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SUMMARY:Mostre | San Francesco nell'iconografia barocca (Bologna)
DESCRIPTION:Il Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini commemora l’ottavo centenario della morte di san Francesco d’Assisi con una iniziativa espositiva che ospita due opere della Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini accanto ad altre della propria raccolta permanente. Il percorso San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini costituisce un affondo sull’iconografia del santo protettore d’Italia che intende documentare la rappresentazione elaborata a partire dalla Controriforma fino alla diffusione capillare nella cultura cattolica tra Seicento e Settecento.\n\nIl progetto espositivo\, promosso dai Musei Civici d’Arte Antica del Settore Musei Civici del Comune di Bologna e a cura di Antonella Mampieri\, è visitabile dal 23 settembre al 1 novembre 2026 con ingresso gratuito. \nA partire dalla seconda metà del Cinquecento l’ordine francescano nelle sue diverse articolazioni (Minori\, Minori conventuali\, Cappuccini\, Clarisse) promuove una contemplazione attenta della spiritualità di Francesco. Lo sguardo degli artisti si concentra in particolare sull’estasi e sulla visione nelle scene del Perdono di Assisi (Federico Barocci) e delle Stimmate (Guercino). Allo stesso tempo i pittori mostrano Francesco come Alter Christus (un altro Cristo) presentandolo privo di sensi e assistito dagli angeli dopo le esperienze mistiche (Caravaggio\, Orazio Gentileschi\, Francesco Gessi).\nIn questa iconografia rientra il prezioso dipinto di Andrea Donducci detto il Mastelletta\, appartenente alla collezione permanente del museo\, che fa assistere da due angeli Francesco\, svenuto dopo aver ricevuto le stigmate. \nLa preghiera in luoghi solitari permette al santo di entrare in perfetta sintonia col Divino\, come ci mostrano i due dipinti a olio su rame\, prestati per questa iniziativa dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini. Ispirati all’esperienza dei Carracci (San Francesco in preghiera) e di Guido Reni (L’estasi di san Francesco\, derivato liberamente dal dipinto del Maestro nella Galleria Colonna di Roma)\, le due opere mostrano non solo la circolazione di un soggetto\, ma anche la diffusione di copie da dipinti di successo\, richieste per le quadrerie e per la devozione  privata. \nLa penitenza come mezzo per avvicinarsi a Dio attraverso il digiuno e la  mortificazione del corpo\, ma anche la riflessione sulla morte e la caducità del mondo sono i temi ispiratori della scultura in terracotta policroma\, opera di un artista bolognese\, databile alla metà del XVIII secolo\, recentemente donata al museo. \nAl tema della visione appartiene anche la delicata scena in cui la Madonna consegna a san Francesco il Bambino Gesù\, momento intimo e di profonda intensità mistica tratto dall’agiografia francescana. Dell’invenzione tenerissima di Ludovico Carracci\, oggi conservata al Rijksmuseum di Amsterdam\, poi raccolta e fatta propria da Pietro Faccini\, viene qui esposto un piccolo esempio anonimo di area bolognese\, a dimostrare il successo di un’iconografia davvero adatta al santo che la tradizione vuole inventore del presepe di Greccio. \nIl focus espositivo San Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini rientra nelle iniziative collaterali del Festival Francescano 2026\, in programma a Bologna dal 24 al 27 settembre 2026 con il tema Sorella morte. Il passaggio che riscrive la Vita.\nInfo: www.festivalfrancescano.it\n\nLa programmazione celebrativa dei Musei Civici d’Arte Antica di Bologna per l’ottavo centenario del Transito di san Francesco d’Assisi si completa con il progetto espositivo Sorella Arte. San Francesco tra Medioevo e Contemporaneo\, a cura di Mark Gregory D’Apuzzo Pasquale Fameli\, Giovanni Gardini e Fabio Massaccesi\, articolato in due sedi e due percorsi complementari: Museo d’arte Lercaro (17 settembre 2026 – 17 gennaio 2027) e Museo Civico Medievale (17 ottobre 2026 – 17 gennaio 2027).\nInfo: www.museolercaro.it | www.museibologna.it/medievale\n \nOpere esposte \nAndrea Donducci detto il Mastelletta (Bologna\, 1575 – ivi\, 1655)\nSan Francesco e due angeli\nOlio su tela\, cm 33 x 25\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 227 \nPittore emiliano\, XVII sec.\nLa Madonna consegna il Bambino Gesù a san Francesco\nOlio su tela\, cm 34 x 26\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 262 \nGuido Reni (da)\nSan Francesco in estasi\, XVII sec.\nOlio su rame\, cm 22 x 29\nBologna\, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\, inv. 249 \nPittore bolognese\, XVII sec.\nLa visione di san Francesco\nOlio su tela\, cm 23 x 31\nBologna\, Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\, inv. 261 \nScultore bolognese\, XVIII sec.\nSan Francesco penitente\nTerracotta policroma\, cm 25 x 38 x 15\nBologna\, Museo Civico d’Arte Industriale e Galleria Davia Bargellini\, inv. 10001 \nCalendario visite guidate \nDomenica 27 settembre 2026 ore 16.00\nLa quadreria Davia Bargellini. Salvaguardia e tutela di un bene da privato a pubblico\nVisita guidata a cura di Antonella Mampieri\nIn occasione di Giornate Europee del Patrimonio e Festival Francescano\nCosto di partecipazione: gratuito \nVenerdì 9 ottobre 2026 ore 16.00\nSan Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\nVisita guidata a cura di Antonella Mampieri\nCosto di partecipazione: € 5 \nSabato 24 ottobre 2026 ore 16.00\nSan Francesco nell’iconografia barocca. Due ospiti dalla Fondazione Opera Pia Da Via Bargellini\nVisita guidata a cura di Senza titolo\nCosto di partecipazione: € 5
