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Studi /Il Dna antico rivela come le popolazioni del Maghreb orientale resistettero all'”onda neolitica” proveniente dall’Eurasia

Uno studio ha rivelato che, nonostante l’arrivo di agricoltori e allevatori dall’Europa e dall’Asia sud-occidentale, le popolazioni autoctone di quest’area del Nord Africa conservarono un’identità genetica distintiva e mantennero legami con le tradizioni dei cacciatori-raccoglitori. La ricerca, pubblicata su ‘Nature’, ha coinvolto il Cnr-Ispc.

Studi / Occhi azzurri e capelli chiari: svelato il Dna degli antichi Piceni

Uno studio condotto da un team internazionale, coordinato da Sapienza Università di Roma e dal Cnr, rivela le origini genetiche dei Piceni e descrive la struttura genetica di una delle civiltà più affascinanti dell’Italia pre-romana. I risultati, pubblicati sulla rivista Genome Biology, mostrano che esisteva una piccola ma significativa differenziazione tra i popoli Tirrenici e quelli Adriatici, e aiutano a comprendere meglio le migrazioni, le interazioni e l’evoluzione delle popolazioni nel corso dei millenni.

Scoperta in Austria: madre e figlia sepolte insieme al loro cavallo. E non nell’alto Medioevo, ma in epoca romana

Nel 2004 a Wels, nell’Alta Austria, tornò alla luce una tomba di eccezionale interesse. La sepoltura conteneva i resti di due persone abbracciate, deposte insieme a quelli di almeno un cavallo. Uno nuovo studio rivela dettagli inaspettati e fornisce una datazione del tutto diversa…

ARCHEOSTUDI / Come si viveva nel Neolitico? A dircelo è il Dna di un uomo sepolto 6.000 anni fa nella grotta calabrese di Pietra Sant’Angelo

Uno studio guidato dal gruppo di ricerca del Laboratorio del DNA Antico dell’Università di Bologna getta nuova luce sulla vita nel Sud Italia durante il Neolitico. Grazie all’analisi di antiche sequenze di DNA e proteine ottenute dall’inumato di Grotta di Pietra Sant’Angelo, in provincia di Cosenza, i ricercatori hanno ricostruito lo stile di vita e di salute di un individuo datato all’età del Neolitico Medio, fornendo un profilo bioarcheologico completo che apre nuovi orizzonti di ricerca per la preistoria dell’Italia meridionale

ARCHEOSCOPERTE / Un ciondolo in osso di cervo restituisce il Dna di una donna vissuta nel Paleolitico

La straordinaria scoperta è stata effettuata da un team di ricerca internazionale guidato dal Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology di Lipsia, in Germania. Il manufatto, che risale a 19-25.000 anni fa, proviene dalla grotta di Denisova, nella Siberia meridionale. Elaborato anche un nuovo metodo non distruttivo per isolare il materiale genetico

ARCHAEONEWS / Scientists recover an ancient woman’s DNA from a 20,000-year-old pendant

An international research team led by the Max Planck Institute for Evolutionary Anthropology in Leipzig, Germany, has for the first time successfully isolated ancient human DNA from a Paleolithic artefact: a pierced deer tooth discovered in Denisova Cave in southern Siberia. To preserve the integrity of the artefact, they developed a new, nondestructive method for isolating DNA from ancient bones and teeth. From the DNA retrieved they were able to reconstruct a precise genetic profile of the woman who used or wore the pendant, as well as of the deer from which the tooth was taken. Genetic dates obtained for the DNA from both the woman and the deer show that the pendant was made between 19,000 and 25,000 years ago. The tooth remains fully intact after analysis, providing testimony to a new era in ancient DNA research, in which it may become possible to directly identify the users of ornaments and tools produced in the deep past.

ARCHEOSTUDI / Fu la Spagna meridionale l’ultimo rifugio per sopravvivere al freddo dell’era glaciale

Un gruppo internazionale di studiosi ha individuato e analizzato il genoma di un individuo vissuto 23.000 anni fa, durante il picco dell’espansione dei ghiacci in Europa, in un’area vicino a Granada: è la più antica testimonianza genetica umana mai trovata nella regione e permette di tracciare nuove importanti connessioni tra le antiche popolazioni umane che hanno attraversato il nostro continente

ARCHEOSTUDI / Malattie e antiche migrazioni: nella genetica la storia delle popolazioni pre-Colombiane

Due studi del Laboratorio di Archeogenomica dell’Università di Pavia hanno indagato il DNA delle popolazioni indigene del Sud America. Tra le scoperte, quella che le popolazioni precolombiane dell’Ecuador si erano adattate al batterio della tubercolosi migliaia di anni prima dell’arrivo degli europei. Continua a leggere ARCHEOSTUDI / Malattie e antiche migrazioni: nella genetica la storia delle popolazioni pre-Colombiane

ARCHEOSTUDI / I popoli preistorici sopravvissuti all’ultima Era Glaciale? Si estinsero in Italia

L’analisi genomica su larga scala condotta in un recente studio internazionale pubblicato su Nature, a cui hanno partecipato diversi Atenei italiani tra cui l’Università di Firenze, documenta le migrazioni dei cacciatori-raccoglitori dell’era glaciale per un periodo di 30.000 anni: dall’indagine emerge che si rifugiarono nell’Europa occidentale ma si estinsero nella penisola italiana.

RICERCA / Alto Adige, uno studio svela migrazioni e dieta delle popolazioni delle valli nell’alto Medioevo

Uno studio di paleogenetica condotto sui resti scheletrici di 94 individui rinvenuti in 11 siti archeologici sparsi tra val Venosta, val Isarco, valle dell’Adige e Merano e risalenti al periodo tra il V e il XII secolo d.C. suggerisce che le persone si spostavano e si mescolavano, pur con alcune interessanti differenze all’interno del territorio. Anche la dieta era varia. Per arrivare a queste conclusioni il gruppo di ricerca ha analizzato il DNA mitocondriale completo e alcuni isotopi che danno informazioni sulla dieta e sulla mobilità.

STUDI / Come si viveva nel Paleolitico? Lo svela ciò che si mangiava allora

Un team di ricercatori ha identificato per la prima volta la correlazione tra il DNA dei microorganismi presenti nell’uomo e lo stile di vita nelle popolazioni antiche. L’attenta analisi di resti appartenuti a individui vissuti tra 31.000 e 11.000 anni prima di Cristo provenienti, fra gli altri, da Grotta Paglicci (Rignano Garganico, Foggia) – sito paleolitico tra i più importanti d’Europa – ha permesso di individuare residui di tartaro dentario, mentre lo studio multidisciplinare del sito ha permesso di ricostruire l’economia di sussistenza e lo stile di vita delle popolazioni di cacciatori-raccoglitori paleolitici vissuti sul Gargano. Lo studio, a cui ha preso parte anche l’Università di Siena, è stato pubblicato su «Nature Communications».