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SUMMARY:Mostra | Il Vangelo di Marco. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo (Aquileia - UD)
DESCRIPTION:Per la prima volta dopo quasi sette secoli\, le tre parti superstiti del Vangelo di Marco\, uno dei più importanti codici dell’Europa medievale\, saranno insieme ad Aquileia. \nDal 12 settembre 2026 (con apertura al pubblico dal 13 settembre) al 25 aprile 2027\, Palazzo Meizlik ospiterà “IL VANGELO DI MARCO. Sette secoli. Tre frammenti. Un racconto europeo”\, una mostra che narra un capitolo significativo della storia religiosa e politica dell’Europa attraverso le vicissitudini di un manoscritto che la tradizione riteneva vergato di suo pugno dall’Evangelista. Attorno a ciò che resta dell’antico codice si ricostruiscono le vicende legate alla sua fortuna attraverso i secoli e si approfondiscono la figura di Marco\, la tradizione marciana e il ruolo centrale di Aquileia nel periodo tardoantico e nel medioevo. \nCurata da Martina Dlabajová\, Cristiano Tiussi e Luca Villa\, promossa e organizzata da Fondazione Aquileia l’esposizione è il punto d’arrivo di un intenso lavoro di diplomazia culturale intrapreso dalla Fondazione\, che ha messo in dialogo istituzioni civili\, religiose e museali italiane e ceche attraverso una collaborazione scientifica\, istituzionale e diplomatica. Il risultato è un’operazione senza precedenti. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra è promossa e organizzata da Fondazione Aquileia con il sostegno del Ministero della Cultura e della Regione Friuli Venezia Giulia e in collaborazione con il Comune di Aquileia\, la Basilica di Aquileia\, il Museo Archeologico Nazionale di Cividale del Friuli afferente al Museo storico e Parco del Castello di Miramare – Direzione Regionale Musei del Friuli Venezia Giulia\, la Procuratoria di San Marco di Venezia\, il Capitolo Metropolitano di San Vito di Praga\, l’Archivio del Castello di Praga presso la Cancelleria della Presidenza della Repubblica ceca e l’Arcidiocesi di Praga. \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n  \n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\n\nLa mostra sarà aperta al pubblico da domenica 13 settembre \n  \nInformazioni: www.ilvangelodimarco.org  – www.fondazioneaquileia.it
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SUMMARY:Incontri | QR_Questioni di Restauro (Udine)
DESCRIPTION:La Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia organizza per i mesi di ottobre\, novembre e dicembre un ciclo di incontri su tematiche inerenti la tutela e il restauro.\nLe iniziative avranno un carattere divulgativo e saranno aperte a tutti: professionisti del settore dei beni culturali\, appassionati e curiosi. I temi trattati saranno molteplici e diversificati in relazione alle diverse attività di competenza della Soprintendenza: la tutela e la conservazione dei giardini storici\, il restauro architettonico\, gli interventi sul patrimonio storico-artistico\, la conservazione dei reperti archeologici e la tutela e la valorizzazione del paesaggio.\nDiversi studiosi e professionisti si alterneranno\, presentando le proprie esperienze sui beni culturali. Non mancheranno momenti di confronto e riflessione su temi specifici\, relativi alla tutela del patrimonio culturale.\n\nI vari incontri si svolgeranno presso Palazzo Clabassi a Udine in Via Zanon 22\, con inizio alle ore 17.30\, secondo il seguente calendario:\n\n\n30 ottobre 2026: Parchi e giardini storici in Friuli Venezia Giulia: tutela e valorizzazione.\n\n\n06 novembre 2026: Presentazione del libro “Il progetto del limite. Tempo\, materia e monumento nell’opera di Andrea Bruno” di Giorgio Danesi.\n\n\n13 novembre 2026: I beni storico artistici delle Orsoline di Gorizia e Cividale. Un patrimonio salvato dalla dispersione.\n\n\n20 novembre 2026: Dalla scoperta alla conservazione: esperienze di restauro archeologico.\n\n\n11 dicembre 2026: Paesaggi in trasformazione. Tra tradizione\, progetto e tutela.\n\n\n\nI programmi dettagliati delle singole giornate saranno resi noti attraverso specifici comunicati stampa dedicati ai singoli eventi.\nPer rimanere aggiornati e conoscere nel dettaglio il calendario degli appuntamenti e i particolari di QR_Questioni di Restauro\, si consiglia di consultare il sito istituzionale della Soprintendenza Archeologia\, belle arti e paesaggio per il Friuli Venezia Giulia al seguente indirizzo: https://sabapfvg.cultura.gov.it/category/news/ e la pagina istituzionale di Facebook: https://www.facebook.com/SABAP.FVG .\n\nIngresso fino ad esaurimento posti | Capienza massima: 70 persone\n\nPer informazioni: \nsabap-fvg@cultura.gov.it \nTel: 0432 504559 / 0432 511056