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SUMMARY:Mostra | Botteghe e artigiani a Genova (secoli XI-XVIII) (Genova)
DESCRIPTION:Mercoledì 23 settembre\, ore 16:30\, all’Archivio di Stato di Genova in via di Santa Chiara 28R inaugura la mostra “Botteghe e artigiani a Genova”. \nLa fama\, universalmente diffusa\, delle capacità dei genovesi nell’ambito del commercio e della finanza ha oscurato\, nell’immaginario collettivo\, un’altra realtà\, la produzione artigianale e l’attività delle botteghe\, strettamente legate alla vita quotidiana della città di Genova\, tanto da aver lasciato tracce tangibili nell’onomastica delle strade del centro storico. Luoghi come via degli orefici\, vico indoratori\, macelli di Soziglia\, vico stoppieri\, salita pollaioli o vico del cioccolatte ci richiamano agli antichi mestieri che rifornivano i genovesi di generi alimentari di prima necessità o di lusso\, abiti usati o stoffe pregiate\, infusi di erbe medicinali o armi da taglio. \nI documenti raccolti in mostra\, a cura di Giustina Olgiati\, che ci permettono di ricostruirne la storia ci aiutano a svelare la vita di tutti i giorni di una città congestionata nelle sue strade troppo strette\, ostruite dai tavolati e dalle corbe per l’esposizione delle merci fuori dalle botteghe\, percorsa dai muli che portano il zetto lontano dal porto\, dai camalli che consegnano le merci più pesanti e dai besagnini che raccolgono letame e rumenta prima di tornare ai campi. Poco distante dal centro\, il borgo di Santo Stefano brulica delle attività dei lanaioli\, lungo i corsi del Bisagno e del Polcevera si avvicendano orti\, mulini e concerie e nell’area di Voltri si moltiplicano gli edifici da carta\, mentre spiagge e tratti di costa ospitano cantieri per gli allestimenti navali.\nOrganizzate come separate strutture di governo\, con consoli e consiglieri che amministrano l’attività e dirimono le controversie tra gli iscritti\, le arti sono costantemente coinvolte in liti per la difesa delle proprie prerogative. E se oggi può far sorridere il monopolio della vendita di mutandas sive brachas\, è giusto porre in risalto il lavoro delle mani che hanno incastonato le perle e i preziosi\, pescato e lavorato i coralli\, tessuto cucito e ricamato gli abiti\, realizzato le trine e i merletti che oggi ammiriamo nei quadri di Rubens e Van Dyck; l’opera coordinata di architetti\, fabbricanti di calcina e mattoni\, scalpellini\, mazzacani\, stuccatori e marmorari\, di cui ammiriamo la perizia quando visitiamo i palazzi dei Rolli; l’abilità di maestri d’ascia\, calafati\, peciari\, fabbricanti di alberi remi e vele\, filatori di canapa e cordai\, fonditori e fabbricanti di ancore\, uniti nell’allestimento di quelle navi alle quali Genova tanto deve della sua passata fortuna. \nNonostante il trascorrere del tempo\, le innovazioni tecnologiche e il mutare dei gusti e delle mode\, molte di queste competenze persistono tuttora nelle botteghe storiche e nei locali di tradizione di Genova\, nelle produzioni artigianali di stoffe pregiate e mezzeri\, canditi e cioccolata\, e nelle pietanze tradizionali preparate nelle sciamadde. \n  \nAutori dei saggi\, delle trascrizioni e delle schede di catalogo: \nEnrico Basso\, Denise Bezzina\, Paolo Calcagno\, Cristiana Di Cerbo\, Sofia Gullino\, Ernesto Lettieri\, Giustina Olgiati\, Giovanna Maria Orlandi\, Eleonora Pallavicino\, Francesca Pucci Donati\, Sergio Rossi\, Roberto Santamaria\, Daniele Tinterri\, Giorgio Toso
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SUMMARY:#GEP2026 - Dialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara (Bologna)
