A Lipari, per tre giorni, chiese, monasteri e cattedrali diventano il punto di osservazione per capire come il potere laico si sia rappresentato attraverso l’architettura religiosa nel Mediterraneo medievale. È questo il tema del convegno internazionale “Dominare, costruire, pregare. Potere laico e architettura religiosa nel Mediterraneo tra XII e XIII secolo”, in corso fino a sabato 3 ottobre negli spazi del Parco Archeologico delle Eolie – Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea.
📽️VIDEO: Lipari, Convegno “Architettura religiosa e potere laico nel Mediterraneo”, interviste 02/10/2026
L’incontro è il terzo appuntamento della rassegna “Mediterraneo Medievale. Architettura, Archeologia, Arte” e riunisce circa trenta studiosi e dottorandi provenienti da università e centri di ricerca italiani e stranieri, con contributi da Stati Uniti, Giappone, Turchia, Spagna, Croazia, Francia e da numerosi atenei italiani.

Il tema assume particolare rilievo in vista dell’Anno Europeo dei Normanni 2027, al quale il convegno offre di fatto una prima introduzione attraverso una prospettiva che supera i confini della Sicilia e segue la circolazione di modelli architettonici, forme di potere e istituzioni religiose nel Mediterraneo.
Dai monasteri di Lipari alla Costantinopoli bizantina
Le ricerche presentate affrontano casi molto diversi. Si va dai monasteri benedettini di Lipari e Patti alla cattedrale di Matera, dalle fondazioni monastiche aristocratiche dell’Epiro alla Genova medievale di San Giovanni di Pré e San Lorenzo.

Il programma attraversa quindi Maiorca, Barcellona, la Grecia, Venezia, Aversa, la Puglia, la Sicilia e la Calabria, arrivando alla Turchia dell’epoca della Quarta crociata. Tra gli studi presentati figura anche un confronto tra la Santa Sofia di Nicea e la Panagia Chrysokephalos di Trebisonda, due chiese bizantine successivamente trasformate in moschee.
La giornata conclusiva è dedicata ai modelli e alle tecniche costruttive dell’architettura sacra in Croazia e alla tradizione normanna della sepoltura in sarcofagi di pietra collocati all’interno delle chiese, associata alla rappresentazione del potere sovrano. Un’ultima sessione affronterà invece il restauro come strumento di conoscenza, con casi di studio da Palermo, dalla Sardegna e da Urbino.
Il convegno è promosso dal Parco archeologico delle Isole Eolie – Museo Archeologico Bernabò Brea e dal Laboratoire d’archéologie médiévale et moderne en Méditerranée dell’Università Aix-Marseille, con il sostegno dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana e del Dipartimento BBCC.
Il futuro del Museo Bernabò Brea
L’appuntamento scientifico si inserisce inoltre in una fase di interventi sul complesso museale. Il direttore del Parco, Rosario Vilardo, ha annunciato il restauro di alcuni padiglioni, tra cui la casa-studio di Luigi Bernabò Brea e Madeleine Cavalier, utilizzata per decenni come luogo di ricerca e confronto dagli studiosi delle Eolie.
Il Museo Archeologico Luigi Bernabò Brea, istituito nel 1954 e ospitato nella cittadella fortificata del Castello di Lipari, conserva reperti che documentano la storia dell’arcipelago dalla preistoria all’età greca e romana, compresi i materiali provenienti dalle circa 3.000 tombe della necropoli di Contrada Diana.
Negli ultimi anni il museo ha inoltre sviluppato nuovi strumenti di accessibilità, con reperti tattili, segnaletica Braille e contenuti in LIS, e ha ampliato il rapporto fra archeologia e ricerca digitale.
Foto in apertura: LIPARI, Chiostro San Bartolomeo (ph. Melamedia)
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Data di pubblicazione registrata: 03/10/2026 16:39
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