BEGIN:VCALENDAR
VERSION:2.0
PRODID:-//Storie &amp; Archeostorie - ECPv6.18.3.1//NONSGML v1.0//EN
CALSCALE:GREGORIAN
METHOD:PUBLISH
X-ORIGINAL-URL:https://storiearcheostorie.com
X-WR-CALDESC:Eventi per Storie &amp; Archeostorie
REFRESH-INTERVAL;VALUE=DURATION:PT1H
X-Robots-Tag:noindex
X-PUBLISHED-TTL:PT1H
BEGIN:VTIMEZONE
TZID:Europe/Rome
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20250330T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20251026T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20260329T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20261025T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20270328T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20271031T010000
END:STANDARD
BEGIN:DAYLIGHT
TZOFFSETFROM:+0100
TZOFFSETTO:+0200
TZNAME:CEST
DTSTART:20280326T010000
END:DAYLIGHT
BEGIN:STANDARD
TZOFFSETFROM:+0200
TZOFFSETTO:+0100
TZNAME:CET
DTSTART:20281029T010000
END:STANDARD
END:VTIMEZONE
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20260923T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270111T235959
DTSTAMP:20260922T124824Z
CREATED:20260922T124824Z
LAST-MODIFIED:20260922T124824Z
UID:59847-1790121600-1799711999@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | Nel segno di Venezia. La donazione Alessandro Favaretto Rubelli (Venezia)
DESCRIPTION:Con la mostra di Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento veneziano\, Fondazione Musei Civici di Venezia presenta e celebra la recente donazione di opere su carta di Alessandro Favaretto Rubelli\, presidente della celebre omonima impresa di tessuti: una preziosa serie di 29 disegni di antichi maestri veneti – tra cui Palma il Giovane\, Carlevarijs\, Ricci\, Canaletto\, Tiepolo –  testimonianza di una colta passione collezionistica\, che l’avvocato e Cavaliere del lavoro  ha deciso di donare alla città di Venezia\, destinando al Gabinetto dei disegni e delle stampe della Fondazione Musei Civici di Venezia.  \n  \nIl filo conduttore\, con poche eccezioni\, è rappresentato proprio dall’amore per la sua città\, la sua storia e\, soprattutto\, i suoi artisti. L’impegno profuso nella propria impresa non ha\, infatti\, sottratto all’avvocato la possibilità di dedicarsi alla sua passione per la storia e l’arte della Serenissima: anche durante i viaggi d’affari all’estero\, Alessandro Favaretto Rubelli ha raccolto un’importante collezione di libri antichi di argomento veneziano\, comprendente opere di carattere storico\, guide e album illustrati\, che coprono un arco cronologico che va dalla fine del Quattrocento fino ai primi del Novecento. \n  \nLa raccolta in mostra nel portego al primo piano di Ca’ Rezzonico si compone\, essenzialmente\, di due nuclei principali. Il primo\, un gruppo di fogli del Cinquecento\, tra cui spicca il Cristo tentato dal diavolo di Palma il Giovane\, uno degli artisti più importanti a cavallo tra XVI e XVII secolo. Preparatorio per un telero perduto di Palazzo Ducale\, il foglio mostra un alto grado di rifinitura\, dove possiamo cogliere appieno l’abilità disegnativa del Palma\, autore anche un altro foglio della collezione Favaretto Rubelli\, con La preghiera di san Carlo Borromeo\, datato 1624. Ma è il gruppo del Settecento veneziano il vero protagonista della raccolta\, con rappresentati i principali artisti dell’ultimo secolo di storia della Serenissima. Cominciando da Luca Carlevarijs\,  con ben cinque Studi di macchiette\, tutti provenienti dalla collezione di Tito Miotti\, che vanno ad arricchire il nucleo di disegni dell’artista delle collezioni civiche\, tra i più importanti