DESCRIPTION:Nell’ambito delle Giornate Europee del Patrimonio 2026 la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Bologna e la Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per le provincie di Modena\, Reggio  Emilia e Ferrara organizzano il seguente incontro con i Funzionari archeologi referenti per il territorio e con professionisti e studiosi esterni\, nel quale verranno presentati i risultati dei più recenti interventi di scavo e ricerca condotti sulle province di competenza: \nDialoghi con il territorio. Scavi e ricerche delle Soprintendenze di Bologna e di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara \nVenerdì 25 Settembre\, ore 16:00-18:30 \nSede Sabap Met-Bo\, Palazzo Dall’Armi Marescalchi\, Salone d’Onore – via IV Novembre 5\, Bologna \nEvento gratuito\, ingresso libero fino a esaurimento dei posti disponibili  \n\n\nProgramma:\n \nSaluti istituzionali\nArch. Francesca Tomba – Soprintendente ABAP per la Città metropolitana di Bologna\nArch. Eugenia Valacchi – Soprintendente ABAP per le province di Modena\, Reggio Emilia e Ferrara\n\nIntroduce e modera\nMonica Miari\n\nIntervengono\n\nLara Sabbionesi – Archeologa SABAP-MO\nMassimo Zanfini\, Chiara Baraldi – SEMPER S.r.l.\nRicerche archeologiche all’Ex Dogana di Reggio Emilia\n\nValentina Manzelli – Archeologa SABAP-MET-BO\nElena Maini – Archeozoologa libera professionista\nIn effossa terra. Un rituale di fondazione sotto la domus del Rasoio a Imola\n\nCarolina Ascari Raccagni – Archeologa SABAP-MO\nNicola Fadini – AKANTHOS S.r.l.\nFlavia Amato – Libera professionista\nCostruire e custodire: novità di epoca romana dal Ferrarese\n\nGiulia Bertolini – Archeologa SABAP-MET-BO\nLaura Cerri – Libera professionista\nCampogalliano (MO)\, via Cristina. Dati preliminari dalla campagna di prospezioni geofisiche\n\nValentina Di Stefano – Archeologa SABAP-MET-BO\nLaura Cerri – Libera professionista\nIndagini geofisiche a Maccaretolo: aggiornamento e prospettive di ricerca\n\nValentina Di Stefano – Archeologa SABAP-MET-BO\nStellina Cherubini – RT Restauro Tessile\nIl restauro dei tessuti delle vesti delle mummie di Roccapelago
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SUMMARY:Convegno | Centri e periferie della lauda nel Quattrocento: Venezia e il Friuli (Venezia)
DESCRIPTION:Il Quattrocento segna la straordinaria fioritura della lauda in area veneta. In linea con il rinnovamento della sensibilità religiosa dell’epoca\, il genere laudistico viene coltivato tanto dalle élites quanto dalle confraternite laicali e dal clero\, sia a Venezia sia nei domini di Terraferma e da Mar\, come ampiamente dimostrato dagli studi fondamentali di Giulio Cattin. Testimonianze manoscritte come il laudario veneto Marciano Ital. IX 145 illustrano i processi di ricezione e rielaborazione delle precedenti esperienze laudistiche centro-italiane\, ma anche l’immissione di nuova linfa spirituale\, poetica\, musicale. Le novità formali e contenutistiche sviluppate in Veneto passano sovente sotto il nome autorevole di Leonardo Giustinian (1388-1446)\, ma lontano dalla capitale\, ad esempio in Friuli\, ancora alla fine del secolo si rintracciano i lineamenti della lauda trecentesca grazie alla continuità istituzionale delle compagnie dei Battuti\, alle quali appartenne anche il laudografo e umanista pordenonese Pietro Edo (1426-1504). \nGli incontri intitolati Centri e periferie della lauda nel Quattrocento: Venezia e il Friuli nascono dalla sinergia tra la Fondazione Levi\, il progetto ERC AdG LAUDARE – Università di Trento\, e l’Accademia «San Marco» di Pordenone\, con lo scopo di rilevare gli elementi di soluzione e di continuità tra i centri maggiori e minori della produzione laudistica e le sue frontiere geografiche e sociali. I lavori si articoleranno in tre sessioni\, dedicate alla rilettura e alla valorizzazione del contributo di Giulio Cattin agli studi laudistici\, alla figura di Pietro Edo (in ideale continuità con i risultati del convegno di studi Lingua\, letteratura e musica tra Veneto e Friuli all’epoca di Pietro Edo\, tenutosi a Pordenone il 7-9 maggio 2026)\, e all’analisi materiale e musicologica della silloge Marciana Ital. IX 145. \n  \nLunedì 28 settembre 2026 \nh 14:00\nGIULIO CATTIN E LA LAUDA \nRoberto Calabretto (Fondazione Ugo e Olga Levi)\nSilvia Corelli (Accademia San Marco)\nFrancesco Zimei (Università di Trento)\nSaluti istituzionali \n  \nMarco Gozzi\nIl contributo di Giulio Cattin allo studio della lauda \nLucia Marchi\nIl cantasi come quale paratesto. Riflessioni sul contrafactum laudistico in memoria di Giulio Cattin \nFrancesco Facchin\nIl codice Marciano Ital. IX 145 e la tesi di laurea di don Giulio Cattin \n  \nore 16:00\nIL LAUDARIO DEI BATTUTI IN FRIULI E PIETRO EDO \nMatteo Leonardi\nLa lauda come documento di spiritualità confraternale: la selezione delle fonti scritturali e il “canone” iacoponico \nMatteo Venier\nPietro Edo: un umanista al crocevia \nGiacomo Pirani\nTradizione e riforma nel laudario di Pietro Edo \n  \nMartedì 29 settembre 2026 \nore 10:00\nIL CODICE MARCIANO ITAL. IX 145 \nFrancesco Zimei\nAspettando il facsimile: osservazioni\, proposte\, questioni aperte \nAgnese Bee\nLa notazione musicale delle laude nel codice Marciano Ital. IX 145: un’analisi comparativa \nClaudia Caffagni\nLa Missa ‘Réveillez vous’ nel laudario Marciano Ital. IX 145 \nLuciana Battagin \nIl manoscritto Ital. IX\, 145 visto all’interno dei cataloghi e delle collezioni marciane\nore 12:00\nTAVOLA ROTONDA \n  \n  \nOrganizzazione\nGiacomo Pirani (ERC AdG LAUDARE – Università di Trento) \nImmagine copertina\nUdine\, Biblioteca Civica “Vincenzo Joppi”\, Fondo Ospedale\, A\, f. 1v
