Importante evento culturale stamani a Roma, dove nella Basilica di Santa Maria in Aracoeli, sul Campidoglio, i carabinieri del Comando Carabinieri per la Tutela del Patrimonio Culturale (TPC) hanno riconsegnato uno splendido frammento miniato quattrocentesco. A restituire l’opera il Generale di Brigata Antonio Petti, che ha consegnato l’opera a Sua Eminenza il Cardinale Vicario Monsignor Baldassare Reina, alla presenza del Dottor Giovanni Conzo, Procuratore Aggiunto di Roma, e di numerose autorità civili ed ecclesiastiche.

La miniatura era stata asportata negli anni ’80 dal Convento francescano di Santa Maria in Capitolio. Rimpatriata a giugno 2025 grazie alle indagini del TPC coordinate dalla Procura della Repubblica di Roma, l’opera – valutata circa 250.000 euro – arricchisce nuovamente il patrimonio della basilica, fondata nel 1251 dai frati francescani e legata a leggende miracolose come quella del Bambin Gesù scolpito da un angelo.

Due carabinieri in uniforme di fronte a una teca di vetro che espone un frammento miniato, all'interno della Basilica di Santa Maria in Aracoeli a Roma.
Un momento della cerimonia di restituzione (foto: TPC)

Fra Antonio da Monza: un miniatore lombardo nella Roma dei Papi

Il frammento (dimensioni mm 256×256) raffigura la “Madonna con Bambino” e fa parte del foglio XCIIX (n. 98) del Graduale R, un corale liturgico custodito nel convento. Attribuita a Fra Antonio da Monza (XV secolo), insigne miniatore francescano attivo tra Milano e Roma dal 1480 al 1505, l’opera incarna lo stile del tardo Quattrocento lombardo.

Nato a Monza e entrato nell’Ordine francescano, Antonio operò sotto il pontificato di Alessandro VI Borgia (1492-1503), firmando capolavori come la Pentecoste (1492-1503) all’Albertina di Vienna – un frontespizio con ritratto papale – e la Visitazione al Kupferstichkabinett di Berlino (inv. n. 1799).

Influenzato dalle tipologie figurali di Bramante e Leonardo da Vinci – evidenti nella dolcezza anatomica e nel panneggio fluido della Vergine –, lo stile di Fra Antonio fonde anche echi umbro-romani dal Pinturicchio, come notoriamente risonanze gotico-internazionali. La sua personalità artistica, spesso confusa con quella di contemporanei come Giovanni Pietro Birago, fu chiarita da studi pionieristici: Antonio decorò messali e corali per la corte sforzesca e committenti ecclesiastici, contribuendo al fiorire della miniatura come arte devozionale accessibile.

Il Graduale R dell’Aracoeli, con le sue pagine policrome su pergamena, testimonia il ruolo dei francescani nella diffusione di tali manoscritti, usati nei canti gregoriani.

Frammento miniato quattrocentesco raffigurante la Madonna con Bambino, attribuito a Fra Antonio da Monza, incorniciato da decorazioni floreali ornate.
Fra Antonio da Monza (XV sec.)
“Madonna con Bambino”
frammento della pagina miniata recuperata (mm 256×256)

Dal furto al recupero

Il furto fu denunciato il 10 dicembre 1987, dopo la scoperta di numerosi ammanchi di pagine miniate e corali tra il 1981 e il 1986 dal convento. L’opera, parte integrante del corale, sparì in quel periodo di vulnerabilità per i beni librari ecclesiastici, spesso preda di trafficanti nel boom del mercato antiquario. La svolta arrivò grazie alle indagini del TPC, che – attraverso la Sezione Elaborazione Dati – monitorarono il mercato internazionale. La miniatura emerse in una casa d’aste londinese, materialmente custodita a Zurigo, Svizzera.

Particolare di un manoscritto musicale medievale con notazione gregoriana, evidenziando frasi in inchiostro nero e rosso su pergamena.
Retro del frammento della pagina miniata recuperata

La proficua collaborazione con la casa d’aste, che acconsentì spontaneamente alla restituzione, permise il rimpatrio coordinato dall’Ufficio di Cooperazione Internazionale del TPC, con il supporto del Consolato Italiano a Zurigo. Questo caso esemplifica l’efficacia del TPC, unità specializzata nata nel 1969 e leader mondiale nei recuperi – oltre 1,2 milioni di beni restituiti dal 2000, per un valore di miliardi di euro.

L’eredità scientifica: lo studio di padre Bellarmino Bagatti

Fondamentale per l’identificazione fu lo studio di padre Camillo Bellarmino Bagatti (1905-1990), archeologo francescano e bibliofilo, pubblicato nel 1935 su “La Bibliofilia” (vol. 37, n. 4, pp. 145-154), intitolato “Nuove osservazioni su Fra Antonio da Monza”. Bagatti, esperto di arte paleocristiana e medievale, descrisse, fotografò e analizzò il Graduale R, evidenziando la maestria di Antonio nei dettagli iconografici – come il volto sereno della Madonna e il gesto benedicente del Bambino. Questo saggio, frutto di ricerche d’archivio, si è rivelato cruciale per confermare l’autenticità durante le indagini, legando il frammento al contesto liturgico francescano.

Un’altra vittoria contro il traffico illecito

La restituzione rafforza la battaglia globale contro il traffico illecito di beni culturali, previsto dall’articolo 160 del Codice dei Beni Culturali italiano e dalla Convenzione UNESCO del 1970. L’opera tornerà ora nel suo contesto originario e sarà esposta nel complesso dell’Aracoeli, meta di pellegrini per la Scala Santa e il Santo Bambino.

Fonti:

  • “La Bibliofilia”, vol. 37 n. 4 (1935), Olschki Editore.
  • Comunicato ufficiale Carabinieri TPC
  • Enciclopedia Treccani, voce “Antonio da Monza”
  • Wikipedia italiana, “Antonio da Monza”

L’autore dell’articolo

Ultima modifica:

© TESTI, FOTO, VIDEO E MATERIALI PROTETTI DA COPYRIGHT – RIPRODUZIONE RISERVATA / ALL RIGHTS RESERVED. Riproduzione vietata senza citare la fonte.


Scopri di più da Storie & Archeostorie

Iscriviti alla Newsletter per ricevere gli ultimi articoli nella tua e-mail.

LEGGI ANCHE

error: Content is protected !!