Pompei, il “mistero” della situla egizia riutilizzata in cucina | IL VIDEO
Un raffinato vaso in pasta vitrea, prodotto ad Alessandria d’Egitto, torna alla luce tra i resti dello street food pompeiano: simbolo di scambi e contaminazioni culturali.
Browsing tag
Un raffinato vaso in pasta vitrea, prodotto ad Alessandria d’Egitto, torna alla luce tra i resti dello street food pompeiano: simbolo di scambi e contaminazioni culturali.
Rinvenuti a Pompei una serie di piccoli ambienti arredati: si trovano attorno al sontuoso larario del ”giardino incantato”, già scavato nel 2018. Al loro interno piatti, vasi, anfore, oggetti in vetro e terracotta lasciati in bauli e armadi, bruciaprofumi e tavolette cerate abbandonati frettolosamente durante la catastrofe: un’altra straordinaria e commovente testimonianza degli ultimi istanti della città, inghiottita dall’eruzione del 79 d.C.
L’arte degli agrimensori romani emerge dai pavimenti rinvenuti nei nuovi scavi di Pompei. Uno studio del Parco Archeologico di Pompei e del Politecnico di Milano conferma che i romani furono tecnici altamente competenti (LEGGI TUTTO).
Due gladiatori al termine del combattimento, l’uno che vince e l’altro, ferito, che soccombe: è questa la straordinaria scena dell’ultimo affresco rinvenuto a Pompei nell’area di cantiere della Regio V, nell’ambito dei lavori di messa in sicurezza e rimodulazione dei fronti di scavo previsti dal Grande Progetto Pompei. [LEGGI TUTTO…].
Amuleti, gemme ed elementi decorativi in faïence, bronzo, osso e ambra riemergono dallo scavo della Regio V. Erano monili e piccoli oggetti legati al mondo femminile, utilizzati per ornamento personale o per proteggersi dalla cattiva sorte, ritrovati in uno degli ambienti della casa del Giardino. Custoditi in una cassa in legno, e da poco restaurati e riportati al loro splendore dalle restauratrici del Laboratorio di Restauro del Parco Archeologico di Pompei, si trattava di una parte dei preziosi di famiglia, che forse gli abitanti della casa non riuscirono a portare via prima di tentare la fuga. [LEGGI TUTTO…]
Trovato nella Regio V un affresco che raffigura il mito di Leda e il cigno: si trova in un cubicolo (stanza da letto) di una casa lungo via del Vesuvio.
Trovati nella “Casa del giardino” i resti di almeno 5 individui, ammucchiati e sparpagliati: si tratterebbe di due donne e tre bambini, che si erano rifugiati in cerca di scampo nella stanza più interna della casa.
Due dimore di pregio con preziose decorazioni vengono alla luce e ridefiniscono lo spazio urbano nella Regio V di Pompei, grazie agli interventi di manutenzione e messa in sicurezza dei fronti di scavo previsti dal Grande Progetto Pompei. Riaffiorano integre dai lapilli, con diverse suppellettili, la Casa con giardino, con il bel portico affrescato e gli ambienti decorati da vivaci megalografie, e la Casa di Giove, con le pitture in I stile e gli eccezionali mosaici pavimentali dalle raffigurazioni senza
precedenti. Iscrizioni e ulteriori resti delle vittime aggiungono, inoltre, dettagli alla storia
dell’eruzione e della città antica.