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SUMMARY:Cinema archeologico | RAM film festival 2026 (Rovereto - TN)
DESCRIPTION:Rovereto dal 7 all’11 ottobre 2026  torna ad essere punto d’incontro e di approfondimento per appassionati\, curiosi\, registi e professionisti del cinema con la 37esima edizione del RAM film festival – Rovereto Archeologia Memorie. Oltre al palinsesto cinematografico\, ricco e diversificato\, ci saranno incontri\, ospiti\, momenti di confronto\, visite e aperitivi\, per indagare il passato con uno sguardo sul presente\, verso il futuro. \nFOCUS 2026  >  SGUARDI SULLE CITTÀ\nIl focus 2026 invita a guardare la città come un organismo vivo e stratificato\, dove archeologia\, memoria e presente si intrecciano. Le città sono archivi in continua trasformazione\, fatti di storie\, pratiche e scelte da preservare e reinterpretare per il futuro con il passato come risorsa attiva\, capace di ispirare nuovi modi di immaginare e vivere lo spazio urbano.\nAttraverso il cinema e il confronto con studiosi e comunità\, il RAM riflette sulle città di ieri\, di oggi e di domani\, mostrando come forme urbane e modi di abitare siano il risultato di processi storici\, culturali e ambientali. Le città convivono con la propria memoria e sono chiamate a trasformarsi per affrontare le sfide del nostro tempo\, dalla sostenibilità al cambiamento climatico\, dalla gestione delle risorse all’inclusione sociale.\n“Sguardi sulle città” è quindi un invito a imparare dalle città che siamo stati\, per immaginare città più consapevoli\, resistenti e sostenibili\, capaci di custodire la memoria e allo stesso tempo di trasformarsi. \n  \nInfo: www.ramfilmfestival.it
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SUMMARY:Tornano le visite guidate alle Terme Suburbane di Ercolano (Ercolano - NA)
DESCRIPTION:Riprendono al Parco Archeologico di Ercolano le visite accompagnate al cantiere di restauro delle Terme Suburbane\, tra gli edifici più affascinanti e meglio conservati dell’antica città. Non si tratta ancora della riapertura permanente del monumento\, ma di un nuovo ciclo di visite guidate che\, in attesa del completamento dei lavori\, permettono al pubblico di scoprire da vicino sia gli ambienti sia le attività di conservazione in corso. Dopo il positivo riscontro delle precedenti edizioni\, il progetto torna offrendo un’opportunità esclusiva per conoscere da vicino uno dei luoghi più significativi della vita quotidiana in età romana. Le visite si svolgeranno ogni sabato\, attraverso un sistema di accessi contingentati che garantisce una fruizione approfondita e in totale sicurezza: i gruppi\, composti da un massimo di 15 partecipanti\, saranno accompagnati dal personale del Parco\, con materiali di approfondimento accessibili tramite QR Code. Trattandosi di un cantiere attivo\, per l’intera durata del percorso\, di circa un’ora\, i visitatori indosseranno un casco protettivo.\n\n«Questo nuovo ciclo di visite al cantiere delle Terme Suburbane rappresenta un’importante occasione per avvicinare il pubblico a uno spazio straordinario\, ancora oggetto di un intenso lavoro di restauro\, ricco di testimonianze sulla vita privata e sociale dell’antica Ercolano. Accompagnare i visitatori alla scoperta di questi ambienti\, in attesa della loro riapertura permanente\, significa offrire un’esperienza di conoscenza autentica e partecipata\, fondata sul rispetto e sulla tutela di un patrimonio unico al mondo»\,\ndichiara Federica Colaiacomo\, Direttrice del Parco Archeologico di Ercolano.\n\nLe Terme Suburbane: il complesso termale meglio conservato del mondo romano\nIndividuato nel 1940 e scavato solo parzialmente fino al 1948 — a causa della guerra e della presenza delle acque di falda — l’edificio fu portato interamente alla luce tra il 1957 e il 1958\, con lo scavo del fronte a mare completato nel 1973. Il nucleo originario risale probabilmente all’età augustea; dopo il terremoto del 62 d.C. il complesso fu ampliato con la grande sala del cosiddetto “Samovar”\, dotata di un raro sistema di riscaldamento a induzione dell’acqua.\nIncastonate tra l’antico arenile e le mura cittadine\, ai piedi delle lussuose domus affacciate sul mare\, le Terme furono concepite in origine come bagno privato della famiglia dei Nonii Balbi e in seguito aperte alla comunità. Il percorso di visita attraversa il Frigidarium\, riccamente decorato con marmi e affreschi; la Sala dei Guerrieri (Tepidarium)\, con le celebri figure in stucco di sette guerrieri; il Calidarium\, con il suo elegante labrum in marmo cipollino rovesciato dalla violenza dell’eruzione del 79 d.C.; e il Grande Calidarium con natatio\, la piscina riscaldata “a samovar” dalla volta decorata a stucchi strigilati. Pavimenti marmorei policromi\, stucchi e pitture di altissima qualità e porte lignee originali\, eccezionalmente conservate\, rendono questo ambiente un unicum nel panorama archeologico.