STUDI / Una ricerca rivela: il castagno e la noce furono diffusi in Europa dai romani

Il castagno e il noce sono specie arboree economicamente importanti in Europa. Il fatto che oggi i loro frutti e il loro legno siano così diffusi è merito degli antichi Romani. I ricercatori dell’Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL e dell’Università di Berna hanno ripercorso la storia della loro diffusione basandosi su pollini e macroresti vegetali, ricostruendo per la prima volta la diffusione di queste due specie in Europa

Gottardo Pestalozzi (WSL)

I mosaici con il motivo “Asarotos oikos” (ambiente domestico non spazzato) raffigurano resti di banchetti sparsi sul pavimento. In questo esemplare del I secolo a.C., una castagna è raffigurata insieme a un fico, una pera, una mandorla, un dattero, una nocciola, una spiga di grano e altri resti di cibo. Immagine: Nina Willburger su Twitter, scattata al Museo Archeologico Nazionale di Aquileia.

L’Impero Romano non solo unificò la lingua, la religione, la cultura e le procedure amministrative dei popoli conquistati, ma influenzò anche le abitudini alimentari. In uno studio pubblicato sulla rivista “Environmental Archeology”, quattro ricercatori hanno tracciato la storia etnobotanica del castagno (Castanea sativa) e del noce (Juglans regia). Per la prima volta è emerso un quadro completo della storia colturale e della diffusione e di queste due specie arboree in Europa. 

Una storia etnobotanica

Mosaico romano  con  noce
Un topo sgranocchia una mezza noce in questo mosaico del I o II secolo d.C. scoperto in una villa nei pressi di Roma. Immagine: gruppo Facebook “Dattiloteca”, scattata nei Musei Vaticani.

Già nel corso del primo millennio a.C. si hanno le prime evidenze di coltivazione del castagno e del noce. Lo studio mostra ora il ruolo decisivo delle conquiste romane nella diffusione di queste due specie arboree nell’Europa centrale e occidentale. Questo vale in particolare per il castagno, la cui diffusione ha conosciuto una vera e propria esplosione in seguito alle campagne romane di conquista, soprattutto sul versante meridionale delle Alpi e in Francia. Per il noce, specie che aveva già beneficiato di una certa diffusione durante l’Età del Ferro, la colonizzazione romana è coincisa con un consolidamento della sua presenza.


Testi antichi testimoniano che sia i Romani che i Greci, coltivavano il castagno soprattutto per la sua capacità di produrre rapidamente un legno molto resistente. Del noce, invece, si apprezzavano sia i frutti che il legno. Con la diffusione del castagno in molte regioni europee, l’Impero Romano pose le basi per la cultura medievale della castagna, che divenne in molti casi un alimento base per la sussistenza nelle aree montane, tanto da giustificare l’appellativo di  “albero del pane”, come era per esempio il caso  nella Svizzera meridionale. Oggi entrambe le specie arboree sono economicamente importanti in Europa, sia per il legno che per i frutti. 

Ritrovamenti di polline e resti di frutti

Studiando l’insieme dei dati disponibili in termini di pollini (palinologia) e resti vegetali provenienti dai siti archeologici (archeobotanica), i ricercatori hanno potuto ricostruire la distribuzione passata delle due specie arboree. Per questo progetto, il team guidato da Patrik Krebs, geografo del WSL, ha preso in considerazione i territori compresi nell’Impero Romano all’epoca della sua massima espansione. Dopo un’analisi sistematica dei dati del Neotoma Paleloecology Database, i ricercatori hanno incrociato i dati ottenuti con le evidenze archeologiche, i resoconti storici e la letteratura scientifica esistente. È così stato possibile tracciare una mappa accurata della storia della diffusione per mano dell’uomo del castagno e del noce nel continente Europeo.

La ricerca originale, intitolata The Roman Legacy on European Chestnut and Walnut Arboriculture, è stata pubblicata sulla rivista scientifica Environmental Ecology

Mappa della distribuzione di pollini in Europa
La mappa mostra la distribuzione dei reperti pollinici di castagno e di noce, ricavati dalla banca dati Neotema. Grafica: Patrik Krebs, WSL.

BIBLIOGRAFIA

Krebs, P.; Ulmke, F.; Tinner, W.; Conedera, M., 2022: The Roman legacy on European chestnut and walnut arboriculture. Environmental Archaeology, 1-22. doi: 10.1080/14614103.2022.2137648

Via: Istituto federale di ricerca per la foresta, la neve e il paesaggio WSL

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