al mondo assieme a quelli del British Museum e del Victoria and Albert Museum di Londra. Si tratta di piccoli fogli\, nei quali Carlevarijs ha raffigurato popolani al lavoro\, donne intente a conversare\, uomini seduti o in piedi\, andando a formare quel repertorio di personaggi che avrebbero poi popolato le sue vedute. A Sebastiano Ricci appartiene un disegno a matita nera preparatorio per le Tentazioni di Sant’Antonio abate\, saggio magistrale della capacità del maestro di definire i chiaroscuri con un segno sicuro e un tratteggio vigoroso.  Anche gli allievi di Ricci sono ben rappresentati nella collezione Favaretto Rubelli: Gaspare Diziani è presente con due studi\, mentre Francesco Fontebasso è rappresentato da una copia giovanile di un quadro del maestro. Immancabile in una raccolta di disegni veneti una caricatura di Giambattista Tiepolo\, in questo caso proveniente dall’album Valmarana\, come si evince dagli angoli ritagliati. Si tratta di uno splendido esempio delle capacità satiriche del maestro\, in grado di dare vita ai suoi personaggi con pochi tratti di inchiostro. Infine\, un posto di rilievo è occupato da due studi di vedute di Giovanni Antonio Canal\, detto Canaletto\, che facevano parte di un album appartenuto a Italico Brass e in seguito disperso. Si tratta di prove affascinanti del pittore veneziano\, e di testimonianze importanti del suo metodo di lavoro\, che arricchiscono di molto le collezioni civiche veneziane. \n  \nUn gesto importante quello dell’avvocato Favaretto Rubelli che fornisce molte conferme; il ruolo centrale del Gabinetto dei disegni e delle stampe nello studio\, nella conservazione e nella valorizzazione della grafica antica; l’attività di Fondazione Musei Civici di Venezia come realtà in grado di custodire\, raccontare\, il patrimonio culturale affidatole\, perché siano tesoro delle future generazioni; infine\, ma non ultimo\, come la generosità e la visione dei donatori sia\, ancora oggi\, la base costituente di patrimonio collezionistico e di un senso civico\, a beneficio della collettività.  \n  \nEntrato nell’azienda di famiglia nel 1955\, a soli 24 anni\, Alessandro Favaretto Rubelli ha saputo\, guidarla in breve tempo\, verso i mercati internazionali\, aprendo sedi e showroom in tutto il mondo: da Londra a Parigi\, da New York a Lione\, fino a Dubai. Sotto la sua presidenza\, la Rubelli firma una serie di collaborazioni con artisti e atelier di fama mondiale per ampliare l’offerta tessuti esclusivi e raffinati. Nel 2018 nasce\, infine\, la Fondazione Rubelli\, che ha come obiettivo promuovere e diffondere il patrimonio culturale\, storico e contemporaneo dell’azienda\, che comprende\, insieme all’Archivio Storico\, una serie di bozzetti per tessuti e oltre cinquantamila campioni tessili. \n  \nInformazioni utili  \nOrari museo: \n  –  fino al 31 ottobre: 10.00 – 18.00 (ultimo ingresso ore 17.00) \n  –  dall’1 novembre: 10.00 – 17.00 (ultimo ingresso ore 16.00) \nChiuso il martedì  \nBiglietti: la mostra è inclusa nel biglietto e nel percorso di visita del museo  \nMaggiori informazioni sui biglietti
URL:https://storiearcheostorie.com/event/nel-segno-di-venezia-donazione-alessandro-favaretto-rubelli-mostra/
LOCATION:Ca’ Rezzonico – Museo del Settecento Veneziano\, Dorsoduro 3136\, Venezia\, Italy
CATEGORIES:mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/09/3.Giambattista-Tiepolo-Caricatura-di-uomo-con-cappello-di-spalle-rotated.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261022T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20270323T235959
