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La Necropoli etrusca di Tarquinia, patrimonio UNESCO e uno dei complessi funerari dipinti più importanti del Mediterraneo, si arricchisce di un nuovo intervento di valorizzazione. Giovedì 11 dicembre verrà inaugurato il nuovo sistema di accesso alla Tomba dei Pigmei, uno degli ipogei più particolari dell’area di Monterozzi, in località Secondi Archi.

L’iniziativa è promossa dall’Associazione Amici delle Tombe di Tarquinia, in collaborazione con la Soprintendenza per la provincia di Viterbo e per l’Etruria meridionale, nell’ambito delle attività di tutela e valorizzazione del sito. La realizzazione del nuovo accesso è stata resa possibile grazie al generoso contributo della socia Federica Wiel Marin.

Un dromos difficile da percorrere

Le criticità del vecchio percorso

Fino ad oggi, la fruizione della Tomba dei Pigmei era fortemente limitata dalla presenza di un dromos lungo e ripido, che rendeva l’accesso complesso sia per i visitatori sia per gli operatori impegnati nelle attività di controllo e manutenzione. Il nuovo sistema consente ora un ingresso più sicuro, controllato e compatibile con le esigenze di conservazione.

Un invito all'inaugurazione del nuovo sistema di accesso alla Tomba dei Pigmei, con affreschi etruschi di cavalieri e banchetti, sullo sfondo di un pannello grafico decorativo.

L’intervento si inserisce in una strategia più ampia volta a migliorare l’accessibilità delle tombe dipinte, garantendo al tempo stesso la protezione delle superfici decorate, estremamente fragile a causa delle variazioni microclimatiche.

La scoperta della Tomba dei Pigmei

Gli scavi della Fondazione Lerici

La Tomba dei Pigmei fu rinvenuta nel corso delle campagne di scavo della Fondazione Lerici, che a partire dagli anni Cinquanta del Novecento svolse un ruolo fondamentale nelle ricerche sistematiche nella necropoli tarquiniese. L’ipogeo è databile agli inizi tra IV e III secolo a.C., una fase di piena maturità della pittura funeraria etrusca.

Un ciclo pittorico di straordinario interesse

Banchetti, cavalieri e figure enigmatiche

Tra le scene ancora ben leggibili negli affreschi della tomba spicca un banchetto con tre klinai, su cui sono adagiati i convitati, secondo uno schema iconografico tipico dell’aristocrazia etrusca. Accanto a questa scena compaiono anche personaggi mantati a cavallo, raffigurazioni che rimandano a rituali e simboli legati allo status sociale e al mondo dell’aldilà.

Il nome convenzionale di “Tomba dei Pigmei” deriva dalla presenza di figure minute, interpretate come esseri fantastici o personaggi simbolici, che contribuiscono a rendere questo ipogeo uno dei più singolari del complesso tarquiniese.

Valorizzazione e tutela: un equilibrio delicato

La riapertura controllata della Tomba dei Pigmei rappresenta un esempio concreto di come sia possibile coniugare tutela, accessibilità e valorizzazione. Gli affreschi etruschi, realizzati su intonaco ancora umido, sono infatti particolarmente sensibili all’umidità, alla temperatura e alla concentrazione di anidride carbonica prodotta dai visitatori.

Per questo motivo, ogni intervento di accesso viene progettato secondo criteri rigorosi, che tengono conto:

  • della stabilità strutturale del dromos,
  • della protezione del microclima interno,
  • della sicurezza dei flussi di visita.

Il ruolo delle associazioni nella valorizzazione del patrimonio

L’intervento conferma anche l’importanza del ruolo svolto dalle associazioni culturali nel sostenere la valorizzazione del patrimonio archeologico. L’Associazione Amici delle Tombe di Tarquinia opera da anni in stretta collaborazione con le istituzioni per promuovere conoscenza, tutela attiva e sensibilizzazione del pubblico.

Il contributo privato che ha reso possibile l’intervento dimostra come la sinergia tra cittadini, soprintendenze e realtà associative sia oggi uno strumento concreto per garantire la sopravvivenza e la trasmissione di un patrimonio unico al mondo.

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