Nuove scoperta nel Parco archeologico di Vetulonia. Sull’altura di Poggiarello Renzetti, la campagna di scavo 2026 ha restituito nuovi dati sulla cosiddetta Domus dei Dolia, la più grande e articolata unità abitativa finora individuata nel quartiere urbano sviluppatosi in età ellenistica tra gli inizi del III e i primi decenni del I secolo a.C.
Una grande abitazione del quartiere urbano di Vetulonia
La domus si estende per quasi 500 metri quadrati e comprende almeno quindici ambienti, realizzati attraverso più fasi costruttive. I pavimenti e le decorazioni parietali dei vani tricliniari e di rappresentanza documentano una residenza di particolare prestigio, con confronti nelle ville d’ozio della fase romana di Pompei. L’edificio, insieme al quartiere circostante, fu distrutto da un grande incendio nel primo quarto del I secolo a.C., tradizionalmente collegato alle rappresaglie delle truppe sillane contro le città etrusche alleate di Mario.

Le indagini, interrotte per sei anni e riprese nell’agosto 2026, hanno interessato il settore nord-orientale ancora non esplorato e il fronte settentrionale della casa. Lo scavo ha permesso di seguire le fondazioni dei muri perimetrali e di precisare la relazione della domus con la via dei Ciclopi, che corre lungo il suo lato settentrionale.
Sul lato occidentale è stata inoltre documentata una profonda canaletta fognaria per il deflusso delle acque, costruita con spallette verticali in pietra e una copertura formata da lunghe lastre trasversali. Nell’ampio spazio denominato “K”, già interpretato come possibile peristilio, sono emersi almeno due ambienti quadrangolari e una cisterna circolare di oltre due metri di diametro, bordata da grandi pietre e collegata a una canaletta realizzata con coppi semicircolari, diretta verso il sistema di scolo della via.

Un ingresso monumentale sulla via dei Ciclopi
La scoperta più significativa della campagna riguarda però il fronte settentrionale della domus. A circa un metro dalla soglia individuata durante gli scavi del 2018 è stata rinvenuta una nuova lastra lapidea di soglia, che consente di identificare con maggiore sicurezza l’accesso principale all’abitazione dalla via dei Ciclopi.
L’ingresso era articolato in due passaggi, entrambi protetti da una copertura porticata in tegole e coppi. Proprio davanti all’accesso, i basoli della strada presentano una sistemazione particolare: le pietre sono disposte attorno a un tombino di forma ovaleggiante, dotato di un foro per lo scarico delle acque verso la canaletta fognaria coperta.
La disposizione dei basoli crea sul piano stradale un motivo a ventaglio che, secondo i responsabili della ricerca, non trova al momento confronti puntuali nei tracciati stradali urbani coevi conosciuti. Un dettaglio che aggiunge quindi un elemento significativo alla ricostruzione dell’organizzazione dello spazio pubblico e privato nella Vetulonia ellenistica.

La campagna, conclusa il 28 agosto 2026 dopo quattro settimane di attività, rientra nel progetto scientifico di messa in luce e valorizzazione integrale della Domus dei Dolia, elaborato dal direttore dei Parchi archeologici della Maremma Leonardo Bochicchio con la direttrice scientifica del Museo civico archeologico “Isidoro Falchi” di Vetulonia, Simona Rafanelli, e il direttore di dipartimento dell’Università degli Studi di Perugia Gian Luca Grassigli. Il progetto è sostenuto da un finanziamento del Ministero della Cultura e dalla collaborazione degli enti locali e della Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio per le province di Siena, Grosseto e Arezzo.
La ripresa degli scavi costituisce una prima fase: un nuovo intervento nella stessa area è già in fase avanzata di pianificazione.
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- 📄 Fonte: Parchi archeologici della Maremma ✅
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Data di pubblicazione registrata: 14/09/2026 11:06
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