Una mostra straordinaria a Suzhou celebra il rapporto tra uomo e cavallo, intrecciando arte e storia delle culture cinese ed europea. L’esposizione, intitolata “Horses. Symbols of Millenary Power from the Mediterranean to Jiangnan”, è stata inaugurata ieri 17 gennaio presso il prestigioso Museum of Wu di Suzhou. Si svolge nel contesto del 55° anniversario delle relazioni diplomatiche tra Italia e Cina, due Paesi accomunati da una storia culturale millenaria e dal primato come maggiori siti Patrimonio mondiale UNESCO. L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra l’Istituto Italiano di Cultura di Shanghai, la Fondazione Torino Musei, l’Università degli Studi di Torino e Palazzo Madama. Centoventuno i capolavori esposti fino al 18 maggio, realizzati con arti e tecniche diverse.

Suzhou e Venezia: gemellate nel tempo
Già definita “Venezia d’Oriente” da Marco Polo, la città di Suzhou si pone come scenario ideale per ospitare una mostra che intreccia le culture cinese ed europea, raccontando attraverso l’arte e l’archeologia il legame tra uomo e cavallo. Il progetto espositivo offre dunque un viaggio nel tempo, esplorando simbolismi, significati e rappresentazioni del cavallo, figura centrale nelle tradizioni e nell’evoluzione delle civiltà.
Uomo e cavallo: una storia lunga due millenni
La mostra è curata da Chen Zenglu (direttore Museum of Wu), Domenico Bergero (Dipartimento di Scienze Veterinarie dell’Università degli Studi di Torino), Francesco D’Arelli (direttore Istituto Italiano di Cultura di Shanghai) e Giovanni Carlo Federico Villa (direttore di Palazzo Madama). Si sviluppa in due sezioni principali, articolate lungo un asse cronologico.

La sezione europea è introdotta dalla spettacolare Fiera di Saluzzo di Carlo Pittara, una tela di 32 mq, che offre un’immersione nella vita equestre del XVII secolo. L’opera, presentata da Pittara nel 1880 alla IV Esposizione Nazionale di Belle Arti di Torino, rievoca una fiera seicentesca con animali, ambientata poco fuori le mura di Saluzzo. Le sue dimensioni sono monumentali: 4,08 metri di altezza per 8,11 metri di larghezza. Alla “prima” suscitò grande entusiasmo per l’originalità dell’invenzione, la resa realistica della ricostruzione dell’antica fiera e la dimensione a scala naturale della rappresentazione.

Il risultato è sorprendente: una grande parata di cavalieri, personaggi in costume e moltissimi animali. Troviamo capre e bovini, cavalli di razza e da tiro, animali da cortile e cani. Colpisce la scimmietta ritratta sulla spalla di un giovane con lo scopo di attrarre l’attenzione sulla merce di un pittoresco venditore di chincaglieria. Una sorta di grande affresco, se non addirittura la premonizione di una visione da cinemascope.
Al suo rientro dalla Cina, il capolavoro sarà esposto permanentemente alla Castiglia di Saluzzo.

La sezione esplora anche l’iconografia del cavallo dall’antichità classica all’Ottocento, attraverso una varietà di tecniche artistiche, dai rilievi in marmo alla fusione del bronzo, fino ai dipinti su tela.
Un dialogo tra Oriente e Occidente
La sezione dedicata specificatamente all’arte sinica presenta invece manufatti provenienti da sette importanti musei cinesi, che raccontano il ruolo cruciale del cavallo nella storia e cultura dell’Estremo Oriente.

Le opere, in bronzo, ceramiche e tessuto, testimoniano l’importanza del cavallo non solo come strumento di lavoro, ma anche come simbolo spirituale e culturale. In questo contesto, la mostra si pone come un ponte tra Oriente e Occidente, esaltando lo scambio culturale che affonda le sue radici nell’antica Via della Seta.
Fonte: Palazzo Madama





