A Montalto di Castro (Viterbo), nel territorio dell’antica Vulci, sono iniziati il 7 settembre gli scavi archeologici di Regisvilla, nell’area di Murelle, dove si trovava il porto della città etrusca. La nuova campagna arriva dopo l’acquisizione di un ampio settore dell’area da parte della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale e dopo una serie di indagini non invasive che hanno fornito nuovi elementi sulla struttura dell’insediamento.

Il sito è stato identificato con la Regae dell’Itinerarium Maritimum e con la Regisvilla citata da Strabone. Le prime ricerche archeologiche sistematiche risalgono alla fine degli anni Settanta e agli inizi degli anni Ottanta, quando l’Istituto di Topografia antica della Sapienza – Università di Roma indagò una parte dell’area. Già le ricognizioni di superficie e le fotografie aeree avevano evidenziato un grande recinto rettangolare, interpretato in epoche diverse come struttura romana o medievale.
Un insediamento commerciale affacciato sul Mediterraneo
Gli scavi condotti in passato avevano portato alla luce strutture etrusche, una villa della prima età imperiale romana e diverse sepolture. In mare, a circa 300 metri dalla costa, erano state inoltre individuate strutture sommerse interpretate come opere portuali, tra cui una barriera parallela alla linea di costa e appena affiorante. Le scoperte contribuirono all’apposizione del vincolo archeologico sull’area nel 1985.

Un quadro più articolato emerge oggi dalle ricerche sui materiali e dai risultati delle indagini geofisiche del 2024, condotte da Eastern Atlas e dalle Università di Friburgo e Magonza. Le prospezioni hanno confermato la presenza di un insediamento etrusco a carattere commerciale, frequentato dalle popolazioni locali e da mercanti o comunità provenienti dal mondo greco e fenicio. Le strutture sembrano organizzarsi in isolati distinti secondo un preciso impianto urbanistico.
La campagna Regisvilla 2026, diretta scientificamente dalla Soprintendenza insieme a Fondazione Vulci e all’Università Federico II di Napoli, punta ora a verificare sul terreno i dati delle prospezioni e a ricostruire attraverso lo scavo stratigrafico caratteristiche, cronologia e rapporti reciproci delle strutture.

Alle indagini terrestri si affiancheranno le ricognizioni subacquee della Soprintendenza, con il Nucleo Carabinieri Subacquei di Roma, per approfondire la conoscenza delle strutture portuali.
Le ricerche previste nei prossimi anni potranno definire l’estensione dell’abitato e chiarire il ruolo di Regisvilla nei rapporti di Vulci con il Mediterraneo, offrendo nuovi elementi di confronto con gli altri grandi porti dell’Etruria meridionale, Pyrgi e Gravisca.
Immagine in apertura: @archeomap_lab (Instagram)
📘 Notizia verificata ✅
- 📄 Fonte: Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la provincia di Viterbo e per l’Etruria Meridionale ✅
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Data di pubblicazione registrata: 16/09/2026 12:57
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