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SUMMARY:Mostra | Tiziano e il Paesaggio (Pieve di Cadore - BL)
DESCRIPTION:A Pieve di Cadore\, una nuova inedita mostra per continuare a indagare il ruolo innovativo del paesaggio nell’opera di Tiziano\, a 450 anni dalla sua morte. Giungono nella terra natale del pittore tre eccezionali dipinti del Maestro e 30 opere grafiche tratte da suoi disegni o di grandi artisti precursori della nuova sensibilità o eredi dei modelli tizianeschi in tutta Europa: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer\, fino a Rembrandt\, Watteau e Marco Ricci. \nNella Casa Natale del pittore anche la mostra “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”: il diario di viaggio del letterato e artista inglese alle origini del mito ottocentesco di Tiziano e delle terre dell’artista. \nRicerca scientifica e fascino espositivo (allestimento su progetto di FormaUbis) si uniscono in questa nuova mostra che – dopo la presenza straordinaria a Pieve di Cadore della Pala Gozzi (Ancona\, Pinacoteca “F. Podesti”) – porta altri importanti capolavori di Tiziano nella sua terra natale. \nIl percorso indagherà infatti le origini culturali e figurative dell’interesse del pittore cadorino per la resa dell’ambiente naturale e l’impatto avuto dai suoi paesaggi sugli artisti europei delle generazioni successive\, mettendo in dialogo tre dipinti di Tiziano\, prestati eccezionalmente dai Musei Capitolini di Roma (Il Battesimo di Cristo\, 1511-1512)\, dall’Accademia Carrara di Bergamo (Orfeo ed Euridice\, 1515 c.) e dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia (San Giovanni Battista\, 1540 – 1542) e\, con oltre trenta tra disegni e xilografie d’epoca di Tiziano e di altri importanti artisti che hanno gettato le basi della nuova sensibilità paesaggistica\, o che al grande pittore si sono ispirati: da Lucas Cranach e Albrecht Dürer\, fino a Rembrandt\, Watteau e Marco Ricci. \nAd accompagnare la mostra – che ha il patrocinio del Ministero della Cultura e della Fondazione Dolomiti Unesco\, progetto sostenuto e finanziato da Regione del Veneto\, Fondo Comuni Confinanti\, Provincia di Belluno\, Camera di Commercio Treviso Belluno-Dolomiti\, D.M.O. Dolomiti Bellunesi\, con il sostegno di Fondazione Cariverona e il supporto di tanti partner – ci sarà anche un importante catalogo (ZeL edizioni)\, realizzato grazie al contributo di Save Venice e di Tavolozza Foundation\, con saggi e schede dei curatori\, Bernard Aikema e Thomas Dalla Costa\, e di Irene Brooke\, Beverly Brown\, Francesco Di Mauro\, Juliette Ferdinand\, Peter Lüdemann\, Camilla Pietrabissa\, Jaco Rutgers\, Carolina Trupiano e Matthias Wivel; quindi una fascinosa mostra presso la vicina Casa Natale di Tiziano\, di cui si è appena concluso il restauro – “Paesaggi cadorini negli acquerelli di Josiah Gilbert”– che ci porterà a rivedere i paesaggi di Tiziano con gli occhi e attraverso le opere su carta di un romantico viaggiatore ottocentesco\, pittore\, scrittore\, saggista e fine intellettuale\, che in Cadore volle ricercare le fonti d’ispirazione del sommo artista. \nDa non perdere infine i tantissimi appuntamenti che rientrano nel programma dell’Estate Tizianesca promossa ormai da ventidue anni dalla Fondazione Centro Studi Tiziano e Cadore in collaborazione con la Magnifica Comunità e il Comune di Pieve di Cadore. Quest’anno il progetto – che propone un nuovo modo di vivere la montagna e i centri minori\, valorizzando il dialogo  tra  arte\, paesaggio e comunità nel segno di Tiziano e dei suoi legami con queste aree – conta ben 35 eventi diffusi nel territorio\, tra conferenze e incontri con prestigiosi storici e studiosi\, concerti di musica classica e visite riservate\, coinvolgendo venti località e venticinque luoghi d’arte del Cadore\, del bellunese e delle province di Treviso\, Venezia e Padova.
