Nuove scoperte in Egitto. La prima campagna di scavo condotta dalla missione archeologica egiziana nel settore A ovest del Bubasteion, nella necropoli di Saqqara, ha portato alla scoperta della tomba di un alto funzionario di nome Sekhentiu-Ptah, risalente all’Antico Regno, insieme a un sistema articolato di pozzi funerari che ha restituito numerose sepolture e una grande quantità di reperti.

Le indagini hanno interessato il settore della necropoli del Bubasteion, l’area sacra originariamente dedicata alla dea Bastet (da cui prende il nome), divinità felina protettrice della casa, della fertilità e dei gatti. L’obiettivo è ricostruire l’evoluzione storica e architettonica dell’area e comprenderne le diverse fasi di utilizzo.
Strumenti rituali in alabastro
Tra le strutture più importanti emerse dallo scavo figura una tomba con una falsa porta ancora nella sua posizione originaria e corredata da un set completo di strumenti per i rituali funerari in alabastro: una tavola per le offerte, un disco per le offerte, un bacino per le abluzioni, una brocca e un bacile.

La falsa porta era una porta finta scolpita nella parete della cappella funeraria. Non era destinata a essere attraversata, ma rappresentava simbolicamente il passaggio tra il mondo dei vivi e quello dei defunti. Secondo le credenze egizie, attraverso questa soglia simbolica lo spirito del defunto poteva ricevere le offerte lasciate dai familiari e partecipare ai rituali funerari. La struttura imitava spesso una porta reale, con stipiti, architrave e pannelli decorati da iscrizioni e immagini del proprietario della tomba.
Secondo Mohamed Abdel Badie, responsabile del settore delle antichità egizie del Consiglio Supremo delle Antichità, il ritrovamento degli oggetti nella loro collocazione originaria costituisce un dato particolarmente importante per lo studio delle pratiche funerarie dell’Antico Regno.

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Sekhentiu-Ptah, un alto funzionario dell’amministrazione egizia
A chi apparteneva la tomba? A dircelo sono le iscrizioni geroglifiche presenti sulla finta porta e sugli oggetti ritrovati nella sua tomba: si tratta di Sekhentiu-Ptah, ciambellano reale, sovrintendente a tutti i lavori del re, sovrintendente ai documenti reali, custode dei segreti degli ordini del re, sacerdote della dea Maat e sovrintendente agli scribi. Un funzionario di alto rango, dunque, con importanti compiti amministrativi nell’Antico Regno.

Pozzi funerari riutilizzati nel corso dei secoli
Accanto alla tomba di Sekhentiu-Ptah, la missione egiziana ha individuato una rete di pozzi funerari interconnessi tra loro, all’interno della quale c’erano numerose sepolture e una quantità considerevole di materiali: cartonnage dipinto, oltre 100 ushabti in faience, tre sarcofagi in pietra ancora chiusi e conservati nella loro posizione originaria, un modello ligneo raffigurante un falco, recipienti ceramici e altri reperti. I ritrovamenti sono databili anche all’Epoca Tarda, circostanza che documenta il progressivo riutilizzo della necropoli del Bubasteion in periodi storici differenti.

Purtroppo una parte dei pozzi era già stata saccheggiata in antico: le tracce dei tombaroli sono riconoscibili nelle aperture praticate tra le diverse camere funerarie.
Scavi, documentazione e nuove ricerche
La campagna, diretta da Amr El-Tayebi, coinvolge specialisti impegnati nelle attività di scavo, documentazione, conservazione e studio dei materiali. Le prossime campagne proseguiranno l’esplorazione del settore A ovest del Bubasteion, consolidando la conoscenza di uno dei principali siti funerari pluristratificati dell’Egitto.
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- 📄 Fonte: Ministero del Turismo e delle Antichità egiziano
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Data di pubblicazione registrata: 01/09/2026 13:42
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