\nRimaste chiuse al pubblico per oltre vent’anni\, le Terme Suburbane sono oggi visitabili nell’ambito del cantiere di restauro reso possibile dal programma di conservazione sviluppato nell’ambito del partenariato pubblico-privato con il Packard Humanities Institute\, attivo a Ercolano dal 2001\, e proseguito dal 2010 con l’Herculaneum Conservation Project. Il complesso contribuisce agli Outstanding Universal Values che hanno portato Ercolano\, insieme a Pompei e Oplontis\, a essere iscritta nella Lista del Patrimonio Mondiale UNESCO\, ed è integrato nell’app Ercolano Digitale\, che offre contenuti multimediali e percorsi personalizzati di visita. \n\nCalendario e turni di visita\nOttobre: sabato 10\, 24 e 31 ottobre 2026\nNovembre: sabato 7\, 14\, 21 e 28 novembre 2026\nDicembre: sabato 5 e 12 dicembre 2026\nMattina: 9:30 (visita in italiano) · 10:30 (visita in inglese) · 11:30 (visita in italiano)\nPomeriggio: 14:30 (visita in italiano) · 15:30 (visita in inglese) · 16:30 (visita in italiano — turno straordinario attivo solo il 10 ottobre\, poi sospeso con l’entrata in vigore dell’orario invernale)\nI gruppi\, di massimo 15 partecipanti\, si incontrano al punto di raccolta presso la Terrazza di Marco Nonio Balbo. La visita ha una durata di circa un’ora.\n\nBiglietti e prenotazioni\nI biglietti saranno in vendita da martedì 29 settembre 2026\, online e in biglietteria.\nBiglietto integrato (Parco archeologico + Terme Suburbane): 21\,00 euro\nCittadini UE ed extra-UE (in reciprocità) di età compresa tra 18 e 25 anni: biglietto integrato promozionale a 7\,00 euro\nGratuità per i minori di 18 anni (i minori di 12 devono essere accompagnati da un adulto) e per i soggetti esenti a norma di legge\nPrenotazioni online e in biglietteria tramite CoopCulture e i canali ufficiali del Parco Archeologico di Ercolano.
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LOCATION:Parco Archeologico di Ercolano\, Corso Resina 187\, Ercolano\, Italy
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SUMMARY:Festival di Letteratura del Lavoro Produzioni Ininterrotte (Crespi d’Adda\, Capriate San Gervasio - BG)
DESCRIPTION:L’11 ottobre prende il via a Crespi d’Adda – villaggio operaio UNESCO e luogo simbolo della cultura del lavoro – l’ottava edizione del Festival di Letteratura del Lavoro Produzioni Ininterrotte. Fino al 6 dicembre\, oltre venti appuntamenti a ingresso libero con autori\, artisti\, giornalisti\, storici e imprenditori animeranno l’Unesco Visitor Centre di corso Manzoni 18\, nel cuore del borgo operaio. Il Festival è promosso dall’Associazione Crespi d’Adda.\n  \nL’edizione 2026 indaga l’etica del lavoro tra passato\, presente e futuro ripercorrendo le trasformazioni profonde che hanno ridefinito il panorama economico e produttivo\, spinte negli ultimi anni dalla rapida evoluzione tecnologica. Al centro del programma c’è il delicato equilibrio tra visione imprenditoriale\, innovazione e centralità della persona che vive e opera nei meccanismi del sistema produttivo. Una sezione fondamentale del Festival è dedicata alla memoria: alle vicende sociali ed economiche che hanno plasmato la nostra società e continuano a sostenerne valori e identità\, elemento imprescindibile per costruire nuove visioni del futuro. Come nelle scorse edizioni\, il confronto si sviluppa attraverso una pluralità di linguaggi – dalla letteratura alle arti visive\, dall’architettura alla storia sociale\, dall’attualità alla tecnologia\, fino alla filosofia\, alla sociologia\, all’urbanistica\, alla pittura e alle pratiche performative – per restituire la complessità del lavoro contemporaneo.\n  \nI TEMI E GLI INCONTRI DI PRODUZIONI ININTERROTTE\, OTTAVA EDIZIONE.\nSALUTE E SICUREZZA SUL LAVORO. A Produzioni Ininterrotte si discute quindi di salute e sicurezza\, dalla prevenzione al benessere nei luoghi di lavoro\, per promuovere ambienti più sicuri e luoghi di lavoro più attenti all’aspetto psicofisico dei lavoratori. Ne parlano l’11 ottobre Andrea Guarguaglini\, psicologo\, psicoterapeuta e gli esperti di sicurezza sul lavoro Francesco Belliti e Gianluca Pardini nella presentazione di Il pentagramma della prevenzione. Fertili contaminazioni tra musica e sicurezza sul lavoro\,un nuovo sguardo sul tema che unisce persone\, competenze e organizzazione attraverso la metafora della musica. Il 24 ottobre\, con Fabbriche d’Italia\, Roberto Parisi\, storico dell’architettura e tra i maggiori esperti di patrimonio industriale\, propone una riflessione sulla fabbrica come luogo vivo e complesso\, dove si intrecciano produzione\, architettura\, controllo\, innovazione e conflitti tra saperi\, interessi e visioni del progresso. Marta Averna\, architetto e ricercatrice con Onore al lavoro\, il 25 ottobre\, guida il pubblico alla comprensione degli spazi interni dell’architettura industriale\, rendendo leggibile e abitabile il luogo del lavoro. Coniugare armoniosamente ambiente\, lavoro e giustizia sociale\, trasformando un ideale in un progetto urbano realizzabile è invece il focus affrontato da Pino Viscusi\, pittore\, storico\, critico d’arte\, il 5 dicembre\, in Le città del sogno.