Ecco l’antenato del lupo: ritrovato in Piemonte uno scheletro fossile di 5.5 milioni di anni
Pubblicato su Zoological Journal of the Linnean Society uno studio sul fossile di Eucyon monticinensis da un team internazionale di paleontologi.
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Pubblicato su Zoological Journal of the Linnean Society uno studio sul fossile di Eucyon monticinensis da un team internazionale di paleontologi.
I pollini rivelano possibili coltivazioni già nella Media età del Bronzo. I risultati di uno studio delle università di Pisa, della Tuscia e Sapienza di Roma pubblicati su Quaternary Science Reviews.
Citati da Plinio e Cassio Dione, furono costruiti dall’imperatore Domiziano sulle pendici sud ovest della Velia, la collina posta tra Esquilino e Palatino. All’interno, oltre ai magazzini delle spezie, c’erano anche le case e gli “ambulatori” di medici quali Arcagato e Galeno.
Uno studio condotto da un team internazionale, coordinato da Sapienza Università di Roma e dal Cnr, rivela le origini genetiche dei Piceni e descrive la struttura genetica di una delle civiltà più affascinanti dell’Italia pre-romana. I risultati, pubblicati sulla rivista Genome Biology, mostrano che esisteva una piccola ma significativa differenziazione tra i popoli Tirrenici e quelli Adriatici, e aiutano a comprendere meglio le migrazioni, le interazioni e l’evoluzione delle popolazioni nel corso dei millenni.
Il Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università La Sapienza di Roma, in collaborazione con la Custodia Francescana, aggiorna sugli scavi al Santo Sepolcro di Gerusalemme, rivelando dettagli storici sull’uso dell’area e le trasformazioni dall’età del Ferro al periodo costantiniano.
La missione archeologica dell’Università ha portato alla luce, presso il sito di Frattesina nel Polesine, un centro produttivo e di scambio internazionale che alla fine del II millennio a.C. collegava l’Europa, l’Egeo e il Mediterraneo orientale.
Gli scavi della Sapienza hanno riportato alla luce tracce del triportico di IV secolo e indagato parte dell’abside nord della Rotonda, che presenta una pavimentazione in opus sectile di età medievale, relativa alla zona absidale di una cappella.
La scarsità di pratiche igieniche del passato ha aiutato i ricercatori ad individuare frammenti di piante, fibre, pollini, batteri e altri residui tra i denti di gruppi vissuti in Sudan tra il IV e il II millennio a.C.
L’intervento, realizzato dall’Università di Roma Sapienza, ha riportato alla luce parti della pavimentazione paleocristiana, tracce delle recinzioni liturgiche menzionate dalla pellegrina Egeria nel IV secolo e una serie di graffiti in molte lingue lasciati dai pellegrini nel Settecento
Pubblicati su “Communications Biology” i risultati di una ricerca internazionale coordinata dai paleoantropologi della Sapienza Università di Roma in cui si descrivono sia l’estrazione virtuale del cranio di uno scheletro noto come uomo di Altamura sia le nuove prospettive sull’evoluzione dei Neanderthal
Esposta a Roma la riproduzione tridimensionale in scala 1:1 della mummia del celebre faraone Ramses II, realizzata con una tecnica sperimentale avveniristica che ha comportato la ricostruzione della pelle con materiale organico. È la prima volta che una mummia viene riprodotta con materiali organici biocompatibili.
Un team di studiosi, tra i quali figurano esperti dell’Università di Padova e del Museo delle Civiltà di Roma, ha scoperto che durante il corso dell’anno gli esemplari di Homo erectus vissuti nel Pleistocene sull’isola di Giava erano in pratica onnivori: passavano da una dieta a base vegetale a una dieta mista, ma erano molto meno dipendenti dalla disponibilità di cibo stagionale rispetto ad altre specie che abitavano nello stesso contesto, come ad esempio gli oranghi.
Proseguono le indagini archeologiche nella basilica del Santo Sepolcro a Gerusalemme. Gli scavi, condotti dal Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma Sapienza, hanno riportato alla luce il basamento roccioso della collina rasa al suolo nel IV secolo dall’imperatore Costantino per isolare la tomba di Cristo e favorirne la venerazione. Ritrovati anche i resti di una prima monumentalizzazione del sepolcro e diversi frammenti di pavimento in opus sectile
Statue, busti, volti, parti del corpo: sono gli ex-voto che i devoti Etruschi di Veio offrirono in dono alle divinità cui si erano affidati. La raccolta di terrecotte votive, giunta al Museo Civico di Modena nel 1894 ed esposta fino agli anni ‘80 del Novecento, è stata riscoperta grazie a un progetto di ricerca che, anche attraverso avanzate tecniche di analisi, ha permesso di acquisire nuovi dati. I preziosi reperti – in tutto 118 terrecotte – saranno visibili per un anno nella mostra “DeVoti Etruschi”, cha ha aperto i battenti nella sala dell’Archeologia del Museo modenese.
Terminata la campagna di scavo annuale della Sapienza nell’antico porto-santuario etrusco del litoriale tirrenico con molte novità. Tra queste, l’annuncio del nuovo allestimento dell’Antiquarium nella Manica Lunga del Castello di Santa Severa e la creazione di un percorso che comprenderà l’area archeologica di Pyrgi, il Castello e la Riserva di Macchiatonda in un unico circuito di visita.
Un nuovo studio coordinato dal Laboratorio di Paleoantropologia e bioarcheologia della Sapienza, in collaborazione con il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), l’Università di Parma e l’Università Cattolica del Sacro Cuore di Milano, ha ricostruito le dinamiche con cui i Longobardi arrivarono nella nostra penisola dopo la caduta dell’Impero Romano e si stanziarono sul territorio.
Aveva un’età compresa, al momento del decesso, tra i 40 e i 50 anni e un coltello a mo’ di protesi al posto dell’avambraccio destro: l’uomo, sepolto nella vasta necropoli (164 tombe) di Povegliano Veronese (VI e l’VIII secolo d.C.) era già nota perché scavata in due campagne tra il 1985-86 e il 1992-93. Ma ora un’èquipe di ricercatori delle Università La Sapienza di Roma e Cattolica di Milano, insieme ai loro colleghi della Scuola di Paleoantropologia di Perugia e del Policlinico Umberto I, ha pubblicato sul “Journal of Anthropological Sciences” (Vol. 96 – 2018) un dettagliato studio sullo scheletro.