Venezia, la basilica di San Marco ritrova il suo volto dopo 7 anni di restauri
Dopo sette anni di restauri, la Basilica di Venezia si libera dai ponteggi e torna a mostrarsi nella sua interezza, tra marmi, mosaici dorati e nuove scoperte.
Browsing tag
Dopo sette anni di restauri, la Basilica di Venezia si libera dai ponteggi e torna a mostrarsi nella sua interezza, tra marmi, mosaici dorati e nuove scoperte.
Un nuovo studio di Ca’ Foscari chiarisce il ruolo di Venezia nella produzione e nel commercio del vetro nell’alto Medioevo. Svelandone l’attenzione al riciclo e l’adozione di tecnologie a base di ceneri vegetali, le più innovative e all’avanguardia del Mediterraneo.
Alla Biblioteca Marciana una mostra esplora il confronto tra ortodossia ed eresia nel “lungo XII secolo”, attraverso codici bizantini, testi antiereticali e restauri d’eccellenza.
Il Museo del Vetro apre un nuovo spazio dedicato al XIX secolo: una raccolta unica al mondo racconta crisi, rinascita e innovazione dell’arte vetraria muranese.
Dall’Università Ca’ Foscari un contributo per valorizzazione dei reperti del Museo archeologico nazionale di Venezia. Pillole audio guideranno i visitatori alla scoperta di iscrizioni greche e latine, statue, rilievi
Dopo Venezia e New York, la Pietà restaurata di Bellini e il San Sebastiano di Mantegna arriveranno al Museo della Città, rafforzando il legame culturale tra Rimini e la Serenissima.
Finanziato con oltre 1,2 milioni di euro, il progetto RaESETfides dell’Università di Bologna studierà come città come Genova, Siena, Venezia e Milano siano diventate, nel giro di pochi decenni, i motori economici dell’Occidente medievale.
Il Museo di Torcello, con le sue collezioni uniche ospitate nei palazzi del Consiglio e dell’Archivio, entra ufficialmente a far parte della rete della Fondazione Musei Civici di Venezia (MUVE). […]
La “Epistola De insulis Indiae supra Gangem nuper inventis” , stampata a Roma da Stephan Plannck dopo il 29 aprile 1493, è uno dei primi resoconti del navigatore genovese ai sovrani spagnoli, in cui racconta la scoperta del Nuovo Mondo.
Al Museo di Storia Naturale di Venezia i primi risultati dello scavo, con un focus sulla vita e l’economia degli abitanti della laguna in epoca romana molto prima della nascita di Venezia.
Tra i reperti recuperati, oltre ad anfore di IV-III e II-I secolo a.C., anche un carico di coppi e tegole.
Nel X secolo, un’intera comunità di abitanti della Laguna di Venezia passò da una dieta a base di prodotti ittici, ad un consumo prevalente di carne e latticini. Lo rivela uno studio scientifico coordinato dall’Università Ca’ Foscari Venezia condotto su denti e ossa di 52 individui.
Le indagini hanno permesso di conoscere meglio una vasca per il mantenimento in vita di ostriche, conservate all’interno a centinaia, costruita in mattoni e legno. La vasca (vivarium) è stata costruita circa nella seconda metà del I secolo d.C. ad una quota attuale di oltre 3 metri sul livello medio del mare.
Un nuovo studio dell’Università Ca’ Foscari Venezia applica per la prima volta l’imaging 3D alle ceramiche antiche.
Presentati i risultati del progetto di ricerca dell’Università Ca’ Foscari nella laguna di Venezia realizzato in collaborazione con il Comune di Cavallino-Treporti e la Soprintendenza ABAP per il Comune di Venezia e laguna
Il manufatto, datato tra il I secolo a.C. e il I d.C. e relativo alla famiglia degli Attii, tornò alla luce negli anni ’60 ma non fu denunciato.
Ed è un’opera misteriosa, pervasa dallo spirito delle grandi corti italiane del Rinascimento e che, soprattutto, reca la chiara ‘l’impronta’ del celebre artista padovano.
Due progetti di ricerca condotti da docenti dell’Università Ca’ Foscari Venezia danno vita al convegno “Il cantiere dell’epigrafista” che si tiene il 16 e 17 maggio a Ca’ Foscari e a Palazzo Malcanton Marcorà.
Fondato nel IX secolo per volontà dell’antica famiglia dei Partecipazi, è stato scavato lo scorso agosto.
L’esposizione celebra il mercante e ambasciatore nei 700 anni della morte. Una grande occasione per riscoprirne la complessa e affascinante eredità.
Nuovo impulso al progetto “VeLA, Venezia Libro Aperto” che ha permesso finora di mappare oltre 40mila graffiti in città.