
Gli archeologi dell’Landschaftsverband Westfalen-Lippe (LWL) hanno trovato i resti delle fondamenta di due piccoli templi romani e una fossa usata per culti e sacrifici sul sito dell’ex accampamento romano a Haltern, nel distretto di Recklinghausen in Germania. Il sito ospitava una serie di campi militari collegati alla base legionaria di Aliso – oggi Haltern am See -, approntata nel I secolo a.C. come quartier generale delle campagne di conquista della Germania. La scoperta, spiegano gli esperti, è di grande interesse perché edifici di culto di questo tipo non sono finora mai stati rinvenuti in nessun altro campo militare romano. I resti erano già stati esaminati un secolo fa, ma la loro importanza all’epoca non era emersa del tutto a causa della mancanza di confronti.

Due edifici di culto e una fossa
“I due edifici di culto rettangolari – racconta l’archeologa Bettina Tremmel, responsabile dello scavo – erano costituiti solo da strutture in argilla e legno, ma il modello era lo stesso di quello dei grandi templi con podio in pietra presenti in molte città romane all’epoca di Augusto.” Secondo il direttore della LWL Michael Rind, l’insieme rappresenta un gruppo di edifici unico all’interno dell’accampamento romano.

Nell’attuale area di scavo, che si trova lungo la Germanikusstrasse, gli archeologi hanno finora messo in luce quasi completamente soltanto la pianta di uno dei due edifici, quello sul lato occidentale: una costruzione piuttosto grande – la superficie è di 30 metri quadrati – il cui ingresso, ampio ben 5 metri – era delimitato da un piccolo portico sorretto da due colonne lignee.
Il secondo edificio sembra quasi identico. Tra le due costruzioni è stata rinvenuta una fossa terragna circondata da una piccola nicchia, verosimilmente utilizzata per il culto. Sfortunatamente, negli ultimi 80 anni l’intensa frequentazione dell’area ha provocato gravi danni alle strutture archeologiche, sicché al momento non sono stati rinvenuti reperti significativi in tal senso.
I primi scavi nel 1928
I due piccoli templi si trovano all’interno di un complesso di oltre 2.000 metri quadrati scavato per la prima volta nel 1928 dall’allora capo archeologo August Stieren. Alcuni dettagli planimetrici fanno ritenere che gli edifici ospitassero una schola destinata alle riunioni del personale militare. Dopo alcuni lavori di ristrutturazione, l’area fu adibita a officina per le truppe, come testimoniano i numerosi utensili ritrovati.

Nel 1928 lo scavo non fu completato per mancanza di tempo e denaro così molti edifici sono rimasti sepolti, letteralmente, nel terreno. “E per fortuna”, commenta Tremmel, “perché con sorpresa di tutti, la nuova indagine ha rivelato anche un errore di misurazione”. Gli edifici di culto si trovano infatti un metro più a sud di quanto ipotizzato in precedenza.
Tombe “proibite”?
Lo scavo continuerà nelle prossime settimane nella speranza di chiarire l’esatta funzione degli edifici di culto e della fossa circolare e verificarne l’eventuale utilizzo sepolcrale. Una circostanza per la verità difficile, in quanto, come noto, la legge romana vietava di seppellire all’interno delle aree abitate.
Fonte: LWL
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