Secondo l’archeologo Gianpaolo Serone, autore di un accurato studio, la tomba del pontefice che nel Duecento trasferì la sede papale a Viterbo, e di cui si erano perse le tracce da secoli, potrebbe essere identificata con un sarcofago etrusco di reimpiego del IV-III secolo a.C. collocato un tempo nel cimitero medievale collegato alla Cattedrale di San Lorenzo. Un’ipotesi che, se confermata, potrebbe risvegliare l’attenzione sul capoluogo della Tuscia e aprire a una nuova stagione di scavi.
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