PREMI / Gli straordinari sarcofagi egizi di Saqqara eletti “miglior scoperta archeologica” del 2020

Va alla scoperta di centinaia di sarcofagi nella necropoli di Saqqara in Egitto la 7a edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, promosso dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e da Archeo

di Redazione

I sarcofagi di Saqqara, scoperta vincitrice del dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad” 2020 (foto: Mohamed Abd Al Ghany)

Va alla sensazionale scoperta delle centinaia di sarcofagi della necropoli di Saqqara, in Egitto, la 7ª edizione dell’International Archaeological Discovery Award “Khaled al-Asaad”, il premio annuale assegnato dalla Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico e da Archeo, la prima testata archeologica italiana, alle più interessanti scoperte dell’anno in corso. L’International Archaeological Discovery Award è intitolato a Khaled al-Asaad, Direttore dell’area archeologica e del Museo di Palmira dal 1963 al 2003, che ha pagato con la vita la difesa del patrimonio culturale ed è l’unico riconoscimento a livello mondiale dedicato al mondo dell’archeologia e ai suoi protagonisti, gli archeologi, che con sacrificio, dedizione, competenza e ricerca scientifica affrontano quotidianamente il loro compito nella doppia veste di studiosi del passato e di professionisti a servizio del territorio. L’assegnazione del Premio avviene in collaborazione con le testate internazionali, tradizionali media partner della Borsa: Antike Welt (Germania), Archäologie in Deutschland (Germania), Archéologia (Francia), as. Archäologie der Schweiz (Svizzera), Current Archaeology (Regno Unito), Dossiers d’Archéologie (Francia).

I sarcofagi di Saqqara durante la presentazione, nel novembre 2020. Foto: Mohammed Fouad/dpa (Giza – 2020-11-14, Mohammed Fouad / IPA)

L’eccezionale ritrovamento, vicino alla piramide di Djoser – la prima struttura di cemento completa esistente al mondo e la più antica piramide a gradoni di tutto l’Egitto -, di oltre 100 sarcofagi era stata annunciata nel novembre 2020, suscitando grande interesse e curiosità in tutto il mondo. I sarcofagi risalivano a due epoche diverse, Tolomeo e Tardo Periodo; insieme a loro, erano tornate alla luce più di 40 statue con maschere e mummie dorate di 2.500 anni, ben conservate in pozzi profondi 12 mt. Una scoperta che si è aggiunta alle altre avvenute nel corso di pochi mesi: in 3 pozzi funerari di 10, 11 e 12 mt di profondità, 59 sarcofagi antropomorfi e policromi di ben 2.600 anni fa, risalenti alla XXVI dinastia, disposti in diverse camere, impilati l’uno sull’altro e appartenenti a sacerdoti, alti funzionari e personalità di spicco dell’alta società. E poi ancora, 27 sarcofagi intatti sepolti da più di 2.500 anni e mai aperti, con bare in legno ottimamente conservate, dipinte con colori vivaci, trovati insieme ad altri manufatti più piccoli, all’interno di un pozzo nel sito sacro. Infine, altri 50 sarcofagi in legno in 52 pozzi sepolcrali, profondi tra i 10 e 12 mt, che facevano parte del tempio funerario dedicato alla regina Naert, moglie del re Teti, il primo faraone della VI dinastia del Vecchio Regno.

Particolare di uno dei sarcofagi (Foto: © Ahmed Hasan AFP)

Le altre quattro scoperte archeologiche finaliste della 7ª edizione del Premio erano: la verità sul Disco di Nebra, il reperto più analizzato della storia archeologica tedesca; le pitture rupestri più antiche del mondo nell’isola di Suwalesi, in Indonesia, con un cinghiale dipinto in ocra rossa di 45.500 anni fa; tre stanze di duemila anni fa a Gerusalemme sotto il Muro del Pianto; le tantissime scoperte di Pompei, un Thermopolium, un carro cerimoniale, così come le origini etrusche della città.

Nel 2015 il Premio è stato assegnato a Katerina Peristeri, Responsabile degli scavi, per la scoperta della Tomba di Amphipolis (Grecia); nel 2016 all’INRAP Institut National de Recherches Archéologiques Préventives (Francia), nella persona del Presidente Dominique Garcia, per la Tomba celtica di Lavau; nel 2017 a Peter Pfälzner, Direttore della missione archeologica, per la città dell’Età del Bronzo presso il villaggio di Bassetki nel nord dell’Iraq; nel 2018 a Benjamin Clément, Responsabile degli scavi, per la “piccola Pompei francese” di Vienne; nel 2019 a Jonathan Adams, Responsabile del Black Sea Maritime Archaeology Project (MAP), per la scoperta nel Mar Nero del più antico relitto intatto del mondo.

Il Premio sarà consegnato a Mostafa Waziry, Segretario Generale del Consiglio Supremo delle Antichità di Egitto, venerdì 26 novembre alle ore 18 alla presenza di Fayrouz, archeologa e figlia di Khaled al-Asaad, in occasione della XXIII Borsa Mediterranea del Turismo Archeologico.

Nella stessa Cerimonia sarà premiata anche la scoperta archeologica riferita all’anno 2019 vincitrice della 6ª edizione, ma non conferita in quanto la BMTA nel novembre 2020 fu annullata a causa del lockdown: Daniele Morandi Bonacossi, Direttore della Missione Archeologica Italiana nel Kurdistan Iracheno e Ordinario di Archeologia e Storia dell’Arte del Vicino Oriente Antico dell’Università di Udine, per la scoperta di dieci rilievi rupestri assiri raffiguranti gli dèi dell’Antica Mesopotamia presso il sito di Faida, a 50 km da Mosul.

Per quanto riguarda, invece, lo “Special Award” per il maggior consenso sulla pagina Facebook della BMTA, è risultata la scoperta delle “tre stanze di 2.000 anni fa sotto il Muro del Pianto di Gerusalemme”.

L’edizione 2021 della Borsa si svolgerà a Paestum presso la nuova location del Tabacchificio Cafasso, oltre che presso la Basilica, il Museo Nazionale, il Parco Archeologico da giovedì 25 a domenica 28 novembre.

Informazioni: https://www.borsaturismoarcheologico.it/premio-khaled-al-asaad-2021/

Fonte: BMTA

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