Una scoperta sorprendente arriva dagli scavi nell’antica città di Sussita, nota anche come Hippos (o Ippos), in Galilea. Gli archeologi hanno portato alla luce una cattedrale di età bizantina dotata di due aule con fonte battesimale – un caso unico nella regione – insieme a una serie di reperti liturgici senza precedenti.
Un doppio battistero senza confronti
Durante le indagini nella cattedrale, risalente all’epoca bizantina, gli studiosi hanno individuato due distinti photisteria, gli ambienti destinati al rito battesimale. Una caratteristica estremamente rara nella Palestina bizantina. La scoperta è stata pubblicata sulla rivista scientifica Palestine Exploration Quarterly.


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La sala settentrionale, la più grande, era dotata di una vasca alimentata da acqua corrente tramite tubature in piombo, pavimenti a mosaico e iscrizioni che rimandano alla luce e alla vita, quindi evidentemente era stata pensata appositamente per ospitare il rito.

Diversa la funzione dello spazio meridionale, dove il fonte – più piccolo e alimentato da acqua stagnante – fu inserito in un secondo momento all’interno di un martyrion, una cappella legata al culto delle reliquie.
Reperti unici: indizi sui rituali battesimali
Proprio nella sala meridionale è emersa una concentrazione straordinaria di oggetti liturgici del VI secolo, rimasti sepolti sotto le macerie del terremoto del 749 d.C.
Nel dettaglio, sono stati ritrovati un grande candelabro in ottone ancora in posizione verticale, un blocco di marmo con tre cavità emisferiche, probabilmente utilizzato per contenere oli rituali differenti, un piccolo piedistallo decorato, dalla funzione ancora incerta e soprattutto un imponente reliquiario in marmo del peso di circa 42 kg, il più grande mai rinvenuto in Terra Santa

Il blocco con tre cavità rappresenta forse la scoperta più significativa: potrebbe costituire la prima prova materiale dell’uso di oli distinti nei rituali battesimali, una pratica finora conosciuta solo attraverso fonti scritte paleocristiane.


Sussita-Hippos era la “città sul monte” dei Vangeli?
Situata su un colle del Golan, in posizione dominante sul Mar di Galilea, Sussita-Hippos era visibile da chilometri di distanza. Proprio questa posizione ha portato alcuni studiosi a ipotizzare un collegamento con un celebre passo del Vangelo, quello della “città sul monte” citata nel Vangelo secondo Matteo.

Nel corso dei secoli, la città si trasformò in un importante centro cristiano, fino alla distruzione causata dal terremoto dell’VIII secolo che, paradossalmente, ha contribuito a preservare intatti molti elementi oggi riemersi.
Un enigma ancora aperto
Resta però una domanda senza risposta. Ci sono altre sei chiese all’interno delle mura della città di Sussita: perché due battisteri nello stesso edificio? Le ipotesi sono diverse. Potrebbe essere dovuto alla separazione tra il battesimo impartito agli adulti rispetto a quello dato ai bambini, oppure all’utilizzo simultaneo della struttura per grandi comunità. Ancora, differenze rituali tra acqua corrente e acqua stagnante oppure una possibile connessione tra battesimo e culto delle reliquie.
Nessuna teoria, per ora, prevale. Ma proprio questa incertezza rende la scoperta ancora più affascinante: un tassello che amplia – e complica – la comprensione dei rituali cristiani nei primi secoli. E una cosa è certa: sotto le rovine di Sussita, la storia continua a emergere, pezzo dopo pezzo.
📘 Fonte scientifica (primaria)
- 📄 Eisenberg, M., & Kowalewska, A. The Southern Photisterion at the Hippos Cathedral and its Unique Byzantine-Period Liturgical Implements
- 🏛️ University of Haifa
- 📚 Palestine Exploration Quarterly (peer-reviewed) 1–22 (2026).
- 🔗https://doi.org/10.1080/00310328.2026.2634232




