Un capitolo importante, ma quasi dimenticato, della storia italiana ed europea tra Seicento e Settecento diventa accessibile online. L’Archivio Storico del Comune di Modena ha realizzato la catalogazione, digitalizzazione e valorizzazione dei documenti relativi a Maria Beatrice d’Este (1658-1718) , passata alla storia come “Mary of Modena“, sposa di Giacomo II Stuart e regina d’Inghilterra morta in esilio in Francia.

Grazie a un finanziamento della Regione Emilia-Romagna, le carte – recentemente acquisite – sono oggi restaurate, descritte scientificamente e liberamente consultabili online, ampliando in modo significativo le possibilità di studio e di fruizione pubblica di una vicenda cruciale della storia dinastica europea.

Ritratto di Maria Beatrice d'Este, sposa di Giacomo II Stuart, in abiti regali, con un vaso in mano e un'espressione solenne.
Ritratto di Maria Beatrice d’Este, regina di Gran Bretagna di Godfrey Kneller, 1687 circa, National Trust for Places of Historic Interest or Natural Beauty (Commons)

Un fondo restituito alla comunità e alla ricerca

La presentazione ufficiale si è svolta nella sede dell’Archivio Storico, al Palazzo dei Musei di Modena, alla presenza delle istituzioni coinvolte nel progetto. L’intervento si inserisce in una strategia più ampia di tutela e valorizzazione del patrimonio archivistico cittadino, confermando il ruolo dell’Archivio come presidio culturale attivo e aperto.

L’intero processo – dalla catalogazione alla digitalizzazione – è stato realizzato nel corso del 2025, secondo gli standard scientifici nazionali e con una particolare attenzione alla conservazione dei materiali originali.

Catalogazione scientifica e piattaforme nazionali

Manus e SBN: descrivere per rendere accessibile

La catalogazione del fondo è stata affidata a Open Group, con la cura scientifica di Silvia Perucchetti, esperta di manoscritti e fondi speciali.

  • I manoscritti e le lettere sono ora descritti su Manus, il database dell’Istituto Centrale per il Catalogo Unico dedicato ai manoscritti.
  • Il ritratto inciso di Giacomo II Stuart è stato catalogato in Indice ed è consultabile tramite l’OPAC del Servizio Bibliotecario Nazionale (SBN).

Un lavoro che restituisce piena dignità scientifica a documenti fino a oggi poco noti o noti solo indirettamente.

Image of printed material featuring the title 'L'archivio sono' with a decorative illustration and a portrait of a lady wearing a crown, laid on a wooden surface.
La cartolina delle iniziative di promozione dell’Archivio Storico

Restauro e digitalizzazione ad alta risoluzione

Tecnologia e tutela del documento

La fase più delicata, quella della stabilizzazione conservativa e digitalizzazione, è stata affidata a Mida Digit srl (Gruppo Panini), con il supporto della restauratrice Gaia Petrella.

Gli interventi hanno garantito la messa in sicurezza dei materiali, il rispetto dell’integrità storica e la produzione di immagini digitali ad altissima risoluzione

Le acquisizioni sono state realizzate con uno scanner sviluppato dal Gruppo Panini, progettato specificamente per la riproduzione di materiali rari e fragili.

Lodovico Media Library: un archivio aperto

Completata l’indicizzazione, le risorse digitali sono state pubblicate sulla Lodovico Media Library, piattaforma open access sviluppata dal centro di ricerca DHMoRe dell’Università di Modena e Reggio Emilia.

Un elemento di particolare rilievo è il collegamento diretto tra immagini digitali e descrizioni catalografiche su Manus e SBN. Un sistema che consente una navigazione incrociata tra dati e fonti, facilitando il lavoro di studiosi, ricercatori e appassionati.

Il cuore del fondo: la fuga di Mary of Modena

Il manoscritto autografo di Francesco Riva

Al centro della raccolta si colloca un documento di straordinaria forza narrativa: il racconto autografo di Francesco Riva, pittore bolognese della bottega del Guercino e guardarobiere personale della regina.

Scritto nell’agosto del 1689 e destinato ai familiari “a futura memoria”, il manoscritto descrive in prima persona la fuga notturna di Maria Beatrice d’Este e del neonato Principe di Galles durante la Gloriosa Rivoluzione.

Dalle riunioni segrete alla traversata del Tamigi, dal viaggio verso Dover fino all’approdo in Francia, il testo restituisce una testimonianza diretta, finora conosciuta solo attraverso copie conservate altrove.

Lettere, lasciapassare e ritratti: una rete di relazioni europee

Il fondo comprende inoltre:

  • due lettere autografe di Maria Beatrice
  • un lasciapassare firmato da Luigi XIV, con sigillo a secco
  • una vasta corrispondenza tra la famiglia Riva e la corte Stuart
  • uno schema genealogico dei Riva
  • una miniatura a olio su rame attribuibile alla regina
  • un ritratto inciso di Giacomo II Stuart

Un insieme che documenta la continuità dei rapporti politici e personali tra Modena, la Francia e l’Inghilterra fino alla metà del XVIII secolo.

Un archivio che racconta e coinvolge

Il valore evocativo delle carte ha già trovato una prima restituzione pubblica nello spettacolo di burattini “La fuga di Mary of Modena”, proposto nell’ambito della rassegna “L’Archivio sono Io”.

Un’esperienza che conferma l’Archivio come luogo vivo di narrazione, con l’ipotesi di una nuova replica nel 2026, in occasione della settimana regionale “Quante storie nella Storia”.

📘 Fonte notizia

  • 📄 Comunicato stampa Comune di Modena

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