DTSTAMP:20261023T085545Z
CREATED:20261023T085545Z
LAST-MODIFIED:20261023T085545Z
UID:61935-1792627200-1805846399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Mostra | L’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani  (Venezia)
DESCRIPTION:Dal 22 ottobre 2026 al 23 marzo 2027 la Quadreria di Palazzo Ducale accoglie L’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani di Andrea Michieli\, detto il Vicentino\, proveniente dal MarteS – Museo d’arte Sorlini (Carzago Riviera\, Brescia)\, dipinto che racconta lo sfarzo delle cerimonie della Serenissima e il ruolo della dogaressa nella vita pubblica veneziana. \nTra le opere presentate nelle precedenti edizioni di Ospiti a Palazzo\, la rassegna sostenuta dalla Direttrice Scientifica di Fondazione Musei Civici di Venezia\, Chiara Squarcina\, curata da Daniele D’Anza e Giulia Valle\, figurano Il molo verso la Riva degli Schiavoni con la colonna di San Marco di Canaletto e il Ritratto di Lazzaro Zen di Francesco Guardi\, esposto lo scorso anno. Il nuovo appuntamento riporta l’attenzione sulla Venezia di fine Cinquecento\, attraverso una scena corale e ricca di dettagli che restituisce l’immagine di una Repubblica che affida anche alla solennità del cerimoniale la rappresentazione del proprio prestigio politico e della propria identità. \nAutore della scena è Andrea Vicentino\, pittore attivo tra la fine del Cinquecento e i primi decenni del Seicento\, particolarmente abile nella raffigurazione di grandi avvenimenti cittadini e coinvolto più volte nella realizzazione di dipinti per Palazzo Ducale. Tra le opere eseguite per la sede del governo veneziano figurano L’ingresso di Enrico III\, testimonianza di un’altra memorabile entrata trionfale che coinvolse l’intera città\, e il celebre telero della Battaglia di Lepanto\, conservato nella Sala dello Scrutinio. La sua pittura\, attenta alla narrazione degli eventi e alla molteplicità dei personaggi\, si rivela particolarmente adatta a documentare la complessità e lo sfarzo delle cerimonie pubbliche veneziane. \nAl centro della composizione compare la dogaressa Morosina Morosini\, moglie del doge Marino Grimani\, in carica dal 1595 al 1605. Il dipinto documenta il suo ingresso solenne a Palazzo Ducale attraverso Piazza San Marco\, in occasione di una delle celebrazioni più spettacolari della storia della Serenissima. La ricchezza degli abiti\, la disposizione del corteo e la presenza delle autorità veneziane restituiscono tutta la complessità di un rituale nel quale ogni gesto\, ruolo e dettaglio contribuiva a rendere visibile la gerarchia e la grandezza dello Stato. \nCome per il doge\, anche per la dogaressa era previsto un fastoso rito d’incoronazione\, che sanciva ufficialmente il suo ingresso nella vita cerimoniale della Repubblica. Le celebrazioni erano occasioni di straordinaria partecipazione collettiva e richiedevano il coinvolgimento di artisti e artigiani nella realizzazione di apparati effimeri\, decorazioni e tessuti preziosi. \nLe feste organizzate per Morosina Morosini\, in particolare\, si distinsero per magnificenza e spettacolarità\, diventando un momento memorabile nella storia veneziana. \nNel dipinto\, la dogaressa indossa un sontuoso abito in broccato d’oro\, impreziosito da un lungo strascico sostenuto da due nobili. Al suo fianco compare Ludovica Hofer\, moglie dell’ambasciatore cesareo\, mentre alle sue spalle si snoda il corteo secondo l’ordine stabilito dalle gerarchie politiche della Serenissima: magistrati\, funzionari\, cittadini illustri e rappresentanti delle potenze straniere giunti a