\n \nCULTURA D’IMPRESA. Produzioni Ininterrotte è anche cultura d’impresa: un viaggio nelle storie delle imprese che hanno segnato il nostro Paese\, per comprendere come visioni e scelte imprenditoriali abbiano modellato economia e società. Il 18 ottobre Francesco Cattaneo presenta Il segreto dei Doneda\, storia della famiglia bergamasca che\, dagli anni Trenta\, crea un impero nel settore dell’estrazione e commercio di sabbia e ghiaia. Il 14 novembre Francesco Vena\, quarta generazione della storica azienda familiare di 130 anni\, Amaro Lucano\, racconta Cosa vuoi di più dalla vita? un percorso tra artigianalità\, cultura popolare e innovazione industriale. La storia della Birra Peroni è\, invece\, quella raccontata da Enrico Galasso\, presidente e AD di Birra Peroni\, ospite a Crespi d’Adda il 29 novembre con Per i prossimi 175 anni\, un libro che guarda al futuro partendo da un’eredità da attualizzare e rilanciare.\n  \nDIGNITA’ DEL LAVORO E LOTTA ALLO SFRUTTAMENTO. Altro tema del festival è la dignità del lavoro e la lotta allo sfruttamento. È affrontato da Sara Monaci\, giornalista de Il sole 24ore\, il 29 ottobre con Sfruttamento made in Italy\, un’inchiesta sulle ombre del lavoro contemporaneo: società fantasma\, contratti irregolari\, turni estenuanti. Con lo storico Giovanni Ferrarese il 7 novembre nell’incontro Il caporalato si affronta il tema del caporalato in Italia dal dopoguerra ad oggi.\n  \nCOMPETENZE NEL MERCATO CONTEMPORANEO. Tra i temi trasversali del Festival emerge quello sulle competenze necessarie nel mercato contemporaneo e sulle pratiche che favoriscono pari opportunità: il 31 ottobre in L’illusione intelligente\, Luca Tomassini\, imprenditore e inventore della prima Mobile TV al mondo per TIM in Italia\, discute di lavoro smaterializzato e ridisegnato dall’intelligenza artificiale. Sempre di Intelligenza artificiale si parla l’8 novembre con la giornalista Nicoletta Prandinell’incontro Fuori Controllo per ricostruire la filiera dalle responsabilità aziendali e spiegare come difendersi dai meccanismi manipolatori dell’AI.\n  \nMEMORIA E IDENTITA’. Altro pilastro del cartellone 2026 si può riassumere in memoria e identità: un invito a riscoprire le radici della storia collettiva\, per comprendere come il passato continui a plasmare valori\, identità e visioni del futuro. Ci aiutano ad affrontarlo diversi ospiti. In apertura del festival l’11 ottobre Fabrizio Menalli e Luigi Cortesi nell’incontro Chiamati all’armiricordano i volti e le voci dei cittadini di Capriate San Gervasio e Crespi d’Adda travolti dal turbine della Seconda Guerra Mondiale\, tra cui Benigno “Nino” Crespi\, il tenente colonnello che documentò con la sua inseparabile Leica e i suoi diari la tragica epopea del fronte russo e la “battaglia di Natale”. Nel progetto curato dal Gruppo Alpini Capriate Crespi\, Benigno Crespi rappresenta il ponte tra la memoria industriale e la memoria della Resistenza: un uomo che\, cresciuto in un contesto di progresso sociale\, scelse di difendere la libertà con coraggio e dedizione. Il 1° novembre\, nell’incontro O che tu leggi ricorda Matteo Rabaglio conduce il pubblico in un viaggio attraverso oltre tremila lapidi tra Adda e Brembo\, capaci di ricostruire un atlante di vite comuni e valori condivisi. Si fa un salto oltreoceano\, invece\, il 14 novembre con Fabbrica e ring. Sei storie dal Michigan. Romeo Orlandi racconta un secolo di America attraverso storie di pugili e operai\, di ring e fabbriche\, sogni e contraddizioni. Quello di una delle firme più autorevoli della narrativa italiana\, Maurizio Maggiani\, il 22 novembre\, con La memoria e la lotta\, vuole essere un inno alla memoria come atto di libertà e resistenza. La memoria\, poi\, è anche un insieme di immagini: quelle dell’artista lombardo Giovanni Brambilla\, i cui paesaggi e le nature morte hanno da tempo varcato le soglie nazionali ed europee. Le sue opere sono esposte il 5 dicembre nella mostra Visioni di Crespi d’Adda.\n  \nALTRI TEMI. E poi\, ancora appuntamenti che affrontano il lavoro attraverso una molteplicità di sguardi e linguaggi diversi: il 17ottobre Edoardo Currà e Sara de Maestri presentano Fabbriche di energia\, un incontro dedicato alle centrali elettriche come organismi tecnici\, architettonici e culturali\, lette nel loro rapporto con il paesaggio e con il contesto economico produttivo. Il 15 novembre Gianmarco Gabrieli nell’incontro Il nazionalismo fa male (anche al Prosecco) spiega perché è necessario superare i muri nazionalisti mentre con Stefania Zolotti\, giornalista\, il 21 novembre\, e l’incontro Ho un dolore qui\, sul lavoro si affronta il tema del benessere mentale nei luoghi di lavoro. Da 1 a 101 è il talk condotto da Damiano Airoldi il 28 novembre\, mentre quello del 6 dicembre\, L’elogio dell’errore\, con Lorenzo Airoldi\, chiude il Festival di Letteratura del Lavoro mettendo al centro un’idea decisiva: l’errore non è un ostacolo da eliminare\, ma il punto di svolta che permette alla conoscenza di avanzare. Attraverso episodi reali provenienti dal mondo scientifico e tecnologico\, Airoldi mostra come ogni errore riveli un limite del nostro modo di interpretare la realtà e apra la strada a nuove intuizioni. L’errore diventa così il luogo in cui nasce il futuro.