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Come si organizzava una città romana? A Ercolano è possibile esplorarlo attraverso una mappa digitale che distingue gli isolati, i complessi edilizi, gli spazi destinati alle diverse attività e i singoli ambienti. Il Parco Archeologico di Ercolano ha pubblicato online il Catasto Urbano, uno strumento che riunisce anni di documentazione e rende consultabile la struttura della città antica anche a chi non lavora nel campo dell’archeologia.

Il progetto nasce da un lavoro di studio, revisione e aggiornamento avviato nel 2006, nell’ambito della collaborazione tra il Parco e il Packard Humanities Institute, attraverso l’Istituto Packard per i Beni Culturali, attivo in Italia. La piattaforma è stata sviluppata per sostenere la tutela e la manutenzione del sito; la pubblicazione online permette ora a studiosi, professionisti e cittadini di accedere agli stessi dati.

Quattro livelli per leggere la città antica

Il Catasto organizza le informazioni in quattro livelli collegati. I Blocchi Edilizi identificano gli isolati; le Unità Catastali raggruppano edifici e spazi riconducibili alla stessa proprietà o allo stesso corpo di fabbrica; le Unità Funzionali riuniscono ambienti legati a una determinata attività; il livello degli Ambienti scende infine al singolo spazio.

Questa articolazione consente di passare dalla visione complessiva della città all’analisi delle sue singole parti. La mappa comprende l’area scavata di Ercolano, la Villa dei Papiri e il Teatro Antico e utilizza migliaia di elementi georeferenziati per collegare le informazioni alla loro posizione.

La consultazione non si limita alla planimetria. Attraverso il sistema WebGIS si possono esplorare fotografie storiche e immagini degli apparati decorativi, confrontare la cartografia del passato e consultare dati testuali e cronologie degli scavi novecenteschi. Sono disponibili anche statistiche sul patrimonio archeologico e architettonico, una guida all’uso, un glossario dei termini tecnici, una bibliografia di riferimento e una versione del Catasto in PDF.

Dati aperti per nuove ricerche

Uno degli aspetti più importanti riguarda il formato dei dati. Le informazioni sono pubblicate come Open Data e possono essere interrogate attraverso API e geoservizi standard, tra cui WMS e WFS. Questi strumenti permettono anche di utilizzare i dati in altri sistemi cartografici e di costruire mappe personalizzate, aprendo nuove possibilità per la ricerca e l’analisi del sito.

La pubblicazione si inserisce nel percorso di condivisione già avviato con Ercolano Digitale. Come sottolinea la direttrice del Parco, Federica Colaiacomo, rendere accessibili informazioni nate per la gestione e la conservazione significa ampliare la conoscenza del patrimonio e favorire il rapporto con il pubblico.

Per Jane Thompson, responsabile del partenariato pubblico-privato per conto delle fondazioni Packard, il Catasto è un nuovo risultato della collaborazione pluridecennale tra l’istituto e il Parco. La piattaforma potrà inoltre essere aggiornata con le informazioni prodotte dalle future attività di ricerca e documentazione.

Il Parco presenta il progetto come un’infrastruttura digitale senza precedenti per la quantità e la varietà di materiali consultabili congiuntamente. Il prossimo sviluppo annunciato è un portale dedicato alla manutenzione del sito.

Il Catasto Urbano di Ercolano è liberamente consultabile online: sigerc.herculaneum.org/catasto.

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Data di pubblicazione registrata: 09/10/2026 15:54
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