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SUMMARY:Mostra | Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli (Venezia)
DESCRIPTION:Con la mostra di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano\, Fondazione Musei Civici di Venezia presenta e celebra la recente donazione di opere su carta di Alessandro Favaretto Rubelli\, presidente della celebre omonima impresa di tessuti: una preziosa serie di 29 disegni di antichi maestri veneti – tra cui Palma il Giovane\, Carlevarijs\, Ricci\, Canaletto\, Tiepolo –  testimonianza di una colta passione collezionistica\, che l’avvocato e Cavaliere del lavoro  ha deciso di donare alla città di Venezia\, destinando al Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia.  \n  \nIl filo conduttore\, con poche eccezioni\, è rappresentato proprio dall’amore per la sua città\, la sua storia e\, soprattutto\, i suoi artisti. L’impegno profuso nella propria impresa non ha\, infatti\, sottratto all’avvocato la possibilità di dedicarsi alla sua passione per la storia e l’arte della Serenissima: anche durante i viaggi d’affari all’estero\, Alessandro Favaretto Rubelli ha raccolto un’importante collezione di libri antichi di argomento veneziano\, comprendente opere di carattere storico\, guide e album illustrati\, che coprono un arco cronologico che va dalla fine del Quattrocento fino ai primi del Novecento. \n  \nLa raccolta in mostra nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico si compone\, essenzialmente\, di due nuclei principali. Il primo\, un gruppo di fogli del Cinquecento\, tra cui spicca il Cristo tentato dal diavolo di Palma il Giovane\, uno degli artisti più importanti a cavallo tra XVI e XVII secolo. Preparatorio per un telero perduto di Palazzo Ducale\, il foglio mostra un alto grado di rifinitura\, dove possiamo cogliere appieno l’abilità disegnativa del Palma\, autore anche un altro foglio della collezione Favaretto Rubelli\, con La preghiera di san Carlo Borromeo\, datato 1624. Ma è il gruppo del Settecento veneziano il vero protagonista della raccolta\, con rappresentati i principali artisti dell’ultimo secolo di storia della Serenissima. Cominciando da Luca Carlevarijs\,  con ben cinque Studi di macchiette\, tutti provenienti dalla collezione di Tito Miotti\, che vanno ad arricchire il nucleo di disegni dell’artista delle collezioni civiche\, tra i più importanti al mondo assieme a quelli del British Museum e del Victoria and Albert Museum di Londra. Si tratta di piccoli fogli\, nei quali Carlevarijs ha raffigurato popolani al lavoro\, donne intente a conversare\, uomini seduti o in piedi\, andando a formare quel repertorio di personaggi che avrebbero poi popolato le sue vedute. A Sebastiano Ricci appartiene un disegno a matita nera preparatorio per le Tentazioni di Sant’Antonio abate\, saggio magistrale della capacità del maestro di definire i chiaroscuri con un segno sicuro e un tratteggio vigoroso.  Anche gli allievi di Ricci sono ben rappresentati nella collezione Favaretto Rubelli: Gaspare Diziani è presente con due studi\, mentre Francesco Fontebasso è rappresentato da una copia giovanile di un quadro del maestro. Immancabile in una raccolta di disegni veneti una caricatura di Giambattista Tiepolo\, in questo caso proveniente dall’album Valmarana\, come si evince dagli angoli ritagliati. Si tratta di uno splendido esempio delle capacità satiriche del maestro\, in grado di dare vita ai suoi personaggi con pochi tratti di inchiostro. Infine\, un posto di rilievo è occupato da due studi di vedute di Giovanni Antonio Canal\, detto Canaletto\, che facevano parte di un album appartenuto a Italico Brass e in seguito disperso. Si tratta di prove affascinanti del pittore veneziano\, e di testimonianze importanti del suo metodo di lavoro\, che arricchiscono di molto le collezioni civiche veneziane. \n  \nUn gesto importante quello dell’avvocato Favaretto Rubelli che fornisce molte conferme; il ruolo centrale del Gabinetto dei disegni e delle stampe nello studio\, nella conservazione e nella valorizzazione della grafica antica; l’attività di Fondazione Musei Civici di Venezia come realtà in grado di custodire\, raccontare\, il patrimonio culturale affidatole\, perché siano tesoro delle future generazioni; infine\, ma non ultimo\, come la generosità e la visione dei donatori sia\, ancora oggi\, la base costituente di patrimonio collezionistico e di un senso civico\, a beneficio della collettività.  \n  \nEntrato nell’azienda di famiglia nel 1955\, a soli 24 anni\, Alessandro Favaretto Rubelli ha saputo\, guidarla in breve tempo\, verso i mercati internazionali\, aprendo sedi e showroom in tutto il mondo: da Londra a Parigi\, da New York a Lione\, fino a Dubai. Sotto la sua presidenza\, la Rubelli firma una serie di collaborazioni con artisti e atelier di fama mondiale per ampliare l’offerta tessuti esclusivi e raffinati. Nel 2018 nasce\, infine\, la Fondazione Rubelli\, che ha come obiettivo promuovere e diffondere il patrimonio culturale\, storico e contemporaneo dell’azienda\, che comprende\, insieme all’Archivio Storico\, una serie di bozzetti per tessuti e oltre cinquantamila campioni tessili. \n  \nInformazioni utili  \nOrari museo: \n  –  fino al 31 ottobre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00) \n  –  dall’1 novembre: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00) \nChiuso il martedì  \nBiglietti: la mostra è inclusa nel biglietto e nel percorso di visita del museo  \nMaggiori informazioni sui biglietti
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LOCATION:Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano\, Dorsoduro 3136\, Venezia\, Italy
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SUMMARY:Rocca di Monselice. Visite guidate agli scavi archeologici (Monselice - PD)
DESCRIPTION:Sulla Rocca di Monselice l’Università di Padova apre alle visite gli scavi cominciati il 14 settembre.\n\nTre appuntamenti per vedere le novità\, conoscere il lavoro degli archeologi medievisti dell’Università di Padova e chiedere tutto ciò che incuriosisce.\n\n\n\n Giovedì 1 ottobre\, ore 16.00\n Domenica 4 ottobre\, ore 10.30\n Mercoledì 7 ottobre\, ore 16.00\n\n\n\n\n\n\n Informazioni e prenotazioni: info@castellodimonselice.it\n 0429 72931\n\n\nLeggi l’articolo sugli scavi pubblicato su Storie & Archeostorie:\nhttps://storiearcheostorie.com/2025/10/03/padova-la-rocca-di-monselice-tornera-a-splendere-restauro-e-valorizzazione-da-47-milioni-di-euro/
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SUMMARY:Progetto prima Europa. Scavi aperti a Frattesina 2026 (Fratta Polesine - RO)
DESCRIPTION:Nell’ambito di “Prima Europa” che fa parte del più ampio progetto “ArcheoPo” finanziato dalla Fondazione CARIPARO e coordinato dalla Soprintendenza ABAP per le province di Verona\, Rovigo e Vicenza\, il Dipartimento di Scienze dell’Antichità della Sapienza-Università di Roma\, il CPSSAE e l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria\, in sinergia con il Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine e il Comune di Fratta Polesine\, hanno ripreso le ricerche archeologiche nell’insediamento di Frattesina.\nIn occasione degli scavi in corso in queste settimane\, gli Enti e i partners sopra citati organizzano un evento di archeologia pubblica per vedere da vicino le attività di scavo insieme agli archeologi responsabili e conoscere le ultime novità e le prospettive future.\n\nIL PROGRAMMA prevede:\n\nOre 15.30 – Visita guidata al Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine;\n\nA seguire Visita guidata allo scavo in corso.\n\n𝗥𝗶𝘁𝗿𝗼𝘃𝗼 presso il Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine barchessa nord di Villa Badoer\, via Giovanni Tasso 1.\n\n𝗣𝗥𝗘𝗡𝗢𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗢𝗕𝗕𝗟𝗜𝗚𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 fino ad esaurimento posti.\n Info e prenotazioni allo 𝟬𝟰𝟮𝟱𝟲𝟲𝟴𝟱𝟮𝟯 o via e-mail\n𝗱𝗿𝗺.𝘃𝗲𝗻-𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼𝗳𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮@𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮.𝗴𝗼𝘃.𝗶𝘁.\n Biglietto d’ingresso al Museo archeologico nazionale gratuito\n\n𝗜 𝗣𝗔𝗥𝗧𝗘𝗖𝗜𝗣𝗔𝗡𝗧𝗜 𝗗𝗢𝗩𝗥𝗔𝗡𝗡𝗢 𝗣𝗥𝗢𝗩𝗩𝗘𝗗𝗘𝗥𝗘 𝗔𝗟𝗟𝗢 𝗦𝗣𝗢𝗦𝗧𝗔𝗠𝗘𝗡𝗧𝗢 𝗖𝗢𝗡 𝗠𝗘𝗭𝗭𝗜 𝗣𝗥𝗢𝗣𝗥𝗜 E INDOSSARE ABBIGLIAMENTO E CALZATURE COMODE
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SUMMARY:Conferenza | Gli strumenti tessili in osso e palco di cervo nell’area padano-veneta pre-protostorica (Fratta Polesine - RO)
DESCRIPTION:Il Museo archeologico nazionale di Fratta Polesine e il DBC-Università di Padova invitano domenica 11 ottobre alle  17:00  all’evento  “Gli strumenti tessili in osso e palco di cervo nell’area padano-veneta pre-protostorica: tra archeologia\, archeometria e sperimentazione”\n\nDurante l’incontro\, le dott.sse Margarita Gleba e Vanessa Baratella del Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università di Padova presenteranno i risultati del progetto SID (Investimento Strategico di Dipartimento) “STEMDA. Strumenti tessili in materia dura animale nell’età pre-protostorica nell’area padano-veneta: approccio archeologico\, archeometrico e sperimentale” La ricerca ha preso in esame alcuni reperti in osso e palco di cervo provenienti dal villaggio protostorico di Frattesina\, tradizionalmente interpretati come strumenti utilizzati per la filatura e la tessitura.\n\nGrazie all’interazione tra archeologia\, archeometria e sperimentazione\, la ricerca ha cercato di ricostruire non solo la funzione degli oggetti\, ma anche le materie prime utilizzate per la loro realizzazione\, le tecniche con cui sono stati prodotti e le attività di chi li utilizzava.\nSarà un’occasione per scoprire da vicino come la ricerca archeologica può partire da un singolo reperto per ricostruire attività\, tecniche e abilità manuali delle comunità del passato.\n\n Evento gratuito\n𝗣𝗥𝗘𝗡𝗢𝗧𝗔𝗭𝗜𝗢𝗡𝗘 𝗢𝗕𝗕𝗟𝗜𝗚𝗔𝗧𝗢𝗥𝗜𝗔 fino ad esaurimento posti.\n Info e prenotazioni allo 𝟬𝟰𝟮𝟱𝟲𝟲𝟴𝟱𝟮𝟯 o via e-mail𝗱𝗿𝗺.𝘃𝗲𝗻-𝗺𝘂𝘀𝗲𝗼𝗳𝗿𝗮𝘁𝘁𝗮@𝗰𝘂𝗹𝘁𝘂𝗿𝗮.𝗴𝗼𝘃.𝗶𝘁