Venezia per l’occasione. La composizione\, probabilmente realizzata per la stessa Ludovica Hofer\, era storicamente conservata nel Castello di Duino\, residenza storica della sua famiglia. \nLa presenza dell’ “ospite” di quest’anno a Palazzo Ducale permette così di riscoprire una dimensione significativa della storia della Serenissima\, nella quale la rappresentazione del potere passava anche attraverso le figure femminili della famiglia dogale\, chiamate a incarnare\, con la propria apparizione pubblica\, il prestigio della Repubblica. \nCon questo nuovo appuntamento\, “Ospiti a Palazzo” rinnova il proprio impegno nella valorizzazione del patrimonio storico-artistico legato alla storia della Serenissima\, offrendo al pubblico l’opportunità di approfondire\, attraverso opere provenienti da importanti collezioni\, le vicende\, i protagonisti e le forme della rappresentazione del potere nella Venezia di un tempo. \nL’opera si inserisce\, inoltre\, in un più ampio percorso di valorizzazione della figura della dogaressa promosso dalla Fondazione Musei Civici di Venezia\, in dialogo con la mostra La dogaressa tra storia e mito. Venezianità al femminile dal Medioevo al Novecento\, realizzata al Palazzo Vescovile di Portogruaro nell’ambito del progetto MUVE OUTDOOR\, dal 16 dicembre 2023 al 19 maggio 2024. Due iniziative che\, attraverso linguaggi e contesti espositivi differenti\, approfondiscono una figura centrale nell’immaginario veneziano\, il cui ruolo si esprimeva attraverso la rappresentanza pubblica\, il cerimoniale e una fitta rete di relazioni politiche e sociali. \nINFORMAZIONI UTILI \nL’ingresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani  \nPalazzo Ducale\, Quadreria – Sala del Magistrato alle Leggi \nOpera proveniente dal MarteS – Museo d’arte Sorlini\, Brescia \nAndrea Michieli\, detto il Vicentino \n(Vicenza\, circa 1542 – Venezia\, 1618) \nVisitabile dal 22 ottobre 2026 al 23 marzo 2027 \nDipinto fruibile nel percorso di visita del museo \nMaggiori informazioni sui biglietti \nImmagine: \nAndrea Michieli\, detto il Vicentino \n(Vicenza\,c. 1542 – Venezia\, 1618) \nIngresso solenne a Palazzo Ducale della dogaressa Morosina Morosini Grimani \nCalvagese della Riviera (Brescia)\, MarteS – Museo d’arte Sorlini
URL:https://storiearcheostorie.com/event/palazzo-ducale-morosina-morosini-grimani-venezia/
LOCATION:Palazzo Ducale – Venezia\, San Marco 1\, Venezia\, Italy
CATEGORIES:arte,mostre
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Andrea-Michieli-detto-il-Vicentino_Vicenza-c.-1542-–-Venezia-1618_Ingresso-solenne-a-Palazzo-Ducale-della-dogaressa-Morosina-Morosini-Grimani-Calvagese-della-Riviera-Brescia.jpg
END:VEVENT
BEGIN:VEVENT
DTSTART;TZID=Europe/Rome:20261029T000000
DTEND;TZID=Europe/Rome:20261029T235959
DTSTAMP:20261023T114526Z
CREATED:20261023T114526Z
LAST-MODIFIED:20261023T114526Z
UID:61956-1793232000-1793318399@storiearcheostorie.com
SUMMARY:Convegno | Infrastrutture\, Archeologia e Paesaggio (Venezia)
DESCRIPTION:Analizzare il rapporto tra le trasformazioni del territorio e la tutela della memoria storica. È questo l’obiettivo del convegno «Infrastrutture\, Archeologia e Paesaggio»\, che si terrà giovedì 29 ottobre 2026\, dalle ore 10:00 alle 17:00\, presso il Parco archeologico di Altino (Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna)\, promosso in un momento in cui la crescita delle grandi opere infrastrutturali nel Veneto rende sempre più urgente un confronto tra chi progetta il territorio e chi ne studia e tutela la stratificazione storica. \nL’appuntamento\, curato dalle