\n  \nDOCUMENTARI. A Produzioni Ininterrotte anche due documentari. Il 31 ottobre Winder than the sky di Valerio Jalongo esplora le applicazioni della scienza nelle discipline artistiche\, tra robot umanoidi e possibili loro capacità emotive.  Salvatore. Il calzolaio dei sogni di Luca Guadagnino\, il 14 novembre\, racconta la vita del designer e imprenditore italiano Salvatore Ferragamo\, dalle umili origini a Napoli fino al successo internazionale.\nARTISTI INTERNAZIONALI. Da non perdere gli appuntamenti con artisti internazionali: il 6 novembre Andrea Mastrovito è ospite dell’incontro Agnus Dei tra iconografia e spazio sacro: da Bergamo alla Sagrada Familia di Barcellona. L’artista bergamasco ha recentemente completato con la scultura dell’Agnello di Dio la Torre di Gesù Cristo\, il punto più alto della Sagrada Familia\, capolavoro incompiuto di Gaudí a Barcellona. Elena Cologni\, il 5 dicembre\, è a Crespi d’Adda con I panni sporchi (non) si lavano in casa riportando al villaggio operaio il progetto Il corpo del/al lavoro (The Body of/at Work\, 2021). Cologni presenta un’opera permanente per non dimenticare il ruolo che il lavoro domestico ha avuto nella realtà industriale nel villaggio operaio.\n  \nAPPUNTAMENTI FUORI CRESPI. L’ottava edizione del Festival di Letteratura del Lavoro propone anche due appuntamenti aBrescia\, ospitati al MUSIL – Museo del Ferro di San Bartolomeo\, ampliando così il percorso culturale di Produzioni Ininterrotte oltre i confini di Crespi d’Adda. Il 22 settembre\, alle 21\, è in programma un anticipo del Festival con Works. Omaggio a Vitaliano Trevisan: una serata di letture con Fulvio Falzarano tratte da Works\, l’autobiografia lavorativa dello scrittore e sceneggiatore Vitaliano Trevisan\, autore di romanzi e sceneggiature\, scomparso prematuramente. Il 15 ottobre\, alle 20.45\, il Teatro Caverna presenta una selezione di letture da Una lepre con la faccia di bambina: Laura Conti a Seveso. Il testo ripercorre l’esperienza vissuta da Laura Conti – medico\, politica e tra le fondatrici dell’ambientalismo scientifico italiano – durante il disastro di Seveso\, trasformata dall’autrice in un romanzo di rara sensibilità civile e umana.\n  \nIl programma completo dell’ottava edizione di Produzioni Ininterrotte è anche online su www.produzioniininterrotte.it\n\nL’ottava edizione del Festival Produzioni Ininterrotte è organizzata dall’Associazione Crespi d’Adda. Partner: Comune di Capriate San Gervasio\, Tessere Memoria\, Antonio Percassi Family Foundation\, MMN\, RBBG – Rete Bibliotecaria Bergamo\, Museo dell’industria e del lavoro Musil\, Labour Film Festival. Sponsor: Cisl Lombardia\, Fondazione BCC Milano\, Italgen\, Filca Cisl Lombardia\, Workitect\, il Nido Verde\, Carminati. Con il contributo di: Provincia di Bergamo\, Parco Adda Nord.\n********\nCOME RAGGIUNGERE CRESPI D’ADDA\nIl villaggio si trova nel comune di Capriate San Gervasio (Bg)\, a pochi chilometri da Milano. È raggiungibile dall’autostrada A4 Milano-Venezia\, uscita di Capriate San Gervasio. Da Bergamo: bus Locatelli ATB TBSO in direzione Trezzo sull’Adda. Da Milano: metropolitana M2 fino a Gessate\, poi bus ATM e poi TBSO Locatelli.\n  \nZTL E PARCHEGGIO\nCrespi d’Adda è zona a traffico limitato da febbraio a ottobre\, ogni sabato dalle 13:30 alle 16:30 e domenica/festivo dalle 13:30 alle 19:00. Il Parcheggio Visitatori si trova fuori dalla ZTL\, a 10 minuti a piedi dall’UNESCO Visitor Centre. Tariffe giornaliere: da febbraio a ottobre\, sabato euro 3\,00 per vettura e domenica euro 5\,00. Negli altri mesi il parcheggio è gratuito.\n  \n*******\n INFORMAZIONI AL PUBBLICO\nwww.produzioniininterrotte.it \, www.crespidadda.it\nInstagram: @produzioni_ininterrotte\nLinkedIn: https://www.linkedin.com/company/produzioni-ininterrotte/\nFacebook: https://www.facebook.com/produzioniininterrotte\nTel. 02 90939988
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SUMMARY:Mostra | TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026 (Brescia)
