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Università di Ferrara

ARCHEOSCOPERTE / Quattro denti di Homo sapiens, semi di vite selvatica, oggetti e ornamenti: i laghi di Revine e Tarzo restituiscono nuove tracce dell’antico sito palafitticolo e dei suoi abitanti

Nuove importanti scoperte nel sito palafitticolo dei laghi di San Giorgio e Santa Maria, due bacini di origine glaciale ai piedi delle Prealpi Venete. L’ultima serie di scavi, iniziata nel 2019 – la quarta campagna è attualmente ancora in corso – ha riportato alla luce resti di strutture lignee che indicano la presenza di un abitato palafitticolo, un gran numero di reperti e ornamenti, semi di vitis selvatica e soprattutto 4 denti umani, la prima attestazione di resti di Homo sapiens nella Vallata che oggi appartiene al territorio dei comuni di Revine-Lago e Tarzo (TV).

Manoscritti / Il “primo cantico” di San Francesco: una studiosa dell’Università di Ferrara scopre una versione inedita del testo

Scoperta in una nota a margine di un manoscritto duecentesco la più antica (e completa) versione dell’Esortazione alla lode di Dio, opera di San Francesco d’Assisi che anticipa il celeberrimo Cantico di frate Sole. Autrice del ritrovamento Roberta Iannetti, dottoranda in Paleografia all’Università di Ferrara, con il suo supervisore, prof. Sandro Bertelli del Dipartimento di Studi Umanistici dell’ateneo ferrarese.

ARCHEOEVENTI / Archeologia a Ferrara e nel territorio ferrarese: ecco le nuove scoperte

Sabato 16 febbraio 2023 si terrà il convegno “Archeologia a Ferrara e nel territorio ferrarese: nuove scoperte”. Il pomeriggio di studi, dalle ore 15:30 alle 18:30 presso l’Accademia delle Scienze di Ferrara (via del Gregorio, 13),  presenterà gli aggiornamenti sui più importanti rinvenimenti dalle ultime ricerche effettuate nella città e nel suo territorio. I lavori potranno essere seguiti anche in diretta su Meet (link nell’articolo)

SCOPERTE / Ecco i più antichi resti umani del Nord Italia

 L’Università di Ferrara scrive una nuova pagina sulla storia dell’evoluzione umana grazie alla scoperta, nel corso di una campagna di scavi nella Grotta della Ciota Ciara (Borgosesia, VC), dei più antichi resti umani del Nord Italia. Si tratta dell’incisivo inferiore di un adulto di giovane età ben conservato e di un osso occipitale intero (ovvero la parte posteriore del cranio), attribuibili al genere Homo.