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Una pisside centuripina del III secolo a.C., decorata con una scena nuziale, torna a Centuripe, nell’Ennese, dopo quasi trent’anni trascorsi nelle collezioni dell’Allard Pierson Museum, il museo archeologico dell’Università di Amsterdam. La restituzione è avvenuta per decisione volontaria dell’istituzione olandese e rappresenta un nuovo capitolo nel rapporto tra musei, ricerca sulla provenienza e tutela del patrimonio archeologico.

La pisside è un vaso in terracotta con coperchio, tipico della produzione figurata di Centuripe, centro della Sicilia orientale noto soprattutto per la raffinata ceramica policroma di età ellenistica. L’oggetto sarà ora esposto stabilmente nel Museo regionale di Centuripe, dove andrà ad arricchire una collezione che conserva numerose testimonianze della produzione locale.

Le fotografie che hanno cambiato la storia del reperto

La pisside era stata acquistata dall’Allard Pierson nel 1997 da un commerciante d’arte svizzero. Il venditore aveva dichiarato che il vaso proveniva da una collezione privata svizzera precedente al 1970, ma non aveva fornito documentazione relativa a licenze di esportazione o a una storia più dettagliata dell’oggetto.

La situazione è cambiata nel 2017, quando le autorità siciliane hanno chiesto la restituzione del reperto. Un ruolo decisivo è stato svolto da alcune fotografie storiche, entrate in possesso dell’associazione SiciliAntica di Centuripe e scattate prima del restauro della pisside. Le immagini hanno fornito elementi utili per collegare il vaso al territorio siciliano e hanno messo in discussione la sua presunta provenienza da una vecchia collezione svizzera.

L’ipotesi di una provenienza da scavi clandestini è stata inoltre considerata particolarmente plausibile alla luce della documentata attività di saccheggio che in passato ha interessato le tombe a camera della zona di Centuripe.

Una restituzione senza obbligo giuridico

Il caso presenta anche un aspetto del tutto particolare sul piano giuridico. Quando la pisside fu acquistata, infatti, la situazione normativa nei Paesi Bassi era diversa da quella italiana. I Paesi Bassi hanno ratificato la Convenzione UNESCO del 1970 sull’illecita importazione, esportazione e trasferimento dei beni culturali soltanto nel 2009, e le successive norme di attuazione non potevano applicarsi retroattivamente all’acquisto del 1997.

Per questo l’Allard Pierson non era sottoposto a un obbligo giuridico di restituzione. La scelta di riportare il reperto in Sicilia è stata quindi presentata dal museo come un atto di responsabilità e trasparenza, fondato sulle nuove informazioni emerse sulla provenienza.

La vicenda apre ora una nuova fase di collaborazione tra l’Università di Amsterdam e le istituzioni siciliane, con l’obiettivo di proseguire la ricerca sulla provenienza delle collezioni archeologiche. Per Centuripe, intanto, il ritorno della pisside significa ricomporre una piccola ma importante parte della storia archeologica della città.

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  • 📄 Fonte: Regione Siciliana

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Data di pubblicazione registrata: 08/10/2026 10:11
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