DESCRIPTION:BRESCIA | MUSEO DI SANTA GIULIA \n4 NOVEMBRE 2026 | 22 AGOSTO 2027 \nTESORI. IL GRANDE ROMANZO DEI MUSEI BRESCIANI. 1826|2026 \n  \nLa rassegna\, apice delle celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nL’iniziativa delinea una storia del collezionismo bresciano e guarda al passato come a un romanzo corale nel quale\, sullo sfondo delle grandi vicende storiche\, gli oggetti divengono traccia delle donne e degli uomini che li hanno custoditi ed efficaci dispositivi di trasmissione della memoria. \nA cura di Stefano Karadjov e Roberta D’Adda. \nDal 4 novembre 2026 al 22 agosto 2027\, il Museo di Santa Giulia a Brescia sarà il palcoscenico che ospiterà la mostra “TESORI. Il grande romanzo dei Musei bresciani. 1826 | 2026”. \nL’iniziativa\, curata da Stefano Karadjov e Roberta D’Adda\, promossa dal Comune di Brescia e da Fondazione Brescia Musei\, conclude le celebrazioni del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata\, una delle sculture più importanti della romanità per composizione\, materiale e conservazione\, nonché uno dei rari grandi bronzi romani proveniente da scavo giunto fino a noi\, insieme a sei teste di età imperiale e centinaia di reperti in bronzo. \nLa rassegna proporrà un corpus di 100 opere\, abitualmente non esposte\, tutte appartenenti al patrimonio museale di Brescia. \nTesori si suddividerà in 5 sezioni dedicate ad altrettanti ambiti della museologia di impostazione ottocentesca – Archeologia\, Belle Arti\, Scienza e Tecnica\, Storia\, Etnografia – intorno alle quali costruirà un suggestivo e inedito dialogo tra epoche. Ognuna di esse\, infatti\, adotterà un tracciato cronografico circolare che prenderà avvio dalla contemporaneità\, attraverso opere di autori contemporanei quali Mohammed Al–Hawajri\, Badiucao\, Giuseppe Bergomi\, Bruce Gilden\, Axel Hütte\, David LaChapelle\, Victoria Lomasko\, Joel Meyerowitz\, Giulio Paolini\, Fabrizio Plessi\, Davide Rivalta\, Alfred Seiland\, Massimo Sestini\, Mary Zygouri\, acquisite da Fondazione Brescia Musei negli ultimi 10 anni in continuità con un tracciato secolare di arricchimento delle civiche raccolte\, che saranno accostate\, come in un viaggio a ritroso nel tempo\, a capolavori di maestri presenti nelle collezioni\, tra cui Albrecht Dürer\, Lattanzio Gambara\, Francesco Hayez\, Angelo Inganni\, Giovan Battista Moroni\, Pelagio Palagi\, Rembrandt\, Guido Reni\, Romanino\, Angelo Zanelli. \n  \nImmagine in apertura: Testa di atleta di età romana\, marmo\, Brescia\, Musei Civici © Archivio Fotografico Musei Civici di Brescia / Fotostudio Rapuzzi \n  \n  \nLeggi l’articolo completo sulla mostra su Storie & Archeostorie: \nTesori nascosti dei Musei Civici di Brescia in mostra: cento opere dai depositi raccontano due secoli di collezionismo \n \n  \n  \n 
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LOCATION:Museo di Santa Giulia\, Via dei Musei\, 81b\, Brescia\, Italy
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SUMMARY:Mostra | L'enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino (Torino)
DESCRIPTION:Dopo la prima tappa siciliana al Museo Mandralisca di Cefalù\, dal 12 novembre 2026 al 22 febbraio 2027\, la mostra L’ enigma del sorriso. Antonello da Messina tra Cefalù e Torino arriva nelle sale di Palazzo Madama. Il progetto espositivo\, di eccezionale rilievo scientifico e culturale\, nasce dalla collaborazione tra la Fondazione Culturale Mandralisca ETS e Palazzo Madama – Museo Civico d’Arte Antica di Torino e offre\, per la prima volta\, l’opportunità di mettere in dialogo diretto due tra i massimi capolavori della ritrattistica rinascimentale europea\, entrambi realizzati da Antonello da Messina\, entrambi custodi di un enigma — quello del sorriso — che non ha mai smesso di interrogare chi li osserva.  Il celebre Ritratto d’uomo del Museo Mandralisca\, universalmente noto come l’Ignoto marinaio\, sarà infatti posto a confronto con il Ritratto d’uomo conservato a Palazzo Madama\, conosciuto come Ritratto Trivulzio\, dando vita a un dialogo inedito di straordinario valore storico e artistico.\nLa mostra si inserisce nel ciclo Incontro con il capolavoro\, il programma espositivo promosso da Palazzo Madama per rileggere i grandi maestri della storia dell’arte antica e moderna.
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LOCATION:Palazzo Madama – Museo civico d’arte antica\, Piazza Castello\, Torino\, Italy
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SUMMARY:Mostra | Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano (Milano)
DESCRIPTION:Dal 27 novembre 2026 al 4 aprile 2027 alle Gallerie d’Italia di Milano si terrà una grande mostra dedicata all’eredità di Leonardo in Lombardia. Curata da Arturo Galansino e Simone Facchinetti\, Nel segno di Leonardo. Allievi e seguaci a Milano ricostruisce la formazione e la diffusione della scuola leonardesca attraverso le opere di Marco d’Oggiono\, Boltraffio\, Cesare da Sesto\, Andrea Solario\, Ambrogio de Predis\, Bernardino Luini\, Giampietrino e di altri protagonisti di una stagione irripetibile\, che cambiò per sempre la storia della pittura lombarda.
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LOCATION:Gallerie d’Italia – Milano\, Piazza della Scala\, 6\, Milano\, Italy
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