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Dopo decenni di chiusura, la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio tornano visitabili nel Parco Archeologico di Ercolano. Le due dimore entrano nel percorso di visita al termine di un articolato programma di consolidamento e restauro, condotto nell’ambito del Progetto Domus con il sostegno del Packard Humanities Institute. La riapertura restituisce al pubblico due testimonianze complementari dell’edilizia e della vita quotidiana nella città sepolta dall’eruzione del 79 d.C.

La grande residenza affacciata sul mare

Con i suoi circa 1.150 metri quadrati, la Casa dell’Atrio a Mosaico è una delle abitazioni più estese finora riportate alla luce a Ercolano. Fu scavata tra il 1929 e il 1930 sotto la direzione di Amedeo Maiuri e conserva ambienti organizzati attorno a un grande giardino, circondato da un criptoportico, e a una terrazza con vista sul mare.

Prima: vicolo storico con pavimentazione dissestata e muri in pietra; dopo: vicolo restaurato con nuova pavimentazione e muri in pietra conservati

Il nome deriva dal pavimento dell’atrio, un ampio mosaico che porta ancora i segni delle pressioni esercitate dalla coltre vulcanica durante i quasi duemila anni trascorsi sotto terra. Tra gli spazi più notevoli c’è l’Oecus Aegyptius, un salone monumentale suddiviso in tre navate da due file di pilastri. Dal suo interno si apre la prospettiva sull’atrio; nel giardino, invece, sono visibili tracce di infissi e strutture in legno carbonizzato. Affreschi, stucchi e soffitti decorati restituiscono la ricchezza degli apparati ornamentali, mentre alcuni elementi lignei conservano la memoria diretta dell’eruzione.

Ercolano, riaprono la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio

Un condominio romano con il piano superiore visitabile

Di dimensioni più contenute, circa 200 metri quadrati, la Casa a Graticcio offre uno spaccato diverso dell’organizzazione abitativa. Il suo nome richiama l’opus craticium, tecnica costruttiva basata su intelaiature di legno riempite con pietre e malta. A Ercolano se ne conserva uno degli esempi antichi meglio documentati: in diversi punti sono ancora riconoscibili i telai lignei carbonizzati, talvolta associati alle murature di riempimento.

L’edificio, realizzato probabilmente tra il 62 e il 75 d.C., occupa due livelli e comprendeva almeno due unità abitative, oltre a una bottega affacciata sul cardo IV. È proprio il piano superiore a rappresentare una novità per il pubblico: per la prima volta sarà possibile entrare in una casa del sito a quel livello e osservare dall’alto l’antica strada che conduceva verso il mare. Si conservano inoltre arredi e manufatti lignei, tra cui letti e mobili, alcuni ancora inglobati nel materiale vulcanico.

Ercolano, riaprono la Casa dell’Atrio a Mosaico e la Casa a Graticcio

Il restauro continua

Per entrambe le case il recupero ha richiesto interventi sulle coperture, sui solai, sulle murature e sulle superfici decorate. Nella Casa a Graticcio, in particolare, le travi ormai compromesse sono state sostituite con elementi in legno di azobè, mentre i solai sono stati sollevati con martinetti per intervenire senza rimuovere gli arredi antichi che vi poggiano. Nella Casa dell’Atrio a Mosaico sono stati ricostruiti diversi sistemi di copertura e restaurati soffitti, mosaici, intonaci e legni carbonizzati.

Le due aperture portano avanti il programma avviato per recuperare sei importanti dimore ercolanesi: dopo la Casa del Colonnato Tuscanico e la Casa del Sacello di Legno, riaperte nel marzo 2025, e la Casa del Mobilio Carbonizzato, tornata accessibile nel luglio 2026, il progetto compie un nuovo passo. Altri interventi sono già previsti: la riapertura segna quindi una nuova fase di fruizione, mentre proseguono le attività di conservazione e manutenzione.

Tabella con calendario e orari di apertura della Casa dell’Atrio a Mosaico e della Casa a Graticcio nel 2026.
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Data di pubblicazione registrata: 05/11/2026 18:10
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