I lavori per la realizzazione della linea tranviaria di Firenze stanno offrendo un’importante occasione per approfondire la conoscenza delle fortificazioni medievali della città. I nuovi scavi archeologici in piazza Beccaria, eseguiti durante la posa dei binari e coordinati dalla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio con la collaborazione di Cooperativa Archeologia, hanno infatti riportato alla luce un nuovo tratto della cerchia muraria arnolfiana e ulteriori strutture connesse all’antica Porta alla Croce.
Le nuove scoperte completano quanto emerso tra la fine del 2025 e l’inizio del 2026 durante gli interventi per l’acquedotto, consentendo di ricostruire con maggiore precisione il sistema difensivo che proteggeva l’accesso orientale della Firenze medievale.
Riemerge il ponte che attraversava il fossato di San Gervasio
Gli archeologi hanno individuato una seconda arcata del ponte che permetteva di superare il fosso di San Gervasio, confermando le evidenze già emerse durante la precedente campagna di scavo.

Il sistema difensivo era estremamente articolato e comprendeva la cinta muraria realizzata alla fine del XIII secolo, le porte urbane, un fossato esterno largo circa 20 metri, i ponti di attraversamento e una strada interna che correva lungo le mura. Il ponte principale, costruito nel 1321 in asse con Porta alla Croce lungo la via Aretina, è ancora oggi parzialmente conservato all’interno della grande condotta fognaria realizzata da Giuseppe Poggi nella seconda metà dell’Ottocento, che riutilizzò parte delle strutture medievali.
Un grande edificio davanti alla porta medievale

Le nuove indagini hanno consentito di approfondire lo studio di un ampio ambiente addossato al lato della porta cittadina, già individuato durante gli scavi precedenti.
La struttura presenta cantonali in pietra perfettamente squadrata, pareti decorate con intonaco graffito a finto isodomo e poggia su due grandi arcate voltate costruite con conci lapidei accuratamente lavorati. L’edificio era direttamente collegato alla cinta muraria e ampliava il ponte trasformandolo in una piattaforma davanti all’ingresso della città.

La sua funzione originaria resta ancora oggetto di studio. Secondo gli archeologi potrebbe aver avuto un ruolo militare, rendendo più controllabile l’accesso laterale alla porta, oppure una funzione amministrativa, destinata alla riscossione delle gabelle sulle merci in ingresso.
Nel XIX secolo l’edificio era noto come “reclusorio delle bestie”, utilizzato durante il mercato del bestiame che si svolgeva proprio davanti a Porta alla Croce.
L’antiporta e una possibile connessione con Giotto
L’integrazione dei dati raccolti tra dicembre 2025 e luglio 2026 permette ora di ipotizzare con maggiore solidità la presenza di una vera e propria antiporta, una struttura avanzata destinata a rafforzare la difesa dell’ingresso cittadino.

Tra le ipotesi più suggestive avanzate dagli studiosi vi è quella proposta dal professor Frati dell’Università di Firenze. Poiché Giovanni Villani ricorda che nel 1333 una devastante alluvione colpì l’area di Porta alla Croce, è possibile che i successivi lavori di ristrutturazione siano stati eseguiti durante il mandato di Giotto, nominato nel 1334 magister et gubernator delle opere pubbliche del Comune di Firenze.
Il celebre pittore, infatti, non sovrintendeva esclusivamente ai lavori della cattedrale di Santa Reparata, ma aveva competenze sull’insieme delle opere pubbliche cittadine, comprese le fortificazioni. Al momento si tratta di una ipotesi di lavoro, che dovrà essere verificata attraverso ulteriori indagini archeologiche e documentarie.
Gli scavi non rallentano i lavori della tramvia
La Soprintendenza ha precisato che le indagini non stanno interferendo con il cronoprogramma della nuova linea tranviaria. Le strutture saranno documentate, studiate e successivamente ricoperte per consentire la prosecuzione del cantiere.
Prima della ricopertura è prevista una giornata di apertura straordinaria dedicata ai cittadini, che potranno osservare da vicino le testimonianze della Firenze comunale emerse durante gli scavi.
Le nuove scoperte offrono così un’importante occasione per approfondire l’evoluzione delle fortificazioni cittadine, dall’ampliamento della cinta arnolfiana fino agli interventi urbanistici ottocenteschi di Giuseppe Poggi, contribuendo a ricostruire uno dei capitoli più significativi della storia urbana di Firenze.
Immagine in apertura: L’arcata e l’ambiente superiore dell’antiporta di Porta alla Croce ritrovati a dicembre 2025 – gennaio 2026 – I SCAVO. Foto: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
per la città metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato
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- 📄 Fonte: Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio
- per la città metropolitana di Firenze e la Provincia di Prato ✅
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Data di pubblicazione registrata: 17/07/2026 17:35
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