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Una lettera scritta quasi cinquecento anni fa da Alfonso I d’Este a Ludovico Ariosto è tornata all’Archivio di Stato di Massa. Datato 31 gennaio 1524, il documento racconta un aspetto meno noto del poeta dell’Orlando furioso: il suo lavoro di governatore della Garfagnana, incarico durante il quale dovette affrontare questioni di ordine pubblico, banditismo, amministrazione del territorio e richieste di grazia.

La restituzione ufficiale si è svolta il 9 ottobre 2026 nella Sala Conferenze dell’Archivio, riportando la missiva nel fondo documentario al quale appartiene. La lettera era stata sottratta in passato al patrimonio statale, individuata in un’asta nel 1973 e successivamente donata alla Morgan Library di New York, che l’ha conservata fino al recupero e al rientro in Italia.

Il poeta al servizio del duca

Ariosto è conosciuto soprattutto come autore dell’Orlando furioso, ma tra il 1522 e il 1525 fu anche governatore della Garfagnana per conto degli Este. Si trattava di un territorio difficile da amministrare, segnato da tensioni locali e fenomeni di banditismo. La corrispondenza con il duca documenta le questioni che arrivavano sul tavolo del governatore e il rapporto tra chi amministrava la provincia e il potere centrale.

La lettera del 1524 è significativa proprio perché permette di osservare questa dimensione concreta dell’attività di Ariosto. Le indicazioni di Alfonso I d’Este riguardano infatti problemi di governo e decisioni amministrative, mostrando come le informazioni trasmesse dal governatore contribuissero alle scelte del sovrano.

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Le tracce negli inventari d’archivio

Il recupero è stato possibile grazie al lavoro del Comando Carabinieri Tutela Patrimonio Culturale, in collaborazione con le autorità statunitensi. Determinante è stata la ricostruzione della provenienza attraverso gli strumenti archivistici: in particolare, l’Inventario ottocentesco dell’Archivio Generale della Sottoprefettura di Garfagnana e le ricerche legate agli studi di Giovanni Sforza, storico e direttore dell’Archivio di Stato di Massa.

Il caso dimostra quanto inventari e strumenti di corredo siano essenziali per identificare documenti sottratti e ricostruirne la collocazione originaria. Il recupero era stato presentato il 30 aprile 2026 a Roma, insieme ad altri beni culturali restituiti all’Italia.

Alla cerimonia di Massa sono intervenuti rappresentanti delle istituzioni, studiosi del carteggio ariostesco e studenti del Liceo Classico “P. Rossi”, che hanno letto il testo originale della missiva. Con il rientro del documento, l’Archivio di Stato recupera una testimonianza diretta della storia amministrativa della Garfagnana e dell’attività politica di uno dei maggiori autori del Rinascimento italiano.

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  • 📄 Fonte: Direzione Generale Archivi
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Data di pubblicazione registrata: 13/10/2026 10:33
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