Un villaggio dell’Età del Bronzo affiorante tra spiaggia e mare, una necropoli romana sommersa e percorsi che consentono di esplorare il patrimonio archeologico sia dalla terraferma sia in acqua. A Porto Cesareo, nel Salento, prende vita il Parco sommerso e costiero, un progetto che rende finalmente fruibili al grande pubblico importanti testimonianze del passato custodite lungo il litorale.
L’iniziativa, realizzata nell’ambito del Bando Smart-In Archeologia della Regione Puglia, rappresenta un modello innovativo di valorizzazione del patrimonio culturale, coniugando ricerca archeologica, tutela ambientale e turismo sostenibile.
Il parco interessa due aree di grande interesse storico: Scalo di Furno, dove si conserva un insediamento dell’Età del Bronzo, e Torre Chianca, davanti alla quale giace una necropoli romana oggi visitabile anche con maschera e boccaglio.
Archeowalking e archeosnorkeling per esplorare il passato
Il nuovo percorso è stato progettato per consentire un’esperienza diretta del paesaggio archeologico. I visitatori possono seguire itinerari di archeowalking lungo la costa oppure praticare archeosnorkeling, osservando i resti sommersi direttamente dalla superficie del mare.
L’offerta comprende anche escursioni in canoa, SUP e una barca alimentata a energia solare, strumenti che permettono di avvicinarsi ai siti senza alterarne il delicato equilibrio ambientale.
Questa modalità di fruizione trasforma il patrimonio archeologico in un vero paesaggio culturale, nel quale ambiente naturale e testimonianze storiche vengono percepiti come un unico sistema.
Ricerca scientifica e valorizzazione del territorio
Il progetto è il risultato di anni di ricerche condotte dall’Università del Salento, con la direzione scientifica dell’archeologa Rita Auriemma, in collaborazione con l’Area Marina Protetta di Porto Cesareo, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio e numerosi enti istituzionali.
Secondo Auriemma, il nuovo parco restituisce alla collettività un patrimonio rimasto nascosto per secoli sotto il mare, proponendo un modello di archeologia pubblica che supera il concetto tradizionale di museo e invita il visitatore a vivere direttamente i luoghi della storia.
Anche l’amministrazione comunale sottolinea come il parco rappresenti una risorsa strategica per il territorio, capace di rafforzare l’identità culturale di Porto Cesareo e ampliare l’offerta turistica con un modello rispettoso dell’ambiente e orientato alla sostenibilità.
Un patrimonio che racconta millenni di storia
I siti archeologici del parco testimoniano una frequentazione della costa salentina che si estende dall’Età del Bronzo fino all’epoca romana, documentando il ruolo di questo tratto di litorale nei traffici e negli insediamenti del Mediterraneo antico.
La possibilità di osservare direttamente i resti archeologici nel loro contesto originario rappresenta un’importante occasione di divulgazione scientifica e di sensibilizzazione verso la tutela del patrimonio sommerso, ancora oggi poco conosciuto rispetto ai siti terrestri.
Con il Parco sommerso e costiero, Porto Cesareo si propone come uno dei più interessanti esempi italiani di integrazione tra archeologia, paesaggio e fruizione sostenibile, offrendo un’esperienza immersiva che permette di riscoprire la storia seguendo il confine naturale tra terra e mare.
Immagine in apertura: Veduta dall’alto di Porto_Cesareo (Foto: Creative Commons, di Paolo Damiano Dolce – Opera propria, CC BY-SA 4.0)