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SUMMARY:Mostra | Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini (Abano Terme - PD)
DESCRIPTION:Il Museo Villa Bassi Rathgeb annuncia la mostra Andrea Previtali discepolo di Giovanni Bellini\, in programma dal 17 ottobre 2026 al 7 febbraio 2027\, a cura di Raffaele Campion e Barbara Maria Savy. \nPromossa e prodotta dal Comune di Abano Terme – Museo Villa Bassi Rathgeb\, in collaborazione con il Dipartimento dei Beni Culturali dell’Università degli Studi di Padova e la Soprintendenza Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio per le province di Padova\, Treviso e Belluno la mostra si inserisce nel ciclo espositivo\, avviato dal museo nel 2024\, dedicato alla valorizzazione delle proprie collezioni permanenti\, attraverso progetti di ricerca e approfondimento. \n  \nDopo le esposizioni Donna musa artista. Ritratti di Cesare Tallone tra Otto e Novecento (2024–2025) e Leonor Fini e la collezione grafica Bassi Rathgeb. Segni e invenzioni dal Rinascimento al Novecento (2025–2026)\, il nuovo progetto pone al centro la figura di Andrea Previtali (1480 ca. – 1528)\, tra i protagonisti della pittura rinascimentale tra Venezia e Bergamo. \n 
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SUMMARY:Mostra | L’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani  (Venezia)
DESCRIPTION:Dal 22 ottobre 2026 al 23 marzo 2027 la Quadreria di Palazzo Ducale accoglie L’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani di Andrea Michieli\, detto il Vicentino\, proveniente dal MarteS – Museo d’arte Sorlini (Carzago Riviera\, Brescia)\, dipinto che racconta lo sfarzo delle cerimonie della Serenissima e il ruolo della dogaressa nella vita pubblica veneziana. \nTra le opere presentate nelle precedenti edizioni di Ospiti a Palazzo\, la rassegna sostenuta dalla Direttrice Scientifica di Fondazione Musei Civici di Venezia\, Chiara Squarcina\, curata da Daniele D’Anza e Giulia Valle\, figurano Il molo verso la Riva degli Schiavoni con la colonna di San Marco di Canaletto e il Ritratto di Lazzaro Zen di Francesco Guardi\, esposto lo scorso anno. Il nuovo appuntamento riporta l’attenzione sulla Venezia di fine Cinquecento\, attraverso una scena corale e ricca di dettagli che restituisce l’immagine di una Repubblica che affida anche alla solennità del cerimoniale la rappresentazione del proprio prestigio politico e della propria identità. \nAutore della scena è Andrea Vicentino\, pittore attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento\, particolarmente abile nella raffigurazione di grandi avvenimenti cittadini e coinvolto più volte nella realizzazione di dipinti per Palazzo Ducale. Tra le opere eseguite per la sede del governo veneziano figurano L’ingresso di Enrico III\, testimonianza di un’altra memorabile entrata trionfale che coinvolse l’intera città\, e il celebre telero della Battaglia di Lepanto\, conservato nella Sala dello Scrutinio. La sua pittura\, attenta alla narrazione degli eventi e alla molteplicità dei personaggi\, si rivela particolarmente adatta a documentare la complessità e lo sfarzo delle cerimonie pubbliche veneziane. \nAl centro della composizione compare la dogaressa Morosina Morosini\, moglie del doge Marino Grimani\, in carica dal 1595 al 1605. Il dipinto documenta il suo ingresso solenne a Palazzo Ducale attraverso Piazza San Marco\, in occasione di una delle celebrazioni più spettacolari della storia della Serenissima. La ricchezza degli abiti\, la disposizione del corteo e la presenza delle autorità veneziane restituiscono tutta la complessità di un rituale nel quale ogni gesto\, ruolo e dettaglio contribuiva a rendere visibile la gerarchia e la grandezza dello Stato. \nCome per il doge\, anche per la dogaressa era previsto un fastoso rito d’incoronazione\, che sanciva ufficialmente il suo ingresso nella vita cerimoniale della Repubblica. Le celebrazioni erano occasioni di straordinaria partecipazione collettiva e richiedevano il coinvolgimento di artisti e artigiani nella realizzazione di apparati