professoresse Annalisa Colombino\, Martina Frank e Myriam Pilutti Namer\, è promosso dal Dipartimento di Economia dell’Università Ca’ Foscari Venezia e dall’Osservatorio Regionale per il Paesaggio della Regione del Veneto\, in stretta collaborazione con i Musei archeologici Nazionali di Venezia e della Laguna. \nL’evento si terrà nella cornice del Parco Archeologico di Altino\, a Quarto d’Altino (VE): un sito di grande interesse dove sorgeva l’antica Altino\, porto e snodo viario primario tra la laguna\, l’entroterra e il mare Adriatico fin dall’epoca dei Veneti antichi e di Roma. \nUn confronto tra metodi\, strumenti e casi di studio \nIl convegno metterà a confronto le esperienze operative delle Soprintendenze e del mondo universitario attraverso tre assi tematici: \n\nConoscenza del patrimonio antico: Un focus sulla viabilità storica (come la via Annia) e sulle infrastrutture del passato\, ricostruite attraverso la lettura incrociata delle fonti letterarie\, della fotointerpretazione aerea e satellitare e delle prospezioni geofisiche.\nMetodi di analisi diacronica: L’uso di tecnologie come i sistemi informativi geografici (GIS) e la ricognizione di superficie per ricostruire il rapporto che intercorre tra le comunità umane\, l’ambiente\, le risorse naturali e le componenti animali.\nCasi di studio operativi da diversi contesti del Veneto. La sessione pomeridiana darà voce direttamente ai funzionari delle Soprintendenze\, con una disamina di interventi sul campo che restituisce lo stato dell’arte dell’archeologia preventiva nella regione: la Soprintendenza di Padova\, Treviso e Belluno presenterà le indagini sul patrimonio culturale subacqueo del litorale veneziano e i risultati dello studio sul rapporto tra tessuto antico e città contemporanea nel caso di Oderzo; la Soprintendenza di Venezia illustrerà gli esiti dell’archeologia preventiva nei cantieri infrastrutturali della provincia centro-orientale; la Soprintendenza di Verona\, Rovigo e Vicenza presenterà i dati emersi dal progetto infrastrutturale di via XX Settembre a Verona\, che ha restituito nuove evidenze su strade\, necropoli e architetture lungo l’antica via de Medio.\n\n  \nIl Parco archeologico di Altino \nIstituito con decreto ministeriale n. 57 del 15 marzo 2024 e parte dei Musei archeologici nazionali di Venezia e della Laguna\, il Parco archeologico di Altino conserva e valorizza i resti di una importante città abitata ininterrottamente dal VII secolo a.C. per circa quindici secoli\, la cui fortuna si deve alla posizione strategica tra terraferma\, laguna e mare. Alle collezioni esposte nel Museo\, ospitato in un complesso rurale ottocentesco riqualificato\, il Parco affianca una vasta un’area archeologica in cui sono tuttora in corso campagne di scavo\, a cura del Parco stesso e condotte in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia\, di Padova e di Trento\, che negli ultimi anni hanno riportato alla luce porzioni sconosciute del sistema stradale e fognario urbano e indagato i resti del foro e di altri edifici pubblici della città romana e tardoantica\, facendo di Altino un laboratorio a cielo aperto sulla relazione tra archeologia e paesaggio. \nL’Osservatorio Regionale per il Paesaggio della Regione del Veneto \nIstituito ai sensi della legge regionale 26 maggio 2011\, n. 10\, che ha inserito nella legge regionale 23 aprile 2004\, n. 11 il titolo dedicato al paesaggio\, l’Osservatorio Regionale per il Paesaggio dà attuazione nel Veneto ai principi della Convenzione Europea del Paesaggio e all’articolo 133 del Codice dei beni culturali e