Nuova bellissima scoperta a Pyrgi. Nell’antico porto di Caere presso l’attuale Santa Severa, nel territorio di Santa Marinella (Roma), un nuovo frammento di antefissa con il volto della dea Uni è emerso dagli scavi condotti dalla Sapienza Università di Roma nell’area del Tempio B. Il ritrovamento è stato reso noto sulla pagina Instagram del progetto Pyrgi Etruscologia Sapienza, focalizzato sulle ricerche del grande santuario marittimo etrusco.
Il frammento, spiegano gi archeologi, proviene proprio dal tempio dedicato a Uni, la principale divinità femminile del pantheon etrusco, identificata a Pyrgi con la fenicia Astarte.
Alla dea il magistrato supremo di Caere, Thefarie Velianas, dedicò il Tempio B intorno al 510 a.C., come documentano le ben note Lamine d’oro di Pyrgi, tre testi bilingui in etrusco e fenicio rinvenuti nel 1964 nell’area sacra.

Le lamine ricordano la consacrazione del luogo di culto alla dea e costituiscono una delle testimonianze epigrafiche più importanti dell’Etruria arcaica.

Il grande santuario marittimo di Caere
Il ritrovamento acquista particolare significato considerando il ruolo di Pyrgi nel sistema politico ed economico di Caere, l’odierna Cerveteri. A partire dalla fine del VII secolo a.C., Pyrgi divenne il principale sbocco marittimo della città e un punto strategico sulle rotte del Tirreno, collegato a Caere da una strada monumentale. La posizione del porto favoriva i rapporti con il mondo greco e con il Levante, facendo del santuario un luogo nel quale dimensione religiosa, traffici e relazioni politiche si intrecciavano strettamente.
Il complesso sacro occupava oltre 14.000 metri quadrati lungo la costa e comprendeva due aree distinte: il Santuario Monumentale, con il Tempio B e il successivo Tempio A, e il Santuario Meridionale, caratterizzato da strutture di dimensioni più contenute e numerosi altari. Il Tempio B rappresenta il nucleo più antico dell’area: la sua decorazione architettonica e le iscrizioni testimoniano il culto di Uni-Astarte, mentre altri elementi del complesso documentano anche il culto di Tinia ed Eracle.

Qualche decennio più tardi, intorno al 470-460 a.C., il santuario venne ampliato con la costruzione del Tempio A, un edificio di ordine tuscanico dedicato a Eracle associato a Thesan/Leukothea. Il programma decorativo comprendeva un grande altorilievo frontonale, oggi conservato al Museo Nazionale Etrusco di Villa Giulia, con episodi della saga dei Sette contro Tebe.
Un cantiere archeologico aperto dal 1957
Le ricerche archeologiche della Sapienza a Pyrgi sono iniziate nel 1957 e hanno costituito uno dei primi grandi cantieri di scavo dell’Ateneo, concepito fin dall’inizio anche come cantiere-scuola per la formazione di generazioni di archeologi. Nel corso di oltre sessant’anni di indagini, gli scavi hanno progressivamente ricostruito non soltanto il santuario, ma anche l’insediamento, la viabilità e il rapporto fra l’area sacra e il porto.
Le campagne più recenti hanno esteso le indagini anche al settore compreso tra il santuario e l’abitato, dove sono stati individuati edifici, strade e strutture con funzioni pubbliche e cerimoniali. Gli studi stanno contribuendo a ricostruire l’organizzazione urbana di Pyrgi e il rapporto fra il centro abitato, il santuario e lo scalo marittimo.
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Progetto Pyrgi Etruscologia Sapienza
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Data di pubblicazione registrata: 22/09/2026 18:36
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