Pregare con un libro: a Roma una mostra racconta i “libri d’ore” tra Medioevo e Rinascimento
A Roma una mostra racconta i libri d’ore italiani come oggetti di fede, arte e identità tra Medioevo e Rinascimento
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A Roma una mostra racconta i libri d’ore italiani come oggetti di fede, arte e identità tra Medioevo e Rinascimento
Un portale digitale innovativo raccoglie e valorizza le carte autografe, i volumi e gli archivi legati a Niccolò Tommaseo, unificando materiali da Firenze, Verona e Zara.
A Palazzo Vecchio una mostra riscopre Giovanni Boccaccio come funzionario, ambasciatore e protagonista della vita politica della Firenze trecentesca.
Un francobollo e una mostra speciale celebrano il decennale dell’iscrizione del Codex Purpureus Rossanensis, manoscritto-capolavoro bizantino del VI secolo, nel registro UNESCO.
Panini Cultura pubblica il nuovo facsimile di uno dei manoscritti più famosi al mondo in occasione della grande mostra al Musée Condé.
Uno spettacolare viaggio tra i codici di Medioevo e primo Rinascimento. Tra i protagonisti, il fiammingo Jan Van Eyck e l’emiliano Francesco Marmitta.
Un ciclo di incontri e una mostra diffusa per ammirare preziosi manoscritti scientifici di epoca medioevale. Un’occasione per approfondire conoscenze, pratiche e credenze mediche di un tempo. Dal 26 maggio al 13 giugno tra le biblioteche di Trento e Rovereto
L’evento ruota attorno a sei frammenti in scrittura beneventana, testimonianze rare provenienti dagli archivi e dalle biblioteche della provincia. La beneventana è una scrittura tipica dell’Italia meridionale, diffusa dalla fine del VIII secolo al XIII, con esemplari tardivi fino al Cinquecento.
Occhi puntati sul codice che conserva i canoni di Avicenna, medico e filosofo musulmano che ha influenzato le sorti della medicina.
Al suo interno diverse vite di santi, tra cui un’inedita “Vita” di San Terenzio, e il racconto del viaggio in Terrasanta di un cimatore pontremolese. Lo studio è in corso all’Università di Pisa.
Il “Costitutum communis Tuderdi” nel 2025 compirà 750 anni. Altri importanti documenti saranno restaurati nel corso dell’anno.
In esposizione gli splendidi manoscritti medici della Biblioteca Medicea e alcuni dei più significativi libri di medicina provenienti dalla Biblioteca Biomedica.
Scoperta in una nota a margine di un manoscritto duecentesco la più antica (e completa) versione dell’Esortazione alla lode di Dio, opera di San Francesco d’Assisi che anticipa il celeberrimo Cantico di frate Sole. Autrice del ritrovamento Roberta Iannetti, dottoranda in Paleografia all’Università di Ferrara, con il suo supervisore, prof. Sandro Bertelli del Dipartimento di Studi Umanistici dell’ateneo ferrarese.
Una ricerca condotta dal Politecnico di Milano sul del Foglio 843 del Codice Atlantico ha rivelato la natura delle macchie nere apparse da qualche anno sul passepartout moderno che rilega i folii originali leonardeschi. La presenza di mercurio potrebbe essere associata all’aggiunta di un sale antivegetativo all’interno della miscela di colla utilizzata nel restauro, mentre lo zolfo è legato all’inquinamento atmosferico L’intervento è stato pubblicato sulla prestigiosa rivista “Scientific Reports”.
One of the oldest textual witnesses to the Gospels, a small manuscript fragment of the Syriac translation from Greek written in the 3rd century and copied in the 6th century, was discovered in the Vatican library using ultraviolet photography by a researcher from the Austrian Academy of Sciences.
In un volume edito da “Il Mulino”, Roberta Cella e Antonino Mastruzzo dell’Università di Pisa avanzano una nuova interpretazione della canzone anonima “Quando eu stava in le tu cathene”. Secondo gli autori, i versi sono legati a una precisa circostanza storica: il soggiorno di Federico II e della sua corte a Ravenna, tra l’aprile e il maggio del 1226; e sono scritti in una varietà di volgare a base siciliana a cui il trascrittore ravennate ha sovrapposto una patina linguistica romagnola.
In esposizione alla Biblioteca Nazionale di Napoli una selezione di antichi manoscritti e libri a stampa che illustrano l’arte medica del passato. Tra i volumi più preziosi, il celebre “Dioscoride Napoletano” (VII secolo), i Commentari di Galeno e diversi testi della Scuola Medica Salernitana.
Nel giorno in cui il mondo dell’egittologia, celebra il bicentenario della decifrazione dei geroglifici ad opera di Jean-François Champollion, il Museo Egizio di Torino accende i riflettori su uno dei papiri della sua collezione più celebri al mondo, il Papiro dei Re, l’unica lista reale d’epoca faraonica scritta a mano su questo supporto che sia giunta fino a noi. Restaurato ed esposto fino al 21 novembre in una nuova saletta al primo piano, da dicembre avrà una nuova collocazione: sarà infatti uno dei reperti di punta della mostra che il Museo torinese dedicherà alla lingua e scrittura egiziana.
Si tratta di quattro mezzi fogli ripiegati in modo da ottenere otto facciate – quasi un piccolo quaderno – con all’interno una lista alfabetica di 160 autori antichi e tardo antichi, ciascuno dei quali seguito da una serie di riferimenti numerici (oltre 550 nel complesso).
Un’équipe di studiosi al lavoro sul Codice XL della Biblioteca Capitolare di Verona ha riportato alla luce, sotto a un testo di Gregorio Magno vergato nell’VIII secolo, un preziosissimo frammento con il commento alla “Repubblica” di Platone realizzato dal latino Apuleio. Il brano, trascritto tra il V e il VI secolo, è il più antico dell’opera ad oggi ritrovato, nascosto da una macchia che fino ad ora non era stato possibile rimuovere digitalmente.
A Palazzo Pitti di Firenze manoscritti, disegni, incisioni, mappe di un Aldilà immaginato, strumenti scientifici e riproduzioni video rappresentano la Terra e la struttura cosmologica dell’Universo come erano conosciute dal Sommo Poeta.