Il teatro romano di Brescia restituisce nuovi e importanti tasselli della propria storia. Si è conclusa l’8 luglio la prima fase della campagna di scavo archeologico avviata il 27 ottobre 2025, un intervento destinato a riportare alla luce uno dei più grandi edifici da spettacolo dell’Italia romana settentrionale e a migliorarne la conservazione e la futura valorizzazione.
Promossi dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia, gli scavi rientrano in un più ampio progetto di recupero finanziato dal Ministero della Cultura con 1,5 milioni di euro. Le indagini hanno già restituito risultati di notevole rilievo, permettendo di ricostruire con maggiore precisione l’impianto originario del monumento.
Tornano visibili le gradinate dell’antico teatro romano
L’intervento ha comportato innanzitutto la rimozione delle fondazioni degli edifici costruiti nei secoli sopra le strutture romane, consentendo di recuperare la leggibilità dell’originario impianto architettonico.
È stato così riportato alla luce l’intero perimetro dell’ima cavea, il settore inferiore destinato agli spettatori, del quale oggi sono nuovamente visibili numerosi gradini. Gli archeologi hanno interrotto temporaneamente lo scavo a circa 3,5 metri di profondità, poco più di un metro sopra l’antico piano di calpestio, per motivi di sicurezza e di organizzazione del cantiere. Le operazioni riprenderanno in autunno e termineranno entro la primavera del 2027.

La scoperta delle gradinate originali in pietra di Botticino
Tra i risultati più significativi emersi nelle ultime settimane figurano alcuni gradoni perfettamente conservati in situ, realizzati con grandi blocchi di pietra di Botticino, insieme alle scalette che consentivano l’accesso ai diversi settori della cavea.
L’eccezionale stato di conservazione alimenta l’aspettativa di poter recuperare, nelle prossime campagne, anche le prime file delle sedute originali e le lastre di pavimentazione dell’orchestra, l’area semicircolare posta ai piedi della cavea riservata alle rappresentazioni.
Nei livelli più profondi sono inoltre emersi grandi blocchi architettonici appartenenti al crollo degli elevati monumentali del teatro.
Le tracce del Medioevo trasformano il volto del monumento
Le indagini hanno permesso anche di documentare le trasformazioni subite dall’area dopo l’abbandono dell’edificio romano.
Nella zona centrale del teatro sono stati individuati resti di strutture abitative e produttive medievali, caratterizzate da piccoli muri in pietra, focolari e piani d’uso, testimonianza del riutilizzo dello spazio in epoche successive.
Di particolare interesse è il ritrovamento di numerose sepolture a inumazione, sia in semplice fossa sia all’interno di casse in pietra e laterizi, che dal V secolo d.C. occuparono parte dell’ima cavea e dell’orchestra, sfruttando i livelli di abbandono delle strutture romane.
Un progetto di recupero destinato a proseguire
Durante l’estate saranno eseguiti gli interventi di messa in sicurezza necessari alla prosecuzione dei lavori. È prevista la realizzazione di un secondo ponte di attraversamento del cantiere, indispensabile sia per il completamento dello scavo sia per il successivo restauro delle strutture, programmato per il 2027.
Il recupero del teatro si inserisce in un più ampio progetto condiviso tra Soprintendenza, Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei, che prevede anche la rifunzionalizzazione del complesso di Palazzo Maggi Gambara e la creazione di nuovi percorsi di visita.
In occasione del Bicentenario della scoperta della Vittoria Alata, la Soprintendenza organizzerà inoltre due appuntamenti pubblici, il 16 e il 20 luglio, durante i quali cittadini e visitatori potranno osservare dall’alto l’avanzamento degli scavi grazie all’apertura straordinaria dell’accesso dal corridoio UNESCO.
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- 📄 Fonte: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Bergamo e Brescia ✅