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SUMMARY:Mostra | RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo (Codroipo - UD)
DESCRIPTION:Nel cinquantesimo anniversario del devastante terremoto che nel 1976 colpì il Friuli\, la Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia ed ERPAC presentano la grande mostra «RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo». In programma dal 14 novembre 2026 al 21 febbraio 2027 negli spazi dell’Esedra di Villa Manin a Passariano di Codroipo\, l’esposizione è curata da Giovanni C.F. Villa\, direttore di Palazzo Madama di Torino per la sezione dedicata alle Arti e da Giovanni Damiani per la sezione Architettura. \nIl progetto culturale assume il terremoto non soltanto come ricorrenza storica\, ma come il punto di partenza per una riflessione di portata universale sulla capacità dell’essere umano di trasformare una profonda frattura in un principio generativo e di rinascita. Non solo una commemorazione ma un interrogarsi sul cosa accadde dopo l’immensa catastrofe. Vi fu “una fine e un inizio” e questa straordinaria esperienza di ricostruzione è esattamente l’ambito d’indagine del progetto. \n  \nA cinquant’anni di distanza\, superata ormai la soglia del ricordo puramente cronologico\, la vicenda del Friuli si rivela come un modello civile e culturale di straordinaria attualità. “Il terremoto del Friuli è parte integrante della storia regionale e nazionale e può essere osservato come un fenomeno capace di illuminare questioni che riguardano il presente: il rapporto tra comunità e territorio\, tra patrimonio e identità\, tra crisi e trasformazione” spiega il curatore Villa. \n  \nAttraverso un ricco percorso che intreccia documentazione d’epoca\, capolavori dell’arte antica e opere di protagonisti del contemporaneo\, la mostra indaga il concetto del “secondo giorno” come lo definì Gianni Rodari inviato di “Paese Sera”: quella dimensione ideale e civile in cui una comunità comprende che il proprio destino non coincide con la somma delle perdite e sceglie responsabilmente di tornare a progettare il proprio avvenire. \n  \nLa mostra non propone una semplice ricostruzione degli eventi. Interroga un problema che attraversa la storia delle società umane: in che modo una comunità attribuisce significato alla distruzione? Attraverso quali strumenti culturali elabora la perdita? Quali immagini\, quali narrazioni\, quali forme simboliche permettono di immaginare un futuro dopo una frattura? \nÈ a questo punto che la riflessione incontra il campo delle immagini. Ogni società ha elaborato le proprie esperienze traumatiche attraverso forme narrative\, simboliche e visive. Le immagini conservano la memoria degli eventi e consentono alle comunità di organizzare\, trasmettere e comprendere l’esperienza della perdita. Attraverso di esse la distruzione entra nel campo della cultura e diviene oggetto di riflessione collettiva. \n  \nLa storia dell’arte occidentale può essere letta anche come una lunga riflessione sul rapporto tra rovina e rinascita. Città distrutte\, paesaggi sconvolti\, monumenti spezzati\, catastrofi naturali\, guerre e ricostruzioni hanno continuamente generato immagini. In esse si riflettono le paure\, le speranze\, le domande e le risposte che ogni epoca ha elaborato di fronte all’esperienza della perdita. Il terremoto del Friuli si inserisce all’interno di questa lunga storia culturale. \n  \nLa mostra si sviluppa all’interno dell’Esedra di Levante di Villa Manin – luogo che per la sua stessa storia incarna i concetti di durata\, memoria e trasformazione – articolandosi su tre livelli che ampliano progressivamente lo sguardo dalla cronaca locale alla storia della cultura occidentale. Il percorso prende il via dal secondo piano con un’introduzione video\, dove il visitatore viene immerso nel momento dell’evento attraverso materiali d’archivio televisivi\, radiofonici e a stampa\, a cui fanno da controcampo poetico quindici tavole commissionate a tre generazioni di illustratori friulani\, per tradurre la memoria del trauma in un racconto visivo universale e trasmissibile. Sono: Dimitri Fogolin\, Paolo Francescutto\, Giovanna Giuliano\, Alice Iuri\, Carin Marzaro\, Lorenzo Mattotti\, Pietro Nicolaucich\, Fabio Rodaro\, Jozef Sedmak\, Davide Toffolo\, Elisa Turrin\, Pia Valentinis. \n  \nIl primo piano rappresenta il cuore civile della mostra\, dove l’evento naturale lascia il posto alla risposta dell’uomo e alle Istituzioni civili: architettura\, pianificazione\, tutela dei beni culturali – come l’esemplare anastilosi del Duomo di Venzone – e la nascita dell’Università di Udine\, le fotografie testimoniano la formazione di una moderna coscienza collettiva. Questa sezione di architettura e fotografia – che gode del patrocinio