effimeri\, decorazioni e tessuti preziosi. \nLe feste organizzate per Morosina Morosini\, in particolare\, si distinsero per magnificenza e spettacolarità\, diventando un momento memorabile nella storia veneziana. \nNel dipinto\, la dogaressa indossa un sontuoso abito in broccato d’oro\, impreziosito da un lungo strascico sostenuto da due nobili. Al suo fianco compare Ludovica Hofer\, moglie dell’ambasciatore cesareo\, mentre alle sue spalle si snoda il corteo secondo l’ordine stabilito dalle gerarchie politiche della Serenissima: magistrati\, funzionari\, cittadini illustri e rappresentanti delle potenze straniere giunti a Venezia per l’occasione. La composizione\, probabilmente realizzata per la stessa Ludovica Hofer\, era storicamente conservata nel Castello di Duino\, residenza storica della sua famiglia. \nLa presenza dell’ “ospite” di quest’anno a Palazzo Ducale permette così di riscoprire una dimensione significativa della storia della Serenissima\, nella quale la rappresentazione del potere passava anche attraverso le figure femminili della famiglia dogale\, chiamate a incarnare\, con la propria apparizione pubblica\, il prestigio della Repubblica. \nCon questo nuovo appuntamento\, “Ospiti a Palazzo” rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico legato alla storia della Serenissima\, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire\, attraverso opere provenienti da importanti collezioni\, le vicende\, i protagonisti e le forme della rappresentazione del potere nella Venezia di un tempo. \nL’opera si inserisce\, inoltre\, in un più ampio percorso di valorizzazione della figura della dogaressa promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, in dialogo con la mostra La dogaressa tra storia e mito. Venezianità al femminile dal Medioevo al Novecento\, realizzata al Palazzo Vescovile di Portogruaro nell’ambito del progetto MUVE OUTDOOR\, dal 16 dicembre 2023 al 19 maggio 2024. Due iniziative che\, attraverso linguaggi e contesti espositivi differenti\, approfondiscono una figura centrale nell’immaginario veneziano\, il cui ruolo si esprimeva attraverso la rappresentanza pubblica\, il cerimoniale e una fitta rete di relazioni politiche e sociali. \nINFORMAZIONI UTILI \nL’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani  \nPalazzo Ducale\, Quadreria – Sala del Magistrato alle Leggi \nOpera proveniente dal MarteS – Museo d’arte Sorlini\, Brescia \nAndrea Michieli\, detto il Vicentino \n(Vicenza\, circa 1542 – Venezia\, 1618) \nVisitabile dal 22 ottobre 2026 al 23 marzo 2027 \nDipinto fruibile nel percorso di visita del museo \nMaggiori informazioni sui biglietti \nImmagine: \nAndrea Michieli\, detto il Vicentino \n(Vicenza\,c. 1542 – Venezia\, 1618) \nIngresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani \nCalvagese della Riviera (Brescia)\, MarteS – Museo d’arte Sorlini
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SUMMARY:Incontro | Il diritto di entrare. Cultura e persone senza dimora (Padova)
DESCRIPTION:Si terrà il lunedì 26 ottobre dalle ore 9.45 all’Auditorium del Museo della Natura e dell’Uomo\, corso Giuseppe Garibaldi 39 a Padova\, l’incontro dal titolo “Il diritto di entrare. Cultura e persone senza dimora”\, un’occasione di confronto e dialogo sul diritto di tutte le persone di godere del patrimonio culturale. All’evento\, promosso da Centro di Ateneo per i Musei e Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca” dell’Università di Padova\, e da Assessorato ai Servizi Sociali del Comune di Padova\, parteciperanno rappresentanti delle istituzioni cittadine che gestiscono i luoghi della cultura e associazioni che operano sul territorio per l’assistenza alle persone senza dimora. \nAlle persone senza dimora riconosciamo il bisogno di un letto e di un pasto\, quasi mai il diritto di entrare in un museo\, in una biblioteca\, in un archivio. La giornata mette al centro quella soglia: un momento di riflessine e di incontro tra chi lavora nei servizi sociali e chi lavora nei luoghi della cultura\, sul diritto alla cultura \nSe l’assistenza si concentra primariamente sui bisogni ritenuti essenziali – cibo\, salute\, ricovero\, tutela legale e amministrativa\, ai quali quotidianamente fanno fronte i servizi sociali e  le associazioni di strada\, il cui operato viene coordinato dal tavolo di inclusione istituito dall’Assessorato ai Servizi Sociali -\, è anche vero che tra i diritti fondamentali della persona è riconosciuto l’accesso alla cultura che garantisce la dignità umana\, la libertà di espressione e il pieno sviluppo dell’individuo. \n\nMauro Varotto\, delegato della rettrice ai Musei dell’Università di Padova: “La definizione di museo