del paesaggio (d.lgs. 42/2004). Il suo compito è promuovere la conoscenza\, la salvaguardia\, la gestione e la riqualificazione dei paesaggi regionali\, tanto quelli di eccezionale valore quanto quelli della vita quotidiana\, e integrare la tutela del paesaggio nelle politiche di pianificazione territoriale\, urbanistica\, culturale\, ambientale\, agricola\, sociale ed economica\, anche attraverso studi\, raccolta di dati e attività di formazione rivolte a tecnici e amministrazioni. \n  \n  \nPROGRAMMA  \n  \nLa giornata vedrà la partecipazione di docenti e ricercatori dell’Università Ca’ Foscari Venezia\, delle Università di Padova\, Verona e Udine\, affiancati dai funzionari delle Soprintendenze Archeologia\, Belle Arti e Paesaggio (SABAP) competenti per il territorio veneto. \n\n09:30 ‒ 10:00 | Accoglienza e saluti istituzionali. Intervento introduttivo della Dott.ssa Marianna Bressan (Direttrice MAN VE-LAG) su «Il Parco archeologico di Altino tra archeologia\, paesaggio e infrastrutture». Moderano la sessione mattutina le Prof.sse Martina Frank e Myriam Pilutti Namer (Università Ca’ Foscari Venezia).\n\n  \n\n10:15 ‒ 12:30 | Sessione accademica:\nProf. Fabio Saggioro (Università degli Studi di Verona): Archeologia del paesaggio: metodi\, strumenti\, casi di studio.\nProf.ssa Claudia Antonetti (Università Ca’ Foscari Venezia): Adriatico anellenico vs. grecità adriatica: il problema storico.\nProf. Jacopo Bonetto (Università degli Studi di Padova): Il Veneto romano: insediamenti\, vie di comunicazione\, paesaggi.\n\n  \n\n14:00 ‒ 16:00 | Sessione operativa ‒ Casi di studio dalle Soprintendenze. Moderata da Prof.ssa Annalisa Colombino (Università Ca’ Foscari Venezia):\nDott. Alessandro Asta (SABAP PD-TV-BL): Infrastrutture\, paesaggio costiero\, patrimonio culturale subacqueo. Un rapporto in evoluzione.\nDott.ssa Maria Cristina Vallicelli (SABAP PD-TV-BL): Il rapporto tra antico e contemporaneo nel paesaggio urbano: il caso opitergino.\nDott.ssa Cecilia Rossi\, Dott. Fabio Spagiari (SABAP VE): Archeologia preventiva e infrastrutture nel paesaggio della provincia centro-orientale di Venezia.\nDott.sse Brunella Bruno\, Silvia Dandria\, Giulia Pelucchini (SABAP VR-RO-VI): Il progetto infrastrutturale di via XX Settembre a Verona: nuove ricerche su strade\, necropoli\, architettura e paesaggio lungo la via de Medio.\n\n  \n\n16:30 | Conclusioni dei lavori.\n16:45 | Visita guidata facoltativa al Museo a cura della Dott.ssa Anna Fantin (Università degli Studi di Udine).\n\n  \nModalità di partecipazione \nLa partecipazione al convegno è libera e la preiscrizione non è necessaria. La cittadinanza\, le studentesse e gli studenti\, i professionisti del settore sono invitati a intervenire. \nL’evento è aperto ai professionisti iscritti agli Ordini e ai Collegi professionali del territorio ai fini del riconoscimento dei Crediti Formativi Professionali (CFP). \nLuogo: Parco archeologico di Altino\, Via S. Eliodoro 56\, 30020 Quarto d’Altino (VE) \nData: giovedì 29 ottobre 2026 \nOrario: ore 10:00 ‒17:00. Accoglienza a partire dalle ore 9:30. \nContatto: Prof.ssa Myriam Pilutti Namer (Università Ca’ Foscari Venezia) \nE-mail: myriam.piluttinamer@unive.it
URL:https://storiearcheostorie.com/event/convegno-infrastrutture-archeologia-e-paesaggio-altino-venezia/
LOCATION:Parco archeologico di Altino\, Via S. Eliodoro 56\, Quarto d'Altino\, Italy
CATEGORIES:archeologia,convegni
ATTACH;FMTTYPE=image/jpeg:https://storiearcheostorie.com/wp-content/uploads/2026/10/Scavi-Ca-Foscari-2026-Area-Paleocristiana-Altino.jpg
END:VEVENT
END:VCALENDAR