dello IUAV Istituto Universitario di Architettura di Venezia – offre una panoramica degli ultimi cinquant’anni di architettura regionale ed espone il lavoro di sei fotografi contemporanei focalizzati su quattro architetture ciascuno. L’architettura viene validata come uno dei segni visibili principali della trasformazione del territorio\, integrandosi nel percorso generale della mostra. \n  \nInfine\, al piano terra\, la riflessione assume un respiro universale ispirandosi alla lezione dell’Atlante Mnemosyne di Aby Warburg\, un “atlante figurativo” che doveva tracciare visivamente la memoria collettiva dell’Occidente e la sopravvivenza delle immagini dall’antichità classica fino al Novecento. \nL’esperienza friulana entra così in dialogo con la lunga storia dell’arte attraverso cinque parole chiave: ricominciare\, riguardare\, rivivere\, rinascere\, ricostruire e mette in relazione alcuni capolavori storici provenienti da prestigiose istituzioni come la Pinacoteca Ambrosiana\, gli Uffizi e le Gallerie Nazionali di Palazzo Barberini\, la Galleria Borghese a Roma con opere di artisti contemporanei come Serse Roma\, Ludovico Bomben\, Maria Elisabetta Novello ed Eva Jospin\, accompagnati dai collegamenti fotografici di Stefano Graziani. \nL’ingresso della mostra è affidato a un’installazione di Daniele Puppi\, concepita per sovvertire la percezione dello spazio e attivare i sensi dello spettatore. Il percorso prosegue con le opere di Ludovico Bomben\, che rilegge il sacro attraverso il rigore formale e materiali industriali; Maria Elisabetta Novello\, che impiega la cenere e la polvere come simboli effimeri della memoria e del tempo; Serse Roma\, che attraverso l’uso della grafite sublima paesaggi e superfici acquatiche tra realtà e astrazione; Eva Jospin\, le cui sculture di cartone ed elementi naturali esplorano l’intricato confine tra paesaggio\, mito e scenografia. A chiudere la sezione saranno le fotografie di Stefano Graziani che non possono essere semplicemente racchiuse in uno o più generi perché sono visioni selezionate da cui emergono racconti che ci accompagnano ogni volta verso profonde riflessioni sulla condizione umana\, sul mito\, sulla natura\, sui linguaggi perduti\, sulla memoria. \n  \nTra i punti di forza di questa sezione risaltano alcuni fogli autografi del Codice Atlantico di Leonardo da Vinci provenienti dalla Biblioteca Ambrosiana di Milano\, nei quali il genio vinciano indaga la natura come un sistema di forze in continua trasformazione\, dove la distruzione della materia e la sua rigenerazione appartengono al medesimo processo dinamico. \n  \nDue cataloghi (uno per la sezione di arte antica curato dal prof. Villa e uno per quella di architettura curato da Giovanni Damiani e Andrea Pertoldeo) editi da Quodlibet accompagneranno la mostra. \nLa mostra che è curata da Giovanni C.F. Villa e Giovanni Damiani si avvale della collaborazione scientifica di Andrea  Comuzzi e Andrea Pertoldeo. \n  \nIl Presidente della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Massimiliano Fedriga\, ha dichiarato: “Nel cinquantesimo anniversario del terremoto\, questa iniziativa culturale rappresenta quindi un’importante occasione per rinnovare il ricordo di quanto accaduto\, valorizzare l’esempio offerto dal Friuli e trasmettere i principi di responsabilità\, solidarietà\, sussidiarietà e collaborazione che hanno reso possibile una delle più significative esperienze di rinascita della storia repubblicana recente”. \n  \n«In “RINASCITE. Da Leonardo da Vinci al contemporaneo” il Terremoto del Friuli del 1976 è il punto di partenza del racconto – così il Vicepresidente e Assessore alla Cultura e allo Sport della Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia\, Mario Anzil – ma il vero protagonista della mostra è ciò che accade dopo: la capacità di una comunità di trasformare una ferita in una nuova possibilità\, una perdita in un progetto\, una frattura in un atto di costruzione collettiva. In questa prospettiva il Friuli smette di essere soltanto un esempio storico virtuoso e diventa un principio\, un modo di guardare al futuro». \n  \n  \n  \nORARIO MOSTRA: \nda martedì a domenica: ore 9.30 – 18.00 \nchiuso il lunedì\, il 24 e il 25 dicembre 2026 \n  \nAcquisto dei biglietti online\, in mostra e via call center \n(vendita dei biglietti in mostra sospesa 60 minuti prima della chiusura). \n  \nSono previste diverse aperture straordinarie. Il calendario è disponile al sito: www.villamanin.it. \ninfo@villamanin.it \ntelefono 0432821211 \n  \nBIGLIETTI SINGOLI \nBiglietto singolo; Intero € 12 \nRidotto  € 8 \n  \nImmagine:  Giovanni Paolo Pannini\, Capriccio con la statua equestre di Marco Aurelio \n 
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