, con immagini e schede delle opere affidate a vari storici dell’arte\, testi del curatore Valerio Bartoloni e di Antonio Natali e presentazioni istituzionali. Da settembre 2026 a febbraio 2027 sono inoltre previste conferenze\, visite guidate\, attività didattiche e focus scientifici dedicati ai principali temi e artisti che caratterizzano le diverse sezioni. \nL’organizzazione è affidata all’Ufficio Musei del Comune di San Gimignano e all’Ufficio Cultura di Opera Laboratori Fiorentini\, con segreteria organizzativa di Vanessa Chesi e Barbara Tavolari. Gli allestimenti sono realizzati da Opera Laboratori e Sillabe con il coordinamento dell’architetto Gianni Cinali. \nOrari di apertura. La mostra sarà aperta negli stessi orari dei Musei Civici di San Gimignano: fino al 31 ottobre dalle ore 10 alle 19.30 (ultimo ingresso alle ore 19); dal 1° novembre al 31 marzo dalle ore 11 alle 17.30 (ultimo ingresso alle ore 17); dal 26 dicembre al 6 gennaio dalle ore 10.30 alle 18.30 (ultimo ingresso alle ore 18). I Musei Civici di San Gimignano sono chiusi il 25 dicembre.
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SUMMARY:Mostra | Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo (Castellina in Chianti - SI)
DESCRIPTION:Dal 31 luglio 2026 al 10 gennaio 2027\, il Museo Archeologico del Chianti di Castellina in Chianti presenta la mostra Ritorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\, un’esposizione che restituisce al territorio tre importanti opere della pittura toscana tra Trecento e Quattrocento.\nL’iniziativa rappresenta un momento significativo per la valorizzazione del patrimonio artistico del Chianti: dopo un lungo periodo trascorso nei depositi e un accurato intervento di restauro\, le opere tornano finalmente visibili al pubblico nel luogo da cui provengono. \n  \nTre capolavori tornano nel loro territorio\nLa mostra riunisce tre dipinti di grande valore storico e artistico: \n\nMadonna col Bambino e i santi Biagio\, Caterina d’Alessandria\, Agnese e Agostino di Bicci di Lorenzo\, proveniente dalla Pieve di Sant’Agnese di Castellina in Chianti;\nMadonna col Bambino e i santi Giorgio e Francesco di Cosimo Rosselli\, originariamente collocata nella chiesa di San Giorgio in Piazza a Castellina;\nCrocifissione coi Dolenti e San Francesco di Niccolò di Pietro Gerini\, proveniente dalla pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti.\n\nLe opere documentano l’evoluzione della pittura fiorentina tra XIV e XV secolo e testimoniano il forte legame tra i grandi maestri dell’epoca e il territorio chiantigiano. \n  \n\nIl restauro e il progetto scientifico\nL’esposizione nasce con l’obiettivo di ricostruire il legame tra questi dipinti e i luoghi per i quali erano stati originariamente realizzati: la Pieve di Sant’Agnese a Castellina in Chianti\, la Chiesa di San Giorgio in Piazza e la Pieve di San Sigismondo a Gaiole in Chianti. Provenienti dai depositi dei Musei Nazionali di Siena\, le opere tornano così a dialogare con il contesto storico\, artistico e paesaggistico del Chianti\, offrendo un’occasione per rileggere la diffusione della pittura tra XIV e XV secolo in un territorio al centro dei rapporti culturali tra Firenze e Siena. \nIl progetto espositivo è il risultato di un articolato lavoro di ricerca\, studio e restauro\, che ha permesso di recuperare la piena leggibilità delle tavole attraverso interventi di pulitura\, consolidamento e conservazione eseguiti dalla restauratrice Monica Mancini\, con il contributo scientifico delle storiche dell’arte Nicoletta Matteuzzi\, Lucia Bencistà e Annarubina Cateni. \nLa mostra è promossa dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio della Regione Toscana e della Provincia di Siena\, la collaborazione di Fondazione Musei Senesi\, il coinvolgimento delle Diocesi proprietarie delle opere e il sostegno di finanziatori privati attraverso Art Bonus. L’iniziativa rappresenta un significativo progetto di valorizzazione del patrimonio diffuso\, capace di restituire al territorio opere di straordinario valore storico e artistico e di rafforzare il dialogo tra tutela\, ricerca e comunità. \n  \nInformazioni\nRitorno nel Chianti. Dipinti del XIV e XV secolo\n31 luglio 2026 – 10 gennaio 2027 \nMuseo Archeologico del Chianti\, Castellina in Chianti\ntutti i giorni: 10-18 \nLa mostra è organizzata dal Comune di Castellina in Chianti insieme alla Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena\, Grosseto e Arezzo\, con il patrocinio di Regione Toscana e Provincia di Siena e la collaborazione della Fondazione Musei Senesi.
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