Fu nascosto in una brocca di ceramica e sepolto in una fossa poco profonda nel pieno centro storico della città di Kolomna, in Russia, ma il suo proprietario non ebbe mai il tempo di tornare a recuperarlo, probabilmente perché stroncato dalla peste. A riportare alle luce il tesoro, composto da oltre 2.600 monete d’argento risalenti alla prima metà del XV secolo, sono stati ora gli archeologi dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze, che sottolineano come si tratti del deposito più corposo mai conservato di quel periodo, peraltro uno dei più difficili della storia russa.
Tra il 1425 e il 1427, infatti, diverse città del Principato di Rus’ furono colpite da una violenta ondata di peste. Da qui la suggestiva ipotesi: il proprietario del tesoro potrebbe esser stato una delle vittime dell’epidemia; prima di morire, avrebbe nascosto il denaro con l’idea di recuperarlo in seguito, ma purtroppo non ci riuscì.

L’idea, sottolineano gli studiosi, è intrigante ma resta al momento un’ipotesi di lavoro, basata principalmente sulla concomitanza cronologica dei due eventi, l’epidemia e l’occultamento delle monete. A chiarire eventualmente se davvero le due circostanze possano essere in qualche modo legate potrà essere soltanto il puntuale studio del contesto archeologico e del tesoro stesso.
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Una fortuna sepolta in una piccola brocca
Il ritrovamento è avvenuto nel corso degli scavi di emergenza condotti dagli archeologi dell’Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze nel centro di Kolomna, città 113 km a sudest di Mosca.
Le monete erano state riposte con cura in un piccolo ed elegante vaso ceramico decorato, poi interrato direttamente nel terreno. Il recipiente conteneva, come accennato, oltre 2.600 dengi, monete d’argento introdotte intorno al 1380 durante il regno di Dmitrij Donskoj.
Chi era il proprietario del tesoro?
La quantità di denaro accumulata nel recipiente rappresentava una fortuna considerevole. Ma chi era stato ad occultarla e perché? Secondo gli studiosi, si trattava di una persona benestante, probabilmente appartenente all’élite cittadina: forse un funzionario di alto rango al servizio del principe, oppure un amministratore o un mercante facoltoso.


Le monete di Basilio I e Basilio II
Il tesoro comprende soprattutto dengi emesse durante i regni dei grandi principi Basilio I Dmitrievič (1389-1425), figlio di Dmitrij Donskoj, e Basilio II Vasil’evič il Cieco (1425-1462). La circolazione di grandi quantità di monete in questo periodo non deve stupisce più di tanto: tra XIV e XV secolo, infatti, Kolomna era, per importanza , il secondo centro urbano del Principato dopo Mosca e costituiva uno dei possedimenti demaniali del grande principe.
Particolarmente significativa, sotto questo aspetto, è la presenza di numerose monete coniate proprio a Kolomna negli ultimi anni del regno di Basilio I, riconoscibili dalla raffigurazione di un uccello in volo. Emissioni di questo tipo, spiegano gli esperti, si trovano molto raramente nei tesori ritrovati in altre regioni.


Tra gli esemplari figurano anche parecchi pezzi unici, finora ignoti alle collezioni numismatiche dei maggiori musei russi. Durante lo studio preliminare del tesoro sono state individuate oltre 350 varianti finora sconosciute.
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Un tesoro rimasto intatto per sei secoli
Le monete più recenti risalgono alla seconda metà degli anni Venti del XV secolo e furono coniate da Basilio II. Questi esemplari costituiscono il terminus ante quem: ci dicono cioè che il tesoro deve essere stato interrato dopo quel periodo.
I reperti sono attualmente in fase di studio. La straordinaria entità del deposito permetterà ora agli esperti di approfondire modi e tempi di produzione della zecca locale e di indagare le relazioni tra i diversi conii, seguendo l’evoluzione delle diverse varianti per almeno tre lustri: tutti dati che contribuiranno a migliorare la conoscenza della storia economica del Principato di Mosca alla fine del Medioevo.
Tutte le foto: © Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze
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- 📄 Fonte: Istituto di Archeologia dell’Accademia Russa delle Scienze
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Data di pubblicazione registrata: 02/09/2026 15:01
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