varata dall’ICOM nel 2022 invita i siti museali non solo ad essere “aperti\, accessibili e inclusivi”\, ma ad operare “con la partecipazione delle comunità”. Le comunità là fuori sono in realtà tante e varie\, e i Musei dell’Università di Padova da diversi anni si stanno impegnando ad allargare il perimetro delle persone che entrano all’interno dell’università e possano così sentire quel patrimonio come proprio. Non si tratta soltanto di garantire il diritto di entrata\, ma di dialogare con persone e istituzioni\, per comprendere le diverse esigenze\, dare spazio a una cultura dell’ascolto e dell’accoglienza\, in un percorso che auspicabilmente dovrebbe condurre in futuro alla co-progettazione di eventi e iniziative. In quest’ottica\, particolarmente prezioso è questo protocollo d’intesa tra Centro di Ateneo per i Musei e il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova\, perché costituisce strumento che dà continuità e solidità a singole iniziative\, trasformandole in una strategia comune”. \n\nAndrea Colasio\, assessore alla Cultura del Comune di Padova: “Quando si parla di persone senza fissa dimora\, l’attenzione si concentra giustamente sulle emergenze materiali: un posto letto\, un pasto caldo\, l’assistenza sanitaria. Concentrarsi esclusivamente sul sostentamento fisico\, tuttavia\, rischia di ridurre la persona alla sola dimensione del bisogno\, ignorando le sue esigenze emotive\, intellettuali e umane. Avere accesso all’arte\, alla musica\, alla storia e ai luoghi di cultura significa offrire uno spazio di ossigeno mentale\, un momento di sollievo dalla costante pressione e dallo stress legati alla sopravvivenza in strada. Il patrimonio storico e artistico è una proprietà collettiva: appartiene alla comunità e definisce la memoria e l’identità di un luogo. Permettere a chi vive ai margini di attraversare la soglia di un museo o di un sito archeologico significa trasmettere un messaggio chiaro: «Questo luogo è anche tuo\, questo patrimonio ti appartiene». L’esperienza estetica e culturale attiva processi di riflessione e riscatto personale\, aiutando a ricostruire un senso di sé che la vita di strada tende progressivamente a sgretolare. Per queste ragioni la giornata di studio dedicata ad un approfondimento su questo tema cruciale si inserisce a pieno titolo nelle tante iniziative della nostra amministrazione per non lasciare indietro nessuno nella nostra città“. \n\nMargherita Colonnello\, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Padova: “La cultura può abbattere barriere e ricostruire legami umani per non lasciare indietro nessuno – commenta l’assessora al Sociale\, Margherita Colonnello – Aprire le porte dei luoghi della cultura a chi vive ai margini della comunità significa\, pertanto\, riconoscere il valore di ogni individuo e significa anche creare opportunità concrete per le persone vulnerabili\, esposte a condizioni di fragilità. Ribadisco che la cultura è di tutti ed è per tutti e tutti devono sentirsi pienamente cittadini. Il “diritto di entrare” è\, pertanto\, impegno sociale\, è capacità di prendersi cura e di raggiungere chi non ha voce\, chi vive nell’ombra; è senza dubbio un invito alla consapevolezza e alla responsabilità collettiva per abbattere l’indifferenza. Ringrazio ancora una volta il settore Cultura del Comune\, l’Ateneo e tutti coloro che\, insieme a noi\, si sono attivati per realizzare e rendere possibile questo percorso di crescita personale che diventa leva di inclusione sociale e di contrasto alla povertà educativa“. \n\nMarco Mascia\, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani “Antonio Papisca”: “L’incontro promosso da Università e Comune di Padova intende promuovere il diritto a partecipare alla vita culturale delle persone senza dimora e in condizioni di povertà estrema. Siamo di fronte a un diritto fondamentale riconosciuto dalla Dichiarazione universale dei diritti umani che\, nella realtà\, viene spesso negato: le persone povere infatti vengono allontanate dai luoghi di cultura a causa del loro aspetto o della loro condizione sociale\, alimentando esclusione e marginalizzazione. La cultura non è un diritto riservato a chi ha già soddisfatto tutti gli altri bisogni\, ma uno strumento essenziale di dignità\, identità e sviluppo personale”. \n\nPregresse esperienze di accoglienza delle persone senza dimora nei luoghi di cultura della città sono state promosse nell’ambito di un’iniziativa finanziata dall’Assessorato alla Cultura nell’anno 2025\, con una serie di appuntamenti in museo. Palazzo della Regione\, Museo di Storia della Medicina e Museo di Geografia\, i luoghi coinvolti\, visitati da una ventina tra persone senza dimora