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Un sigillo e una moneta possono dirci molto di una città, anche nel Medioevo: dichiaravano chi esercitava il potere, rendevano riconoscibile un’autorità e contribuivano a costruire un’immagine condivisa della comunità. A Brescia tutto ciò può essere visto e apprezzato, ora, nella nuova sezione Segni e immagini dell’identità cittadina, inaugurata nei giorni scorsi al Museo di Santa Giulia e dedicata alla storia della città nell’età del Comune e delle Signorie.

Matrice sigillare del Comune di Brescia del XIII secolo esposta al Museo di Santa Giulia
Matrice sigillare del Comune di Brescia (seconda metà XIII secolo) – courtesy Fondazione Brescia Musei

Al centro dell’allestimento si trova la matrice sigillare del Comune di Brescia, databile al XIII secolo e concessa al museo in comodato a lungo termine da un collezionista bresciano. Accanto alla matrice sono esposte le monete battute dalla zecca cittadina, già presentate nella mostra La città del Leone. Brescia nell’età dei comuni e delle signorie del 2022-2023 e ora entrate stabilmente nel percorso museale.

Il sigillo e la nascita dell’immagine del Comune

La matrice è un oggetto particolarmente significativo perché appartiene alla fase in cui il Comune bresciano sviluppò strumenti propri di rappresentazione e comunicazione del potere. Il sigillo, applicato ai documenti ufficiali, rendeva riconoscibile l’autorità che li aveva emessi e trasformava un’immagine in una dichiarazione politica.

Le nuove ricerche hanno inoltre permesso di studiare la matrice attraverso indagini diagnostiche non invasive condotte con l’Università degli Studi di Milano e il CNR-ICCOM di Pisa. Le analisi spettrografiche hanno identificato l’uso dell’ottone, una lega di rame e zinco. Rispetto al bronzo, questo materiale era più facile da incidere e offriva una caratteristica tonalità dorata.

La matrice entra così anche nella storia materiale della produzione dei simboli civici: non è soltanto l’immagine impressa sui documenti a raccontare il Comune, ma anche il manufatto utilizzato per produrla.

monete Comune di Brescia
Grosso da 6 denari (dal 1025) – courtesy Fondazione Brescia Musei

Le monete della zecca e i simboli della città

Lo stesso discorso riguarda la zecca di Brescia, la cui attività costituisce una testimonianza dell’autonomia economica e politica raggiunta dal Comune. Le monete non erano soltanto strumenti di scambio: attraverso iscrizioni e immagini rendevano visibile l’autorità che le aveva emesse.

Nel corso del Medioevo la monetazione bresciana presenta diversi riferimenti alla comunità cittadina e ai suoi protagonisti. Compare il nome Brisia, insieme alle figure dei santi patroni Faustino e Giovita e al vescovo Apollonio. Con Pandolfo III Malatesta, signore di Brescia all’inizio del Quattrocento, entra nella monetazione anche il leone, destinato a diventare uno dei simboli più riconoscibili della città.

Sigillo e moneta appartengono quindi a due ambiti diversi, quello documentario e quello economico, ma svolgono una funzione comune: rendere visibile l’autorità e fornire alla comunità immagini attraverso cui riconoscersi.

monete Comune di Brescia
Denaro scodellato (1155–circa 1184) – courtesy Fondazione Brescia Musei

Una sezione accessibile e aperta alla ricerca

La nuova sezione completa il settore di Santa Giulia dedicato all’Età del Comune e delle Signorie, inserendosi in un percorso che comprende anche frammenti architettonici provenienti dagli edifici della Brescia medievale. Il progetto è stato sviluppato con il contributo dello storico Matteo Ferrari, dell’École des Hautes Études di Parigi, e coinvolge diverse istituzioni di ricerca.

Particolare attenzione è stata riservata all’accessibilità. L’allestimento comprende infatti pannelli tattili realizzati nell’ambito delle attività di Citislab/UNIBS – Comunicare Itinerari Sensoriali, con il patrocinio dell’Unione Italiana dei Ciechi e degli Ipovedenti.

monete Comune di Brescia
Grosso bresciano dei tre santi (novembre 1308) – courtesy Fondazione Brescia Musei

La matrice e le monete diventano così il punto di partenza per raccontare una fase decisiva della storia di Brescia: quella in cui una comunità cittadina elaborò strumenti, immagini e simboli per affermare pubblicamente la propria presenza. Un patrimonio che oggi può essere studiato anche attraverso le nuove analisi scientifiche e letto dal pubblico all’interno del più ampio racconto della città medievale.

L’esposizione permanente è inserita nel percorso di visita del Museo. Per informazioni: www.bresciamusei.com/musei-e-luoghi/museo-di-santa-giulia/

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Data di pubblicazione registrata: 28/09/2026 09:56
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