Un incendio ha quasi completamente distrutto il Nido dell’Aquila, il celebre rifugio costruito per Adolf Hitler sulle Alpi bavaresi, nel sud-est della Germania. Le fiamme sono divampate nella serata di venerdì 23 ottobre 2026 e le operazioni di spegnimento stamani erano ancora in corso. La polizia ha riferito che un sospettato è stato fermato, senza tuttavia chiarire se abbia un legame con l’incendio. Al momento non risultano feriti.
L’edificio, chiamato Kehlsteinhaus in tedesco, si trova a 1.834 metri di quota su uno sperone roccioso sopra Berchtesgaden, nella regione della Baviera. L’intervento dei vigili del fuoco è stato reso ancor più complesso dalla posizione isolata dell’edificio e dalle difficoltà di accesso.
Il rifugio voluto dal regime nazista
Completato nel 1938, il Kehlsteinhaus fu commissionato dal Partito nazista su iniziativa di Martin Bormann, uno dei più stretti collaboratori di Hitler. Era destinato a incontri ufficiali e ricevimenti e sorgeva a circa 9 Km dal Berghof, la residenza privata del dittatore.

Hitler visitò il Nido dell’Aquila in diverse occasioni, ma non lo utilizzò come residenza abituale. L’edificio divenne famosissimo non solo per la sua posizione spettacolare, ma anche per le difficoltà che si incontravano nel raggiungerlo: vi si arrivava infatti soltanto percorrendo una strada di montagna che conduceva a un tunnel scavato nella roccia, per poi salirvi con un ascensore dorato.
La costruzione fu realizzata in tempi molto brevi, in condizioni difficili e con un costo elevato, anche in termini di vite umane: 12 lavoratori, infatti, sarebbero morti durante i lavori.
Da simbolo del nazismo a meta turistica
Dopo la Seconda guerra mondiale, il Kehlsteinhaus sopravvisse ai bombardamenti alleati dell’aprile 1945. Nel dopoguerra fu utilizzato anche dalle forze alleate e successivamente restituito alla Baviera. Dal 1952 è stato gestito come ristorante e meta turistica, con un’esposizione dedicata alla sua storia.

Il complesso era chiuso ai visitatori venerdì, prima che scoppiasse l’incendio. Le autorità non hanno ancora stabilito se sarà possibile recuperare parti dell’edificio: la polizia ha parlato di una distruzione quasi totale, mentre gli accertamenti sulle cause del rogo e sul possibile coinvolgimento del sospettato sono ancora in corso.
La vicenda riporta l’attenzione su un luogo che conserva una forte ambivalenza storica: nato per celebrare il potere del regime nazista, il Nido dell’Aquila è diventato nel dopoguerra una destinazione turistica, senza perdere il legame con uno dei periodi più tragici della storia europea.
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Data di pubblicazione registrata: 24/10/2026 16:44
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