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Un mausoleo romano in Albania, un porto sommerso in Egitto, un affresco dionisiaco a Pompei, una testa greca a Vulci e mosaici con coccodrilli in Turchia: sono le cinque finaliste della 12ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Palmyra”, che sarà assegnato il 30 ottobre nell’ambito della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

Il premio dedicato ogni anno alle scoperte archeologiche più significative del pianeta, mette di nuovo a confronto ricerche condotte tra Mediterraneo e Nord Africa. La proclamazione del vincitore è fissata per venerdì 30 ottobre 2026 a Paestum, nel corso della XXVIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico (BMTA), in programma dal 29 ottobre al 1° novembre.

Il premio è promosso dalla BMTA insieme alla rivista Archeo, con la collaborazione di testate internazionali come Antike Welt, arCHaeo, Archäologie in Deutschland, Archéologia, Current Archaeology, Current World Archaeology e Dossiers d’Archéologie. Ogni testata partner segnala una scoperta dell’anno precedente: dalla rosa nascono i cinque finalisti, tra cui la giuria sceglierà il vincitore assoluto.

Perché si chiama “Palmyra”

Fino al 2024 il riconoscimento portava il nome di Khaled al-Asaad, l’archeologo che diresse il sito e il museo di Palmira dal 1963 al 2003 e che nel 2015 fu ucciso per essersi rifiutato di rivelare dove fossero stati messi al sicuro i reperti più preziosi della città siriana, sottraendoli così alla furia iconoclasta dell’Isis. Dal decimo anniversario, il premio ha assunto il nome “Palmyra”, in continuità con la campagna social #Unite4HeritageforPalmyra, lanciata dalla BMTA nel 2016 per riportare l’attenzione internazionale sul sito siriano, e con il gemellaggio siglato tra Palmira e Paestum nel 2018.

Accanto al premio principale, la BMTA assegna anche uno Special Award scelto dal pubblico: tra l’11 settembre e il 15 ottobre chiunque potrà votare la propria scoperta preferita sulla pagina Facebook della Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

 Ma ecco le cinque scoperte selezionate dalla giuria di addetti ai lavori che concorrono al premio.

Albania: il primo mausoleo romano ipogeo del Paese

Nella Valle di Bulqizë è stato individuato il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana mai documentato in territorio albanese, databile tra il III e il IV secolo d.C. La struttura, di circa 9 per 6 metri, si sviluppa su tre ambienti raggiungibili tramite una scalinata monumentale e conserva una camera sepolcrale alta 2,4 metri.

Aerial view of an archaeological excavation site showing partially unearthed structures and debris on the ground.
Il primo ipogeo-mausoleo di epoca romana scoperto in Albania  (Courtesy BMTA)

Tra gli elementi più rari figura un’iscrizione bilingue, mentre il corredo funerario restituito dagli scavi comprende vasi in vetro, oggetti in osso, armi e persino frammenti tessili intrecciati con fili d’oro: un indizio del rango sociale elevato della persona lì sepolta.

Egitto: un porto sommerso a Taposiris Magna

Three scuba divers exploring underwater rock formations in a clear blue ocean.
Il porto sommerso nel sito di Taposiris Magna (Courtesy BMTA)

A circa 50 chilometri a ovest di Alessandria, nel sito di Taposiris Magna, un team di ricerca ha individuato i resti di un porto sommerso di epoca antica: ancore, anfore, un pavimento levigato e colonne di grandi dimensioni compongono un impianto portuale che gli studiosi ritengono possa fornire nuovi indizi su uno dei quesiti più discussi dell’archeologia egizia, quello della collocazione della tomba di Cleopatra VII.

Italia, Pompei: la sala del corteo di Dioniso

Negli scavi dell’insula 10 della Regio IX a Pompei è emersa un’ampia sala da banchetto decorata con un fregio a figure quasi a grandezza naturale, una vera e propria megalografia.

Archaeological site featuring a partially restored ancient room with colorful frescoes, columns, and scaffolding, set against a backdrop of Mount Vesuvius.
La sala da banchetto emersa a Pompei (Courtesy BMTA)

Le pitture, databili tra il 40 e il 30 a.C., raffigurano un corteo dionisiaco animato, mentre la quarta parete della stanza si apriva verso un giardino, mettendo in comunicazione lo spazio conviviale con l’esterno. Gli archeologi hanno battezzato l’abitazione Casa del Tiaso, dal nome del corteo rituale dedicato a Dioniso.

Italia, Vulci: una Kore greca in terra etrusca

Il progetto di ricerca Vulci Cityscape ha portato alla luce una testa in marmo raffigurante una giovane donna, una Kore, databile agli inizi del V secolo a.C. e attribuibile a una bottega attica per la raffinatezza dell’acconciatura.

A marble bust of an ancient Greek woman with a detailed hairstyle, displayed on a blue cloth against a background of bookshelves and a digital screen.
Testa di giovane donna portata alla luce a Vulci (Courtesy BMTA)

Si tratta di un ritrovamento non comune: una scultura di produzione greca rinvenuta in un contesto etrusco, che aggiunge un tassello alla ricostruzione dei rapporti tra le due culture nell’Italia preromana.

Turchia: coccodrilli e fenicotteri a Eraclea al Latmo

Sulle pendici del monte Latmo, nell’antica città greca di Eraclea al Latmo, sono stati riportati alla luce mosaici raffiguranti coccodrilli, delfini, fenicotteri e anguille.

Two archaeologists cleaning a mosaic floor with detailed designs in a stone structure.
Mosaici con coccodrilli e delfini nel frigidarium /Courtesy BMTA)

Nel frigidarium delle terme, l’ambiente destinato ai bagni freddi, spiccano sei coccodrilli rappresentati a coppie, uno di fronte all’altro: una scelta iconografica curiosa in un’area climatica in cui l’animale non era certo di casa, tanto da far ipotizzare agli studiosi l’intervento di un mosaicista itinerante, abituato a riprodurre soggetti esotici visti altrove.

Un premio con una storia decennale

Dal suo debutto, l’International Archaeological Discovery Award ha premiato scoperte di portata internazionale: dalla tomba di Amphipolis in Grecia (2015) alla città dell’età del Bronzo di Bassetki in Iraq (2017), fino alle statue etrusche e romane di San Casciano dei Bagni (2023) e all’edificio minoico di Creta legato al mito del labirinto, vincitore nel 2025. Un albo d’oro che racconta, edizione dopo edizione, quanto lavoro sul campo si nasconda dietro ogni titolo di giornale dedicato a una nuova scoperta.

Il verdetto sul vincitore 2026, così come l’esito dello Special Award, arriverà a fine ottobre da Paestum: un’occasione per tornare a parlare di archeologia mediterranea proprio nei giorni in cui la BMTA riunisce operatori, ricercatori e appassionati da tutto il mondo.

Immagine in apertura:  Italia, Vulci: una testa di fanciulla, scultura greca in territorio etrusco (credit courtesy: BMTA)

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Data di pubblicazione registrata: 12/09/2026 12:11
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