e operatori sociali. \nLe reazioni raccolte da questi primi incontri hanno stimolato una riflessione sull’opportunità di rendere l’accesso ai luoghi della cultura un appuntamento strutturato e ricorrente\, promuovendo un coordinamento condiviso e la creazione di un calendario di appuntamenti nei musei\, in monumenti e biblioteche della città\, e organizzando una formazione dedicata a chi opera nel sociale e nei musei e luoghi di cultura per la gestione dei momenti di visita. \nLunedì 26 ottobre dalle ore 9.45 all’Auditorium del Museo della Natura e dell’Uomo\, corso Giuseppe Garibaldi 39 a Padova\, dopo i saluti di Mauro Varotto\, delegato della rettrice ai Musei dell’Università di Padova\, Margherita Colonnello\, assessora alle Politiche Sociali del Comune di Padova\, e Lucia Lion\, Dirigente del settore Cultura\, interverranno\, tra gli altri\, Marco Mascia\, presidente del Centro di Ateneo per i Diritti Umani «Antonio Papisca»\, su “Il diritto alla cultura come diritto umano” e Lorenzo Penco\, Direttore del centro di ascolto dell’Associazione San Marcellino di Genova che racconterà la sua esperienza pluriennale\, uno dei rari esempi a livello nazionale in questa direzione e un modello a cui riferirsi. A fine convegno\, dopo la tavola rotonda moderata da Nicola Carrara di Centro Ateneo per i Musei è prevista la sottoscrizione del protocollo d’intesa tra il Centro di Ateneo per i Musei dell’Università di Padova e il Settore Servizi Sociali del Comune di Padova con Fabrizio Nestola\, Presidente del Centro di Ateneo per i Musei e Margherita Colonnello\, Assessora alle Politiche Sociali. \n\nL’incontro\, per esigenze organizzative\, è solo su invito.
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LOCATION:Museo della Natura e dell’Uomo\, corso Giuseppe Garibaldi 39\, Padova\, Italy
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SUMMARY:Convegno | Infrastrutture\, Archeologia e Paesaggio (Venezia)
DESCRIPTION:Analizzare il rapporto tra le trasformazioni del territorio e la tutela della memoria storica. È questo l’obiettivo del convegno «Infrastrutture\, Archeologia e Paesaggio»\, che si terrà giovedì 29 ottobre 2026\, dalle ore 10:00 alle 17:00\, presso il Parco archeologico di Altino (Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna)\, promosso in un momento in cui la crescita delle grandi opere infrastrutturali nel Veneto rende sempre più urgente un confronto tra chi progetta il territorio e chi ne studia e tutela la stratificazione storica. \nL’appuntamento\, curato dalle professoresse Annalisa Colombino\, Martina Frank e Myriam Pilutti Namer\, è promosso dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dall’Osservatorio Regionale per il Paesaggio della Regione del Veneto\, in stretta collaborazione con i Musei archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna. \nL’evento si terrà nella cornice del Parco Archeologico di Altino\, a Quarto d’Altino (VE): un sito di grande interesse dove sorgeva l’antica Altino\, porto e snodo viario primario tra la laguna\, l’entroterra e il mare Adriatico fin dall’epoca dei Veneti antichi e di Roma. \nUn confronto tra metodi\, strumenti e casi di studio \nIl convegno metterà a confronto le esperienze operative delle Soprintendenze e del mondo universitario attraverso tre assi tematici: \n\nConoscenza del patrimonio antico: Un focus sulla viabilità storica (come la via Annia) e sulle infrastrutture del passato\, ricostruite attraverso la lettura incrociata delle fonti letterarie\, della fotointerpretazione aerea e satellitare e delle prospezioni geofisiche.\nMetodi di analisi diacronica: L’uso di tecnologie come i sistemi informativi geografici (GIS) e la ricognizione di superficie per ricostruire il rapporto che intercorre tra le comunità umane\, l’ambiente\, le risorse naturali e le componenti animali.\nCasi di studio operativi da diversi contesti del Veneto. La sessione pomeridiana darà voce direttamente ai funzionari delle Soprintendenze\, con una disamina di interventi sul campo che restituisce lo stato dell’arte dell’archeologia preventiva nella regione: la Soprintendenza di Padova\, Treviso e Belluno presenterà le indagini sul patrimonio culturale subacqueo del litorale veneziano e i risultati dello studio sul rapporto tra tessuto antico e città contemporanea nel caso di Oderzo; la Soprintendenza di Venezia illustrerà gli esiti dell’archeologia preventiva nei cantieri infrastrutturali della provincia centro-orientale; la Soprintendenza di Verona\, Rovigo e Vicenza presenterà i dati emersi dal progetto infrastrutturale di via XX Settembre a Verona\, che ha restituito nuove evidenze su strade\, necropoli e architetture lungo l’antica via de Medio.