“Mary of Modena”: l’Archivio Storico di Modena rende accessibili online le carte di Maria Beatrice d’Este
Catalogate, digitalizzate e ora consultabili le preziose testimonianze sulla fuga della regina Maria Beatrice d’Este dall’Inghilterra nel 1688
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Catalogate, digitalizzate e ora consultabili le preziose testimonianze sulla fuga della regina Maria Beatrice d’Este dall’Inghilterra nel 1688
Il prezioso documento, risalente al 1153 e a firma del vescovo Uguccione di Vercelli, era stato messo in vendita da una nota casa d’aste estera.
I 5.205 documenti saranno custoditi per sempre nella provincia dove il 9 ottobre 1963 si consumò la tragedia e non a L’Aquila, sede del processo (che avrà una copia digitale).
Lo studio degli archivi nobiliari privati esce dalle aule universitarie e approda al Castello di Thiene, dimora storica che custodisce un patrimonio archivistico di quasi un millennio di storia.
I documenti, datati 12 settembre 1458, erano in vendita online su un sito specializzato in collezionismo cartaceo.
Il prezioso documento, risalente al 1400, era stato prelevato nel XIX secolo
da uno studioso dall’Archivio comunale e mai più restituito. .
Il 3 settembre del 1343 Clemente VI emanò la bolla “In supreme dignitatis” con la quale riconobbe allo Studio Pisano lo status di Studio Generale: uno dei più antichi privilegi concessi da un Papa per istituire sul territorio italiano una struttura autorizzata a rilasciare un titolo di studio dal valore legale universale.
La mostra, inserita nell’ambito delle celebrazioni per il sesto centenario della nascita di Federico da Montefeltro e visitabile fino al 15 dicembre 2022 nella Biblioteca di San Girolamo di Urbino, si compone di ventisei documenti attraverso i quali vengono illuminati alcuni momenti salienti del Duca: la vita privata, il rapporto con il territorio e l’arte della guerra.
È tornata là dove fu redatta nel 1270, ossia nel Palazzo dei Papi di Viterbo, la pergamena del primo conclave della storia della cristianità. Lo storico documento, di proprietà del Comune e sino ad oggi conservato a Palazzo dei Priori, è ora esposto nella Sala Gualterio, dove rimarrà per i prossimi dieci anni grazie ad una convenzione siglata tra lo stesso Comune, la Curia e la Biblioteca consorziale di Viterbo
L’esposizione ricostruisce e racconta in 300 fotografie 105 anni di storia di Porte del Pasubio: la città della guerra; il rifugio; la scoperta della montagna e la nascita dell’alpinismo; il turismo che diventa di massa.
Un album con 38 fotografie in bianco e nero inedite, scattate a maggio del 1938 per documentare i preparativi a Roma in occasione della visita istituzionale di Adolf Hitler, è stato restituito all’Archivio Storico Istituto Luce, dal quale era stato illecitamente trafugato. Il prezioso cimelio era stato sequestrato dai Carabinieri del nucleo per la Tutela Patrimonio Culturale, che lo avevano individuato presso l’abitazione di un collezionista
In un volume edito dal Ministero della Cultura la risposta che le diverse comunità hanno dato nel tempo ad alcune delle più drammatiche emergenze sanitarie del passato, raccontate attraverso i documenti d’archivio.
Una storia di donne forti e influenti nello studio di Anna Maria Rapetti (Università Ca’ Foscari) relativo al monastero femminile di San Zaccaria a Venezia. Lo spunto da un antico documento notarile del 1195 [LEGGI TUTTO…].
La Pinacoteca Ambrosiana di Milano riapre dopo la chiusura forzata causa emergenza Coronavirus con un’interessante mostra (aperta fino al 6 settembre) dedicata ai documenti di quattro donne: Lucrezia Borgia, Virginia de Leyva, Gaetana Agnesi e Alda Merini. Quattro grandi personalità che si sono distinte ciascuna in un campo diverso. [Leggi TUTTO…]
Un lascito testamentario ritrovato da un giovane ricercatore nell’Archivio di Stato di Venezia menziona Marco Polo come testimone un anno prima della morte nel 1323. La pergamena fornisce importanti notizie sulla biografia del viaggiatore, poco conosciuta nei dettagli dopo il rientro in patria.
UN NUOVO TASSELLO NELLA VITA DI MARCO POLO:
INEDITO RITROVATO A VENEZIA
DALL’UNIVERSITA’ CA’ FOSCARI
Gruppo di ricerca guidato da Antonio Montefusco
fa la scoperta all’Archivio di Stato di Venezia
Scrinium e la Biblioteca Nazionale Marciana di Venezia, in collaborazione con la Fondazione Torino Musei presentano “Ego Marcus Paulo volo et ordino”, l’opera che contiene una fedele riproduzione della pergamena originale, realizzata dall’organizzazione veneziana Scrinium. La replica scientificamente conforme del testamento di Marco Polo in mostra fino al 15 settembre al MAO Museo d’Arte Orientale di Torino. Scritto su una pergamena di pecora nel 1324, il testamento racchiude l’anima del viaggiatore veneziano. La prima edizione diplomatica completa e corretta del testo ne rivela i segreti.
L’Archivio storico diocesano di Lodi ha pubblicato le immagini delle pergamene, collegate alla descrizione della serie diplomatica della Mensa vescovile, e del fondo del Monastero di Santa Chiara vecchia conservati presso l’Archivio stesso.
A Venezia presso la sede di Scrinium, inaugurano i nuovi spazi di “CADEM, Codices and Ancient Documents Exhibit Museum”, che conterranno in esposizione permanente una serie di prestigiose riproduzioni di documenti antichi e codici manoscritti, realizzate a partire dal 2000, rendendole consultabili non solo agli studiosi ma anche agli appassionati, ai privati e alle scuole.
L’Archivio della Veneranda Arca di S. Antonio, importante istituzione culturale padovana, è stato digitalizzato. Centinaia di documenti vengono così messi a disposizione di tutti gli studiosi, che possono attingervi liberamente per ricostruire una che dal XIV secolo giunge fino ai giorni nostri: una storia fatta non solo di grandi eventi, ma anche della vita quotidiana all’interno della Basilica, i cui beni la Veneranda Arca custodisce da secoli.
L’esposizione prevede una successione di fonti documentarie e di fonti artistiche, ossia opere appartenenti al Museo Civico ed ex-voto provenienti dal Museo Lauretano di Sant’Abbondio. L’alternanza dei due generi di fonti permette una visione in toto di un secolo tanto complesso, quanto ancora poco conosciuto come il Seicento, durante il quale appaiono coesistere aspetti di povertà e altri di ricchezza ostentata: gli uni e gli altri riccamente documentati.
uella del notaio è l’attività che ha permesso di conservare una larga messe di documenti medioevali, privati e pubblici. Tra formule e disposizioni contrattuali, segni e disegni possono dar conto dell’immaginario dell’uomo medioevale e ci riportano alla dimensione privata del professionista. A questo tema è dedicata la mostra “In signo notarii” a cura di Anna Riva con contributi di Ezio Barbieri, Marta L. Mangini, Federica Gennari e Filippo Catanese, aperta presso l’Archivio di Stato di Piacenza fino al 24 febbraio 2017.