\n\n  \nIl Parco archeologico di Altino \nIstituito con decreto ministeriale n. 57 del 15 marzo 2024 e parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna\, il Parco archeologico di Altino conserva e valorizza i resti di una importante città abitata ininterrottamente dal VII secolo a.C. per circa quindici secoli\, la cui fortuna si deve alla posizione strategica tra terraferma\, laguna e mare. Alle collezioni esposte nel Museo\, ospitato in un complesso rurale ottocentesco riqualificato\, il Parco affianca una vasta un’area archeologica in cui sono tuttora in corso campagne di scavo\, a cura del Parco stesso e condotte in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia\, di Padova e di Trento\, che negli ultimi anni hanno riportato alla luce porzioni sconosciute del sistema stradale e fognario urbano e indagato i resti del foro e di altri edifici pubblici della città romana e tardoantica\, facendo di Altino un laboratorio a cielo aperto sulla relazione tra archeologia e paesaggio. \nL’Osservatorio Regionale per il Paesaggio della Regione del Veneto \nIstituito ai sensi della legge regionale 26 maggio 2011\, n. 10\, che ha inserito nella legge regionale 23 aprile 2004\, n. 11 il titolo dedicato al paesaggio\, l’Osservatorio Regionale per il Paesaggio dà attuazione nel Veneto ai principi della Convenzione Europea del Paesaggio e all’articolo 133 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004). Il suo compito è promuovere la conoscenza\, la salvaguardia\, la gestione e la riqualificazione dei paesaggi regionali\, tanto quelli di eccezionale valore quanto quelli della vita quotidiana\, e integrare la tutela del paesaggio nelle politiche di pianificazione territoriale\, urbanistica\, culturale\, ambientale\, agricola\, sociale ed economica\, anche attraverso studi\, raccolta di dati e attività di formazione rivolte a tecnici e amministrazioni. \n  \n  \nPROGRAMMA  \n  \nLa giornata vedrà la partecipazione di docenti e ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia\, delle Università di Padova\, Verona e Udine\, affiancati dai funzionari delle Soprintendenze Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) competenti per il territorio veneto. \n\n09:30 ‒ 10:00 | Accoglienza e saluti istituzionali. Intervento introduttivo della Dott.ssa Marianna Bressan (Direttrice MAN VE-LAG) su «Il Parco archeologico di Altino tra archeologia\, paesaggio e infrastrutture». Moderano la sessione mattutina le Prof.sse Martina Frank e Myriam Pilutti Namer (Università Ca’ Foscari Venezia).\n\n  \n\n10:15 ‒ 12:30 | Sessione accademica:\nProf. Fabio Saggioro (Università degli Studi di Verona): Archeologia del paesaggio: metodi\, strumenti\, casi di studio.\nProf.ssa Claudia Antonetti (Università Ca’ Foscari Venezia): Adriatico anellenico vs. grecità adriatica: il problema storico.\nProf. Jacopo Bonetto (Università degli Studi di Padova): Il Veneto romano: insediamenti\, vie di comunicazione\, paesaggi.\n\n  \n\n14:00 ‒ 16:00 | Sessione operativa ‒ Casi di studio dalle Soprintendenze. Moderata da Prof.ssa Annalisa Colombino (Università Ca’ Foscari Venezia):\nDott. Alessandro Asta (SABAP PD-TV-BL): Infrastrutture\, paesaggio costiero\, patrimonio culturale subacqueo. Un rapporto in evoluzione.\nDott.ssa Maria Cristina Vallicelli (SABAP PD-TV-BL): Il rapporto tra antico e contemporaneo nel paesaggio urbano: il caso opitergino.\nDott.ssa Cecilia Rossi\, Dott. Fabio Spagiari (SABAP VE): Archeologia preventiva e infrastrutture nel paesaggio della provincia centro-orientale di Venezia.\nDott.sse Brunella Bruno\, Silvia Dandria\, Giulia Pelucchini (SABAP VR-RO-VI): Il progetto infrastrutturale di via XX Settembre a Verona: nuove ricerche su strade\, necropoli\, architettura e paesaggio lungo la via de Medio.\n\n  \n\n16:30 | Conclusioni dei lavori.\n16:45 | Visita guidata facoltativa al Museo a cura della Dott.ssa Anna Fantin (Università degli Studi di Udine).\n\n  \nModalità di partecipazione \nLa partecipazione al convegno è libera e la preiscrizione non è necessaria. La cittadinanza\, le studentesse e gli studenti\, i professionisti del settore sono invitati a intervenire. \nL’evento è aperto ai professionisti iscritti agli Ordini e ai Collegi professionali del territorio ai fini del riconoscimento dei Crediti Formativi Professionali (CFP). \nLuogo: Parco archeologico di Altino\, Via S. Eliodoro 56\, 30020 Quarto d’Altino (VE) \nData: giovedì 29 ottobre 2026 \nOrario: ore 10:00 ‒17:00. Accoglienza a partire dalle ore 9:30. \nContatto: Prof.ssa Myriam Pilutti Namer (Università Ca’ Foscari Venezia) \nE-mail: myriam.piluttinamer@unive.it
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